Baron: Fur is Gonna Fly – Recensione Nintendo Switch

La Dogmelon Games, software house indipendente con sede a Perth in Australia Occidentale, ha da poco pubblicato su Nintendo Switch, Xbox, Steam PC e prossimamente su PS4 il gioco Baron: Fur is Gonna Fly. La versione da me provata per la recensione è sulla console della grande N.

Baron: Fur is Gonna Fly non ha una storia vera e propria, però il contesto in cui si colloca è il periodo della “Grande Guerra” e racconta le gesta eroiche di otto particolari piloti esperti di aerei biplano e triplano che sono realmente esistiti e utilizzati sin dalla Prima Guerra Mondiale.

Si danno battaglia nei cieli non per difendere territori o Nazioni, ma per dimostrare chi è il più abile a governare questi storici mezzi con le ali  e avere la meglio sugli avversari. La particolarità di questi assi dei cieli è che non sono umani, ma sono animali ed è doverosa la loro presentazione, perché sono i veri protagonisti di questa “non storia.

I nostri alter ego digitali giocabili sono: 

  • Barone Von Fluffe-Botte: un cane Bassotto “ fedele, amichevole con un ottimo olfatto” 
  • Mittens una gatta leader del suo squadrone, un vero predone dei cieli. 
  • Capitano “Stilton” topolino difensore di formaggio e biscotti “giusto, entusiasta e con alto senso del dovere” 
  • Tenente Lewiss è un serpente, che nonostante sia senza mani, domina i cieli “Tipo delizioso, sofisticato e competente”. 
  • Colonnello Hock è un porcellino che ascolta tutte le battute che gli raccontano. 
  • Pilota Bill è un canguro e dicono di lui “Eccitabile, dotato di una nervosa energia, detesta essere scambiato per un coniglio”. 
  • Maggiore Henry è un orso “ Caloroso e gentile, fa sentire tutti speciali. Non porta rancori” 
  • Capitano O’Malley e un’oca “ha un talento naturale e un secco senso dell’umorismo”. 

Il titolo che sto recensendo, rientra nel genere action / party game 2D in vista laterale, ma non fatevi ingannare dalle apparenze. Lo scopo del videogioco è “blastare” tutti gli avversari e farli schiantare al suolo.

Chi abbatterà il maggior numero di aerei si aggiudicherà il round. Vince la partita, chi si aggiudica un totale di tre round. Ma andiamo con ordine, perché ha delle peculiarità che rendono il gameplay completo.

Per il controllo degli aerei i tasti da usare sono: A fuoco primario, B utilizzo arma speciale, che avrà bisogno di tempo per ricaricarsi, ZR piroetta, ZL rallentare il velivolo, stick analogico sinistro serve a dirigere il biplano per alzarsi, abbassarsi e compiere figure aeree, come fare trecentosessanta gradi, andare giù in picchiata per guadagnare velocità per poi riprendere quota.

Attenzione a quest’ultima manovra, perché il suolo si avvicina velocemente e se non si è abbastanza abili, nessuna manovra disperata ci eviterà di spiaccicarsi. Anche andare troppo in verticale è “pericoloso, perché manderà in stallo l’aereo, ma in questo caso, si riuscirà a riprenderà il controllo senza danni irreversibili

Gli sviluppatori di Dog Melon games hanno lavorato molto sulla fisica dei velivoli e devo dire che gli è riuscito bene.  

Le modalità di gioco sono: 

BATTLE: per giocatori da uno fino a un massimo di otto. Le opzioni di questa modalità prevedono di personalizzare le regole come: il tipo di gioco e cioè scegliere tutti contro tutti, o giocare in team (quattro vs quattro), come far finire il round, che può essere a tempo (minimo trenta secondi, massimo cinque minuti) oppure Stock con un minimo di vite che va da uno a un massimo di dieci.

