Battletoads – Le Rane di RARE sono tornate più folli e divertenti che mai – Recensione

Le rane antropomorfi di RARE sono finalmente tornate con un titolo sorprendete e divertente ad opera di un giovane e semi sconosciuto team inglese, i sorprendenti ragazzi di Dlala Studios.

Facciamo un piccolo passo indietro, siamo ad inizio anni novanta e nelle fumetterie americane, in TV, nel mondo dei giocattoli e in quello videoludico, quattro tartarughe mutanti dotate di abilità ninja e dal nome italiano stavano raccogliendo un successo smisurato, tanto che molte aziende cercavano in tutti i modi di imitarle immettendo sul mercato prodotti analoghi, vedi i topi motociclisti di Biker Mice From Mars o i potenti squali antropomorfi di Street Shark ad esempio.

In ambito videoludico fu Rare ad immettere sul mercato uno dei titoli più validi, che potesse impensierire le fortunate TMNT (Teenage Mutant Ninja Turtles) sviluppate da Konami, cioè Battletoads per NES (Nintendo Entertainment System).

Il titolo era un Beat’em up a scorrimento con protagonista tre muscolosissime rane antropomorfe, che non si limitava a riprendere lo stile e le meccaniche della concorrenza, ma che integrava al suo interno alcune novità, come le pazze sessioni di corsa con le turbo-bici volanti, il tutto condito dallo stile che contraddistingueva le produzioni del team inglese dell’epoca e con l’aggiunta di un pizzico di difficolta, anzi diciamo cucchiai di difficoltà, tanto che tutt’ora si rincorrono i record dei fan sul gioco.

Da li a poco negli anni sono usciti altri due titoli della serie, non molto belli in realtà, che non ebbero molto successo, la serie fu così accantonata, questo nonostante negli anni molti fan chiedevano a gran voce il loro ritorno, ma dopo il lancio della Rare Replay, un’apparizione nel recente Killer Instinct, le rane ritornano con un loro gioco.

Lo fanno con un titolo sviluppato dal piccolo e semisconosciuto team di Dlala Studio, e supervisionato da Rare, che non si discosta di molto dall’originale mantenendo meccaniche e stile, ma trasformato tutto in un’esperienza fresca e piacevole, grazie anche allo stile grafico adottato che lo porta molto vicino alle produzioni animate di Cartoon Network e non solo.

Ziz, Rash e Pimple sono i Battletoads, da 26 anni sono famosi in tutto il loro mondo per le loro strepitose imprese contro il crimine. Le loro giornate passano felici battaglia dopo battaglia, tutti i criminali li temono, le folle li osannano, sono ricchi, muscolosi, attraenti e hanno tante abilità speciali, compreso il volo.

Peccato che tutto questo non esista, tutto l’incipit iniziale sia una realtà simulata e non quella vera di tutti i giorni. Infatti i tre anfibi sono da anni (26 appunto ndr.) vittime di una vita fittizia vissuta all’interno di un cabinato da sala giochi abbandonato dentro un bunker.

La realtà li si presenta davanti quando una ditta di costruzioni, nel mezzo di una demolizione, li riportano ai giorni nostri. Qui nessuno li conosce, nessuno ha la ben minima idea di chi siano queste buffe rane antropomorfe, ed e per motivo che poter vivere devono procurarsi un lavoro, in ufficio, in un centro massaggi o come assistente di alcune mascotte di Rare.

Insomma si tratta della vita opposta a quanto vivevano nel loro cabinato o che hanno sempre pensato e voluto vivere. A questo punto Rash, in una scena davvero esilarante, annoiato e disperato decide, assieme ai suoi due fratelli, di lanciarsi in una nuova avventura contro la nemica di sempre, la Dark Queen (la Regina Oscura in Italiano) in modo da conquistarsi la gloria dovuta dopo tanti anni di battaglie.

