escape from chernobyl recensione review nintendo switch giochi games paladins nindies indie switchcorps

Nel 1986 nel paese a 3 km dalla città di Pryp”jat’ locata all’epoca in Unione Sovietica si verificò una catastrofe. Il reattore nucleare n°4, della famigerata centrale di Chernobyl, dopo alcuni test, esplose  facendo fuoriuscire nell’atmosfera quantità “impressionanti” di radiazioni, tali da far  pensare ad errori di lettura dei dispositivi.

Questo tragico incidente da lo spunto ad Atypical Games, software house indie californiana, per sviluppare Escape from Chernobyl, videogioco survival horror. La versione da me provata del videogioco è per Nintendo Switch.

STORIA

Il protagonista, lo scienziato di uno dei laboratori segreti di Chernobyl, viene travolto nella terribile esplosione del reattore numero 4. Si risveglia sano e salvo nei sotterranei del complesso. Da qui inizia l’avventura e gli obiettivi saranno di cercare le tracce di Lauren, la sua fidanzata, capire chi c’è dietro questo incidente e soprattutto trovare la via per uscire dalla centrale devastata e portare a casa la pellaccia.

La sua fuga però non sarà facile perchè, oltre a essere esposto alle radiazioni, dovrà districarsi tra i percorsi labirintici della centrale, farsi strada tra le macerie che gli sbarrano il percorso e affrontare orde di zombie e creature con forti anomalie genetiche,  pronti a farlo a pezzi.

GAMEPLAY

Premetto che il videogioco è davvero ben strutturato e pieno di buone idee e potenzialità, solo quelle però…

Ma è  il momento di entrare in azione all’interno della centrale nucleare tristemente nota.

Premo il tasto start del controller e senza nessun filmato introduttivo che ci permetta di capire cosa succede, inizia una sorta di  tutorial che spiega i comandi e i tasti da usare per muoversi, per  gestire la visuale, per raccogliere oggetti,  saltare, accovacciarsi, e accedere al pad, interfaccia che contiene informazioni quali: obiettivi,mappa, aiuti, comandi, e impostazioni del gioco.

Escape from Chernobyl è un survival horror in piena regola e con alcuni spunti RPG.

Il personaggio è dotato di un albero abilità con diverse caratteristiche: vitalità, velocità, resistenza alle radiazioni e altre che possono far crescere il personaggio, distribuendo i punti che si guadagnano con le uccisioni, laddove si ritiene necessario.

Non solo, progredendo nella investigazione vengono assegnati punti esperienza per salire di livello generale.

Questo action game porta a esplorare, cercare indizi per ricostruire l’accaduto, risolvere quest non troppo complicate, in modo da accedere alle aree successive della centrale, raccogliere items come: vestiario, vitamine, bende, cerotti, stracci, pillole per abbassare il livello di contaminazione da radiazioni, medikit, nastri adesivi per riparare armi, che durante l’utilizzo si andranno a danneggiare fino a rompersi, armi sia da fuoco che armi bianche come asce, maceti, tubi e coltelli di vario tipo, etc…

All’interno del menu dedicato, si possono costruire oggetti con il materiale che si trova in giro per la centrale, utili per creare esplosivi e altro.

L’avventura prevede un sistema stealth con tanto di indicatore del rumore generato, per non farsi notare dalle creature deformi sparse in tutta la centrale e passare indenni. Non funziona al 100%…

Altra cosa da fare è affrontare le terribili creature nel modo classico, sparargli o farli fuori a “sprangate”. Le munizioni da trovare non sono abbondanti, quindi  saranno da usare con parsimonia.

Attenzione allo scontro ravvicinato, perché ho potuto constatare un forte sbilanciamento. Sia che si tratta di  zombie ordinari o creature più forti, basteranno un paio di “manate” (eh già, non mordono…) per mandarci al creatore e ricominciare dal punto dell’ultimo auto-salvataggio.

