Archaica: The Path of Light – Recensione Nintendo Switch

Aldilà dei gusti personali, categorie di videogiochi, che possono piacere o no, apprezzo sempre il lavoro svolto da un team indipendente. Spesso, sono formati da poche persone e con risorse limitate.  Soprattutto, la limitazione tecnologica, può rappresentare un vero campo minato per il risultato finale del prodotto.

Non è il caso della software house indie “Two Mammoths” formata principalmente dai due fratelli polacchi Marcin e Piotr Turecki, che insieme al publisher Drageus Games sono felici di annunciare, che Archaica: The Path of Light sarà rilasciato su Nintendo Switch il 24 Aprile di quest’anno, ed è la versione che ho provato, per questa recensione. Il titolo, arriverà anche su Xbox e Playstation4.

STORIA

Mi ritrovo di fronte a un puzzle game, dove sarebbe sufficiente leggere le istruzioni e iniziare a cimentarmi nei vari livelli che il videogioco propone. Invece no, i fratelli Marcin e Piotr di Two Mammoths non si sono limitati a questo, ma hanno pensato anche di raccontare una storia, criptica per certi versi, ma sempre meglio di fredde istruzioni su come giocare, in linea con la natura di questo titolo puzzle.

Siamo catapultati in un mondo sospeso, tra un passato arcaico e un futuro tecnologico avanzato. Sono il prescelto, colui che dovrà percorrere “il sentiero di luce”, potenziando gli ‘antichi artefatti, per salvare il mondo da una disastrosa fine.

Non finisce qua naturalmente, ma la storia completa sarà svelata man mano che si avanzerà nei livelli, cercando e trovando vari cripto glifi (come in Destiny 2), colonne luminose, con inciso sopra brevi passaggi di quest’apocalisse e dei costruttori di questo mondo. Se ve la dovessi raccontare tutta, è un po’ come se vi dicessi che il colpevole è il maggiordomo. Lascio a voi il piacere della scoperta.

GAMEPLAY

Archaica: Path of Light è un gioco puzzle, strutturato in livelli, con difficoltà crescente. Lo scopo è di illuminare con un flusso di luce continuo, tutti i cristalli a schermo contemporaneamente, in modo da attivare il pozzo luminoso, che porta al livello successivo, così, fino ad arrivare alla fine.  Semplice, vero?

Ogni stage è composto da: cristalli, che dovranno essere colpiti con il raggio di luce, specchi che possono essere spostati su di un quadrante e ruotati in senso orario o anti orario, per dare una angolazione al raggio. Una o più fonti di luce, che emanano un raggio luminoso continuo, il portale da sbloccare.

Sono presenti i cripto glifi, che sono solo da scovare, perchè nascosti (ma non troppo) nella stage che si stà giocando. Una volta trovati tutti, come ho scritto qualche riga in alto, sarà svelato un pezzo di storia.

Infine, ci sono delle gemme di luce, anche loro da cercare nel livello, che se utilizzate, perché si è nel “panico” e il cervello inizia a fumare forniscono un suggerimento, non la soluzione al problema. Come funziona la meccanica?

Partendo dalla fonte luminosa principale, si posizionano i diversi specchi in modo opportuno, per catturare e riflettere il raggio di luce, nella direzione dei cristalli da colpire. Ogni specchio, ha le sue caratteristiche e può riflettere la luce con diverse angolazioni, che possono essere: novanta, quarantacinque gradi, etc.

Non solo, alcuni specchi, possono proiettare raggi singoli o doppi. Una volta trovato la giusta disposizione degli specchi, in modo da indirizzare e illuminare tutti i cristalli contemporaneamente che sono disposti in punti fissi della mappa, si sbloccherà il portale, che ci porterà al livello seguente.

Se non si riesce a cavare un ragno dal buco, vengono in soccorso le gemme di luce, di cui ho accennato prima. La cosa divertente (forse) è che indicheranno solo dove posizionare lo specchio, ma resta sempre all’intuizione del gamer, come ruotarlo, capire quale angolazione serve e quale tipo di specchio è da posizionare.

Non mi dite che vi siete già arresi, perché non finisce qua. Le parole banalità e ripetitività non fanno parte del vocabolario degli sviluppatori.

Ogni livello che si dovrà affrontare aggiunge nuovi elementi da usare e varianti sul tema. Si passa da livelli singoli e di piccole dimensioni, a livelli più grandi, costituiti da diverse sezioni da risolvere, prima di aprire il portale principale.

Ci sono sfere di luce, che colpite la prima volta (modi pulsante), attivano piattaforme mobili, portando in vista ulteriori cristalli o spostare piattaforme.  Per rendere ancora più pepata la situazione, i livelli successivi, per essere risolti, si dovranno usare raggi luminosi con colori diversi e colpire i rispettivi cristalli dello stesso colore del raggio di luce. Diversamente, se non si fa la giusta associazione di colore, non produrrà nessun effetto. Il gioco di sponda è fondamentale.

Gli achievement non mancano. Quando si sbloccano le “Chiavi di pietra”, giocando ai livelli standard, colpendo con la luce particolari manufatti, si apriranno altri stage segreti, che devo ammettere, alzano l’asticella della difficoltà. Se si vuole capire a fondo il mondo di Archaica: Path of Light il prezzo da pagare, è sicuramente qualche minuto in più per trovare la soluzione di tutti i livelli segreti.

