Destiny 2: Oltre La Luce – Recensione Xbox One X

Vi ricordate la recente canzone di Achille Lauro, dove nel ritornello canta “ci sono cascato di nuovo”? Ecco, calza a pennello dato che per l’ennesima volta sono rimasto intrappolato nella tela dell’universo di Destiny.

Sul primo capitolo della saga marchiata Bungie avevo trascorso un quantitativo di ore assimilabile a circa 50 giorni di gioco, ma ero riuscito ad uscire dal tunnel con l’avvento del secondo capitolo che, presentandosi decisamente sottotono rispetto al gioco originario, aveva portato più scontento che euforia, allontanando molti giocatori, specialmente quelli di vecchia data. Io ero uno di questi.

Poi gli sviluppatori hanno cominciato a correggere il tiro nonostante le espansioni seguenti non avessero portato il miglioramento sperato, aggiungendo solamente ulteriori cose da fare ma che a livello ludico non portavano nulla di veramente interessante.

Poi è arrivato l’Ombra dal Profondo, il DLC del rilancio, che ha segnato anche il passaggio del brand alla formula Free To Play e ad una nuova libertà per Bungie nel poter seguire le proprie idee senza dover rendere conto a nessuno.

A questo punto potevano succedere due cose: passare ad un terzo capitolo, oppure mantenere il buono che era stato fatto aggiungendo ulteriori evoluzioni e cambiamenti alla serie.

Quest’ultima è stata la scelta intrapresa dagli sviluppatori, che hanno portato un gioco a loro avviso cambiato in diversi aspetti e pronto ad offrire ancora tanto ai suoi giocatori. Sarà veramente cambiato? Scopriamolo insieme.

A livello di trama, Oltre La Luce sancisce il ritorno di molte figure che abbiamo imparato a conoscere in questi sei anni in compagnia di Destiny.

Ci eravamo lasciati con l’arrivo delle Piramidi portatrici dell’Oscurità, ma non sarà quest’ultima il vero problema, quanto l’utilizzo del suo potere da parte di Eramis, Kell dell’Oscurità, che vuole sfruttarlo per ottenere la sua vendetta contro il Viaggiatore. Una volta ottenuto il potere della Stasi su Europa, la luna ghiacciata che sarà il campo di battaglia di questa nuova espansione, riceveremo una richiesta d’aiuto da parte di Varyks (che avevamo incontrato nella Prigione degli Anziani del primo Destiny).

Una volta raggiunto il pianeta scopriremo di non essere i soli ad aver risposto alla chiamata, infatti qui troveremo i personaggi più misteriosi di tutta la saga, ossia Eris, il Ramingo e l’Ignota Exo, la cacciatrice misteriosa che avevamo intravisto all’inizio della saga di Destiny, diventata iconica con la sua frase “non c’è tempo di spiegare, perché non ho tempo di spiegare”.

Le nuove vicende della campagna si dipanano su una decina di missioni, in cui dovremo fermare Eramis e nel contempo apprendere noi stessi la Stasi, comprendendone il potere e utilizzandolo a nostro favore. La nuova sottoclasse non è un elemento da sottovalutare, perché non rappresenta la solita aggiunta fine a se stessa.

Questo potere non si aggiunge agli altri, o meglio, si aggiunge ma differenziandosi dai poteri della luce. La Stasi infatti è la prima sottoclasse oscura, a cui si aggiungeranno, molto probabilmente, altre due classi con i prossimi DLC già annunciati (che copriranno un periodo che durerà fino al 2022).

L’elemento caratteristico della Stasi è il ghiaccio, quindi le varie abilità di Cacciatori, Stregoni e Titani sono orientate maggiormente al “croud control” rispetto alle abilità solari, della luce e del vuoto che abbiamo imparato ad apprezzare fino ad oggi. Attenzione, continuano ad essere abilità offensive, ma è evidente come la Stasi non sia basata sul danno puro, ma piuttosto sul blocco e sul rallentamento dei nemici, per pianificare una difesa e il successivo attacco.

La nuova classe avrà anche ripercussioni nel Crogiolo, non solo per gli effetti che vi ho descritto, ma anche per altre dinamiche che possono innescarsi, ad esempio col Titano. Questo infatti può innalzare dei muri di ghiaccio a difesa personale o della squadra, ma può anche essere utilizzato come piattaforma mobile per raggiungere zone di mappa e possibili vantaggi tattici durante gli scontri.

Capite bene che un nuovo potere, declinato tra le tre tipologie di personaggi, crea un bel ventaglio di possibilità e nuovi modi di approcciarsi alla battaglia che vanno comunque studiati e provati per tirarne fuori il meglio.

Passando agli equipaggiamenti, tutto quello che avevamo è stato portato ad un livello di potenza settato a 1050, ma solo armi e armature esotiche potranno essere potenziate fino al nuovo level cap, mentre i “vecchi” pezzi leggendari potranno salire di potere solo fino ad un certo punto, quindi per forza di cose dovremo passare all’equipaggiamento nuovo.

Al termine delle missioni campagna e con qualche altra attività qua e là dovreste raggiungere il soft cap di 1200, per poi iniziare la salita verso l’hard cap di 1250 e infine il level cap di 1260. Nonostante le tante critiche della community, anche questa volta i giocatori del pvp saranno avvantaggiati nel raggiungimento del livello massimo rispetto a chi dedica il proprio tempo solo ed esclusivamente alle attività pve, dato che le modalità Crogiolo e Azzardo favoriscono maggiormente il drop di equipaggiamento potente.

