Destiny 2 New Light e il DLC Shadowkeep-recensione-review-giochi-xbox-one-x-4k-hdr-games-paladins

1 Ottobre 2019. La data che sancisce grosse novità per l’universo di Destiny, ma soprattutto per tutto il team di Bungie. Infatti, tralasciando per un attimo il nuovo DLC, che sarà oggetto della nostra analisi odierna, si può dire che questo è un momento importante per tutta la produzione, dato che adesso il team di sviluppo non deve più sottostare al volere di altri (vedi Activision) e può intraprendere le strade che ritiene più opportune, seguendo il proprio istinto e cercando di assecondare i gusti e i desideri dei giocatori, veterani e neofiti.

Indubbiamente si tratta di una scelta coraggiosa che in un certo senso può essere un’arma a doppio taglio, perché se in passato alcune “sbavature” potevano essere frutto di strategie volute dall’alto, ora tutto è nelle mani di Bungie. Non ci sono più scuse, ma se il buongiorno si vede dal mattino, possiamo dormire sonni tranquilli.

La prima scelta fatta dal team, adesso libero, è stata quella di proporre l’esperienza di Destiny 2 abbracciando la formula del free to play su tutte le piattaforme, così da richiamare il maggior numero di giocatori possibile, anche quelli che non hanno mai avuto il coraggio di buttarsi all’interno del mondo creato da Bungie.

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Il nome cambia in Destiny 2: New Light, la nuova luce della rinascita di un titolo che si stava lasciando un po’ andare nei mesi successivi all’esordio, ma che con l’espansione dell’anno 2 (I Rinnegati) ha iniziato a risalire la china, arrivando ad oggi carico di contenuti e pronto a far appassionare nuovi giocatori e a far tornare quelli di vecchia data.

Ammetto di essere uno di coloro che aveva abbandonato la produzione, ma adesso sono felice di poter tornare a parlare di un titolo che ho amato e continuo ad amare, e che indubbiamente rimarrà indelebile nella storia del videogioco e nei cuori di tanti giocatori.

New Light metterà a disposizione dei giocatori tutti i contenuti dell’Anno 1 di Destiny 2, avrete quindi la versione vanilla del gioco con la campagna “La Guerra Rossa” e le due campagne delle rispettive espansioni denominate “La Maledizione di Osiride” e “La Mente Bellica”.

Inoltre i nuovi giocatori potranno portare a termine la prima missione del Destiny originale, da cui tutto ebbe inizio. Ma non finisce qui, infatti saranno giocabili anche alcuni contenuti dell’ultima espansione ambientata sulla Luna, vale a dire Shadowkeep (le ombre dal Profondo).

La prima missione dell’espansione sarà giocabile per tutti così da prendere una visione di ciò che aspetta nel pacchetto completo, inoltre potranno essere giocati gli assalti lunari anche da coloro che non hanno acquistato il DLC, a patto di giocare nella Playlist Assalto (una playlist che vi proporrà un assalto dopo l’altro in maniera casuale), oppure potrete prendere parte alle pattuglie della Luna, con i relativi eventi pubblici.

Senza dimenticare il Crogiolo, ossia la modalità PVP di Destiny, declinata in varie modalità, normali e competitive, e la modalità Azzardo introdotta nell’Anno 2, che unisce in maniera sublime PVE e PVP, regalando delle partite dense di azione e sempre sul filo del rasoio.

Sebbene sia gratuito, il piatto è piuttosto ricco e succulento, e vi regalerà numerose ore di gioco e divertimento, in cui potrete facilmente capire se avete trovato pane per i vostri denti oppure no.

Completare le campagne, portare a termine le quest secondarie, taglie, incarichi e chi più ne ha più ne metta vi darà un bel da fare, in unione alle modalità PVP che offrono una bella variazione sul tema rispetto al PVE.

