Chronos: Before the Ashes – Recensione Xbox Series X

IL Labirinto prima delle ceneri

Sono passati tanti anni dalla nascita dei videogiochi Soulslike, famosi per la loro difficoltà. Intimorito da questa caratteristica, ammetto di aver aspettato troppo per un primo approccio a questo genere. Ora con Chronos: Before the Ashes è arrivato il momento di recuperare il tempo perduto.

Come avrete intuito dalla mia introduzione, non ho ancora giocato a Remnant: From the Ashes, quindi, questa recensione può essere utile per chi non conosce il popolare sequel di Chronos.

A differenza di Remnant (mi sono documentato con video e recensioni) in questo nuovo capitolo non troveremo armi da fuoco, ma adotteremo un sistema di combattimento basato su armi bianche; all’interno è presente anche una nuova interessante meccanica di gestione Game Over che tratteremo più avanti.

Il Team americano Gunfire Games, già popolare per Darksiders III e Remnant: Before the Ashes, ha sviluppato il gioco convertendo Chronos, un titolo VR esclusivo per Oculus Rift.

Nelle vesti di publisher troviamo invece il famoso gruppo austriaco THQ Nordic, che ha rilasciato il gioco su PS4, Xbox One (compatibile con Series X/S), PC, Switch e Stadia in data 1/12/2020.

La Trama

Ad inizio gioco, scelto il sesso del personaggio, veniamo introdotti da una misteriosa Sciamana ad una sorta di caccia al Drago.

Il mondo infatti è stato Flagellato dal possente Drago, il nostro compito, è trovarlo ed ucciderlo. Saremo poco guidati all’interno del Labirinto, con scarsi mezzi e poche conoscenze a disposizione. La storia si presenta da subito criptica, lasciando grande spazio all’esplorazione e alla raccolta degli indizi attraverso libri e dialoghi con personaggi non giocanti.

Il Gameplay

Il punto forte dell’ultima produzione di Gunfire Games è il sistema di invecchiamento/gestione morte del nostro personaggio. Durante l’avventura, affrontabile in tre livelli di difficoltà, troviamo spesso nemici in grado di metterci in crisi, e morire non sarà un grosso problema.

La morte viene gestita attraverso un sistema molto particolare: ogni trapasso ci invecchia di un anno, con sensibili variazioni nel Gameplay facendoci recuperare i nostri cuori di drago, essenziali per ricaricare la barra della vita. Passare nel corso dell’esplorazione dai 20 ai 60 anni rende il nostro personaggio più incline alle arti magiche, purtroppo a discapito di forza e agilità.

In aggiunta a questa interessante meccanica, troviamo molti elementi Action in grado di dare dinamismo a combattimenti basati su armi bianche e scudi. Cambiando arma si evidenzia un cambio anche nei set offensivi del personaggio, tant’è, che spesso potrebbe accadere di essere in dubbio sulla scelta dell’arma da utilizzare: un arma potente o una più veloce? Imparare a parare con il giusto tempismo ci darà un ottimo vantaggio negli scontri, con il doppio effetto di sbilanciare il nemico e attivare attacchi magici.

Chronos: Before the Ashes si presenta come un titolo dalla natura GDR dall’anima Fantasy ricco di enigmi. Durante l’avventura troviamo abilità magiche in grado di rendere il nostro personaggio più letale. Inoltre è presente un sistema di crescita basato sull’aumento di XP, assegnabile a discrezione tra vitalità, agilità, forza e arti magiche. Bisogna farcela con le proprie forze, infatti, Il Labirinto va esplorato senza l’ausilio di mappe o particolari aiuti.

La Grafica

L’avventura inizia in una base militare piuttosto spartana, si apre poi con ambientazioni fantastiche in grado di suscitare meraviglia nel giocatore.

IL reparto visivo mi ha regalato buone soddisfazioni, merito di una grafica 4K a 30 FPS sempre stabili. Naturalmente siamo lontani dai limiti della nuova Ammiraglia Microsoft, ma sulla nuova generazione è attualmente disponibile solo la versione per Xbox One del gioco.

La grafica non è strabiliante, appare ormai superata e risente di problemi legati alla compenetrazione tra oggetti.

La gestione della telecamera è pessima, crea difficoltà, sia nei movimenti che negli spostamenti e purtroppo non è risolvibile neanche tarandone la sensibilità.

In contrasto con una mediocre realizzazione tecnica, troviamo invece una straordinaria componente artistica. Ogni scenario è realizzato bene, sfruttando a meraviglia effetti di luce perfetti. Anche alcuni dettagli come l’invecchiamento e l’affaticamento del PG, quando il livello di vita è basso, risultano curati meglio di quanto visto in molti titoli AAA.

Audio e Localizzazione

La colonna sonora del gioco è studiata ad hoc per dare risalto al criptico Labirinto. In ogni stage viene riprodotta della musica diversa, dai toni sempre più misteriosi, che accompagna, senza mai sovrastare i rumori di gioco. I movimenti del personaggio e i combattimenti sono anch’essi ben accompagnati da suoni realistici in grado di dare solidità ad ogni azione.

Nonostante ciò, ho provato confusione e disorientamento nel tentativo di orientarmi sfruttando l’udito. All’inizio credevo fosse un problema del gioco, ma infine ho capito che trattandosi di un labirinto è del tutto normale sentire rumori provenienti anche da ambienti vicini, non sempre riuscendo però a capirne la direzione.

Per quanto riguarda i dialoghi e i sottotitoli, Chronos: Before the Ashes ha pochi testi e ancora meno dialoghi, rigorosamente doppiati e sottotitolati in molteplici lingue, italiano escluso.

Il mio viaggio nel Labirinto

Ho giocato a Chronos: Before the Ashes su Xbox Series X e Tv LG 4K HDR10 da 49″. La versione del gioco da me provata è al momento identica a quella Xbox One X, sfruttando la risoluzione 4K con tecnologia HDR attiva.

La mia avventura alla ricerca del Drago è durata circa 8 ore, ho scelto di utilizzare un approccio volto all’esplorazione di ogni angolo del gioco. Ho preferito una prima run a livello Facile, per provare in seguito gli altri livelli di difficoltà, trovando il sistema di invecchiamento più godibile ad un livello medio-alto. Comunque la longevità media è calcolabile tra le 6 e 8 ore di gioco, obiettivamente poco visti i 30€ richiesti per l’acquisto.

Un gioco interessante, ma…

La componente tecnica è discreta, la natura minimalista del lavoro di Gunfire Games risulta valorizzata da musiche d’atmosfera e ambientazioni Fantasy, che ben si sposano, con la Trama criptica del gioco. Buoni spunti che però vengono penalizzati da fastidiosi problemi di gestione della telecamera e compenetrazione tra gli oggetti.

Il Gameplay, basato su combattimenti con armi bianche e potenti colpi arcani, viene arricchito da un buono sviluppo del personaggio. Oltre alla crescita basata sull’aumento dell’XP, il protagonista invecchia di un anno ad ogni Game Over.

In conclusione Chronos: Before the Ashes è un titolo gradevole, che può rappresentare un ottimo primo approccio col genere Souls anche per i giocatori meno esperti. La scelta di inserire infatti diversi livelli di difficoltà, rende il gioco adatto ad ogni tipo di giocatore.

Pro

  • Interessante sistema di morte basato su l’invecchiamento
  • Ambientazioni Fantasy meravigliose
  • Buono come primo approccio ai Soulslike

Contro

  • Telecamera ingestibile
  • Poco longevo
  • Non localizzato in italiano