Biomutant – Recensione Xbox Series X

Il mondo che verrà

L’apocalisse non è necessariamente la fine di ogni cosa. L’umanità stavolta l’ha fatta grossa e la natura ha riscritto le proprie regole in nome della sopravvivenza. Biomutant è un nuovo inizio per una Terra post-apocalittica da scoprire rigorosamente pad in mano; siete pronti per questo viaggio?

Negli ultimi anni la mia carriera da videogiocatore ha subito una sterzata netta alla scoperta del genere GDR. Grazie a capolavori come Zelda Botw, The Witcher 3 e la serie di Assassin’s Creed da Origins a Valhalla, i miei gusti videoludici sono decisamente cambiati.

Maturo di queste nuove esperienze, ho buttato gli occhi all’interessante progetto Biomutant, rimanendo subito affascinato dal lavoro sviluppato da Experiment 101, team svedese composto da soli 20 persone.

La pubblicazione è stata curata dal popolare publisher austriaco THQ Nordic, con uscita in contemporanea il 25/05/2021 su Playstation 4, Xbox One e PC. Il gioco è inoltre disponibile per Xbox Series X/S e Playstation 5 via retrocompatibilità.

Il prezzo al lancio è di 60€, cifra molto vicina a quella dei titoli Tripla A. Personalmente ai fini di una buona recensione ritengo che questo fattore vada considerato al pari del numero ridotto delle persone che hanno lavorato allo sviluppo.

Inoltre va sottolineato che il gioco era previsto per il 2018, ma per evitare ritmi di lavoro estenuanti (crunch) e la riuscita di un prodotto scadente, si è preferito concedere più tempo agli sviluppatori.

La versione da me recensita è quella Xbox, giocata su Series X.

Muoviamo i primi passi nel futuro

Biomutant è principalmente una grande storia; il mondo è stato inquinato oltre ogni limite e alcuni animali hanno subito una brusca evoluzione genetica, andando a sostituire l’umanità come specie dominante del pianeta. Creature antropomorfe simili a primati e grossi felini hanno sviluppato intelligenza, forza e poteri biologici per sopravvivere ad un mondo sempre più vicino al collasso.

All’inizio di questo viaggio il nostro protagonista si scontra duramente con il suo passato, arrivando inesorabilmente alla fuga da un impari scontro e al tutorial. Chiusi nel Bunker 101 impariamo a conoscere le nostre capacità, personalizzando il personaggio sia dal punto di vista estetico che di attributi e specialità. Questo approccio ci permette di personalizzare l’avventura in base allo stile che più amiamo, scegliendo inoltre la difficoltà tra: facile, medio e difficile. Le prime fasi risultano un pò noiose e lente, ma non fateci caso; dopo la prima ora il gioco inizia a svelare la sua vera natura tutta da scoprire.

Fuori dal bunker; un mondo da scoprire

Usciti dal bunker, entreremo in un open-world fiabesco, sulla falsa riga di Zelda Botw. I colori molto accesi e i paesaggi da favola si amalgamano senza difficoltà ad un ambiente decadente, ormai lontano dai suoi giorni migliori.

La grafica su Xbox Series X è in 4K nativo e gira a 60fps, mostrando di tanto in tanto bruschi cali di framerate, gravi problemi di compenetrazione tra oggetti e spesso texture ambientali in bassa definizione. I limiti tecnici sono mitigati da scenari spesso fantastici, in grado di lasciare il giocatore meravigliato e con la volontà di inoltrarsi sempre di più nell’esplorazione.

Correndo o galoppando tra le rovine del mondo che fu è facile rimanere a bocca aperte dall’illuminazione ambientale del tramonto o di un temporale. Per catturare i momenti migliori è a nostra disposizione una modalità fotografica, povera di funzioni, ma ben fatta.

I modelli dei personaggi sono evidentemente datati, non brillano nemmeno dal punto di vista tecnico viste le poche animazioni facciali e dei movimenti. Ciò nonostante, grazie soprattutto ai 60fps, i combattimenti sono piacevoli e ricchi di effetti speciali.

Avanti, a colpi di Wung-Fu

Il protagonista del gioco è stato addestrato fin da piccolo nell’arte marziale del Wung-Fu e sostanzialmente il gameplay si basa su questo stile di combattimento acrobatico arricchito da colpi speciali e poteri derivati dalle mutazioni. La mamma del nostro pg era capo villaggio e maestra di questa disciplina, ma purtroppo il triste sviluppo della trama priva troppo presto della sua guida. 

