speciale-xbox-e3-2018-microsoft-vince-miglior-conferenzaxbox-one-xbox-one-x-project-scorpio-games-paladins

Per chi, come me, non segue il calcio, ci sono occasioni particolari in cui trovarsi con pizza e birra alla mano tra amici nerd. Uno di questi è sicuramente il media briefing di Microsoft, appuntamento annuale ormai fisso.

Ho visto da poco l’evento e devo subito dire che se da un lato i balzi sulla poltrona sono stati al massimo due o tre, ho la consapevolezza di essermi trovato dinanzi a una delle presentazioni più compatte e robuste degli ultimi anni, senza se e senza ma. Tanto da concedersi un apertura con il ritorno di Master Chief nel futuro Halo Infinite.

La cosa più evidente è la sicurezza con la quale Phil Spencer ha condotto il timone delle quasi due ore di showcase, e della padronanza di Microsoft nel gestire il videogioco a 360 gradi, in tutti i suoi aspetti.

Ci sono state le esclusive, le world premiere, gli “ospiti” delle terze parti che mostreranno i muscoli sulle nostre One X (qualche nome? Tom Clancy’s The Division 2, Dying Light 2, Shadow of the Tomb Raider , Metro Exodus i più illustri), gli annunci importanti per il mercato sul medio-lungo periodo… insomma un vero e proprio “petto gonfio” nei confronti di chi si ostina ancora ad abbracciare la mistificazione delle non-date di lancio piuttosto che l’adorazione incondizionata di guru talvolta un po’ troppo evanescenti e criptici. Preferiamo i messia del poligonale come Todd Howard che da ospite ci mostra subito quel che avrebbe approfondito di lì a poche ore nella lunga presentazione di Bethesda riguardo a Fallout 76 in uscita il prossimo 14 novembre.

Dentro di noi, a livello inconscio, vorremmo che Microsoft scendesse armi alla mano a combattere la concorrenza sullo stesso piano, ma lucidamente possiamo rifletterci e realizzare che ciò non avverrà mai. La gestione del ritmo di una conference da parte della casa della grande X, risiede in gran parte nella voglia di convincere più gente possibile che è ora di trovare attorno a noi, ma soprattutto dentro di noi, il fattore “game changer” che possa dare una svolta all’intera industria. Il concetto di gioco come filo diretto tra giocatore e sviluppatore, e il segno di demarcazione tra servizio e gioco dato dal Game Pass (strumento da oggi ancor più irrinunciabile per un Xbox Gamer appassionato, risoluto e realista), sono solo due degli elementi chiave. Ecco allora a cavalcare l’onda il sontuoso driving game Forza Horizon 4 che irrompe in maniera “telefonata” quanto deliziosamente irresistibile.

Un teschio in un ingranaggio. Ed è subito follia ed esaltazione con l’annuncio di Gears 5 che prosegue im una serie ormai iconica e immortale, cambiando leggermente il nome ma mantenendo una sostanza granitica con supporto totale al 4K a 60 fps, HDR e soprattutto il mondo più vasto mai visto in un episodio della saga. Lancer alla mano, non vediamo l’ora di azionare di nuovo la motosega.

Un’arena immensa e gremita di persone, una diretta ben congegnata per dare ritmo e spazio ai grossi calibri, così come gli indipendenti.
E tra gli annunci più importanti, l’acquisizione di 4 team di sviluppatori, e la creazione di The Initiative , accolti come first party Microsoft. Ninja Theory e Playground Games i più eclatanti, così come i Compulsion Games di We Happy Few.
Dirompente quanto la rivelazione di Sekiro: Shadow Die Twice: La nuova IP di From Software che per tanti anni ci ha deliziato e torturato l’autostima con la serie di Dark Souls.
Un gameplay rinfrescato e che strizza l’occhio ad atmosfere del giappone medioevale all’epoca dei samurai, ma con le esagerazioni anime tipiche di opere quali Ninja Scroll e il manga Vagabond.

Un occhio ad oriente ed ecco all’orizzonte la remastered di Tales of Vesperia: Definitive Edition, l’arrivo di Nier: Automata sui nostri lidi verde crociati, l’MMO Black Desert Online che arriverà in autunno.

Qualche parola è stata spesa anche per una caratteristica utile e sempre gradita, come FastStart, l’ottimizzazione dei tempi di installazione finalmente più veloci.
Mentre il pubblico ancora sorrideva per un ennesimo tallone di achille sistemato, Phil ci menziona anche il fatto che il team di sviluppo di Xbox One X è già al lavoro sulla console next gen di Microsoft, e già noi siamo proiettati al futuro con un sorriso a trentadue denti. Come se non bastasse il concetto di “gaming everywhere” ovvero giocare e recuperare la propria partita indipendentemente dalla piattaforma di utilizzo con un concetto di streaming si preannuncia in prospettiva, anche se non immediata, e visti i progressi costanti potrebbe essere realtà prima di quanto possiamo immaginarci.

Il tempo di un brindisi finale con i saluti ma qualcosa non quadra, succede l’imprevisto onstage, e dal verde si passa a un cupo rosso e nero, mentre un temibile virus sembra aver preso possesso dell’arena. Presi da tutto il ben di dio appena scorso davanti ai nostri occhi, ci siamo dimenticati di quel capolavoro annunciato che a Redmond si sono riservati come “after credits” di lusso, ovvero Cyberpunk 2077 di CD Projekt RED assoluta bomba da punto esclamativo finale.

Questa volta siamo di fronte a un minimo comune denominatore di tutti i commenti in rete, ovvero che Microsoft ha vinto prendendosi la rivincita con tutto il banco. Perché una conferenza ideale a Los Angeles è fatta sì di spettacolo e fuochi di artificio, ma anche di concretezza e di tanta carne al fuoco, che non mancherà certo di deliziare le nostre papille gustative ma soprattutto i nostri occhi, che in una sera come questa sono stati testimoni di un momento fondamentale nella storia di Xbox. Avanti così verso Gamescom, che l’estate è ancora lunga è piena di tesori.