Blacksad: Under the Skin – Il detective felino indaga… | Recensione

Il 28 Novembre è arrivato anche su Nintendo Switch (il 14 Novembre è uscito sulle altre due piattaforme: Xbox e PlayStation), John Blacksad, il detective felino protagonista della serie a fumetti Noir creata dagli autori spagnoli Juan Díaz Canales (testi) e Juanjo Guarnido (disegni), e pubblicata dall’editore francese Dargaud.

Per la realizzazione del primo capitolo videoludico di Blacksad la software house francese Ys Interactive ha unito le forze con l’Iberica Pendulo Studios e il publisher francese Microids.

Le vicende sono ambientate negli Stati Uniti degli anni cinquanta del ventesimo secolo, più precisamente nella città di New York e vengono raccontate con lo stile da “film noir”.

I protagonisti sono rappresentati come animali antropomorfi, ogni specie poi ha la sua personalità, così come ruolo nella storia e tipo di personaggio. Vengono utilizzati molto spesso stereotipi animali: per esempio, i criminali sono raffigurati per lo più da rettili e anfibi. Gli ufficiali di polizia invece sono canidi (pastori tedeschi, volpi…)

Discorso leggermente differente per i personaggi di sesso femminile. Le donne spesso vengono raffigurate con tratti più umani e felini.

Blacksad: Under the skin si pone cronologicamente tra gli eventi di Blacksad: Artic Nation e  Anima Rossa.

Trama: “Joe Dunn, il proprietario di un club di box, viene trovato morto. L’astro nascente Bobby Yale, che si stava preparando per l’incontro più importante della sua carriera, è misteriosamente scomparso. Sonia Dunn, la figlia di Joe, prende le redini della palestra, e deve vedersela con i creditori. è lei che decide di assoldare il detective John Blacksad per indagare sulla scomparsa di Yale. La data del match più atteso dell’anno si avvicina e il club non sopravviverà a un sempre più probabile annullamento. Nel corso delle indagini, John Blacksad si troverà a nuotare con gli squali, in un mondo in cui la corruzione domina ovunque.

Il gioco si apre con il ritrovamento del corpo di Joe, morto presumibilmente suicida. Impiccato e penzolante a mezz’aria al centro del ring. A trovarlo, la donna delle pulizie. Cambio scena ed ecco l’introduzione del protagonista. L’investigatore privato felino John Blacksad, alle prese con un cliente tosto deciso a fargliela pagare.

Sin da subito si entra a contatto con le meccaniche di gioco, per prendere confidenza i programmatori hanno inserito un tutorial davvero carino che non va ad intaccare la fluidità della scena trasmessa sullo schermo.

Il gameplay è basato su azioni rapide (quick time events) di due tipi;

  • quelle rapide dove si deve premere ll tasto corretto
  • quelle in cui si deve far crescere una barra premendo velocemente il pulsante.

Dialoghi e scelte multiple. Blacksad durante l’indagine incontra parecchi personaggi e deve assolutamente estrapolare la verità dei fatti per andarcene a capo con l’indagine. Durante questi dialoghi si hanno scelte multiple di risposta in modo da portare il dialogo in direzioni diverse.

In questo modo si può scegliere l’opzione che si pensa essere la più consona per il proseguo dell’indagine. Ovviamente ogni scelta determina lo sviluppo successivo delle reazioni e dei comportamenti dell’investigatore privato così come le opportunità che gli si presenteranno. Nelle scelte c’è pure la possibilità rimanere in silenzio.

Come detto, John è un gatto e come tale possiede il senso felino. Vista, olfatto, udito sono tutti particolarmente acuti. Questo lo aiuta (e ci aiuta) a cogliere particolari altrimenti invisibili. La modalità senso felino viene rappresentata sullo schermo da un “avatar” con la faccia di John.

Quando la attiviamo, la visuale cambia in prima persona e si ha l’effetto bullet time, le immagini diventano in bianco e nero e sgranate. Mano a mano ci si avvicina all’obbiettivo il controller vibra più o meno intensamente.

Il gioco si basa su fasi investigative e di deduzione. Col progredire della storia le aree di gioco da esplorare aumentano. Si comincia dalla palestra, per poi spostarsi all’esterno di essa. L’appartamento, la tavola calda…

La libertà di movimento, spesso preda di meccaniche rigide, è data dall’ambiente circostante e dalle situazioni di gioco. Possiamo interrogare potenziali sospetti ed avviare così le scelte multiple. Durante queste conversione Blacksad prende appunti che possono essere consultabili in qualsiasi momento mediante il menù apposito.

Scassinare porte, mobili e altro grazie all’uso del grimaldello. Quando si utilizza questo oggetto compare un mini gioco a tempo nel quale si deve far combaciare gli incastri dei vari anelli girandoli in senso orario o antiorario.

