beholder 2 recensione review giochi xbox one series x 4k hdr games paladins

Il termine Beholder ha diversi sinonimi e tradotto vuol dire chi sa osservare, osservatore, spettatore, testimone, ma vuol dire anche chi sa ascoltare, etc.

A chi è appassionato di “Advanced Dungeons & Dragons” questa parola, evoca una creatura con corpo sferico, da cui fuoriescono tentacoli, le cui terminazioni sono dei piccoli occhi e ha un grande occhio centrale. Tutto mi riconduce a una sola cosa.

Qualcuno, o qualcosa controlla la vita di tutti, decide cosa è giusto e cosa è sbagliato fare, come e cosa pensare. No, non è il “ Grande Fratello” e neanche una delle opere più conosciute di G. Orwell “1984” di cui sto scrivendo, perché è di videogiochi che noi di Games Paladins adoriamo parlare.

Il titolo del videogame di cui scrivo la recensione è “Beholder 2”, che il publisher E-Home Entertainment Development Company Ltd (joint-venture tra Microsoft Corporation e Oriental Pearl Group, prima azienda registrata nella Free-Trade Zone di Shanghai) e il team di sviluppo di stampo indie Warm Lamp Games con sede in Siberia, hanno rilasciato il gioco anche su XboX One, versione che ho provato personalmente.

Beholder 2 non è esattamente il sequel, secondo me è più appartenente alla serie  “Beholder” uscito quattro anni fa. Questo nuovo capitolo eredita di sicuro l’atmosfera cupa, pesante e repressiva dello Stato totalitario, dispotico, ma risulta più strutturato sia nella trama, che è fitta di mistero, carica di thriler, tinteggiato di noir impeccabile, sia nelle meccaniche di gioco.  Insomma, i ragazzi di Warm Lamp Games hanno calcato la mano con sapienza.

STORIA

Tutto ha inizio con una cut scene, dove si vede un uomo, precipitare dall’ultimo piano del Ministero, che rappresenta il cuore pulsante dello Stato. Dopo diversi metri di caduta libera, la strada sottostante al palazzo arresta violentemente la sua caduta, con conseguente epilogo.

Muore così Caleb Redgrave, questo è il suo nome, che lavorava come ex capo del Dipartimento 6 al Ministero.  Nel frattempo, un ragazzo riceve una lettera anonima, con scritto, che si sarebbe dovuto trasferire in città, per iniziare a lavorare presso il Ministero.

E’ una buona occasione per lui, perché un posto di lavoro così prestigioso, con possibilità di fare carriera, non si trova facilmente. Nella lettera c’è anche scritto che Caleb Redgrave è morto e che le autorità non hanno chiarito cosa è realmente accaduto. Caleb era il padre del ragazzo, di nome Evan Redgrave.

Il compito di Evan, sarà quello di scalare i ranghi fino arrivare ai vertici del Ministero, controllato dal governo totalitarista. Quale occasione migliore per lui di poter avere facile accesso a tutte le informazioni e far luce sulla morte del padre, che di accidentale non pare avere proprio nulla. Nonostante si fossero persi di vista ormai da diversi anni, non hanno mai smesso di volersi bene.

GAMEPLAY

Beholder 2 fondamentalmente è un’avventura grafica “punta e clicca”, dove la narrazione e l’interazione con i dialoghi sono basilari, per tutta la durata del gioco.

Lo stesso vale per i movimenti limitati del personaggio, che sono laterali anche perché la tecnica utilizzata è un 2D e mezzo. Nessuna difficoltà con i pulsanti del controller, che servono solo a confermare le scelte fatte su schermo.

La levetta analogica sinistra serve per muovere il nostro alter ego digitale che cammina destra e a sinistra e navigare all’interno dell’inventario per fare le varie scelte che il gioco propone. Lo stick analogico destro, serve per scorrere tra le varie opzioni dei dialoghi e dei diversi oggetti con cui si può interagire, che si trovano all’interno delle location.

