Ultimamente i vari publisher stanno riportando in vita (tramite riedizioni in HD) vecchi titoli che nelle passate generazioni avevano avuto un discreto successo o che per via di titoli più famosi non erano riusciti a ritagliarsi un posticino nel cuore dei gamers di quella generazione.

Konami e Gaijin Entertaiment hanno così deciso di salire nel treno delle “remastered” riportando a nuova vita, ma unicamente su Nintendo Switch, Blades of Time, un discreto hack and slash uscito nel 2012 su Xbox 360 e PC che non ha avuto molta fortuna nella passata generazione.

Protagonista di quest’avventura è la sexy cacciatrice di tesori Ayumi, una versione svestita di Lara Croft con i capelli biondi e codini. Abile nel combattimento, sia ad arma bianca(Spade, Katane) che con armi da Sparo, come fucili (arma secondaria).

La nostra cacciatrice si troverà all’interno del mistico mondo perduto di Dragonland, alla ricerca di tesori di inestimabile valore.

Malgrado la trama (basilare) possa far pensare ad un titolo avventuroso e ricco di puzzle ambientali, in realtà ci troviamo davanti ad titolo talmente differente, un’action adventure di tipo hack and slash abbastanza standard, simile a Devil May Cry, Darksiders e Bayonetta lineare e con un livello di sfida non esageratamente alto.

Nel titolo del team russo dovremo insomma avanzare fra i livelli eliminando i vari nemici e recuperando la loro forza vitale (da utilizzare poi a gli altari per sbloccare le varie abilità) saltando da una piattaforma ad un’altra e cercando gli interruttori per aprire la porta per il livello successivo e raccogliendo  tutto abbastanza classico, ma allo stesso tempo anche abbastanza divertente.

Diciamo che tutto quello che avremo difronte è la base per un buon titolo action adventure, ma nulla di più, mancano quelle rifiniture, quelle piccole sfumature che potevano trasformare Blades of Time da un titolo appena sufficiente a qualcosa di molto di più.

Alcune idee presenti nel titolo di Gajin Enterteiment non sono affatto male, come ad esempio la possibilità di manipolare il tempo, questa abilità unita ad alcuni puzzle ambientali risulta davvero interessante, in pratica una volta attivata, il tempo si blocca e ci troveremo a guidare una sorta di clone temporale di Ayumi che inizierà a percorrere a ritroso il percorso che abbiamo fato dandoci così la possibilità di oltrepassare delle porte che al nostro passaggio si sono chiuse o di risolvere dei puzzle ambientali che andrebbero risolti con due personaggi su schermo.

Ad esempio ci troveremo di fronte ad una porta che si attiva solo dopo aver premuto in contemporanea due piastre posizionate sul pavimento, con il trucchetto legato alla manipolazione del tempo potremo posizionare Ayumi sulla prima piastra e successivamente spostare il nostro clone temporale sulla seconda.  

Blades of Time è un titolo che, malgrado i 7 anni di età e diverse generazioni alle spalle, presenta una buona qualità sul fronte level design e di ambientazioni, che appaiono su schermo, soprattutto in quello TV in modalità dock, abbastanza piacevoli e rifinite.

I veri difetti che affliggono il titolo sono ben altri ovvero quelli tecnici, infatti malgrado il port della versione per la console ibrida made in Nintendo abbia origine dalla versione per PC, che risulta ben più rifinita e priva di molti bug che affliggevano la versione Xbox 360.

Nonostante il team di sviluppo abbia voluto sfruttare alcune delle particolari feature presenti nella console Nintendo, come l’HD Rumble ed il Touch Screen (in versione handheld) ci troviamo di fronte ad un gioco che tecnicamente è lontano dalla sufficienza.

Questo perché alcuni difetti storici (che potevano essere corretti in questa nuova versione, ndr.) sono magicamente tornati, parliamo ad esempio di una gestione della telecamera disastrosa, a tratti ingestibile, e ad un sistema di controllo impreciso, che in più di un’occasione, soprattutto quando utilizzeremo il fucile con i nemici in volo, ci porterà a morte certa.

Difetti che come scritto potevano benissimo essere sistemati in fase di adattamento del gioco visto che nella versione PC molti di questi bug e difetti erano stati corretti.

A tutto questo ci aggiungiamo inoltre, un frame-rate ballerino che va a penalizzare la fluidità degli attacchi più elaborati, che come sappiamo in questo genere di giochi è fondamentale, un vero peccato perché la nostra Ayumi dispone di un parco mosse niente male, certo non è paragonabile a Dante (Devil May Cry) o a Bayonetta, ma fra attacchi leggeri e pesanti, scivolate e attacchi aerei c’è comunque da divertirsi parecchio.

A sollevare le sorti del comparto tecnico c’è sicuramente il comparto sonoro, con musiche ed effetti azzeccati che risultano sempre ben amalgamate all’azione, ed il doppiaggio in lingua italiana, che malgrado qualche scivolata di tanto in tanto si dimostra comunque valido.

Il nostro voto: 6.5

thumbs-up-icon

Pro

  • Ambientazioni piacevoli
  • Gameplay buono e divertente…
thumbs-down-icon

Contro

  • … con dei Controlli Imprecisi
  • Troppi Bug
  • Telecamera a tratti ingestibile
RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
6.5
Articolo precedenteA Plague Tale: Innocence – Recensione Xbox One
Prossimo articoloGame, set, match! Prepara i tuoi colpi migliori, Super Tennis Blast è disponibile su console e pc
Semplicemente un appassionato di videogames... :D