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Quando un gioco punta più sull’aspetto grafico e un gameplay particolare che sulle meccaniche e punti che vanno di “moda” cercando di ottenere facili attenzioni dei giocatori, allora nasce un titolo come Etherborn che saprà farvi incantare attraverso un viaggio immersivo e, a tratti, mistico. Ecco la mia personale esperienza.

Altered Matter, lo studio originario di Barcellona che si è cimentato nella realizzazione e nello sviluppo del titolo, è riuscito nell’intento di creare un qualcosa che va al di là della semplice azione frenetica che padroneggia nella maggior parte dei titoli al giorno d’oggi, producendo un gioco che fa della sua intera esistenza un viaggio quasi interiore che dovremo compiere andandosi a diversificare dai suoi coetanei facendoci immergere nel profondo significato del viaggio che ci attende.

Non appena inizieremo la nostra avventura in Etherborn capiremo subito la storia che esso vuole raccontarci: una voce femminile ci dirà, non userò le stesse parole ma il succo è quello, che ci sono molti misteri nel mondo e se la troveremo ella ci spiegherà tutto quello a cui non avremo una risposta ampliando le nostre conoscenze e soddisfando la nostra sete di sapere.

Ci ritroveremo quindi alla “guida” del nostro protagonista, una specie di manichino trasparente al cui interno è situato un albero dalla chioma rossa, iniziando con lui un viaggio attraverso vari territori sempre differenti l’uno dall’altro.

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Dopo aver superato con successo il piccolo tutorial introduttivo ai semplici comandi di gioco, noteremo subito la particolarità che contraddistingue Etherborn, ovvero la gravità.

Infatti, potremo cambiare percorso camminando su qualsiasi superficie semplicemente cambiando semplicemente angolatura durante i nostri movimenti, trasformando in questo modo un muro che ci ostacolava in un nuovo percorso aggirando l’ostacolo per poter continuare il nostro cammino indisturbati.

Ovviamente, questa meccanica ha anche un rovescio della medaglia. Per quanto sia semplice cambiare percorso sarà altrettanto semplice anche fare un passo falso e precipitare nell’oblio dello spazio profondo e dover iniziare daccapo dall’ultimo checkpoint attivato.

Molto spesso per poter proseguire durante il nostro viaggio dovremo collezionare un determinato numero di cubi, che troveremo sparsi nel livello e ci seguiranno fino a che non li useremo, con i quali attiveremo lo sblocco di nuovi passaggi così da poter proseguire senza essere disturbati, o quasi.

Di tanto in tanto la voce guida ci elargirà frasi dal significato profondo che aumenteranno le nostre conoscenze del mondo in cui è ambientato il gioco, descrivendo cose nuove e diverse ogni volta permettendoci di conoscere nuove sfaccettature del titolo.

I comandi, come il tutorial lascia presagire, si riducono a tre tasti importanti e basilari: col tasto Y potremo decidere se far camminare o correre il nostro protagonista, il tasto A servirà per interagire con il mondo circostante e con B potremo saltare da una piattaforma all’altra e le piccole alture su cui dovremo appoggiarci per continuare sul nostro sentiero.

Inoltre, potremo trovarci di fronte anche alcuni ostacoli naturali come corsi d’acqua e cascate che al minimo contatto ridurranno il nostro corpo in piccole particelle dovendo riprendere dal punto di salvataggio più recente e riprendere  con più cautela ragionando su come aggirare l’ostacolo che ci impedisce di andare avanti, la cui risoluzione per la quasi totalità delle volte sarà attivare una piattaforma con i cubi per interrompere il flusso o prosciugare il lago, così da raggiungere il portale che ci condurrà un po’ più avanti nel nostro peregrinare.

Dal punto di vista tecnico Etherborn si presenta con un comparto grafico davvero sublime, che saprà deliziarci già dal primo sguardo. L’uso delle tonalità più varie e i giochi di luce e ombre ammaliano soavemente anche il più duro dei giocatori, accompagnando degnamente l’esperienza videoludica con degli sfondi ben realizzati e sempre inerenti al contesto in cui si trova Etherborn.

Anche il comparto sonoro risulta ben strutturato, dando man forte a quello grafico tenendo concentrato del tutto l’utente durante la sua sessione di gioco.

Da segnalare la presenza della lingua italiana in forma scritta che accompagna l’ottimo doppiaggio in lingua locale.

Etherborn si incastra in quella categoria di giochi che non solo introduce il giocatore in una storia affascinante ma cerca inoltre di insegnargli qualcosa che va al di là del semplice gioco, dando un suo punto di vista sulle semplici cose.

Al costo di € 16.99 offre un buon rapporto qualità-prezzo diventando un ottimo titolo per trascorrere una lunga sessione di gioco, anche se non è adatto a tutti i tipi di giocatore che potrebbero considerarlo alquanto noioso, ripetitivo e non essere d’accordo con la scelta della telecamera fissa nonostante la ottima resa grafica.

Il nostro voto: 8.5

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Pro
  • Storia appassionante…
  • Non è semplicemente un gioco…
  • Grafica pulita e senza sbavature
  • Enigmi semplici, ma non troppo
  • Comandi semplici ed immediati

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Contro
  • … ma non molto chiara
  • Telecamera fissa
  • Non adatto a tutti

RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
8.5
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Allevato dai bit del Commodore 64, ho sviluppato una passione col crescere del tempo che non ho mai rimpianto o sostituito con altro. Cresciuta di console in console, ho deciso di intraprendere la via della tastiera per cimentarmi nell'unica cosa in cui sarà bravo, forse, in tutta la mia vita... Parlare di videogiochi!