Dopo aver compreso le dinamiche di potenziamento dei personaggi e il funzionamento generale di tutto l’impianto ludico, se come me vi ritroverete catturati da questo mondo di gioco incredibilmente affascinante ma al contempo pericoloso, potreste valutare l’acquisto di Shadowkeep, l’espansione che da inizio al terzo anno di vita di Destiny, con ancora più contenuti, armi, attività e storie da raccontare.

Con “Le Ombre dal Profondo” torneremo sulla Luna, lo stesso pianeta visitato in lungo e in largo nel primo Destiny. Alcuni di voi potrebbero gridare al riciclo, come successo già altre volte, ma non mi sembra corretto, dato che in ogni caso presenta numerose novità, a partire proprio dalla Fortezza Scarlatta, già vista in numerosi trailer, che svetta col suo rosso in mezzo ai grigi bluastri del pianeta lunare.

Ritroveremo le creature dell’alveare ad aspettarci, con un aspetto aggiornato e leggermente diverso rispetto al passato, mantenendo però i pattern di attacco che ben conosciamo.

In questo DLC ritorna Eris Morn, che come sappiamo dal primo capitolo della serie, si era imbarcata in una missione solitaria in cerca dei nemici del Viaggiatore, seguendo anche le indicazioni ricevute dalla Regina degli Insonni.

Durante questo viaggio viene a conoscenza della fortezza dell’alveare, al cui interno è celata da secoli una nave a forma di piramide, che sembrerebbe racchiudere la vera Oscurità.

Facile capire che il nostro obiettivo sarà proprio quello di addentrarci all’interno di questa nave così da scoprirne i segreti. Per fare questo avremo bisogno di un’armatura particolare, che potremo plasmare pezzo dopo pezzo grazie ad un Criptoglifo che otterremo dopo aver sconfitto la Maliarda a difesa della Torre Scarlatta.

Una volta in possesso dell’artefatto, potremo creare i vari pezzi dell’armatura attraverso le essenze rilasciate dagli Incubi che sconfiggeremo, ossia delle proiezioni “oscure” dei nemici che abbiamo sconfitto durante il nostro percorso su Destiny, prodotte appunto dalle entità nascoste all’interno della Piramide.

Tutti i giocatori saranno portati al livello 750 di luce, così da essere pronti ad affrontare tutte le attività di Ombre dal Profondo. Quindi se come me avevate abbandonato il gioco ad un livello ancora lontanissimo dal precedente cap, non avrete alcun problema ad affrontare le nuove attività del DLC.

E le prime attività basilari hanno comunque un buon tasso di sfida fino a quando non inizierete a potenziare il vostro alter ego, quindi aspettatevi qualche morte di troppo nelle prime fasi di gioco.

Tra le novità più importati di questo grande aggiornamento, troverete le Armature 2.0, che vi spiegherò a breve, e nuovi “strumenti” che rinnovano l’impianto ludico del titolo come il manufatto stagionale, che si sblocca una volta raggiunto il grado 7 del Pass Stagionale, altra grande novità introdotta in questo Anno 3.

Ma andiamo con ordine, partendo dalle nuove armature. La community chiedeva a gran voce la possibilità di avere maggiori statistiche da consultare così da poter creare delle build più specifiche e adatte ad ogni stile di gioco, per questo motivo, oltre ai soliti valori di resilienza, recupero e mobilità, sono stati reintrodotti i tre valori che caratterizzavano Destiny 1, ossia disciplina, intelletto e forza.

Facile capire come adesso il sistema risulti molto più ricco e sfaccettato, dato che i primi tre valori riguardano le caratteristiche fisiche del nostro pg, mentre i secondi influiscono sulle capacità di ricarica di granate, corpo a corpo e mosse finali.

Inizialmente non sarà un grosso problema destreggiarsi tra tutti questi dati, anche perché cambierete loadout più e più volte nell’arco della storia, ma una volta vicini al level cap e una volta compresi quali pezzi di armatura siano i migliori per il nostro stile di gioco, allora si che sarà di fondamentale importanza controllare le statistiche così da cucirsi addosso la build più adatta alle varie situazioni (specialmente per coloro che, come me, alternano spesso il PVP e il PVE).

