down to hell recensione review nintendo switch giochi games paladins nindies indie

Sangue, demoni, morte, inferno, creature degli abissi, agonia, sofferenza, musica Metal!!

Non sto scrivendo del prossimo disco degli Obituary, ma scrivo di Down to Hell, un gioco in stile dynamic slasher 2D a scorrimento laterale, sviluppato dalla software house indie polacca RED DEV Studio e pubblicato da: Ultimate Games S.A. che ha visto “l’oscurità” (per rimanere in tema) su Steam-PC il 30/08/2019 e il porting per Nintendo switch disponibile dal 23/12/2019 su eShop della console ibrida nipponica.

Sin dalla schermata iniziale del gioco, si capisce che l’elemento principale è il sangue, che scorrerà a fiumi per tutta la sua durata. Senza indugi, varchiamo le porte dell’inferno e addentriamoci nei suoi meandri…

STORIA

Down To Hell narra di un cavaliere pieno di macchie (di sangue) e senza paura alcuna, che sta combattendo contro esseri immondi in una foresta malefica. Ma quando per lui ormai la fine è vicina, una donna misteriosa interviene e con i suoi poteri magici caccia via le creature sataniche salvando il paladino da morte certa. Subito dopo, un potente demone appare, cattura la fanciulla e la trascina giù negli inferi.

Il paladino, è un personaggio colmo di rabbia, odio e con una grande voglia di vendetta, ma per quello che la vita gli ha riservato, e inizialmente non si cura di colei che lo ha tratto in salvo. Lui pensa solo di dare libero sfogo a questa rabbia che ha dentro e con la sua fidata spada a due mani,  trafiggerà qualsiasi cosa si porrà davanti al suo cammino. Il personaggio è più un anti-eroe che un vero salvatore dei giusti e dei puri di spirito. Questa storia non è come quelle che uno si aspetta.

Ma durante il suo girovagare nella foresta, incontra un uomo anziano, un ‘saggio’  che gli farà cambiare idea, convincendolo a salvare la donna misteriosa. Inizia così  l’avventura di Down To Hell.

IL GIOCO

Subito dopo aver lanciato il gioco, si aprirà la schermata iniziale. Uno sfondo in bianco e nero, alberi dall’aspetto inquietante che ondeggiano come se fossero animati di vita propria. Da subito, è chiara l’impronta che la indie Red Dev Studio  vuole dare al titolo che sto recensendo (versione Nintendo Switch).

Atmosfere gotiche, dark, dove l’unica cosa colorata è il rosso sangue che macchia il titolo di questo game. Come sottofondo, una traccia musicale cupa e angoscianteNota: Se si rimane fermi sul menu iniziale per qualsiasi ragione,  finito il loop musicale, non continua e/o non cambia tema (n.d.r.).

Le voci presenti nel menù sono: new hell (inizia avventura), option e credits. Come è mia consuetudine, la prima cosa che faccio è  accedere alle opzioni di gioco dove troveremo:

  • General:  si può attivare o meno HD rumble e la lingua, che  è fissa su Inglese, non sono presenti geo localizzazioni, come  la lingua italiana o altre lingue europee.
  • Suono / effetti;  si possono regolare i vari volumi come: master, musica e sfx. Infine, exit.

Fatte queste brevi e veloci  impostazioni, si può iniziare a giocare.

Come ho detto prima, il genere è uno slasher 2D a scorrimento orizzontale, e bisogna farsi strada brandendo lo spadone, uccidendo  tutto ciò che si para davanti a noi con una buona dose di violenza e tanto sangue appunto.

Un tutorial breve ci mostra quali azioni  il nostro ‘anti-eroe’ (per me lo è…)  può fare ovvero: camminare, scattare, usare attacchi leggeri e pesanti, parare, switchare le pozioni equipaggiate, ripristinare salute, stamina e infine  lanciare incantesimi. Ma se ve li siete dimenticati dopo poco, nessun problema,  entrando nella modalità  pausa mentre si gioca, troverete i comandi descritti nel menu controls.

Lo schema del gioco è semplice: è fatto di ondate e una volta sconfitte tutte le creature del male, si potrà continuare nel proprio cammino fino ad arrivare ai diversi BOSS che non sono per nulla facili da superare, anzi, per certi aspetti li ho trovati troppo ‘sovradimensionati’ tanto da farmi pensare che rispetto all’equipaggiamento in dotazione non riuscirò mai a superarli. Questo a partire già dal primo boss che ho incontrato.

Sono presenti dei dialoghi (non interattivi) e degli intermezzi scenici statici ben disegnati,  in cui viene raccontata la storia. Tutto molto dettagliato.

Ci sono anche dei ‘santuari’ che si incontrano e che fungono sia da checkpoint, sia per ricaricare pozioni, potenziare le skill (abilità) passive e le skill per il combattimento.

GAMEPLAY:

Richiede una certa abilità e velocità nei cambi di direzione e per realizzare le combo che si possono fare. I mob che si incontrano lungo i sentieri, non destano particolari  preoccupazioni per chi ha familiarità con gli action game.

