Cronache dalla Pista – Un Round 2 più difficile del previsto

Dopo un brillante esordio nel primo round della serie GTCC indetta da TORA: The Online Racing Association, ero fiducioso di poter fare bene anche nella seconda gara a Suzuka. Questo tracciato mi piace molto, ma non è mai stata una delle mie piste amiche, e ne ho avuto la riprova ieri sera.

La seconda tappa del campionato si è svolta sulla variante Est del circuito di Suzuka, una pista piccola, troppo piccola, quasi un kartodromo, caratterizzata da una prima curva incredibilmente veloce e selettiva, una serie di esse in falsopiano dove è fondamentale la traiettoria corretta per rimanere veloci e costanti, e infine un tornantino in leggera discesa che immette nuovamente sul rettilineo di partenza. L’ultima curva è stato il mio tallone d’Achille, il punto del tracciato dove ho sofferto di più rispetto alla concorrenza.

Partiamo dalla sessione di qualificazione, che è andata male, punto. Inutile girarci intorno, non mi sono avvicinato minimamente al mio best lap e nemmeno al tempo che mi ero prefissato per ritenermi soddisfatto. Durante le prove fatte in settimana sapevo di avere un best lap di 52,3 secondi, ma nelle qualifiche mi sarei accontentato di un tempo compreso tra 52,6-52,8. Durante la qualifica vengono disattivate le collisioni con gli avversari, così da poter sfruttare tutta la pista e le traiettorie, però gli avversari sono dei fantasmi, e per i primi due giri ho effettuato dei tempi con il fastidio di essere continuamente mischiato ad un altro pilota che aveva un ritmo simile al mio. Così facendo non avevo una visuale pulita della pista, specialmente nella prima curva, dove non potevo vedere con chiarezza i miei punti di riferimento per la staccata. Ovviamente è salito il nervosismo, e questo non va mai a braccetto col cronometro. Morale della favola, 53,1, tempo alto, troppo alto rispetto al mio obiettivo iniziale, e conseguente partenza nelle retrovie, nuovamente nella Lobby 5 delle sette disponibili, quando potevo ambire ad una Lobby 4 se avessi giudicato meglio il momento in cui iniziare a spingere in qualifica per evitare il traffico, e il nervosismo. Ma è andata così, meglio pensare alla gara.

Il tempo di qualifica mi ha relegato nell’ultima posizione della lobby, 14 esimo, in una pista dove il sorpasso non è impossibile, ma è davvero difficile. Le fasi iniziali di gara 1 erano fondamentali, dovevo approfittare dei possibili errori degli avversari nella foga dei primi giri, e così ho fatto, portandomi subito in ottava posizione e mantenendo la coda del gruppone davanti a me. La sosta ai box a metà gara è filata via liscia, anche se al rientro in pista mi sono ritrovato in decima posizione. Ho cominciato a martellare tempi buoni per cucire il distacco ed essere pronto a riprendermi le due posizioni, ma in quel momento mi appare la notifica di batterie scariche nel pad, nonostante le avessi cambiate prima della gara proprio per evitare questo problema. Mancavano 6 giri, potevo farcela. Il giro successivo però mi si è disattivata anche la vibrazione, che stava ad indicare che a breve si sarebbe spento del tutto. Potevo fare solo una cosa, recuperare il cavo di ricarica e collegare il pad durante la corsa, sfruttando l’unico rettilineo della pista, nemmeno troppo lungo. Quindi nei successivi due giri ho dovuto prima attaccare l’usb, per poi collegare il controller mentre acceleravo con l’altra mano, con tanto di disconnessione del pad a 100 metri dalla prima curva, ma riattivato in tempo per continuare la corsa senza troppi problemi. Questo piccolo problema tecnico mi aveva fatto perdere nuovamente qualche decimo, che sono riuscito a recuperare abbastanza facilmente, ma i due giri rimasti, in una pista in cui è difficilissimo sorpassare, e con piloti avversari coriacei mi hanno impedito di migliorare la decima posizione. Tutto sommato avevo limitato i danni e recuperato qualche punto rispetto all’ultima posizione di partenza.

In gara 2 si inverte l’ordine di partenza rispetto all’arrivo della gara precedente, quindi quinta posizione per me, da sfruttare a mio vantaggio. E così ho fatto, mettendomi subito in terza posizione e tenendo il passo dei piloti davanti a me, leggermente più rapidi, ma non al punto da prendere distacco. In ogni caso giro dopo giro mi rendevo conto che l’assetto della macchina non era perfetto per questo evento. L’assetto era performante se guidato con estrema precisione in condizioni di qualifica, ma nella bagarre della gara è facile commettere piccole sbavature, che vengono amplificate ulteriormente con un assetto di questo tipo. Infatti non riuscivo a mantenere un passo abbastanza veloce nonostante fossi nel gruppo di testa, e questo è stato d’aiuto ai piloti nelle retrovie, che hanno puntato all’undercut, ossia un rientro anticipato per poi iniziare a martellare tempi veloci fino alla fine della gara,e la loro strategia ha pagato. Rientrato nuovamente al 13esimo giro quando occupavo la seconda posizione, sono rientrato in pista in mezzo al gruppo compatto in rimonta, entrando in 10 posizione. Di nuovo belle battaglie e grande ritmo, ma la pista non permette facili sorpassi, a meno che non si fosse disposti a rovinare la gara propria o altrui. Quindi ho continuato a tenere il mio passo pronto ad approfittare di possibili errori dei piloti davanti a me. Nelle fasi finali l’errore c’è stato, infatti il pilota di fronte a me ha impostato male una curva dopo un leggero contatto con un’altra auto alla sua destra, ma non avevo lo spazio per infilarmi, e ho dovuto rallentare per non incappare in un incidente che avrebbe vanificato gli sforzi fatti fino a quel momento, perdendo però un’ulteriore posizione. Tagliato il traguardo in 11 esima piazza.

Una gara dal un gusto agrodolce. Mi sono divertito come un bimbo grazie a belle battaglie con gli altri giocatori, tutti consistenti ma leali nei combattimenti, ma allo stesso tempo deluso per aver buttato via tanti punti con una performance che poteva essere di ben altra rilevanza, specie dopo un brillante primo round. Ma non ci abbattiamo, il campionato è ancora lungo e uno scivolone può succedere. Abbiamo preso comunque punti importanti. Appuntamento alla prossima settimana sulla pista di Hockenheim.