Con le armi da fuoco va un po’ meglio. Se si spara alla testa un colpo è sufficiente, altrimenti, saranno necessari diversi proiettili, prima che cadano al suolo.

A parte gli zombie e gli  esseri geneticamente deformati, il core del gioco è l’elemento  radiazioni, che aumenta la difficoltà generale del gioco. La cosa buffa è che il confine tra  le radiazioni forti o deboli è solo questione di centimetri…

Anche nelle aree fortemente contaminate si possono trovare diversi oggetti utili ed è  meglio andarci protetti di tutto punto altrimenti la barra di livello contaminazione si riempie e quella della salute inizierà a scendere con una velocità  tale che ci porterà a usare i medikit come se non ci fosse un domani. Come per i proiettili, ho dovuto fare attenzione a non abusare…

Un’aspetto che ho trovato interessante è che tutti gli oggetti che abbiamo nel nostro inventario come i vestiti, le armi, etc.. verranno contaminati e se lasciati troppo esposti e non opportunamente decontaminati, verranno disintegrati.

Per evitare la distruzione degli oggetti, ci sono delle casse dislocate nelle diverse aree della mappa e collegate tra loro, come in resident Evil tanto per intenderci, e una volta depositati gli oggetti, con il tempo verranno decontaminati.

ATTENZIONE: Per usare le casse, si deve essere sicuri di non avere “compagnia” nei paraggi, perchè il gioco non va in pausa, per cui si rischia di venire attaccati e uccisi  mentre si  depositano gli oggetti.

A rendere migliore l’esperienza di esplorazione senza diventare “radioattivi” sono presenti delle “nebulose” di colore verde dislocate in diversi  punti nella mappa che passandoci attraverso, puliranno la zona dando maggiore libertà di azione.

Come se non bastasse, gli sviluppatori hanno pensato bene di renderci la vita difficile in diverse circostanze. Il combat system è tremendo, quando si usano le asce o i maceti a volte basta un colpo, altre volte no e non è dovuto alla forza del mostro in questione.

Per essere sicuro di non subire i colpi, e come ho detto prima ne bastano pochi per farmi ricominciare, ho usato il pulsante attacco come se stessi giocando a Mortal Kombat.

La corsa in realtà è più uno scatto in quanto il personaggio si stancherà abbastanza in fretta soprattutto all’inizio e i corridoi che si percorrono, non sono corti.

Per ripristinare la barra dedicata alla corsa in modo veloce se  uno zombie mi segue, o sono esposto a radiazioni, si dovranno usare  le vitamine, oppure si dovrà attendere, finchè non si ricarica in automatico, nel frattempo si potrà solo camminare, con le ovvie conseguenze. Tutto questo l’ho trovato abbastanza macchinoso ad essere sincero, facendomi perdere la continuità nell’azione.

Presenti alcuni bug nei caricamenti dei dati di gioco che avvengono dopo una morte. Ad esempio, mi è capitato di non avere più gli oggetti che avevo depositato nella cassa prima di essere ucciso e non li avevo neanche nell’inventario. Infine, non è prevista una gestione dei salvataggi, è un unico auto-save.

Personalmente, quando gioco a un survival horror, preferisco avere la possibilità di gestire da me i salvataggi, anche solo con qualche slot libero.

GRAFICA

Il comparto grafico rende una buona idea dell’interno della centrale con la tecnologia tipica degli anni ottanta, dagli arredamenti delle stanze, ai laboratori, alle sale di controllo.

Tutto il resto è da dimenticare. Dai modelli 3D dei personaggi e le loro movenze e soprattutto l’illuminazione degli ambienti. Ho trovato luoghi ben illuminati altri meno. Mi sarei aspettato  tutto buio visto cosa è capitato e la sola luce della torcia sarebbe bastata per rendere tutto più suggestivo.

