El Hijo – A Wild West Tale – Recensione

Uno Stealth game adatto a tutti, con qualche piccolo difetto…

Fin dal suo primo breve trailer, datato 2019, El Hijo A Wild West Tale è riuscito a catturarmi, complice l’ambientazione da spaghetti western ed il suo stile grafico cartoonesco dal tratto semplice e piacevole.

Del titolo però dopo quella breve apparizione se ne sono perse le tracce, fino a quando un nuovo trailer ne ha annunciato l’arrivo su console PlayStation 4, Playstation 5, Nintendo Switch, PC e su console Xbox One e Xbox Series S|X , quest’ultima teatro della mia prova che vi racconto nelle prossime righe.

Storia:

La trama di El Hijo – A Wild West Tale risulta fin da subito semplice ed immediata e ci viene introdotta attraverso una breve sequenza animata intervallata da una piccola fase di tutorial, dove ci vengono mostrati i movimenti e le meccaniche alla base del gameplay.

L’avventura ha luogo in una prateria, dove troviamo un ranch, o meglio una piccola fattoria, in decadenza al cui interno vivono il piccolo “El Hijo” e sua “Madre” (di cui per tutta la nostra avventura non conosceremo i nomi reali). Dalla finestra della fattoria vediamo il nostro piccolo protagonista svegliarsi e camminare, ancora assonnato, verso la madre che lo aspetta per portarlo in una sezione del campo adiacente alla casa dove scopriamo esserci una tomba (ndr. presumiamo del padre).

Qui la scena si fa commovente e ci mostra il piccolo e la madre mentre sono impegnati a porre ai piedi della lapide dei fiori appena raccolti: tutto però viene interrotto da alcuni rumori e dal una nuvola di fumo, spostandosi velocemente verso il ranch scopriamo che quest’ultimo è stato dato alle fiamme da alcuni banditi che accorti della presenza di Eijo e della Madre, iniziano a seguirli per catturarli. I nostri fanno di tutto per sfuggire al gruppo di banditi armati scappando nel deserto, fino a che dopo alcune ore di cammino si imbattono in un monastero.

Prima di entrare però decidono di nascondere in una buca i pochi oggetti di valore in loro possesso, vale a dire una fionda ed una foto di famiglia. La madre a quel punto lascia il suo piccolo alle cure dei monaci che abitano il monastero, mentre si allontana per sfuggire ai banditi, che riescono comunque a raggiungerla ed a catturarla.

Da qui in avanti inizia la nostra avventura che ci vedrà tentare di sfuggire dal monastero ed andare alla ricerca di nostra madre. Da quello che si può intuire, la trama è molto semplice ed in generale non presenta grossi colpi di scena, tutto si limita a brevi sequenze animate prive di dialogo, fra un livello ed un altro, dove ci vengono raccontati piccoli dettagli della storia senza grossi approfondimenti.

Gameplay:

Il gameplay, in El Hijo – A Wild West Tale, è da considerarsi come l’elemento cardine di tutta la produzione di Honig Studios e Quantumfrog.

La “non violenza” alla base della struttura stealth del gioco, spinge i giocatori a sfruttare tutte le più piccoli occasioni per poter sfuggire ai vari nemici presenti sullo stage. Infatti il nostro piccolo eroe (in alcuni frangenti sua madre) essendo un bambino indifeso non può in alcun modo eliminare i nemici.

Possiamo solo distrarli per alcuni secondi utilizzando ad esempio delle pietre da lanciare su gli oggetti in modo da fare rumore, o per rompere dei vasi di terracotta e liberarci il passaggio, oppure utilizzare dei giocattoli a molla molto rumorosi oppure sfruttare le luci dei fuochi d’artificio, questi ultimi due oggetti li troveremo solo dopo aver superato i primi stage.

Il nostro unico modo di andare avanti è, come dicevo, quello di utilizzare al meglio tutte le possibilità che ci offre l’ambiente circostante. Dai semplici corridoi bui, ai piccoli bidoni e vasi di terracotta disseminati qua e là, me a anche le vasche per l’acqua o delle insenature sui muri, insomma il level design dei livelli è davvero ben costruito offrendo al giocatore completa libertà di movimento (e questo in uno stealth game è davvero un elemento fondamentale).