Nonostante il team abbia parlato di novità e cambiamenti, qui la faccenda non è cambiata affatto, sebbene fosse uno degli aspetti più criticati e discussi dalla community. Chi gioca prettamente il pve ha meno possibilità di crescita, e ovviamente la salita al cap risulterà anche più lunga e tediosa.

Di fondo le dinamiche di gioco restano quindi le stesse, con un grind iniziale per raggiungere nel minor tempo possibile la fine della storia, per avere il pieno controllo nella gestione della nuova abilità, e il level cap, così da essere pronti e prestanti per svolgere il raid Cripta di Pietrafonda, che uscirà il 21 novembre.

A livello artistico siamo di fronte all’ennesimo caso di prodotto ben riuscito nell’universo di Destiny, con Europa che mostra scorci davvero degni di nota e un’effettistica di prim’ordine tramite un nuovo sistema di meteo dinamico, un elemento caro al team di sviluppo che finalmente è riuscito ad implementarlo in gioco, anche se per il momento lo troviamo solo sulla nuova ambientazione.

Oltre ad essere un effetto bello da vedere da un punto di vista estetico, anche a livello visivo crea delle situazioni nuove. Durante le tempeste di neve la visuale è ridotta all’osso, e se non fosse per la mini mappa sarebbe difficile orientarsi nel mondo di gioco. Chissà se questa dinamicità entrerà in gioco anche nel prossimo raid.

Rilevanti anche le varie cut scenes che accompagnano la storia, realizzate divinamente e sempre interessanti e goduriose da vedere.

E non dimentichiamo che tutto diventerà ancor più bello a partire dall’8 dicembre, quando il gioco verrà aggiornato per dare il meglio sulle console next-gen, permettendo una grafica 4K e i tanto agognati 60 fps.

Parlando di prestazioni, oltre a quelle grafiche, bisogna citare anche le migliorie apportate al comparto online del gioco, ossia la gestione dei server che adesso non si appoggiano più sull’host fornito dai giocatori, ma sui server Bungie, permettendo quindi matchmaking più veloci e stabili rispetto al passato. Tutto questo va di pari passo ad una completa “ricostruzione” del gioco, che ora richiede molto meno spazio sui nostri archivi di memoria, e permetterà una gestione delle patch molto più veloce e semplice per gli sviluppatori.

Un pianeta viene, però altri vanno. Come abbiamo detto in apertura, nel corso degli anni il gioco si era riempito di eventi più o meno utili ed interessanti, e c’erano zone che ormai non venivano più toccate dagli abitué del gioco, e per questo dalla mappa galattica è sparito Marte, ma anche Titano, Io e il Leviatano. Così come sono state ridimensionate le playlist di Assalti e Crogiolo, eliminando le attività meno quotate dall’utenza.

Ci potevano essere tutte le ragioni del mondo per tagliare questi contenuti, ma allo stesso tempo non è un bel gesto verso i giocatori più affezionati, che hanno comunque supportato e finanziato il gioco acquistando le relative espansioni.

L’eliminazione di questi pianeti, porta inevitabilmente all’impossibilità di portare a termine certe imprese utili allo sblocco di equipaggiamento esotico, qualora non le aveste ancora terminate. Fortunatamente avrete modo di recuperare armi e armature in un “negozio” che è stato aggiunto sulla Torre, accanto al deposito personale, e saranno acquistabili con materiali di gioco.

I nuovi giocatori invece potranno prendere le misure col mondo di Destiny visitando nuovamente il Cosmodromo, il luogo in cui ha avuto inizio la storia di ogni guardiano, fin dal day one.

Destiny 2: Oltre La Luce deve essere visto come una rinascita, un nuovo capitolo che potrà dare ancora molto ai giocatori, specialmente per coloro che si affacciano per la prima volta alla saga dei guardiani, che potranno mettere le mani su un gun play che non è secondo a nessuno, intuitivo ma ricco di sfumature.

I giocatori di vecchia data invece potrebbero essere meno attirati da questo nuovo corso, vuoi per il taglio di numerosi contenuti (acquistati precedentemente…) a fronte di aggiunte ben inferiori in termini di quantità, e per uno stile di gioco che in fondo non porta niente di nuovo alla serie, presentandosi con lo stesso iter e le stesse dinamiche che abbiamo imparato a conoscere negli anni.

Certamente Destiny ha ancora tantissimo fascino, e nonostante la sua storia sia fatta di momenti alti e bassi, nonostante si sentano spesso tantissimi giocatori pronti a non tornare mai più sui suoi pianeti, nonostante la presenza di alcuni difetti, che Bungie non sembra intenzionata a correggere, alla fine i fan tornano sempre, e dimostra per l’ennesima volta di essere l’unico Game as a Service del suo genere ad essere in grado di resistere al passare degli anni.

Quante volte abbiamo sentito che qualche nuova uscita avrebbe “ucciso” il brand, che prima o poi si sarebbe eclissato e tanto altro, ma alla fine siamo ancora qui a parlarne e, si, ci sono cascato di nuovo.

Pro

  • Artisticamente sempre al top
  • La Stasi aggiunge qualcosa di nuovo da studiare
  • Matchmaking più veloce e stabile

Contro

  • Le dinamiche di gioco restano le stesse
  • Poche novità e tanti contenuti eliminati
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Un graphic designer e fotografo, con la passione per i videogiochi e per i motori fin da bambino.