DAKAR 18 – Recensione Xbox One

Ringraziamo Koch Media Italia per il codice review

La Parigi-Dakar, oggi semplice Dakar, è una delle competizioni offroad più dure al mondo, un’endurance nel deserto che nei suoi primi anni, fino al 2008, si correva appunto dalla capitale francese a quella senegalese (anche se la partenza spesso è stata modificata rispetto a Parigi), mentre negli ultimi 10 anni si svolge su territorio sudamericano.

Quest’anno Bigmoon Entertainment e Deep Silver hanno deciso di farci conoscere questo mondo portandoci proprio sulla terre dell’Argentina, del Cile e del Perù, per trasmetterci quello che provano i piloti reali durante questa snervante corsa nel deserto.

Saranno riusciti a ricreare l’atmosfera e le condizioni tutt’altro che semplici che solo la Dakar può dare? Scopriamolo in questa recensione.

Il progetto del piccolo team di Bigmoon è risultato fin da subito ambizioso, promettendo una mappa di gioco immensa, la più grande mai apparsa su un racing game, unita ad una riproduzione fisica dei mezzi certosina così da restituire una simulazione di questa corsa. Peccato che il risultato non sia proprio quello sperato, e anche la patch uscita pochi giorni fa non ha cambiato molto i valori in campo.

La Dakar si basa su 14 tappe, per un totale di circa 4500 km, e alcune di esse raggiungono anche i 900 km, che ovviamente in gioco scorrono in maniera più veloce, ma preparatevi ad affrontare alcuni stage che richiederanno anche più di un’ora per arrivare al traguardo. Terreni impervi e difficili da comprendere se non si seguono attentamente le indicazioni presenti nel nostro roadbook.

Infatti il sistema di navigazione è sicuramente l’aspetto meglio riuscito del gioco, ed è un bene essendo una corsa basata proprio sul trovare il percorso giusto senza perdere l’orientamento.

Il nostro roadbook contiene tutte le indicazioni per portarci da un checkpoint all’altro, bisognerà “solo” stare attenti ai chilometri percorsi, alla giusta direzione da seguire sulla nostra bussola e prestare attenzione ad eventuali punti di interesse che ci possono dare un punto di riferimento aggiuntivo durante la corsa.

Possiamo guidare auto, camion, moto, quad, e piccoli buggy, e con le prime due tipologie di veicoli si può contare anche sull’assistenza di un copilota, sempre tempestivo nel darci le nozioni, al punto che arriva a dare fastidio, specie quando guidiamo in maniera spumeggiante oppure se ci allontaniamo dal percorso migliore.

Inoltre il gioco è tutto in italiano nei menù, ma la voce del copilota è solo in inglese, quindi chi non ha dimestichezza con la lingua non ne trarrà molto aiuto, e i sottotitoli sono davvero piccoli da leggere, specialmente durante una corsa.

L’ambientazione di gioco è ben riprodotta e molto spesso presenta degli scorci davvero interessanti, così come alcuni passaggi tecnici niente male, ma data la vastità della mappa, aspettatevi tantissime zone davvero monotone. Mi sarei aspettato anche una maggiore varietà del fondo stradale. Non parlo di tipologie di fondo, che anzi spazia dalla terra alla sabbia, dall’asfalto al fango e così via, ma parlo delle sensazioni che restituisce.

Spesso mi è capitato di ritrovarmi in zone con sabbia molto morbida quasi da fermare l’auto, ma che alla vista sembrava sabbia battuta, e lo stesso mi è capitato con terreno più compatto. Manca un feedback visivo di quello che ci passa sotto le ruote, ed è un aspetto che in un titolo del genere ha il suo peso.

Le auto talvolta sembrano fatte di cartone per la loro fragilità, ma la cosa antipatica risiede nell’arbitrarietà del danno. Mi è capitato di atterrare rovinosamente da un salto finito male e rovinare appena una sospensione, invece un semplice contatto con un grosso arbusto mi ha comportato danni ben più gravi, che apparentemente non sembravano tali.

Il sistema di checkpoint invece, come idea, funziona bene tutto sommato, ma troppo spesso mi è capitato di attraversare il punto corretto senza essere registrato, solo per esserci passato a qualche metro di distanza.

Come ho annunciato poco fa, alcune tappe saranno davvero lunghe, e un sistema di danni non privo di difetti, unito ad un rilevamento dei checkpoint non certosino, spesso sfociano in un’esperienza un po’ frustrante, sicuramente lontana dal divertimento che dovrebbe garantire un videogioco, anche se simulativo, almeno sulla carta.

Sulla carta perchè anche a livello di fisica di guida purtroppo non ci siamo. Finchè si guida a velocità non elevate, sebbene lo sterzo sia fin troppo reattivo, tutto funziona discretamente, ma quando si affrontano sezioni più veloci le auto perdono aderenza con una facilità disarmante, e non c’è modo di controllare la sbandata. Invece se si parla di due ruote il comportamento è esattamente l’opposto.

Le moto sono piantate per terra, come sui binari, e non è presente nessun tipo di controllo del pilota per poter adattare l’assetto di guida in movimento. Insomma, si è parlato tanto di simulazione per presentare questo titolo, ma la vera simulazione risiede solo nella buona riproduzione delle note di viaggio, per il resto non si può proprio parlare di simulazione, nemmeno lontanamente.

Per chiudere il quadro su Dakar 18, parliamo di modalità di gioco. Appena avviato il gioco inizierà un corposo e dettagliato tutorial per spiegarci soprattutto il metodo di navigazione, che in un titolo del genere è di vitale importanza, peccato che duri davvero tanto, non possa essere “skippabile” e soprattutto non permetta alcun tipo di interazione da parte del giocatore.

A parte la modalità carriera, che ci chiederà di portare a termine le 14 tappe cercando di essere i primi a tagliare il traguardo, avremo modo di partecipare alle Sfide, che non sono altro che 5 ulteriori allenamenti/tutorial per capire le dinamiche del gioco, e una Caccia al tesoro, che si traduce in una normalissima modalità free roam che ci lascia la libertà di guidare per il mondo di gioco cercando alcuni collezionabili.

Ovviamente è presente anche un comparto multiplayer sia locale con split screen, sia multiplayer fino a 8 giocatori, su cui non mi pronuncio non avendo trovato partite a cui partecipare.

Tirando le somme, Dakar 18 è un progetto che porta con sé un incredibile potenziale, ma dati i fondi limitati del team non riesce a decollare. Ha il pregio di farti provare emozioni mai provate prima in un racing game. Parlo di solitudine e spiazzamento di fronte ad un ambiente davvero sconfinato e che richiede una buona dose di pazienza e senso dell’orientamento. Un aspetto davvero nuovo e mai provato fino ad oggi in un titolo di guida.

Dall’altro lato risulta insufficiente sotto il profilo tecnico. Graficamente l’Unreal Engine ci mette una pezza, ma in termini di fisica di guida siamo davvero lontani dagli standard attuali e dalle promesse fatte in sede di presentazione del titolo. Questo si ripercuote sul divertimento del gioco, che il più delle volte risulta frustrante e noioso.

Ho sperato che la prima patch, molto corposa, portasse qualche cambiamento, ma purtroppo niente di così rilevante da farmi cambiare idea sul titolo. Al momento lo consiglio solo ai veri appassionati e a chi vuole provare una vera esperienza in termini di navigazione. Speriamo che il gioco venga supportato e migliorato nei prossimi mesi, perchè il potenziale c’è, eccome.

RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
6.0
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Un graphic designer e fotografo, con la passione per i videogiochi e per i motori fin da bambino.