La croce direzionale apre il menu inventario e con i tasti frontali L e R per muoversi tra i tab presenti che sono:

  • Obiettivi in corso e completati.
  • Profilo dei personaggi che s’incontrano.
  • La borsa per trasportare oggetti.
  • La mappa serve per muoversi velocemente da un punto all’altro del Ministero.
  • Le abilità di “Evan”, che acquisisce durante l’avventura.
  • Informazioni, come lettere e pagine di diario in cui sono annotate le parti salienti durante lo svolgimento della storia.

Nel gioco, ci sono cinque aspetti principali da tenere sott’occhio, che sono: Il tempo, i soldi, la reputazione, la casa e il lavoro. Vediamoli

TEMPO

In Beholder 2, la giornata dura nove ore ed entro queste tempo, possiamo svolgere diverse azioni, come: lavorare, cercare indizi, parlare con colleghi, “hackerare” personal computer, forzare porte e scrivanie, etc.

Ogni azione che si decide di fare ha un costo in tempo. Per esempio, ogni sessione di lavoro “costa” due ore, esaminare oggetti quindici minuti, fare la coda per parlare con un determinato personaggio anche un’ora (ma anche di più, dipende) e così via. Scaduto il tempo a disposizione, all’interno del ministero non si può fare più nulla, se non uscire e tornare a casa.  Ci tengo a dire che non è un timer, quindi, nessuna run prevista o avere fretta per fare le cose.

SOLDI SOLDI SOLDI

Come nella vita di tutti noi o quasi, se non si lavora, non si guadagnano soldi e senza soldi non si possono pagare le bollette, le multe, le spese della casa, corrompere persone per ottenere informazioni o dei favori, etc.

Dobbiamo, guadagnare i soldi e potremo farlo con il duro lavoro, oppure guadagnarli in altri modi e anche più velocemente. Qualsiasi strada scegliamo, in un regime totalitarista è meglio rigare dritto e pagare quello che c’è da pagare, se ci si tiene alla propria pellaccia, che vuol dire, continuare a giocare senza vedere di nuovo la schermata iniziale.

REPUTAZIONE

I soldi sono importanti per vivere nella società, ma avere una buona reputazione all’interno del Ministero conta ancora di più.

Si ottiene svolgendo bene il proprio lavoro o risolvendo “quest” che sono proposte da colleghi e altri personaggi presenti nel gioco. Una maggiore reputazione permetterà di sbloccare dialoghi aggiuntivi molto preziosi sia per l’avanzamento del gioco, sia per le indagini e quindi avvicinarsi sempre più, alla verità su quanto è accaduto al padre di Evan. Infatti, per avere certe risposte o “sfilare” certe informazioni, costerà un dato punteggio di Reputazione che si dovrà cedere all’interlocutore.

Mancano ancora due elementi, che sapientemente amalgamano e che rendono ancora di più, robusta, la struttura di questo videogioco che sono Il lavoro e la casa.

Il LAVORO AL MINISTERO

Il lavoro che si deve svolgere per guadagnare soldi reputazione e sbloccare dialoghi aggiuntivi, consiste nell’accogliere allo sportello i visitatori e colleghi di altri uffici, e indirizzarli verso il tipo di ministero più adatto alle loro esigenze. Come si fa?

Avanti il prossimo….

Il cittadino si presenta allo sportello ed espone il proprio caso, che può essere una richiesta di un documento, una lamentela, una denuncia sociale, o una denuncia per un sopruso subito o una mancanza di qualche benefit sul luogo di lavoro, una richiesta d’informazione, o fornire un’informazione utile al Ministero. Insomma chi più ne ha più ne metta.

Una volta elaborato e compreso il caso e questo è dato a capire a noi che stiamo giocando, si dovrà scegliere tra i seguenti Ministeri: Ministero dell’Ordine, del Patriottismo, dell’Assistenza Sociale, del Lavoro, della Cultura e dello Sport, infine al Ministero della Scienza e della Tecnologia.

Scelto anche l’ufficio preposto, infine, in base al giorno in cui ci troviamo, scegliere anche il giorno corretto. A ogni modulo riempito correttamente, senza il minimo errore (tre risposte giuste totali), guadagneremo sia del denaro, sia “punti” reputazione.

