art of rally – Recensione PC

Non so proprio da dove iniziare con questa recensione. Ci sono volte che “devo” recensire giochi che magari non mi vanno proprio a genio, ma non è questo il caso. Altre volte recensisco giochi che attendevo da tantissimo tempo, per poi rivelarsi ben lontani dalle aspettative. E poi ci sono giornate come quelle di oggi, in cui faccio fatica ad iniziare a scrivere del gioco in questione, perché non so quale aspetto elogiarne prima.

Lo aspettavo da tanto, ed ero piuttosto sicuro della sua bontà, ma questa volta non sono stato smentito, anzi, si è rivelato di gran lunga superiore alle mie aspettative.

Sto parlando di art of rally (si, scritto tutto minuscolo), ultima fatica di Funselektor, che alcuni ricorderanno se hanno giocato un altra gemma tra i giochi di auto, e del panorama indie in generale, ossia Absolute Drift.

Era da tantissimo tempo che lo tenevo d’occhio, aspettavo il momento in cui avrei potuto metterci le mani sopra, e finalmente posso parlarvene. Mettetevi comodi e iniziate pure a scaricarlo su Steam. Fidatevi, e mentre aspettate che il download finisca, vi racconto le mie impressioni.

Dopo l’uscita di Absolute Drift, il team canadese ha iniziato ad interessarsi al mondo delle corse in fuoristrada, ma lo sviluppo a tempo pieno di art of rally è iniziato soltanto due anni più tardi, nel 2017, grazie a questo amore per il rally sbocciato negli anni 2000, con i titoli della serie Colin McRae.

Il creatore del gioco, Dune Casu, si è appassionato al punto da riuscire a guidare alcune auto WRC degli anni ’90, frequentando anche la famosa Dirt Fish Rally School, per apprendere al meglio il comportamento e le caratteristiche di guida di queste auto, così da poterle portare successivamente nel suo gioco.

La maggior parte dello sviluppo è stato fatto sopra ad un camper (lo troverete anche in gioco), utilizzato da Dune durante i suoi viaggi per il Canada, America e Messico, per cercare ispirazione e ricercare elementi utili alla creazione delle locations presenti in gioco.

Tutto questo ha un non so che di romantico, ma acquista ancor più valore una volta che si prende contatto con il gioco che, per quanto sia un indie, ha una qualità e un’attenzione ai dettagli che è davvero spaventosa.

Absolute Drift era già ricco di contenuti, ma qui sono andati veramente oltre, e hanno confezionato un titolo completissimo e dall’aspetto come sempre inconfondibile, mantenendo ovviamente la visuale dall’alto, in gergo detta top down.

Il cuore del gioco è la modalità carriera, che abbraccia gli anni d’oro del rally, dal 1967 al 1996, divisa in vari capitoli, ognuno di essi dedicato ad una categoria di vetture caratteristica di quegli anni: Gruppo 2, Gruppo 3, Gruppo 4, Gruppo B, Gruppo S e Gruppo A.

Essendo un indie potreste aspettarvi una misera manciata di auto, e invece ci sono più di 50 veicoli da guidare, alcuni subito disponibili, e altri sbloccabili con il progresso nella carriera.

Il gioco non gode di alcuna licenza ufficiale, ma non farete molta fatica a riconoscere tutte le leggende presenti, come la Subaru Impreza di Colin McRae, l’incredibile Lancia Delta Integrale, la mostruosa Delta S4, ma anche vetture più piccole come Renault Alpine o Mini.

Ma oltre alle classi citate poco fa troverete anche mezzi più inusuali, come vari furgoni, ape car e addirittura un camion da Dakar. Chiaramente ognuno di essi ha un proprio carattere, un proprio suono e le proprie caratteristiche di guida, che rendono ogni stage sempre diverso.

La grafica low poly del gioco è incredibilmente efficace, ed è pazzesco vedere come la semplicità estetica dei modelli renda comunque le auto riconoscibili e subito riconducibili alle controparti reali. Inoltre non mancano personalizzazioni estetiche, con varie livree tra cui scegliere, e alcune da sbloccare successivamente.

Terminata la carriera, sbloccate quindi tutte le vetture, potrete divertirvi a creare la vostra combinazione di tracciato e auto nel rally personalizzato, dove potrete impostare la vostra esperienza come meglio credete.