La risoluzione grafica peggiora l’esperienza visiva. L’effetto di offuscamento della vista, per effetto delle radiazioni è fin troppo credibile e praticamente non si vede più nulla.

Non posso fare a meno di descrivere cose che nei videogame di oggi, soprattutto su una console come Nintendo Switch (ma anche sulle altre piattaforme), non mi sarei aspettato di vedere, per quanto indie può essere la produzione. A volte gli zombies che si incontrano sono sospesi a mezz’aria con l’intento di fare tapis roulant.

Volti e arti che compenetrano i solidi e non è un effetto cinematografico… Appaiono all’improvviso, nonostante l’area risulti sgombra oppure si capisce dall’audio che sono nella stessa stanza ma non si vedono.

La visuale può essere in soggettiva o in terza persona con il tasto preposto. Per quest’ultima, quando si cammina tutto sfarfalla e vibra, effetto che scompare se si attiva la modalità visuale in soggettiva, che risulta  più fluida, rifacendo lo stesso percorso.

Anche la grafica del HUD di gioco ha dei problemi, inizia con tutte le icone previste e quando si usano alcune non sono più visualizzate… Assenti le impostazioni video…

FISICA

La fisica degli oggetti è inesistente come la caduta a terra del corpo, la posizione che assumono è innaturale e disarticolata.

Subisco attacchi anche se tra me e loro c’è di mezzo un muro spesso o un qualsiasi altro elemento che dovrebbe essere solido. Le porte di acciaio massiccio (sono in una centrale nucleare) si aprono come se fossero le porte di un saloon, ma non fatte di legno, ma di carta velina…

AUDIO

Il sonoro è molto di atmosfera e restituisce la giusta tensione durante la perlustrazione, purtroppo anche qua ho riscontrato dei problemi. Suoni che vanno e vengono, a volte si sente l’effetto pioggia con i tuoni altre volte no.

I lamenti degli zombies dopo un po’ che si sentono, non trasmettono paura ma danno solo fastidio per il suono stridulo e piatto. Anche il suono degli spari lascia molto a desiderare…

Nota positiva la direzionalità. Molto ben gestiti i canali destro e sinistro. Si capisce bene da quale direzione arrivano i non morti,  peccato che non si vedano…

LOCALIZZAZIONE

Il gioco è interamente tradotto in “ITAGLIANO”. Secondo me è da rivedere un poco la traduzione.

LONGEVITÀ’

  • Sei capitoli differenti
  • 3 finali diversi.

HUD DI GIOCO

  • In alto a sinistra: Salute e resistenza alla corsa; Livello di radioattività
  • In alto al centro: Bussola
  • In alto a destra: Contatore analogico Geiger;
  • In basso al centro: Accesso rapido items (visualizzati sei oggetti); Indicatore di rumore
  • In basso a destra: Zaino, Pad, Posizione personaggio (camminata, corsa, accovacciato), Torcia

PORTING

Purtroppo non ho visto il gioco per le altre piattaforme. Ho potuto leggere però che ha avuto un discreto successo (ha le potenzialità come ho detto sin da subito). Mi vien da dire che per Nintendo Switch non è andato a buon fine.

Devo essere sincero. L’idea è veramente ottima. Se non fosse per tutti i problemi che ho riscontrato, mi sarebbe sicuramente piaciuto. E pertanto non me la sento assolutamente di consigliarne l’acquisto.

Spero di ri-giocarlo su Switch, dopo che lo avranno sistemato con delle patch magari. Il gioco merita. Ho trovato interessanti gli spunti e la struttura generale come ho detto all’inizio.

Pro

  • Struttura del gioco
  • Riproduzione fedele della centrale di Chernobyl
  • Suoni ambientali
  • Direzionalità del sonoro

Contro

  • Grafica
  • SFX
  • Gameplay
  • Illuminazione
  • Modelli 3D dei personaggi
  • Fisica
  • Porting
  • Mancanza di una gestione per i salvataggi
  • Combat system
  • Crash soventi