Tutta la strampalata storia del titolo di Dlala Studio viene raccontata in modo sublime attraverso scene di intermezzo ricche di humor e battute al vetriolo e mini game integrati perfettamente al contesto (il gioco del TOADSHAMBO! ad esempio), il tutto vi terrà incollati allo schermo con la voglia di averne sempre di più, un peccato che alcune battute perdano un po’ di mordente nella loro traduzione italiana (dei testi), ma se conoscete l’inglese saprete comunque apprezzarle seguendo l’ottimo doppiaggio.

Una volta avviato il gioco quello che vi ritroverete davanti è un picchiaduro a scorrimento graficamente accattivante, con animazioni disegnate a mano che rendono tutto unico e veramente piacevole a gli occhi.

Il sistema di combattimento si dimostra si da subito semplice da padroneggiare e soddisfacente anche dopo ore di gioco. Ognuno dei tre protagonisti presenta un “moveset” personalizzato che evidenzia anche le caratteristiche di ogni anfibio, Pimple ad esempio è il più forte dei tre, ma al tempo stesso il più lento, al contrario Rash è meno efficace nel procurare danni ai nemici, ma al tempo stesso molto più veloce nei movimenti.

Rash, Ziz e Pimple hanno anche alcune mosse in comune, come l’uso della lingua per afferrare oggetti oppure per avvicinare (o avvicinarsi) al nemico, o per spostarsi in alcune aree dello stage. Oppure hanno la possibilità di sputare dei “chewing-gum” (si fa molto anni ‘80/9 ndr.) per immobilizzare i nemici. Tutto questo può essere combinato, infatti avrete la possibilità di cambiare al volo il personaggio utilizzato, semplicemente premendo una freccia direzionale del pad e scatenarvi in lunghissime combo.

Unico neo e che in molte occasioni l’azione schermo risulta sporca e confusionaria, per via dell’ammassarsi di numerosi nemici e soprattutto per le generose dimensioni dei personaggi, questo sia che giocate da soli che in co-op locale con un amico, esatto altro difetto davvero insensato a mio avviso e la mancanza della cooperativa online che si sarebbe sposata più che bene in questo gioco.

Battletoads non è solo un beat’m up a scorrimento, il gioco di Dlala Studio, come l’originale del 1991 ed i suoi seguiti, presenta al suo interno anche sessioni completamente differenti, abbiamo ad esempio delle sezioni Platform 2D interessanti, che mi hanno ricordato alcuni livelli degli ultimi titoli di Donkey Kong, altre sessioni a bordo delle mitiche turbo bici, che però a differenza dell’originale hanno subito un cambio di prospettiva, ora infatti presentano una visuale posta alle spalle del personaggio, simile ai racing game più moderni e grazie ai tasti LT e RT che velocizzano i movimenti laterali, sono leggermente più abbordabili (forse un po’ troppo lunghe).

Per finire come se non avevamo già un bel mix di generi, troviamo delle sezioni da shoot ‘em up con visuale dall’alto tipiche degli anni ‘80/90 sia nelle console casalinghe che in sala giochi.

Ognuna di queste sezioni è realizzata discretamente, soprattutto quella a bordo “racing”, e come il resto del gioco sono condite da dialoghi e momenti divertenti, ma nonostante questo risultano alla lunga meno rifinite della sezione principale e in diversi momenti, soprattutto nella sezione centrale dell’avventura, prendono un po’ troppo il sopravvento sul resto facendo perdere un po’ di mordente al gioco, secondo me sarebbe stato meglio renderle più brevi e soprattutto averle suddivise meglio, facendole occupare più parti del gioco, la prima sessione di guide delle moto volanti sembra non terminare mai.

 

Pro

  • Graficamente eccellente
  • Doppiaggio Inglese Fantastico
  • Ottimo da giocare in locale con un amico

Contro

  • Mancanza della Co-Op Online
  • Alcune volte confusionario
  • Alcune sezioni di gioco sono troppo lunghe
RASSEGNA PANORAMICA
Voto Finale
8.5
Articolo precedenteTintin Match (Free to Play) è disponibile per dispositivi mobile
Prossimo articoloLonely Mountains: Downhill riceverà un nuovo DLC sull’isola vulcanica di Eldfjall
Semplicemente un appassionato di videogames... :D