Darq: Complete Edition – Sogno o son desto? | Recensione Xbox One

Il publisher, Feardemic, e il pluripremiato sviluppatore indipendente, Unfold Games, hanno rilasciato DARQ: Complete Edition su Xbox One, PlayStation 4, e PC (Steam e GOG) il 4 dicembre 2020, al prezzo di € 19.99.

Non temete, ci saranno anche gli upgrade alle versioni Xbox Series X|S, PlayStation 5 e uscirà anche per Nintendo Switch, previsto nel Q1 2021.

Trama

Il giovane “Lloyd” è un ragazzo che non dorme sonni tranquilli. Non appena si stende sul letto per dormire, il suo subconscio lo porta a vivere i suoi sogni o meglio i suoi incubi.

Ha la capacità di prendere coscienza degli ”incubi” conosciuto come “sogno lucido” e questo, gli permette di manipolare e interagire con l’ambiente in cui si trova e dove le leggi della fisica possono essere piegate e deformate a suo piacimento.

In questa dimensione onirica non esiste la legge di gravità, i treni viaggiano in verticale, i muri possono essere ruotati, il suo corpo è un conduttore elettrico e gli esseri che popolano la mente di Lloyd sono bizzarri e inquietanti allo stesso modo.

Un mondo tetro, buio e pieno di ostacoli da superare, dove la sua stessa vita è messa in grave pericolo. Il rischio di essere intrappolato nei suoi incubi per sempre è molto alto.

Gameplay

Darq è un puzzle game platform 2.5D dallo stile noir e condito di horror psicologico. Si dovranno superare in totale sette stage a tema e dove ognuno ha le sue quest da risolvere.

La caratteristica principale di questo titolo è sicuramente la gestione delle rotazioni delle stanze. Si viene chiamati a memorizzare i pattern, un po’ come si fa con “Fez”, tanto per intenderci. Un altra caratteristica è spostarsi tramite una leva a pavimento per spostarsi da un “layer” all’altro (2.5D.)

Altri livelli ci porteranno a usare arti amputati (gambe e braccia) ma prima si dovrà trovarli per attivare e far funzionare dei meccanismi. Altri ancora, useremo il nostro corpo come conduttore elettrico, senza subire danni ovviamente, siamo in un sogno.

Senza parlare di usare serpenti come giunzione per i “cavi elettrici” e altre stranezze, permesse solo nel mondo dei sogni.

Inoltre, ci sono sezioni dove si dovrà fuggire da donne bendate particolarmente cattive che ci inseguono su una sedia a rotelle e momenti stealth, dove ci si dovrà nascondere da uomini-tromba o donne-lampade che non ci penseranno due volte a farci fuori e non solo.

L’interazione con il controller è immediato, sono pochi i pulsanti da usare. Le azioni che si possono compiere sono: raccogliere oggetti e attivare i leverismi che si trovano per gli stage, ruotare i muri o pareti delle varie location.

Lloyd può anche correre, abbassarsi e muoversi come un ninja, nell’ombra e nel silenzio.

C’è anche uno stage, dove si dovranno svolgere delle azioni in una dimensione parallela, che hanno effetto su quella onirica, attivando ponti etc. e permette così di superare il livello.

Le risoluzioni degli enigmi per dirla tutta, non sono difficili e non mettono sotto pressione le nostre sinapsi. Questo per me non è un aspetto negativo per un videogioco, perché tutti possono cimentarsi e passare un paio di ore in totale spensieratezza.

Sinceramente, l’idea di giocare dopo una giornata fatta di stress, di studio, di lavoro, a un gioco dove devo metterci del “mio”, soprattutto per questo genere di gioco, fatto di risoluzioni di enigmi e rompi capo, mi farebbe passare letteralmente la voglia di caricare il videogame.

Darq, invece riesce a mettermi nella condizione mentale di totale relax e superare con tranquillità, forse molta, le prove che mi sottopone il gioco.

