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Il multiplayer al giorno d’oggi è una delle meccaniche più richieste dagli utenti, soprattutto quello online che connette persone di tutto il mondo permettendo di giocare insieme comodamente ognuno a casa propria.

Oltre a questa tipologica esiste anche la co-op offline, ovvero quella dove due persone giocano sulla stessa console, dividendo l’onore e la gloria delle grandi imprese che affronteranno o diventando compagni di viaggi avventurosi, proprio come accade in Degrees of Separation, il gioco di cui vi parlerò oggi. Ecco la mia personale esperienza.

Modus Games, lo studio che ha impiegato le sue capacità per la realizzazione e lo sviluppo del titolo, è riuscito a confezionare un gioco appartenente a un genere che, nonostante conti capolavori degno di questo nome,  resta un po’ di nicchia rispetto agli altri ben più numerosi e conosciuti, ovvero platform game collaborativo in cui gli enigmi svolgono un lavoro fondamentale per il proseguimento della storia.

Non appena inizieremo la nostra partita in Degrees of Separation verremo a conoscenza della sua storia: Ember e Rime, i due protagonisti di questo titolo, sono entrambi discendenti di due popoli distinti e contrari tra loro. Ember, la ragazza, appartiene al popolo dell’estate mentre Rime, il ragazzo, è l’appartenente al popolo dell’inverno.

Entrambi vengono destati dal loro sonno consci di un pericolo imminente che rischia di rovinare i loro mondi, così decidono di uscire dalle loro abitazioni per indagare sulle possibili conseguenze di questi disastri che stanno già lasciando un’impronta di distruzione che si ripercuote sull’ambiente circostante.

Alternandoci tra i due protagonisti, inizieremo da Ember, ci verranno illustrate le capacità di ognuno tramite una voce guida che ci indicherà il da farsi: Ember può camminare sott’acqua senza problemi, accendere torce spente, sciogliere il ghiaccio ed essendo molto leggera può cavalcare le correnti d’aria provenienti dai geyser che troveremo sparsi in giro.

Rime invece può congelare l’acqua all’istante, abilità che gli permette di camminarci sopra, può usare la neve a suo piacimento per farne delle palle di neve con le quali superare superfici troppo alte, spegnere torce e congelare l’aria dei geyser così da facilitare il suo cammino, ma i due potranno apprenderne di nuovi come, per citarne uno, la creazione di ponti di luce che li aiuterà nell’attraversamento di alcune sezioni particolarmente difficili da raggiungere.

Inoltre ognuno dei due ragazzi porterà l’ambiente di gioco nella propria stagione, ovvero Ember in un’ambiente estivo e caldo mentre Rime in un’ambiente invernale e freddo. Fin dal loro primo incontro infatti, e per tutta la durata del viaggio, ci sarà una barriera invisibile tra i due che non permetterà loro di toccarsi ma di coesistere entrambi nello stesso spazio permettendo così a entrambi, nella maggior parte delle volte con l’aiuto del compagno di viaggio, di poter andare avanti e superare un ostacolo che da solo sarebbe del tutto insormontabile e che invece contando l’uno sull’altro riusciranno facilmente a superare il tutto.

Potremo comandare uno solo dei due per volta mentre l’altro ci seguirà automaticamente o potremo dirgli di restare in un determinato posto tutto questo per raggiungere il loro scopo, ovvero raccogliere tutti i tappeti che un re ha disseminato in lungo e largo per i regni e che si troveranno, come ovvio che sia, in luoghi molto difficili da raggiugere.

Infine, una chicca che verrà di sicuro apprezzata dagli utenti che la giocheranno, saranno presenti alcuni altari che avranno una gemma al centro dell’arcata. Questi saranno utilissimi durante la nostra avventura per raggiungere una zona già esplorata in precedenza senza dover per forza di cose ritornarci a ritroso a piedi gustando un’avventura fiabesca anche totalmente in cooperativa.

Dal punto di vista tecnico Degrees of Separation si presenta con un comparto grafico solido e ben realizzato. Ricco di dettagli, molto pulito e gradevole con ambientazioni strutturate minuziosamente soprattutto nel cambio delle stagioni tra una banda divisoria che separa i due protagonisti amici nell’avventura ma che non potranno mai toccarsi restando sempre ognuno nel suo mondo.

Inoltre, Degrees of Separation ha un comparto audio che si sposa davvero bene con il tutto, contando su musiche molto delicate ma decisamente d’effetto. Da segnalare la presenza della lingua italiana in forma scritta.

Degrees of Separation è indubbiamente una piccola perla che vale tanto oro quanto pesa, ovvero € 19.99. Vi consiglio di non farvi scappare l’opportunità di giocare una fiaba raccontata con una voce molto delicata, anche se solo in inglese, che vi coinvolgerà in un’avventura gradevole, anche se alla lunga può diventare un po’ ripetitiva.

Con enigmi dalla risoluzione dapprima semplice che aumenta la sua difficoltà man mano che avanzeremo nella storia così da donare il giusto grado sfida al titolo essendo rivolto a un pubblico piuttosto ampio da giocare soprattutto in compagnia di un amico o della vostra partner.

Il nostro voto: 7.5

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Pro
  • Un gioco da favola
  • Graficamente ben fatto
  • Sfide impegnative

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Contro
  • Alla lunga diventa ripetitivo
  • I due personaggi sono un po’ stereotipati
  • Può non piacere a tutti

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RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
7.5
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Allevato dai bit del Commodore 64, ho sviluppato una passione col crescere del tempo che non ho mai rimpianto o sostituito con altro. Cresciuta di console in console, ho deciso di intraprendere la via della tastiera per cimentarmi nell'unica cosa in cui sarà bravo, forse, in tutta la mia vita... Parlare di videogiochi!