DIRT Rally 2.0 – Recensione Tecnica – Xbox One

Quando Codemasters decide di portare un nuovo gioco, la felicità dei fans non tarda ad arrivare, e quando si parla di rally, gli appassionati impazziscono proprio. Dopo aver tirato fuori una chicca unica con DIRT Rally, la community ha storto un po’ il naso con il titolo successivo, DIRT 4, che sebbene fosse stato comunque un gioco godibilissimo, perse quel piglio più simulativo intrapreso dalla serie.

Era facile aspettarsi un diretto discendente di DIRT Rally, ed eccolo qui con noi oggi, nel suo secondo capitolo, che prende appunto il nome di 2.0, perché non è una rivoluzione, ma un affinamento di ciò che era già buono grazie anche all’immenso feedback che la community è riuscita a fornire agli sviluppatori.

Una volta avviato il gioco vi ritroverete di fronte un menù a tab molto pulito e chiaro da consultare, che vi metterà subito nella condizione di buttarvi nella mischia. Il primo tab denominato “la mia squadra“, è quello più incentrato sul nostro pilota virtuale, infatti potremo dare inizio alla nostra carriera nel mondo del rally o del rally cross, gestire il nostro parco veicoli e il nostro staff.

Staff inizialmente composto dall’immancabile copilota, e da due ingegneri, che successivamente potranno diventare un massimo di 6, così da poterli eventualmente specializzare in determinati modelli di veicoli spendendo il denaro guadagnato.

Un sistema non troppo profondo, ma capace di dare un senso alla nostra sete di vittoria per poter ottenere sempre più crediti da spendere nella squadra e nell’acquisto di nuovi veicoli, ma anche nel potenziamento degli stessi.

Perché anche i veicoli sono leggermente personalizzabili. L’utilizzo di un veicolo aumenta l’affinità, così da sbloccare nuovi step di motore ad esempio, che propongono un lieve aumento di prestazioni a fronte di un’affidabilità più ridotta. Altrimenti potremo comprare dei potenziamenti specifici come freni, frizione o differenziali incentrati su un aumento della resistenza strutturale e alla riduzione dell’usura, così da avere un mezzo più “corazzato” una volta scesi sulle strade piene di insidie del gioco.

Il secondo tab a nostra disposizione è il gioco libero, e qui saremo liberi di mettere mano a tutto quello che ci passa per la testa. Potremo partecipare ai Rally Storici, divisi in 4 categorie, che vanno dagli albori della disciplina con le leggendarie Mini, per poi passare agli anni ’80 dei mostri Gruppo B, rally classici moderni a bordo di auto iconiche come la Subaru Impreza e infine i rally odierni, con i bolidi del presente.

Se volete una pausa dalle gare a tappe, potrete anche iniziare un campionato FIA World Rally Cross, scegliere un pilota del campionato, grazie alla licenza ufficiale detenuta dal gioco, e buttarvi nella mischia in queste appassionanti gare tutti contro tutti in piste veloci e tecniche.

Il gioco libero non si chiamerebbe così se non lasciasse la possibilità di settare a piacimento un evento, e infatti non manca anche una sezione apposita dove creare il proprio campionato personalizzato (giocabile in singolo ma anche in multiplayer online), oppure l’immancabile prova a tempo dove tentare l’assalto alle classifiche su ogni tracciato a bordo del veicolo che più ci piace.

Niente di rivoluzionario quindi, anzi tutt’altro direi, ma in ogni caso dimostra come  al centro di ogni cosa ci sia la guida in DiRT Rally 2.0, nuda e cruda, senza accessori superflui.

Rispetto a DiRT 4 è sparita anche la generazione procedurale delle piste, e ne sono davvero felice. Poteva essere un game changer e una feature interessante sicuramente, ma non l’ho apprezzata molto, perchè tutto sommato proponeva troppo spesso piste ripetitive e banali. Preferisco dei tracciati predefiniti ma disegnati con gusto e che sappiano regalare un buon tasso di sfida mentre si guida.

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A proposito di tracciati, all’uscita poseremo le nostre ruote in 6 locations, vale a dire Argentina, Australia, Nuova Zelanda, Polonia, Spagna e Usa, ognuna composta da una dozzina di tracciati dal diverso chilometraggio (ovviamente le più lunghe sono l’unione di tracciati più corti, così come sono presenti alcune tappe che si percorrono al contrario), a cui bisogna aggiungere le 8 piste del campionato FIA World Rally Cross.

Come pacchetto iniziale non ci si può certo lamentare, anche perché il design dei tracciati è sicuramente il migliore visto al momento nella serie, ma per i miei gusti non siamo ancora minimamente vicini alla qualità dei percorsi messi a punto dai ragazzi di Kylotonn Games con il loro WRC.

Inoltre manca al momento una location sulla neve, anche se gli sviluppatori hanno gia presentato le linee guida dei prossimi dlc, annunciando l’arrivo di Svezia, Monte Carlo e Germania. Non nascondo che la cosa mi abbia fatto storcere il naso non poco, dato che sono tutte locations che erano già presenti nel titolo originale all’uscita del primo capitolo.

Politica dei dlc che non approvo nemmeno per quanto riguarda il parco vetture, dato che molti veicoli che avevamo già nel titolo originale mancano, ma torneranno in forma di dlc, ovviamente a pagamento. Il dlc a mio avviso dovrebbe portare dei contenuti nuovi, delle componenti ancora mai viste, e invece ci ripropone cose già viste, in più a pagamento, peccato.

Non soffermiamoci troppo su quest’aspetto, e anzi, avendo chiamato in causa i veicoli, parliamo del parco auto disponibile. Avrete a disposizione 50 mezzi (+1 se avete la deluxe edition che contiene la Porsche 911 RGT Rally Spec) che spaziano in varie categorie basate del periodo di produzione.