Inoltre, si possono settare altri parametri come: spegnere le armi speciali, renderle utilizzabili solo dopo la fine del primo turno, oppure lasciarle disponibili fin da subito, stabilire il numero dei giocatori, la dimensione della mappa che va da piccola a grande, o lasciare l’opzione auto, la regola per vincere il match come: stabilire quanti round saranno necessari per vincere e il range è di minimo uno, a un massimo di cinque e infine accendere o spegnere il fuoco amico.

Alla fine di ogni round, si ha a disposizione un punto da assegnare a un singolo dei diversi parametri come: rendere maggiore la resistenza della carlinga dai colpi subiti, la velocità di ricarica dell’arma speciale, aumentare la potenza di fuoco primario e “pompare” altre peculiarità del mezzo. Ogni fine round, si potrà cambiare l’arma speciale da equipaggiare, per il round successivo. 

TRAINING solo per giocatore singolo: Questa modalità, che aldilà di come è stata chiamata, si divide in tre diversi livelli di difficoltà, ha lo scopo di raccogliere più monete possibili entro un tempo limite per ottenere anche il bonus e quindi più punti. E’ una modalità vera e propria di gioco.

Per ogni livello, le monete che portano il logo della Dog Melon, si disporranno nel cielo, con figure più o meno complesse, che ci aiuteranno a prendere dimestichezza con il controllo del “mezzo volante”, cosa che non è immediata e scontata. 

SHEEP: per uno o due giocatori. Si affrontano una serie di livelli, dove a pilotare gli aerei nemici sono delle simpatiche pecore…Lo scopo è fare punti abbattendo in ogni stage gli avversari, che non staranno a guardare, ma attaccheranno anche con le armi speciali.

La difficoltà e il numero dei velivoli  è crescente man mano che si avanza negli stage.

Se si fa stage clear, entro il tempo prestabilito, si aggiungerà al punteggio un bonus di ulteriori punti che sarà salvato in un tabellone di classifica finale. 

MORE: Dentro questo menu, si possono settare grafica e volume dei suoni, sono presenti i crediti del gioco e un menu SONGS. Quest’ultimo però non voglio svelarlo, perché riserva una piccola sorpresa, che non mi sarei mai aspettato di trovare in un videogame action, “genialata…”. 

Scelto uno degli otto animaleschi personaggi, si ha la possibilità anche di optare per uno dei quattro velivoli a disposizione che sono: Bleriot, Morane, Fe2B, Fokker DR1.

Come ho accennato prima, sono modelli di aerei realmente esistiti e non si sono limitati a battezzarli con i nomi reali, ma hanno implementato anche le caratteristiche di quegli storici velivoli dell’aviazione di un tempo, come: manovrabilità, velocità, accuratezza nella mira e altre peculiarità. 

Le armi speciali a disposizione sono folli e divertenti, oltre che essere anacronistiche. Infatti, si possono equipaggiare: la classica bomba da cannone, bucce di banana, raggi congelanti, raggi elettrici, pesci puzzolenti, incudini e altre armi pazzesche.

Questo, a sottolineare, che il gioco vuole divertire e regalare momenti esilaranti in compagnia di amici e familiari. Gli aerei si possono personalizzare con colori selezionabili da una tavolozza in stile programma di editing e si possono applicare loghi, ben visibili sulla coda del proprio mezzo volante. 

Quando si parla di longevità di un videogioco sono diversi i fattori che lo potrebbero stabilire, ma secondo me è abbastanza personale stabilirlo. Un gioco può avere elementi per farlo durare a lungo, ma se dopo cinque minuti, mi stufa, ecco che cade tutto il discorso. Ma non è il caso di Baron… 

Per la modalità “raccogli monete”, non sono tanti gli stage per ogni livello di difficoltà e una volta presa la mano con il controllo del biplano, non ci vuole molto ad arrivare a finirli tutti, anche provando a raccogliere tutte le monete dei tre livelli disponibili. Non esiste una modalità campagna o storia.

D’altro canto, la modalità principale “battle”, rappresenta il vero punto di forza di questo action game e fa si che il gioco possa avere una durata non ben definibile, perché, quando si gioca in party, il game potrebbe essere infinito.

