Decay of Logos è nato dalle mani di una singola persona che successivamente si è appoggiata al team portoghese di Amplify Studio per confezionare il loro punto di vista in termini di soulslike, con chiari rimandi anche a Zelda.

I punti di riferimento sono alti, ma la qualità raggiunta è distante anni luce dalla sufficienza (anche per un titolo indie), e dopo una prima uscita disastrosa quest’estate, oggi il team ci riprova dopo aver apportato alcune modifiche e risolto alcune criticità, ma il verdetto non cambia. Vediamo però cosa offre questo titolo.

Inizio a parlarvene partendo da quello che possiamo definire l’unico aspetto positivo della produzione, vale a dire il lato puramente estetico.

Il primo impatto vedendo il trailer e subito dopo aver avviato il gioco è buono, con una chiara ispirazione ad open world noti come Zelda Breath Of The Wild, ma anche in questo caso non è tutto oro ciò che luccica, e presto noterete molti elementi dello scenario che si ripetono più e più volte proponendo gli stessi assets, un mondo di gioco non particolarmente complesso e variegato, e soprattutto incredibilmente vuoto e privo di particolari punti di interesse utili ad incuriosire il giocatore.

La trama è praticamente assente, o meglio, sono presenti delle rocce lungo il nostro cammino che ci daranno informazioni sulla lore del gioco, scopriremo quindi che il nostro personaggio si chiama Ada, è rimasta orfana dei genitori a seguito di un attacco compiuto in quello che possiamo immaginare essere il nostro villaggio natale, e che il mondo è arrivato a questo stato di decadenza a causa delle azioni compiute dai principi regnanti, che dovremo sconfiggere uno ad uno per ottenere la nostra vendetta finale.

Una volta avviato il gioco siamo in balia degli eventi, non sappiamo cosa sia successo, non conosciamo niente del nostro personaggio, e non abbiamo nemmeno un ormai canonico menù che ci dica con quali tasti si combatte.

Ovviamente un giocatore con la g maiuscola non avrà problemi a trovare subito il tasto corretto, ma non tutti nascono imparati, e se pensate che il primo secondo di gioco ci mette davanti ad un nemico voglioso di morte non è proprio il massimo.

Nei primi minuti troveremo anche una specie di alce a farci compagnia, quello che dovrebbe essere una cavalcatura utile nella nostra avventura e legata a noi per un qualche motivo a noi non pervenuto.

Un animale che risulta invece inutile, dato che cavalcandolo ci muoveremo più lenti che a piedi e il controllo dello stesso è semplicemente imbarazzante. Non  sarà utile nemmeno durante i combattimenti, dato che al minimo avvenimento il suo tasso di stress salirà alle stelle e si allontanerà impaurito.

Se ciò non bastasse, quando lo richiameremo a noi non è detto che arrivi in tempi brevi, essendo governato da un IA ridicola, che il più delle volte lo farà incastrare negli elementi dello scenario, nonostante siano pochi.

Come detto, Decay of Logos è un soulslike, e in quanto tale il combattimento ha un ruolo fondamentale, se non il più importante, per la riuscita di un buon prodotto, ma come è facile immaginare, anche in questo caso la sufficienza si vede col binocolo.

I comandi non sono precisi e si nota anche un certo ritardo nell’esecuzione del comando. Le animazioni sono poche e piuttosto semplici, talvolta male interconnesse tra di loro.

La schivata e il contrattacco sono presenti, ma quest’ultimo in particolare non gratifica il giocatore ma anzi risulta pericoloso dato l’elevatissimo consumo di stamina. A tutto ciò aggiungete poche armi utilizzabili, prive di qualsivoglia descrizione o statistica per confrontarle e capire lo stile di gioco da attuare, inoltre con una durata mal calibrata.