Pensate ad un qualsiasi mezzo da corsa dei rally, e molto probabilmente lo troverete in gioco, anche se ovviamente per motivi di licenza con il gioco ufficiale mancano le WRC Plus attualmente impegnate nel mondiale, ma anche quelle comunque più recenti.

Il massimo della tecnica in questo caso sono la categoria R5, comunque molto simili alle WRC di qualche anno fa, e l’interessante classe Rally GT, con mezzi decisamente potenti come Chevrolet Camaro, Aston Martin e Porsche 911, che richiederanno un piede piuttosto gentile per essere domate.

Il cuore del gioco è la guida, e ogni veicolo ha delle reazioni proprie, vi trasmette un feeling differente, e ogni volta bisogna imparare a conoscerlo. E soprattutto bisogna interpretare al meglio il tracciato, perché la fisica è stata aggiornata, così come è stata aggiunta la degradazione del terreno.

Partire tra i primi oppure essere l’ultimo dell’elenco dei partenti ha dei riscontri ben diversi sulla nostra performance. Quando il terreno è degradato dagli avversari partiti prima di noi, noteremo avvallamenti più marcati, solchi più profondi, e un terreno generalmente più sconnesso, che andranno a incidere sul comportamento della vettura. Attenzione, non si tratta si sensazioni evidentissime, ma assolutamente percettibili.

Specie sui terreni ghiaiosi e sterrati è evidente anche una maggiore inerzia della vettura, che non ha più troppo grip come nei titoli precedenti, ma anzi è necessario valutare bene il raggio delle curve, il terreno, l’inclinazione e le caratteristiche stesse della nostra vettura, per evitare il manifestarsi di evidente sottosterzo e per evitare di scivolare ai lati della pista o peggio ancora giù da dirupi.

Fortunatamente anche i controlli si sono evoluti e la risposta del controller è sempre molto fluida e precisa, un bel passo avanti rispetto al titolo originale, ma anche rispetto a DiRT 4. Avrei gradito un po’ di feedback in più sui grilletti e dalla vibrazione generale del controller, ma siamo di fronte a dei controlli davvero ben ottimizzati.

Inoltre tutti coloro che non si sentono troppo esperti del settore potranno affidarsi ai tanti aiuti presenti in gioco, così da cucirsi addosso l’esperienza ed evitare ogni tipo di frustrazione, come Codemasters ci ha ormai abituato. Perché DiRT Rally 2.0 è simulativo, ma non vuole essere una simulazione dura e pura, deve essere appetibile comunque a tutti gli utenti.

L’ho provato anche con il volante Thrustmaster Tx Leather Edition con corona da 28 cm, e devo dire che il feeling non è niente male, la forza del force feedback è corposa ma mai eccessiva e con qualche ritocco ai settaggi potevo percepire la geometria delle sospensioni e la guida è risultata assolutamente divertente e precisa, sebbene manchi la percezione del fondo stradale, davvero lievemente avvertibile, sia su asfalto che su sterrato, proprio come nei capitoli precedenti.

A breve dovrebbe arrivare però una patch che andrà a correggere e modificare alcuni parametri e il comportamento del force feedback, quindi non esprimo un giudizio assoluto, dato che la situazione cambierà nuovamente. Attualmente lo reputo comunque un ottimo titolo, sia con controller che con volante, questo è poco ma sicuro.

DiRT Rally 2.0 è un titolo che non può mancare nella libreria di qualunque amante dei motori. Non ci troviamo di fronte ad un titolo pieno zeppo di contenuti, ma fa della guida pura il suo cuore, grazie a ottimi controlli con controller e con volante, con una grafica che ha ancora il suo perché, nonostante l’EGO Engine sia un motore grafico ormai datato, dei motori campionati in maniera certosina e una nuova fisica che farà felice gli appassionati. L’ennesimo ottimo prodotto di Codemasters.

Il nostro voto: 8.5

Pros

Pros
  • Tanti veicoli
  • Tracciati ben disegnati
  • Facile da capire, difficile da domare

Cons

Cons
  • Il piano dlc non mi ha convinto
  • Supporto ai volanti da rifinire
  • Alcuni termini nei menù non sono chiarissimi e qualche descrizione in più aiuterebbe i neofiti
  • IA non particolarmente tosta anche ai massimi livelli
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RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
8.5
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Un graphic designer e fotografo, con la passione per i videogiochi e per i motori fin da bambino.
Era facile aspettarsi un diretto discendente di DIRT Rally, ed eccolo qui con noi oggi, nel suo secondo capitolo, che non è una rivoluzione, ma un affinamento di ciò che era già buono. I veicoli sono leggermente personalizzabili. L'utilizzo di un veicolo aumenta l'affinità, così da sbloccare nuovi step di motore, freni, frizione ed altro ancora. Non manca anche una sezione apposita dove creare il proprio campionato personalizzato (giocabile in singolo ma anche in multiplayer online), oppure l'immancabile prova a tempo dove tentare l'assalto alle classifiche. Il cuore del gioco è la guida, e ogni veicolo ha delle reazioni proprie, vi trasmette un feeling differente, e ogni volta bisogna imparare a conoscerlo. E soprattutto bisogna interpretare al meglio il tracciato. Fortunatamente anche i controlli si sono evoluti e la risposta del controller è sempre molto fluida e precisa, un bel passo avanti rispetto al titolo originale, ma anche rispetto a DiRT 4. DiRT Rally 2.0 è un titolo che non può mancare nella libreria di qualunque amante dei motori. Non ci troviamo di fronte ad un titolo pieno zeppo di contenuti, ma fa della guida pura il suo cuore pulsante.dirt-rally-2-0-recensione-tecnica-xbox-one