Ma una cosa la devo dire, il titolo di Unfold Games limita molto a mio modo di vedere, vivere e agire nel sogno. Nonostante si possa manipolare la fisica e fare cose che solo nell’universo di Morfeo sono possibili.

In realtà, l’azione è “ingessata” e c’è e ci sarà solo un modo per trovare la risoluzione del rompi-capo.

Inoltre, i mostri che popolano la mente del giovane Lloyd non si possono affrontare in nessun modo. L’unica cosa che permette di scamparla, è di non essere né visti ne sentiti. Anche se inquietanti, non rappresentano per nulla un ostacolo da superare.

Molto scarna la loro presenza per la maggior parte dei livelli e non sono dotati nemmeno d’intelligenza sopraffina, ed è un peccato, perché in quel paio di scene, dove abbiamo a che fare con loro, rende ancora più angosciante questa esperienza, anche se solo per qualche secondo.

Non è sufficiente inserire scene da “salto dalla sedia” meglio conosciuti come jump scare, pochi e nonostante tutto, da questo punto di vista, l’ho trovato molto debole.

Perché introdurli? Visto che non sono un punto cruciale della narrazione e si vedono solo in alcuni frangenti, ma sono solo da contorno. Ci sono diversi modi per generare paura, al videogiocatore.

Per fortuna lo stile grafico, le ambientazioni ricreate e il comparto audio, sopperiscono bene a queste debolezze che il titolo in questione si porta dietro.

Non mi sono dispiaciute le meccaniche implementate, anche se fortemente ispirate ad altri titoli, ma essendo in una dimensione dove tutto è possibile, forse mi sarebbe piaciuto avere un ventaglio più ampio di soluzioni possibili, se non addirittura “INVENTARMI” di sana pianta la soluzione.

Grafica

E’ evidente che tutto l’universo del pallido Lloyd evoca lo stile inconfondibile di Tim Burton, che si trovi nel mondo reale o in quello degli incubi, tutto il design, personaggi e location, hanno quel “sapore” gotico a cui il regista ci ha abituato con le sue opere.

Le ambientazioni sono tutte ben caratterizzate e ripercorrono gli standard dei titoli horror come: ospedali, città deserte, teatri, treni, etc. Il tratto deformato dei contorni, sottolinea bene che, dove ci si trova, non ha nulla di reale.

Non mancano grandi ingranaggi, macchinari, leve, tubi, che non hanno nulla di digitale, ma è tutto squisitamente meccanico e “metallico”. A completare questa visione onirica, non potevano mancare i colori rigorosamente in bianco e nero e tutte le loro sfumature. 

Anche i personaggi sono grotteschi a partire proprio da Lloyd, con un colorito bianco in volto, magro con una postura sgraziata e la maglietta a righe in stile marinaro.

Ma come detto prima, gli incubi sono popolati anche da uomini tromba, donne lampada e creature deformi, che possono esistere solo nelle zone più recondite della nostra mente.

Uno stile e un’ambientazione, che hanno sempre il loro fascino e anche se non spicca di originalità, fa sempre il suo effetto, perché riesce a dare quella sensazione di vivere un sogno ad occhi aperti.

Audio

Anche dal punto di vista sonoro, è stato fatto un buon lavoro. Gli effetti sfx li ho trovati molto curati. Ogni meccanismo che si attiva, ogni ponte che si abbassa o si alza, la stessa camminata su superfici diverse ha il suo suono ben distinto. Il cigolio che fa la sedia a rotelle quando si muove, davvero inquietante.

Insieme alla grafica, riesce a trasportarci in maniera efficace in questo incubo da cui il nostro amico dal “viso pallido” non riesce a svegliarsi.

Il sound design è stato curato da Bjørn Jacobsen, conosciuto anche per il suo lavoro su giochi come Cyberpunk 2077, lo so, ma non è questo il momento ….  Hitman, e altri.