I progressi e i risultati ottenuti sono tracciati su un Totem di pietra, raggiungibile dal menu del gioco.

I tasti da utilizzare non sono molti. Lo stick analogico sinistro, serve per muovere il cursore e posizionarsi sull’oggetto da selezionare. L’analogico destro serve per muovere la telecamera, che come ho scritto serve per esplorare il livello e trovare sia i cristalli che i cripto glifi . Il Tasto A si usa per confermare l’azione, il tasto B invece per annullarla. Premendo il tasto X , si resetta la telecamera, che si posiziona di nuovo al centro della scena di gioco. Il tasto frontale R serve a ruotare lo specchio in senso orario e il tasto L a ruotarlo in senso anti orario.

Ho notato che spostare solo il cursore con la levetta sinistra (per la versione PC, rappresenta la freccia del mouse), in realtà sposta anche un poco lo schermo di gioco, proprio come fa la levetta destra dedicata alla gestione della telecamera. Usando insieme, le due levette, crea un poco di confusione, dovendo ricorrere al tasto X sovente.

Per riassumere, vi elenco le principali caratteristiche del gioco che sono:

  • 54 puzzle e 3 livelli bonus.
  • 12 dispositivi unici con cui il giocatore può interagire, usati per manipolare la luce laser.
  • 12 obiettivi da sbloccare.
  • 2 finali.

GRAFICA

Premesso che non c’è movimento nel gioco, ma è tutto statico, su Nintendo Switch il comparto grafico non fa una grinza e non richiede particolari risorse hardware. Mi sono piaciute le ambientazioni, i colori e la luminosità dei fasci di luce e le texture delle rovine, tutto molto suggestivo e con uno stile grafico “cartoonesco”.

Molto ben realizzata l’acqua del mare dove si nota bene la sua increspatura e il suo movimento ondoso. Anche se il tema principale sono quel che resta di antichi regni con costruzioni importanti, segno che potenti divinità devono averle abitate, sono tutti diversi e ben caratterizzati.

Non ci sono solo rovine, ma anche isole, deserti, praterie e vulcani, templi, miniere montagne e altre location. La grafica risulta pulita e anche per la modalità portatile Path of light, in generale, si comporta molto bene.

SONORO

Il comparto audio accompagna bene tutto il contesto. Le musiche sono auree, leggere, un genere musicale “ambient”, che aiutano nella meditazione. Perfetto per questo titolo. Anche gli effetti sonori sono ben realizzati per quanto siano pochi. Come si dice meglio pochi ma buoni.

LONGEVITA’

In generale, la longevità di un puzzle game è relativa, dipende da molti fattori, ma in primis dalla propria abilità e inclinazione per questo genere di giochi. Non mi soffermo su quanto tempo occorre per portarlo a termine, perché non esiste tempo in Path of light. Necessita rilassarsi, pensare e studiare come fare a superare il livello.

Fattore rigiocabilità: è possibile resettare con l’apposito comando da menu lo schema e rifarlo. Sinceramente, non è così appagante come farlo la prima volta. Al limite, si rigiocano gli stage, ma con il solo scopo di cercare i cristalli e i Cripto glifi, che non si sono trovati alla prima run.

LOCALIZZAZIONE

Presenti diverse lingue europee, tranne l’italiano. Non vi sono personaggi, né tantomeno dialoghi, ma solo descrizioni e il racconto a piccole dosi della storia scritti a schermo. Non è un grosso problema  e non penalizza il buon lavoro fatto da Two Mammoths. Come dico sempre, la localizzazione dovrebbe sempre coprire le lingue dei paesi in cui è distribuito il videogioco, anche se la traduzione non è fondamentale.

CONCLUSIONE

Archaica: Path of Light è un puzzle game, che per quanto non sia originale per tipologia e meccanica, offre comunque a ogni livello una nuova sfida, non vista nello stage precedente. Non da meno, introduce sempre elementi nuovi, che si aggiungono a quelli conosciuti.

Dopo il tutorial, che è consigliato fare, si parte a bomba e in cinque secondi si finiscono i primi stage. Più si va avanti, più i secondi diventano minuti. Risultato, il ritmo cala e la “ lentezza” prende il sopravvento. D’altronde, chi ha mai visto un maestro zen essere preso dalla frenesia? Io non riuscirei nemmeno a immaginarlo.

Un consiglio, se avete avuto una giornata lavorativa o di studio intenso, dove la materia grigia è stata messa sotto pressione, non giocate subito a Path of light, piuttosto prendetevi del tempo per decomprimere e rilassarvi. Oppure avviate il gioco, chiudete gli occhi e lasciatevi trasportare dalla musica, che aiuta a distendere la tensione.

Diversamente, potreste rovinarvi il divertimento con questo gioco, perché risulta essere un buon puzzle game.

Pro

  • Level Design
  • Musica Ambient
  • Gameplay
  • Ottimo scaccia pensieri
  • Longevità

Contro

  • Storia criptica ( come questo commento)
  • Movimento cursore che sposta anche lo schermo ( fastidioso)
  • Difficoltà a tratti molto impegnativa.