Nei titoli di questo genere uno degli aspetti più belli è quel sottile equilibrio tra rischio e ricompensa una volta sconfitto il nemico di turno. Dimenticate tutto questo, in Decay Of Logos il giocatore non viene mai ricompensato a dovere, al massimo troverete qualche pezzo di armatura (ovviamente non esistono build o diverse tipologie di pezzi, ma l’aspetto rimarrà sempre il medesimo) da sostituire a quelle danneggiate, oppure qualche arma di cui non saprete il reale valore fin quando non vi troverete in combattimento.

Non è presente un sistema di livelli, o meglio, il personaggio sale di livello e migliora le sue statistiche mano a mano che avanza, ma il giocatore non sa quando questo avviene, non si sa quanta esperienza otteniamo con l’uccisione dei nemici, così come non è dato sapere quanta esperienza manca al passaggio di livello.

Non è presente un albero abilità né tanto meno l’assegnazione di punti abilità per migliorare manualmente le statistiche. E parlando di statistiche, tengo a precisare che ogni volta in cui troveremo la morte, ripartiremo dall’ultimo checkpoint, come è giusto che sia in questo genere di titoli, ma con le statistiche ogni volta fortemente indebolite, cosa non da poco tenendo conto che già dall’inizio del gioco i nemici possono ammazzarci con un solo colpo.

Per riportare le statistiche al valore originario basterà riposare ad un falò, se non fosse che gli sviluppatori abbiano simpaticamente inserito una feature piuttosto inutile e frustrante al tutto. Durante il nostro riposo capita (praticamente sempre) di essere svegliati e attaccati da un’orda di nemici, tra i quali compaiono anche versioni potenziate degli stessi, e per garantirci un riposo perfetto dovremo ovviamente sconfiggerli.

Quindi ricapitolando saremo uno contro tre, in un area di gioco appositamente ridotta e delimitata per impedirci la fuga, con le statistiche ridotte al minimo a causa delle morti incontrate precedentemente a causa di una difficoltà mal calibrata dagli sviluppatori unita ad un combat system da dimenticare, e forse, dopo innumerevoli minuti a scappare e riempire di colpi i nemici, riusciremo a sopravvivere e ottenere l’amato riposo con le statistiche nuovamente al top.

Mi sono violentato per andare avanti, per trovare con tutto me stesso la forza di proseguire, mettendo a dura prova la mia pazienza per un numero indefinito di volte, ma alla fine tutto questo, ripetuto più e più volte, mi ha portato inevitabilmente ad unica e facile soluzione, la combo che non avrei mai pensato di fare: la chiusura del gioco con la successiva disinstallazione di esso.

Le mie aspettative per questo titolo erano alte, ma a malincuore devo dire che per quanto mi riguarda si è rivelato il gioco più frustrante e peggiore del 2019.

Inizialmente mostrava potenziale, tenendo sempre a mente che il team di sviluppo è composto da una manciata di persone, ma in fin dei conti è un titolo mal sviluppato, con pochissime idee e costruito con una difficoltà assolutamente artificiale, una difficoltà che non genera minimamente un tasso di sfida, ma ti mostra chiaramente che è stata buttata lì per allungare il brodo, giustificando il tutto con l’etichetta di titolo per hardcore gamers.

Il giocatore non è mai spronato ad andare oltre per le innumerevoli carenze a livello di gameplay e nello stesso mondo di gioco che risulta incapace di offrire interesse al giocatore.

Se poi pensate che tutto questo viene offerto ad un prezzo che sfiora la ventina di euro, quando in giro sono presenti titoli free to play dalla qualità dannatamente più elevata, capite bene che non posso consigliarvi un prodotto del genere.

Il nostro Voto: 4.0

Pro

  • Il potenziale inespresso

Contro

  • Combat system impreciso e grezzo
  • Mondo di gioco poco interessante e vuoto
  • Dinamiche di gioco punitive e senza senso
  • Esplorazione fine a se stessa e povera
RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
4.0
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