Inoltre è possibile installare mod che vanno ad applicare ulteriori caratteristiche, come una maggior distanza di lancio delle granate oppure una particolare resistenza verso determinate tipologie di nemici.

Il Pass Stagionale, ormai una moda in tutti i giochi del momento, è composto da 100 livelli sbloccabili con il continuo accumulo di punti esperienza, e ogni traguardo ci delizierà con ricompense come materiali per la creazione, ma anche pezzi armatura, armi, decori, materiali per il potenziamento e moltiplicatori di esperienza.

Chiaramente, come succede in altri titoli, la progressione è divisa in una categoria base e una “premium”, riservata a coloro che hanno acquistato il pass della stagione corrente, o a coloro che hanno acquistato la versione Deluxe dell’espansione, che comprende anche i pass stagionali delle prossime espansioni in uscita.

Ovviamente i possessori del pass potranno mettere le mani su molto più materiale rispetto ai giocatori standard, e soprattutto avranno ricompense al raggiungimento di ogni singolo livello, mentre il pass standard comincia a regalare meno mercanzia andando avanti nel progresso.

Come detto poco fa, tutti i giocatori che raggiungono il grado 7 del pass otterranno il manufatto stagionale, che per la prima stagione dell’Anno 3 è l’Occhio del Guardiaporta, che una volta equipaggiato ci permetterà di modificare ulteriormente il nostro equipaggiamento. In che modo? Semplicemente, acquisendo esperienza guadagneremo dei punti abilità da utilizzare nello sblocco di particolari potenziamenti contenuti nel manufatto.

Questo è diviso in 5 macro livelli, al cui interno è possibile scegliere tra cinque mod disponibili, con effetti diversi tra loro riguardanti specifiche armi da fuoco o danni elementali. Di particolare importanza le mod che forniscono proiettili perforanti e proiettili stordenti, che saranno molto utili nelle attività più complesse come gli assalti Cala la Notte e l’Incursione. Il manufatto sarà quindi utile una volta sbloccato, ma diventerà necessario per le attività dell’end game.

Tutto quello che vi ho appena raccontato occuperà circa 8-10 ore del vostro tempo, giocando a ritmi tranquilli, senza correre e godendosi quanto offerto da questo affascinante universo creato da Bungie, il tutto condito con svariate sessioni nel Crogiolo.

In queste ore la scalata verso il level cap mi è parsa ben calibrata, alternando PVE e PVP, e una volta terminata la quest principale avrete ancora un bel da fare per arrivare al livello necessario per godervi le attività dell’end game.

Infatti se per raggiungere un livello luce di 900 è tutto sommato una passeggiata, la curva per sviluppare ulteriormente la nostra potenza diventerà un po’ più ripida, ed è qui che entrano in campo le attività dell’end game, che mano a mano ci porteranno al level cap, impostato a 950, che può raggiungere i 960 con gli armamenti dell’Incursione.

Le attività da portare a termine una volta completata la quest principale sono numerose, e si va dai classici Assalti ai Cala la Notte settimanali, pattuglie, eventi pubblici, e la Caccia agli Incubi, novità del DLC, in cui dovremo sconfiggere nuovamente i boss incontrati durante la storia. Idea interessante ma che tutto sommato non richiede chissà quale sfida al momento, risultando una sorta di assalto semplificato, che va dritto al punto nello scontro col boss finale.

Vedremo se con aggiornamenti futuri svilupperanno ulteriormente la cosa, aggiungendo magari delle sfide specifiche o livelli di difficoltà personalizzabili (come avviene già negli assalti).

Nel weekend precedente all’uscita di questa recensione che state leggendo è stato rilasciato anche l’Incursione (o raid) da 6 giocatori, che ci riporta nell’iconica ambientazione del Giardino Nero per combattere contro armate di Vex, tornati sulla Luna per dichiarare guerra ai guardiani impegnati a sconfiggere gli incubi creati dall’oscurità.