Riassumendo, si ascolta (legge nei sottotitoli) il caso, si deve capirne la natura (se info, denuncia, etc.) scegliere il ministero competente e infine scegliere il giorno che corrisponde a quello della giornata del nostro personaggio.

Basta anche solo un errore su tre nel compilare il modulo, che controller alla mano vuol dire scegliere appunto le tre opzioni corrette, che non si guadagnerà nulla.

Come ho scritto qualche riga più in su’ a proposito del tempo, lavorare “costa” due ore e si hanno a disposizione cinque form. Se al termine dei cinque form non siamo soddisfatti del risultato ottenuto, in termini di soldi e reputazione guadagnati, possiamo continuare con altri cinque form, sempre se abbiamo “tempo a disposizione” e sempre se non vogliamo fare altro all’interno del Ministero.

Finalmente finisce la giornata lavorativa, perché nel frattempo abbiamo usato tutte e nove le ore a nostra disposizione ed è ora di tornare a casa, già… a casa.

CASA DOLCE CASA

Usciti dal Ministero, si va dritti a casa, dove ci vengono date due ore extra e i problemi sono finiti?! No, perché ci aspettano le bollette da pagare ed eventuali multe con tanto di scadenza, eh sì e lo Stato non scherza in Beholder 2.

Possiamo fare e ricevere telefonate, avere visite di personaggi come amministratore di condominio e vicini non proprio onesti e simpatici.  Oltre a queste incombenze, possiamo guardare la TV costo tempo un’ora e/ o leggere dei libri sempre un’ora. Entrambe le azioni non sono fini a se stesse. La prima serve per avere argomenti di discussione con i colleghi a lavoro e farceli sempre più amici, la seconda invece, per imparare le abilità come scassinare serrature, hackerare i computer, e molte altre abilità.

Si può anche uscire da casa per compiere e risolvere altre quest, ma il costo in tempo è elevato. Comunque, finito anche le ore a disposizione in casa, si può andare solo a dormire e ricominciare la giornata al Ministero.

Non ho detto una cosa importante per il tempo. Se si esce da lavoro prima di aver usato le nove (e si può) ore a disposizione, il tempo avanzato si accumulerà alle due ore extra di casa e quindi fare anche le quest di cui ho scritto sopra quando si è a casa.

Beholder 2 riesce ad andare oltre il gameplay e la sua meccanica che i ragazzi di Warm Lamp games, hanno fatto funzionare alla grande. E quando dico oltre, intendo dire che a me personalmente ha toccato dentro.

Giocandoci, mi ha fato percepire cosa potrebbe voler dire vivere in un mondo dispotico, totalitarista. Si devono fare azioni che sono molto lontane dal mio pensiero.

Gli sviluppatori hanno enfatizzato quanto può essere cupo e pesante questo mondo. Non ti puoi fidare di nessuno, il tuo migliore amico potrebbe tradirti in qualsiasi momento. Quello che più mi ha colpito e fatto pensare, è stato quanto potrebbe essere reale che ciò accadesse. Purtroppo, nella nostra storia è già accaduto e chi non ci dice che potrebbe ricapitare?

Aldilà dell’empatia che il gioco mi ha dato, devo dire che il ritmo è incalzante, ricco di colpi di scena che catturano l’attenzione, anche se le dinamiche sono lente, ma più si gioca più si vuole andare avanti per scoprire la verità. Nota dolente il salvataggio, ha sia quelli automatici e per fortuna quelli manuali. Quelli automatici non funzionano molto bene e si rischia di dover iniziare di nuovo l’avventura da capo consiglio di usare quelli manuali.

GRAFICA

Il comparto visivo sottolinea molto bene il concetto espresso nel gioco. I colori predominanti sono il bianco, il nero e il grigio, come il predecessore, lo stesso per i personaggi.