Nonostante le scelte fatte ad inizio gioco hanno già determinato il nostro stile; i punti abilità, i punti psionici e il biorischio permettono di sbloccare potenziamenti letali e spettacolari personalizzando ulteriormente l’avventura. Sbloccate letali combo e abilità, siamo in grado di produrre attacchi basati su effetti ambientali e arricchire il nostro arsenale di armi a distanza o corpo a corpo personalizzate con un buon sistema di crafting.

Purtroppo il rilascio di oggetti più o meno rari è da rivedere, infatti mi è capitato troppo spesso di accedere ad equipaggiamento di livello 30 quando il mio personaggio era ancora ad un livello inferiore al 10, costringendomi a tenere i potenti oggetti fermi nell’inventario. 

Il livello di difficoltà è tendenzialmente basso, a volte capiteranno nemici sulla carta molto più potenti, ma facilmente battibili sfruttando elementi ambientali come il fuoco e armi dalla distanza.

Biomutant punta decisamente sull’esplorazione e la curiosità del giocatore, cercando di non mortificare i novelli dei GDR con missioni troppo lunghe e difficili, in questo modo la storia risulta gradevole anche per chi può fare solo brevi sessioni di gaming.

Le nostre guide e i nostri alleati

Nel mondo post apocalittico non siamo soli. Buffi personaggi dallo strano linguaggio sono alleati o nemici. Il gioco è localizzato interamente e con ottima qualità in italiano. Le voci narranti sono comunque solo 3: un automa, spesso troppo loquace, che racconta tutti gli eventi e traduce i dialoghi degli NPC parlando in terza persona e le impersonificazioni dell’oscurità e della luce, spesso protagoniste di divertenti dialoghi e ago della bilancia delle scelte che porteranno verso un finale buono e uno cattivo del gioco.

La battaglia tra bene e male va oltre questi teatrini in stile Kronk delle Follie dell’Imperatore, risultando l’ago della bilancia nei rapporti tra NPC e protagonista. 

Ambientazioni, storia, musica e scelte etiche attingono a piene mani dalla cultura giapponese e si amalgamano in un mondo suggestivo ricco di riflessioni importanti sulla natura delle cose e l’impatto umano, spesso negativo, sul nostro fantastico pianeta; rendendo così ricche le 13/16 ore della campagna principale. Per completare totalmente il gioco il tempo sale fino a circa 60 ore.

Molte luci e alcune ombre

Biomutant è chiaramente un buon gioco, raramente si vedono giochi GDR così ampi sviluppati da un team di sviluppo così piccolo. La scelta di non forzare i tempi dello sviluppo e rinunciare alle casse premio a pagamento va valorizzata soprattutto al giorno d’oggi. 

Personalmente ho trovato l’esperienza di gioco molto rilassante e ricca di spunti morali intensi. Ho giocato circa 20 ore su Xbox Series X, dove purtroppo non è ancora presente una versione nativa, ma gira quella Xbox One.

Qualche difetto a livello tecnico non ha rovinato la mia esperienza di gioco; anzi ho gradito molto i ritmi di gioco non esasperanti e lo sviluppo della trama. Purtroppo non posso dire lo stesso dei dialoghi, spesso boriosi e troppo lunghi. La mia prova è stata effettuata su TV a 49” in 4K e con pad standard per Xbox Series.

Nel complesso Experiment 101 ha creato un buon gioco, con alcuni lati da perfezionare, ma che mi sento di consigliare a tutti gli amanti dei GDR.

Tutte le componenti utili per creare un buon prodotto dal lato ruolistico sono presenti, ma alcune come il loot degli oggetti vanno ricalibrate.

La spesa di 60€, per comprare il gioco al lancio, può risultare importante per la maggior parte dei Gamer, soprattutto perchè con 70€ si acquistano tripla A, quindi il mio consiglio è di aspettare il primo calo di prezzo e qualche aggiornamento già in lavorazione per scoprire Biomutant.

Pro

  • Divertente
  • Mondo affascinante
  • Buona trama
  • Ben localizzato

Contro

  • Dialoghi troppo lunghi
  • Graficamente non al top
  • Prezzo eccessivo al lancio
  • Bilanciamento loot da rivedere

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RASSEGNA PANORAMICA
Voto
7.5
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Staccato il ciuccio dalla bocca ho preso un pad in mano per non mollarlo più, non son un Pro Gamer, cerco l'essenza del gioco.