Il combat system è un classico: colpire, saltare o correre  per evitare gli attacchi. Ma l’azione del personaggio è limitata da due barriere energetiche che compariranno quando inizia l’ondata del livello. Le troveremo una a destra e una a sinistra dello schermo.

Devo dire che, i mob sono ben definiti e disegnati. Sono di diverse specie e natura, ma a parte questo, il modo di affrontarli è sempre lo stesso, come anche i loro attacchi. Risultato?!  Ripetitivo.

Non esistono slot di salvataggio e se per caso dopo aver iniziato l’avventura, si volesse fare una nuova run, il new game porta a perdere quanto fatto fino a quel momento.

In generale, la durata del videogioco, come hanno dichiarato i ragazzi di Red Dev Studio, è di circa tre ore. Beh, fosse stato più lungo e senza mai delle variazioni, Down to Hell per come è stato concepito sarebbe risultato noioso. Per fortuna non è stato così. Bravi!!

Il combat system contro i demoni di fine livello (BOSS)  invece è tutt’altra storia, che può risultare croce o delizia. Si, perchè hanno attacchi particolarmente potenti rispetto al nostro equipaggiamento, già al primo incontro. Se non si evitano, con il giusto tempismo e la giusta maestria, dopo soli tre colpi si può essere battuti facendo apparire la scritta GAME OVER.

Non solo, gli attacchi inferti dal nostro cavaliere alla BESTIA di turno a suon di colpi per lo più ‘heavy’ avranno un effetto soft, la sua barra dell’energia vitale scenderà poco per volta, un po come fargli il solletico. Non è immediato capire i punti deboli e quali colpi sono  più efficaci da usare contro i boss.

Essendo il combattimento ravvicinato l’unica via per uscire indenni (o quasi) dal fight, non si ha il tempo di trovare e provare la giusta controffensiva. Non stanno fermi a guardare, ma continuano ad attaccare. Quindi, non rimane che provare e riprovare ancora.

Insomma, l’idea che mi ha dato è di sbilanciamento ma per i più può invece  essere sfidante. Questo capita sin dalla prima creatura enorme che si incontra, come ho detto qualche riga più in su  e che voglio rimarcare.

Personalmente, avrei preferito  un crescendo più ‘dolce’ di difficoltà, invece è subito come fosse il final fight… WOW. Solo la determinazione ci spingerà a cercare di superare queste difficoltà e proseguire nell’avventura. Ma il mio parere conta il giusto. Se lo scopo dei DEV è questo, direi che è stato centrato in pieno.

GRAFICA:

Le ambientazioni e gli sfondi sono ben fatti, si tratta di tavole disegnate degne di essere raccolte in un artbook. Ben caratterizzato in generale, così come i personaggi che riescono a dare un senso di inquietudine e di orrore. Ottimi i dettagli e i richiami a questo mondo demoniaco, gotico e infernale che si trovano ovunque,  persino la cornice del HUD è a tema. HUD di gioco che indica una barra energia vitale, una per gli attacchi speciali, una per la magia e una barra stamina (blood rush).

Buoni anche gli effetti luci, nonostante l’ambientazione è 2D statica. Qualche calo di frame anche in modalità handheld. Non sempre  le azioni fatte con il proprio controller corrispondono a quanto si vede a schermo. Lo stesso vale per il movimento di nemici e boss. A volte, risultano caotici e/o si notano mancanze di frames delle animazioni.

MUSICA /SFX

Poco da dire se non STREPITOSA. La colonna sonora è puramente grindcore!!

Una info ulteriore che mi sento di dare agli amanti del genere metal come il sottoscritto sono i brani inseriti nel gioco che  appartengono ai gruppi musicali del calibro Koronal e Decapitated che per affrontare i  boss sono quello che ci vuole.

Gli effetti sonori risultano essere ben definiti. Per intenderci, mentre si cammina si sente il classico suono dell’armatura di ferro, durante lo ‘splatteramento’  dei nemici si può apprezzare il suono pieno della lama che trafigge i corpi e del sangue che sgorga. Questo, solo per darvi una idea di cosa i devs hanno implementato nel gioco.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI:

  • Lotta veloce e dinamica;
  • Boss unici
  • Atmosfera pesante e Dark;
  • Intermezzi disegnati a mano;
  • Soundtrack grindcore metal inclusi gruppi come Decapitated e Koronal

Come produzione indie devo dire che è stato fatto un ottimo lavoro. La console ibrida nipponica deve avere anche questi titoli. Magari un po di nicchia rispetto a quello che siamo abituati a vedere su Nintendo switch.

Chi ama questo genere di videogame e i suoi contenuti come: sangue, demoni, atmosfere dark, scene splatter e musica metal di spessore, troverà  piacere e divertimento assicurati.

Pro

  • colonna sonora grindcore
  • ambientazioni
  • durata del gioco

Contro

  • BOSS difficili
  • Frames mancanti nelle animazioni dei personaggi
  • Ripetitivo
RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
7.5
Articolo precedenteOddworld: Stranger’s Wrath HD è disponibile per Switch
Prossimo articoloAnnunciate date e sede dei Campionati Mondiali #Pokémon 2020
Videogames, console, PC, musica, mtb e moto, passioni che hanno scandito la mia vita fino a oggi.