La grafica degli ambienti è curata, anche se essenziale e minimalista.  Anche le texture le ho trovate ben fatte. Se fosse stato un altro titolo, con una trama diversa, la mancanza di scale cromatiche, le avrei criticate, ma in questo caso, Beholder 2 non può essere diversamente colorato. E’ un 2d e mezzo, ha stile ed è un riferimento per questo genere di videogiochi.

SONORO

La musica accompagna bene i momenti del gioco. Come se non bastasse già il resto, ti trascina ancora di più nello sconforto assoluto e nell’anima nera del Ministero.

Il doppiaggio non esiste. I personaggi parlano sì, ma in un linguaggio con un idioma inesistente, sono solo rumori, Usano un’altra tonalità, ma parlano come i personaggi di Animal Crossing, avete presente? Il testo è scritto a video.

LONGEVITA’

Aldilà di quanto tempo ci vuole per finirlo la prima volta, che si aggira intorno alle quindici / venti ore, Beholder2 offre una buona longevità. In base alle scelte che si deciderà di prendere attraverso i dialoghi e i comportamenti che si vorranno intraprendere, determinerà il finale.  Infatti, Il titolo offre molti finali diversi e il tipo di esperienza che restituisce il gioco, porterà la curiosità del gamer a voler vedere più di un finale.

LOCALIZZAZIONE

Nonostante sia un videogioco unico nel suo genere e nonostante la presenza di molte lingue come l’Inglese, il Francese, lo spagnolo, varie lingue cinesi, la mancanza della localizzazione in Italiano pesa parecchio considerato che, tutto il gioco gira sulla comprensione del testo e richiede di usare logica e deduzione.

Se non si ha dimestichezza con una delle lingue citate, sopra è facile che venga “scartato” e potrebbe risultare impossibile da portare a termine.  In particolare la lingua inglese, non è impossibile da capire e con i testi che scompaiono solo a pressione del tasto, si ha tutto il tempo ad aiutarsi con traduttori e vocabolari vari.

In questo modo, spezza il ritmo e alla lunga può portare a decidere di disinstallare il gioco. Ho letto che per la versione PC, qualcuno si sta traducendo in italiano con un file script che lo tradurrà all’interno del gioco. Spero solo che non sia una mera traduzione perché lo humor e le battute presenti, rendono bene solo se si coglie il vero significato nel contesto.

Il comparto tecnico in generale è buono, anche se presenta qualche “inciampo” come scritto prima sui salvataggi, ma bypassabili facendo quelli manuali e qualche incertezza grafica. Una cosa che mi è capitato sovente, quando gioco a Beholder2 sulla mia XboxOneX, il controller si disconnette spesso.

In conclusione

E’ unico nel suo genere, riesce a catapultare il videogiocatore nell’incubo di un Regime oppressivo e totalitarista.

Persino passare attraverso i body scan presenti al Ministero, fanno esclamare, “lo giuro non ho nulla”… ogni volta, si crea tensione.  Sicuramente è da giocare perché pieno di piccole perle che lasciano pensare, persino dai personaggi non giocanti.

Forse un gioco di nicchia per i videogiocatori che amano le avventure grafiche, miste a fasi strategiche, logico e gestionale. Una perla che merita essere raccolta se si riesce a superare lo scoglio della lingua.

Warm Lamp games ha fatto un ottimo lavoro. Un grazie per avermi fatto scoprire questo gioiellino.

Pro

  • Atmosfera cupa e oppressiva
  • Level design minimale ma efficace
  • Meccanica di gioco
  • Parte investigativa
  • Cut scene che possono toccare gli animi più sensibili
  • Grafica pulita senza sbavature
  • Utilizzo dei colori bianco nero e grigio, usate in modo impeccabile.

Contro

  • Pesante la mancanza Localizzazione in lingua italiana
  • Gestione salvataggi automatici “pericolosi”
  • Mancanza di qualche traccia musicale in più durante la permanenza al Ministero

 

RASSEGNA PANORAMICA
Gameplay
9
Grafica
9
Sonoro
8.5
Longevità
9
Comparto tecnico
8
Storia
9
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Videogames, console, PC, musica, mtb e moto, passioni che hanno scandito la mia vita fino a oggi.