Si può quindi decidere di distrarre un nemico o semplicemente studiare il suo movimento per poi superarlo, oppure si può affrontare il livello passando da un lato invece che da un altro, certo ci saranno dei momenti, soprattutto all’inizio della nostra avventura, dove gli scenari ci faranno intuire fin da subito dove passare, ma nel progredire dei livelli la situazione si farà sempre più aperta e libera, dandoci così tanti elementi per imbastire una perfetta strategia.

Gli scenari sono abbastanza variegati e propongono diversi luoghi tipici del far west, si passa dall’iniziale dormitorio del monastero, alla biblioteca, l’avventura prosegue fra le piante e cespugli del giardino, si scende nelle profondità in una miniera e così via.

Insomma il team ha ricreato un perfetto mondo western, con tanto di villaggio e treno, che durante le vostre circa 10 ore di gioco non avrete certo la sensazione di stare davanti all’ennesimo quadro riciclato.

Per capire come muoverci all’interno dello scenario che stiamo affrontando potremo utilizzare un’ aiuto, infatti premendo il dorsale del controller richiameremo un piccolo uccellino, un passerotto che sorvolerà l’area attorno a noi indicandoci la presenza dei nemici con tanto di posizionamento del loro sguardo, eventuali aree scoperte dove è più facile essere individuati e i vari oggetti che potremo utilizzare per sgattaiolare fuori senza essere visti.

Inoltre c’è da segnalare che con una mossa astuta il team ha inserito nel gioco oltre alle classiche casse dispiegate per i livelli, anche un altro metodo per recuperare oggetti, ovvero altri bambini. Esattamente come il nostro piccolo protagonista all’interno del gioco sono presenti altri bambini “schiavi” che durante a nostra fuga dovremmo convincere, attraverso una semplice interazione, di essere loro amici e stimolarli così a lottare.

Questi piccoli alleati non si uniranno a noi, ma ci forniranno comunque degli oggetti utili, come ad esempio i giocattoli a molla, per aiutarci a superare i nostri nemici ed avvicinarci sempre di più all’obbiettivo di ricongiungerci con “la madre”.

Aspetto tecnico:

Nonostante tutta la bontà riposta dagli sviluppatoti sulle meccaniche di gameplay e sul level design dei livelli, l’opera di Honing Studios presenta alcune pecche a livello tecnico che alla lunga possono risultare fastidiose. La prima è senza dubbio l’intelligenza artificiale dei nemici che risulta mal calibrata è decisamente tarata verso il basso. Basti pensare infatti che in diverse occasioni riusciremo a passare totalmente indisturbati difronte al nostro nemico, a pochi centimetri dal suo naso, senza che questo si accorga di nulla, oppure potremo distruggere con una lampada posizionata sopra la testa di un nemico con fionda senza che questo si accorga di nulla. Mentre al contrario in altre occasioni, nonostante lo sguardo del frate/cowboy o qualsiasi altro nemico presente in quel momento a schermo sia rivolto dalla parte opposta alla nostra, al nostro passaggio verremo catturati.

Una cosa sicuramente strana, ma che unita ad un secondo problema, quello dei controlli che appaiono poco precisi e reattivi soprattutto per quanto concerne il sistema di copertura, crea quegli attimi di frustrazione, che possono portare il più delle volte il giocatore a abbandonare la partita.

Graficamente il titolo di Honing Studios dimostra tutto il suo essere un progetto indipendente, presentando dei modelli 3D semplici per personaggi e scenari, che però grazie allo stile Cartoon adottato dagli sviluppatori lo rendono però un gioco piacevole ed adatto anche ad un pubblico di più piccoli.

Non pervenuta invece la colonna sonora che risulta praticamente assente visto che per quasi tutto la nostra avventura ad accompagnarci sarà il silenzio, un vero peccato perché sarebbe stato bello avere qualche brano in stile spaghetti western durante le sessioni di gioco.

 

Pro

  • Molteplici soluzioni per i livelli
  • Graficamente gradevole
  • Level Design

Contro

  • IA non perfetta
  • Sistema di copertura impreciso
  • Mancanza di colonna sonora
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RASSEGNA PANORAMICA
Voto
7.0
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Semplicemente un appassionato di videogames... :D