Localizzazione

Come sempre, trovo molto importante l’aspetto della localizzazione e agli sforzi che tanti dev, soprattutto di stampo indie devono sopportare. Per Darq, non c’è molto da dire, non ci sono dialoghi e non c’è nulla che richieda di conoscere almeno una seconda lingua.

Questo perché l’interfaccia è in italiano e altre lingue, naturalmente. Molto apprezzato, almeno da parte mia.

Longevità

Darq Complete edition zoppica per quanto riguarda la longevità. Per completare l’avventura principale non ci s’impiega più di due ore, trovando anche alcuni oggetti che sono ben nascosti. Non li ho trovati tutti, ma questo non è sufficiente a dare al titolo lunga vita.

In questa edizione, ci sono due DLC: “La torre” e l’inedito “Cripta”. Meno elettrizzanti del gioco principale e non sono altro che dei singoli livelli, che aumentano un poco di più la difficoltà e offrono nuove risoluzioni degli enigmi.

Se considero che è presente anche il backtracking, per alcuni livelli, necessario a risolvere dei puzzle, devo dire che l’esperienza è davvero corta.  Si presta molto bene alle speedrun e confrontare i tempi con quelli degli amici.

 Comparto tecnico

A parte la poco brillante IA delle creature, posso dire che è ben realizzato tecnicamente. Non è un gioco che mette in crisi gli hardware più pretenziosi, nessuna incertezza, né al livello grafico né a livello dei comandi. Tutto gira n modo fluido, comprese le animazioni delle stanze che ruotano. Ho giocato a Darq Complete Edition sulla mia Xbox Series X.

Conclusioni

Darq è un buon platform a scorrimento orizzontale, riesce a ricreare un’ambientazione da “incubi”, grazie a una grafica curata e ben realizzata e accompagnato da un buon comparto audio, che enfatizza lo status mentale di Lloyd.

Il gameplay anche se non ha nulla di così originale e non è così complicato nella risoluzione dei puzzle, è immediato e accessibile a tutti. La curva di difficoltà dovrebbe aumentare man mano che si superano i livelli.

In questo caso, variano solo le soluzioni da adottare, lasciando questa curva praticamente piatta.

Non lo vedo come un punto a sfavore, perché come ho già scritto, dopo una giornata intensa di lavoro o di studio, quando torno a casa, voglio liberare la mente e non tenerla ancora occupata e magari rovinarmi il divertimento, causa la stanchezza.

Il ritmo in generale è blando, anche se ogni tanto ha delle brevi accelerazioni. Alla lunga può essere ripetitivo, ma essendo Darq abbastanza breve, non si fa in tempo ad annoiarsi.

Buoni gli spunti e le idee, ha del potenziale, che potrebbero crescere ed esplodere in qualcosa di davvero interessante.

Il voto che penso di dare è dovuto sì alla mia esperienza con Darq, ma vuole essere più un voto d’incoraggiamento. Il dev, Wlad Marhulets da quanto ho appreso è alla sua prima esperienza come sviluppatore, nella vita ha fatto altri mestieri.

Di programmazione era a digiuno e questo ha portato anche delle “lungaggini” in fase di sviluppo e conseguentemente al rilascio finale. Per essere una sua prima esperienza è un buon lavoro in generale.

Se amate il genere platform dinamico e adorate risolvere quest ambientali, un’occhiata a Darq Complete edition la darei. Come sempre, a ognuno i propri gusti e le proprie preferenze.

Pro

  • Soluzioni e spunti interessanti
  • Direzione artistica
  • Rompi-capo non frustranti

Contro

  • Alla lunga può risultare ripetitivo
  • Azioni limitate

 

RASSEGNA PANORAMICA
Voto complessivo
7
Articolo precedenteLe mod della community per Skater XL sono ora disponibili su PS4, Xbox One e PC
Prossimo articoloGnosia – Arriva finalmente in occidente!
Videogames, console, PC, musica, mtb e moto, passioni che hanno scandito la mia vita fino a oggi.