Ci si può muovere all’interno di una stanza per analizzarla e trovare così indizi. A tal proposito spendo due parole per dire che non sempre il “sistema analizza indizi” è preciso. Ogni tanto bisogna essere al millimetro per poter interagire con l’oggetto evidenziato. Basta un minimo errore e l’icona per l’interazione sparirà.

Raccogliendo tutte queste informazioni grazie alle analisi delle prove/indizi, si possono formulare delle conclusioni. Per farlo si preme un tasto ed ecco comparire la schermata delle deduzioni. Frasi sparse in ordine casuale che aspettano soltanto di essere selezionate e collegate.

Questo sistema deduttivo di indagine consente di mettere in relazione tra loro gli elementi del gioco (prove/indizi/informazioni) per costruire linee di indagine da perseguire. Se le ipotesi formulate funzionano, John arriverà ad una conclusione. Altrimenti gli indizi rimarranno a disposizione per un nuovo tentativo. In pratica è molto difficile rimanere bloccati in un punto del gioco. Se ne viene sempre a capo in qualche maniera.

Graficamente il gioco non è male, presenta però diversi cali di frame e capita che la texture venga caricata lentamente. Il gioco dalla modalità portatile a quella fissa non presenta alcuna differenza sostanziale.

Altra cosa che può risultare fastidiosa è il non poter saltare i filmati. Questo comporta che se bisogna rifare una certa cosa, si deve per forza guardare tutta cut scene!(se presente).

Ah! John Blacksad nonostante possegga tutti i sensi di un felino dimostra però l’agilità di un gatto di marmo vista la totale assenza dell’opzione corsa e perché no, salto.

Blacksad Under The Skin non si discosta molto da giochi quali L.A. Noire e  i vari titoli Telltale Games. Note molto positive riguardano i dialoghi e la colonna sonora.

John Blacksad è doppiato magistralmente da Barry Johnson (Beyond: Two Souls, Detroit: Become human tra gli altri) per l’edizione inglese (in italiano non è tradotta ma ci sono i sottotitoli) per l’edizione spagnola la voce è affidata a Gabriél Jiménez (voce spagnola ufficiale di Hugh Jackman.

Mentre per quanto riguarda la colonna sonora, essa è stata composta da Juan Miguel Martín e, udite udite, il tema principale è stato scritto e composto da nientepopodimeno che da Mister Inon Zur, classe ’65 , americo-israeliano, vincitore di diversi Award per le sue colonne sonore (Power Rangers Turbo,Men of Valor, Dragon Age: Origins).

Anni cinquanta, Noir quale musica se non il Jazz, quello più ispirato, quello che fa venire subito in mente i club fumosi dove la bisca ne fa da padrona.

Durante tutto il gioco la musica accompagna  ciò che vediamo sullo schermo, diventando a tutti gli effetti un elemento integrante fondamentale dell’avventura, dando peso e profondità ad ognuno dei personaggi principali. in modo che ognuno abbia il proprio “tema”di riferimento, il quale suonerà sia quando i personaggi saranno presenti sullo schermo, sia quando nella storia, si farà riferimento a loro. La musica è stata composta davanti ai fumetti aperti in modo da essere il più vicino possibile alla storia.

Se amate questo tipo di giochi, la buona musica e le atmosfere noir, fatelo vostro.

Il nostro voto: 8.5

Pro

  • Storia
  • Personaggi
  • Colonna Sonora
  • Atmosfera

Contro

  • Alcune meccaniche di gioco
  • Cali di frame
  • Alcuni rallentamenti di Texture
  • Piccoli bugs
Annuncio
RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
8.5
Articolo precedenteDecay of Logos, il pluripremiato RPG fantasy, è disponibile per Nintendo Switch
Prossimo articoloBubble Bobble 4 Friends – Bub & Bob ritornano e lo fanno su Switch – Recensione
I protagonisti sono rappresentati come animali antropomorfi, ogni specie poi ha la sua personalità, così come ruolo nella storia e tipo di personaggio. Vengono utilizzati molto spesso stereotipi animali: per esempio, i criminali sono raffigurati per lo più da rettili e anfibi. Gli ufficiali di polizia invece sono canidi (pastori tedeschi, volpi…) Il gameplay è basato su azioni rapide (quick time events) di due tipi: quelle rapide dove si deve premere ll tasto corretto quelle in cui si deve far crescere una barra premendo velocemente il pulsante. Dialoghi e scelte multiple. Blacksad durante l’indagine incontra parecchi personaggi e deve assolutamente estrapolare la verità dei fatti per andarcene a capo con l’indagine. Il gioco si basa su fasi investigative e di deduzione. Col progredire della storia le aree di gioco da esplorare aumentano. Graficamente il gioco non è male, presenta però diversi cali di frame e capita che la texture venga caricata lentamente. Il gioco dalla modalità portatile a quella fissa non presenta alcuna differenza sostanziale. Se amate questo tipo di giochi, la buona musica e le atmosfere noir, fatelo vostro.blacksad-under-the-skin-il-detective-felino-indaga-recensione