Si sa che non mancano nel panorama videoludico dei videogiochi con caratteristiche simili, ma il gioco della Dog Melon  installato sulla console ibrida giapponese ci consente di poterlo quindi giocare anche in modalità hadheld, mentre si è fuori casa, è l’ideale per partite stile “toccata e fuga”. 

E’ una produzione indie e come tale, non hanno risorse infinite purtroppo, ma nonostante ciò,  la grafica è stata curata in ogni dettaglio, nella sua semplice rappresentazione.

E’ bi-dimensionale (2D) in vista laterale, con gli sfondi fissi, di squisito stile fumettistico dai toni pastello, come la nuvoletta che esce fuori quando ci si “sfracella” al suolo, così come la scia di fumo colorata per distinguere il proprio mezzo da quello degli avversari.

Nella semplicità del tratto, le scenografie richiamano bene i vari contesti dove si combatte, nei cieli soprastanti come fattorie, hangar, campagne, foreste, paesini e altre location. 

Bene la parte audio 

Non ho mai volato su un biplano, ma se mi chiedessero di riconoscere solo da un suono di che tipo di velivolo di tratta, non farei fatica a capirlo. I ragazzi australiani, oltre a concentrarsi molto sulla fisica di volo, hanno fatto altrettanto con il suono del motore e si distingue bene di quale tipo di aereo si sta parlando (mi limito al tipo non al modello eh), anche durante la fase di volo, con effetto accelerazione e stallo ben distinguibili. 

L’unica osservazione, se proprio vogliamo essere pignoli è rappresentata dal fatto che ci sono quattro aerei con motori e caratteristiche diverse, ma il suono è uguale per tutti e non serve essere esperti aviatori per sentirlo.

Il suono del fuoco principale e delle armi speciali, danno una buona idea auditiva e risultano fedeli ai materiali di cui sono fatti. Ad esempio, se si viene colpiti dall’incudine, è inconfondibile il suo suono metallico all’impatto, così come quando si attiva il raggio elettrico il suono onomatopeico della scossa, si capisce molto bene.  

La musica non fa altro che farci calare esattamente nel periodo della “grande guerra”, dove non esistevano canzoni, così come le conosciamo oggi.

La colonna sonora è costituita da filastrocche, accompagnate da voce e pianoforte, ascoltarle mette di buon umore ed entrano in testa con una tale facilità, che anche quando si smette di giocare si continua a intonare il ritornello, o si fischietta il motivetto in giro per casa. 

Non essendoci una trama da seguire, si potrebbe passare oltre alla non presenza della lingua italiana. Gli elementi di contorno e i menu sono in lingua Inglese e si possono comprendere poco le battute, gli sfottò tra i personaggi e i testi delle filastrocche, che sono un altro punto forte del titolo del gioco australiano. 

MULTIPLAYER: 

Il multiplayer è solo in locale e questo non l’ho compreso fino in fondo. Come ho scritto prima, si può giocare fino a otto giocatori sullo stesso schermo. Io personalmente non ho sette amici sempre a disposizione con altrettanti controller, che siano joy con o controller PRO.

Questa vuole essere una provocazione (più o meno…), ma da un gioco party action, dove si deve distruggere l’avversario in team o tutti contro tutti, mi sarei aspettato anche una modalità online e non solo giocare contro i BOT che non hanno una IA spiccata.

Se poi fosse anche cross-paly, guadagnerebbe tanti ma tanti ulteriori punti di gradimento. Chissà se verrà mai implementato. 

Conclusione: 

Baron: Fur is Gonna Fly è un videogame dal dna arcade e adatto per giocare in famiglia, che farà sorridere e  passare una serata spensierata, ma allo stesso tempo, se giocato in compagnia di amici più “smaliziati”, la sfida si potrà fare più accesa, senza esclusioni di colpi.

Lo stile scanzonato e divertente fa di questo titolo un ottimo passatempo. 

Pro

  • Fisica biplani
  • Adatto ai giocatori meno esperti
  • Grafica
  • Musica e Testi divertenti

Contro

  • Assenza multiplayer online
  • Mancanza localizzazion
  • SFX aerei non diversificati