Avrete da scegliere 5 locations tra Norvegia, Sardegna, Giappone, Finlandia e Germania, ognuna di esse composte da 6 tappe percorribili in senso normale e reverse. Vi risparmio il calcolo, e vi dico subito che in totale avrete ben 60 stage su cui correre col coltello tra i denti, e non finisce qui, dato che potrete scegliere anche le condizioni in cui correre.

Mattina, pomeriggio, tramonto, notte, nebbia e pioggia, una condizione più bella dell’altra, capace di regalare un’esperienza visiva sempre differente e ben caratterizzata, e chiaramente in caso di pioggia dovrete adottare una guida decisamente più attenta.

Come tutti i titoli racing che si rispettino non manca una sezione dedicata al Time Attack, dove sfidare i giocatori di tutto il mondo segnando il nostro miglior tempo nelle classifiche globali, ed eventi online giornalieri e settimanali, così da essere sicuri di avere sempre una sfida bella pronta ad aspettarci. Ma il bello deve ancora venire.

Chi ha giocato ad Absolute Drift ricorderà sicuramente quanto riuscisse ad essere rilassante in certi frangenti, non a caso veniva seguito delle parole “Zen Edition”.

Ecco, questa componente zen torna nuovamente in art of rally nella modalità Free Roam, dove potrete gironzolare per una delle 5 ambientazioni in totale libertà e senza fretta, solo voi e la vostra auto accompagnati da una soundtrack che anche questa volta non sbaglia un colpo, con 51 tracce di ottima musica synthwave composte da Slava Korystev.

Avrete anche la possibilità di allontanarvi dalle strade per addentrarvi nelle meravigliose mappe create dai ragazzi di Funselektor, per andare alla ricerca di un bel po’ di collezionabili sparsi abilmente per la mappa.

Troverete nuovi veicoli, punti panoramici dove osservare scorci meravigliosi, una serie di audio cassette che sbloccheranno ulteriori tracce audio e infine le lettere che compongono la scritta “rally”, necessarie per lo sblocco delle altre location in modalità libera.

Per un appassionato di fotografia reale e virtuale come me, è di fondamentale importanza poter contare su una photomode ben realizzata, e anche su questo piano non posso che ritenermi soddisfatto.

La modalità fotografica può essere richiamata in qualsiasi momento mettendo in pausa il gioco, oppure alla fine di ogni evento si può sfruttare la modalità replay per poter catturare il momento migliore in tutta tranquillità.

Una modalità fotografica completa di tutto, con tanto di controllo della profondità di campo (automatica o manuale), peccato che manchi un controllo della velocità di scatto. Per capirne la bontà, basta guardare le immagini presenti in questo articolo, tutte scattate dal sottoscritto.

La palette cromatica unita al lato artistico del gioco, permettono la realizzazione di fotografie decisamente d’impatto, nonostante la semplicità stessa del gioco.

L’unico difetto che ho trovato riguarda la localizzazione in italiano, che è presente insieme a tantissime altre lingue, ma presenta qualche piccola incertezza qua e là, in ogni caso niente che non possa essere aggiustato con un’eventuale patch post lancio.

Oltre a questo è davvero difficile trovare una qualsiasi altra cosa che sia fuori posto.

Tutto è stato fatto con estrema attenzione ai dettagli, senza lasciare nulla al caso. Basta pensare alla visuale stessa, ormai marchio di fabbrica di Funselektor, che poteva creare dei problemi in un rally, dove è fondamentale sapere in tempo le curve davanti a noi.

Nel gioco non c’è un sistema di note come si potrebbe immaginare, perché la visuale è stata studiata in maniera tale da non renderlo necessario, e nonostante questo sono presenti comunque ulteriori opzioni di regolazione così che ogni giocatore possa crearsi la sua visuale su misura.

Sono dettagli come questi che mi fanno amare questo genere di giochi, apparentemente semplici ma con dietro una passione infinita e una precisione che non ti aspetti da un piccolo team indie.

Lo stesso titolo del gioco, tutto in minuscolo, sembra volersi nascondere, affacciandosi timidamente nel settore in punta di piedi, ma sapendo di avere una personalità che difficilmente passerà inosservata.

Ho amato e sto amando ogni pixel di art of rally, questa è la verità, quindi fatevi un regalo e provatelo (magari con la versione demo di Steam), perché l’originalità e la qualità vanno premiate.

Pro

  • Artisticamente favoloso
  • Tantissimi contenuti
  • Soundtrack

Contro

  • Alcune imperfezioni nella localizzazione italiana
  • Crea dipendenza
  • L’attesa per vederlo su console