In questo momento non ho ancora provato il raid, quindi non mi esprimo sulla sua bontà, ma in ogni caso è già stato ultimato durante il weekend di uscita, con un tempo inferiore alle 10 ore, quindi ci troviamo di fronte ad una sfida sicuramente più corta rispetto al raid visto con l’espansione I Rinnegati, ma questo non vuol dire che sia priva di complessità e sfide che metteranno a dura prova i giocatori.

Vi aggiorneremo nei prossimi giorni quando anche noi avremo messo le mani sull’attività ultima dell’espansione.

L’esperienza offerta da Shadowkeep è indubbiamente più che positiva, ma non mancano aspetti meno riusciti. Prima di tutto per quanto riguarda i caricamenti, che continuano ad essere tutt’altro che brevi, sia nei viaggi sui vari pianeti, ma anche una volta scesi sugli stessi capiterà di avere qualche secondo di freeze passando da alcune zone ad altre.

Lentezza che si riscontra anche nel menù, che per quanto sia bello da vedere e ordinato nonostante la mole di informazioni disponibili, risulta sempre lento nel caricamento e nella navigazione (il gioco gira su Xbox One X).

La Caccia agli Incubi è una bella trovata, ma allo stesso tempo lascia un po’ il tempo che trova, risultando poco interessante a livello di sfida e rigiocabiltà rispetto alle altre attività offerte dal titolo.

L’introduzione delle finisher, attivabili quando i nemici rimangono con poca vita, è interessante e per certi versi utili dato che durante la cinematica aumenta la nostra resistenza così da scongiurare un’eventuale ko, ma l’effetto “wow” svanisce in fretta e vedere sempre la stessa mossa può stufare. Sarebbe sicuramente più interessante avere una scelta randomica delle mosse tra quelle che abbiamo sbloccato.

Infine un appunto sulla storia, che sicuramente continua a mostrare una scenografia più ricercata rispetto al Destiny originale, ma la quest principale lascia l’amaro in bocca con un cliffhanger finale esagerato che lascia spiazzati, con un punto interrogativo enorme sulle nostre teste, a cui potremo dare risposta solo nelle espansioni che verranno. La sensazione è quella di aver giocato una specie di trailer, una presentazione, assolutamente ben fatta, di quello che verrà.

Insomma, con Shadowkeep, Destiny è tornato ad essere quel gioco che ho amato alla sua uscita cinque anni fa.

Avevo abbandonato Destiny 2 perché le scelte intraprese dal team avevano in un certo senso rovinato l’esperienza di gioco. Non lo trovavo più divertente, mi mancava la motivazione e soprattutto il divertimento, risultando anzi piuttosto noioso, al punto da abbandonarlo.

Ma la rivoluzione iniziata con I Rinnegati e ulteriormente sviluppata con Shadowkeep ha restituito una lucentezza al titolo che mancava da tanto tempo. Le attività sono tante, c’è sempre qualcosa da fare e l’introduzione delle Armature 2.0 rende il gioco molto più ruolistico, con una creazione del proprio personaggio risulta decisamente più appagante e profonda, che incentiva il giocatore a cercare il pezzo giusto o il perk corretto, anche a costo di fare più volte le stesse attività.

Questo è solo l’inizio del terzo anno della saga, e speriamo che andando avanti possa mantenere, ma anche aumentare, questa qualità. Destiny ha creato un mondo incredibilmente variegato e ricco, che adesso è anche a portata di tutti grazie alla formula free to play. Non avete scuse, iniziate l’avventura guardiani.

Il nostro voto: 8.0

Pro

  • Armature 2.0
  • Formula Free to Play per i nuovi giocatori
  • Artisticamente superlativo
  • Crea dipendenza

Contro

  • I caricamenti rimangono lenti
  • Quest principale un po’ insipida
RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
8.0
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