Dayz XBG recensione review giochi xbox one x 4k hdr games paladins

I giocatori più attenti ricorderanno sicuramente la famosa Dayz mod disponibile per ArmA II, tactical shooter realizzato dai ragazzi di Bohemia Interactive, e del grande successo che spinse l’autore Dean Hall ad annunciare nel 2012 lo sviluppo di una versione standalone del gioco.

Pubblicato l’anno successivo su Steam, DayZ riesce finalmente ad approdare su console nel 2019 con risultati non proprio esaltanti

Dayz è un classico survival game online, ambientato a Chernarus (una location fittizia dell’Ex-Unione Sovietica) nel quale l’obiettivo primario è cercare di sopravvivere all’attacco degli abitanti della città trasformati in zombie.

Per raggiungere tale obiettivo dovremo andare alla ricerca di cibo, acqua ed armi attraverso un’enorme mappa di gioco e tenere sotto controllo i nostri parametri vitali, soprattutto durante gli attacchi degli infetti, per mantenerci in buona salute e procedere così nel gioco.

Pur essendo simile a molti altri titoli del genere (State Of Decay su tutti) le premesse sarebbero anche buone se non fosse che il gioco in generale fa acqua da tutte le parti…ma procediamo con ordine.

Terminato il caricamento del gioco, accederemo alla schermata del menù principale accolti da uno dei due protagonisti del gioco (un uomo ed una donna) stagliato su uno sfondo raffigurante il paesaggio cittadino che si comporrà con un imbarazzante effetto bad clipping;  avremo a disposizione  l’opzione per la modifica del personaggio, un breve video introduttivo di cui vi parlerò fra poco ed un tutorial di gioco.

Quest’ultimo comprende soltanto i comandi principali da eseguire con il controller ed una breve (ma sostanzialmente inutile) descrizione degli infetti e delle azioni da poter compiere per sbarazzarsene.

Superato il trauma iniziale, causato dal ritorno in pompa magna dell’effetto bad clipping (vi confesso che dalla fine degli anni 90 avevo quasi dimenticato cosa fosse), dovremo necessariamente collegarci ad uno dei numerosi server disponibili per cominciare a giocare.

Purtroppo, nel caso trovassimo uno slot libero per entrare subito senza attendere in coda (e vi assicuro che non è cosa facile), dovremo sperare di incontrare quanto prima qualche amico con il quale collaborare o qualche zombie da far fuori, altrimenti la noia prenderà inevitabilmente il sopravvento!

L’area da esplorare, infatti, è talmente vasta che spesso non incontreremo alcuna forma di vita umana (e NON) per svariati minuti; più volte mi sono ritrovato a girovagare per la cittadina senza incontrare anima viva e, cosa ancora più deprimente, senza avere la minima idea di cosa fare: nessuna mappa disponibile né suggerimento ingame…niente di niente!

Solo un brevissimo video introduttivo durante il quale scopriremo di essere un superstite che, risvegliatosi su una spiaggia accanto ad un cadavere, trova un walkie-talkie connesso al classico informatore anonimo che lo informa di essere finito nell’inferno dei morti viventi, dopo che una strana epidemia ha colpito la cittadina! Tutto questo se, come successo più volte al sottoscritto, non verremo improvvisamente buttati fuori dalla partita a causa del riavvio casuale del server di gioco!

Il gioco comincia in un punto casuale della mappa: senza la minima idea di cosa fare né dove andare, dovremo  muoverci in lungo ed in largo per esplorare l’area di gioco alla ricerca di provviste necessarie alla nostra sopravvivenza.

Se incontreremo un infetto sappiate che costui sarà inspiegabilmente in grado di colpirci pur mantenendosi a distanza (d’altronde il distanziamento sociale, di questi tempi, è fondamentale…)! Non sarà però un’impresa semplice in quanto, più spesso di quanto potreste pensare, la sessione di gioco si ridurrà ad un noioso  girovagare senza incontrare alcuno zombie o giocatore avversario.

Inoltre se vagheremo troppo a lungo senza far nulla, i nostri parametri vitali caleranno inspiegabilmente a picco portandoci dritti al Game Over improvviso senza alcun avvertimento. Se decideremo poi di continuare la partita verremo catapultati ogni volta in un punto causale della mappa impersonando, a totale discrezione del gioco, l’altro personaggio fra i due disponibili.

Graficamente siamo su livelli davvero bassi: se da un lato abbiamo un sufficiente dettaglio grafico del paesaggio circostante, lo stesso non si può dire dell’interno della case e fattorie che troveremo lungo il percorso composte esclusivamente da un letto, un tavolo ed un paio di sedie realizzati con textures piatte e davvero scadenti.

I comandi di gioco sono eccessivamente numerosi e risulta davvero frustante ricordarsi la funzione di ogni singolo tasto del joypad soprattutto se, dopo aver faticosamente ricordato il comando che ci serve, questo risulta non funzionante (provate a salire o scendere da una scala premendo la X come suggerito dal gioco…)

DayZ viene spesso confrontato con lo splendido State Of Decay ma, a conti fatti, il titolo di Bohemia Interactive ne esce sconfitto per svariati motivi: nessun obiettivo particolare da raggiungere, una realizzazione tecnica davvero approssimativa ed un gameplay inesistente che porta alla disinstallazione immediata del gioco dopo pochissimi minuti di utilizzo.

Un vero peccato perché DayZ, forte dell’esperienza accumulata come mod, sarebbe potuto essere un buon titolo open world di stampo “zombiesco” da affiancare ai più blasonati State Of Decay e Deadrising.

E di questo i ragazzi di Bohemia Interactive dovranno prendere atto per far meglio, molto meglio, la prossima volta.

RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
3.0
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XBG comincia la sua avventura videoludica con uno storico Colecovision, passando poi all’Atari 2600 ed altre millemila console, per approdare infine all’Amiga, dopo aver fatto ai genitori la classica “offerta che non si può rifiutare” (Se lo avessero fatto avrebbe dovuto eliminarli). Si fa conoscere in rete dal 2009, anno di apertura del blog Retrogaming Planet, con il quale macina consensi e i maroni agli storici personaggi videoludici che gli capitano sotto tiro. Se lo incontrate per strada, fermatelo pure e parlate esclusivamente di videogiochi… Sarà l’unico modo per salvarsi da una morte dolorosa.