Fade to Silence – Recensione Xbox One

Un’avventura single player in terza persona con elementi survival, una spruzzatina di atmosfera horror, molti elementi strategici e gestionali

Dopo un periodo di gestazione all’interno del servizio di Early Access di Steam, Fade to Silence, la nuova creatura di Black Forest Games (sviluppatori di Giana Sisters) pubblicata da THQ Nordic, si prepara ad arrivare su gli hard disk della console dalla X verde di Microsoft con una versione (definitiva) riveduta e corretta.

Fade to Silence racchiude in se innumerevoli meccaniche di gameplay, che per definirlo meglio sarebbe opportuno inserirlo in una macro categoria che potremo chiamare: Strategic/Adventure.

Il nuovo lavoro del team che ha dato il natale a quel capolavoro platform di nome Giana Sisters, è infatti un’avventura single player in terza persona con elementi survival, una spruzzatina di atmosfera horror, molti elementi strategici e gestionali ed un mondo open world “ghiacciato” completamente esplorabile, qualcosa di completamente nuovo per il team, che però potrebbe sorprenderci.

Un’avventura Ghiacciata

La nostra avventura (come accennato) si svolge in una terra ghiacciata inospitale, non solo per via dell’eterno inverno che l’avvolge e che rende difficile reperire risorse e la vita in generale, ma soprattutto per la presenza di oscure creature, delle terribili bestie demoniache che abitano, o meglio infestano questa terra, e che in qualche modo sembrano essere collegate al nostro protagonista.

Il nostro “eroe” si chiama Ash, ed è un sopravvissuto di questo implacabile inverno oscuro, un superstite alla distruzione del suo villaggio, che dovrà cercare di scoprire cosa si cela dietro a quanto successo e allo stesso tempo riportare in vita quanto rimasto della sua casa e provvedere a sua figlia Allie (altra superstite) e a tutti gli altri personaggi che incontrerà durante la sua avventura e che inviterà ad unirsi alla sua tribù.

Ash però nasconde un qualcosa di oscuro dentro di lui, qualcosa che lo lega in qualche modo all’oscurità che sta contaminando la sua terra.

Si tratta di uno spirito malvagio che vive dentro di lui, che offusca la sua mente tramite la sua opprimente ed inquietante voce. Lo spirito aiuterà il nostro protagonista riportandolo in vita ogni qualvolta che le condizioni estreme dell’ambiente di gioco o le varie creature lo uccideranno.

Questa rinascita sarà infinita solo nella modalità Esplorazione, quella definita dagli sviluppatori più semplice, dove avremo appunto accesso molto più facilmente a tutte le risorse e potremo goderci più tranquillamente il gioco, mentre sarà limitata a poche possibilità (6 se non ricordo male) nella più estrema modalità Sopravvivenza, che come si può intuire è quella dove il gioco avrà dei limiti, ma che allo stesso tempo regalerà la vera esperienza di Fade to Silence.

Per venire incontro ai giocatori che affrontano il gioco con la modalità più complessa, i ragazzi di Black Forest Games hanno deciso di inserire il cosiddetto Circolo del Tormento, una funzionalità che aiuta il giocatore a ridurre le avversità che dovrà affrontare nel corso dell’avventura.

Dei potenziamenti che potranno essere attivati solo dopo che la corruzione ha sopraffatto il nostro Ash e riportandolo così al suo stadio iniziale. Da qui avremo accesso ad una sorta di Albero delle Abilità dove potremo attivare dei vantaggi atti a rendere il proseguimento della nostra avventura molto più “facile”.

Potremmo quindi far sì di avere a disposizione fin da subito una buona scorta di legname nel nostro inventario, oppure di avere un numero più elevato di Fiamme della Speranza, insomma dei piccoli “bonus” che ci offriranno la possibilità di rimanere molto più a lungo in partita.

Strategia e Costruzione

Al nostro primo risveglio, durante i primi minuti di gioco, le nostre risorse saranno davvero ridotte al’osso, oltre ad una torcia, che reperiremo con i primi passi nel mondo di gioco, avremo a disposizione una capanna dove è presente il nostro inventario, un barile dove far bruciare la legna e stare al caldo e recuperare energia tramite il sonno e poco altro, il resto dovremo procurarcelo con molta fatica esplorando e trasformando le risorse recuperate, in archi, asce e altri strumenti indispensabili alla sopravvivenza.

Per prima cosa dovremo procurarci delle buone quantità di legna da ardere, in modo da tenere in caldo il rifugio e far sì di superare le estreme condizioni climatiche che influiscono parecchio sulla nostra salute.

Oltre a questo dovremo tenere sotto controllo in maniera costante anche il valore di nutrizione del nostro Ash e lo stato del nostro villaggio, che man mano che andremo avanti con l’avventura e recluteremo nuove persone e costruiremo nuovi edifici, sarà sempre più esposto ad attacchi.

Tutti questi valori da tenere sotto controllo ci riportano ad avere un’ approccio alla partita molto più ragionato e tattico, non potremo semplicemente andare in giro in cerca di risorse senza prima aver pianificato le nostre mosse, anche perché ci saranno diverse creature, sia piccole che grandi da affrontare oppure altre come i cannoni che ti fanno cadere addosso innumerevoli rottami, da evitare, in poche  parole vagare senza meta e senza scopo non è proprio indicato.

Dovremo poi ricordarci di tenere sempre sotto controllo anche lo status del nostro villaggio e quello dei suoi abitanti, abbinandoli a delle giuste mansioni, infatti ognuno di loro avrà delle abilità specifiche ed uniche, per cui dovremo cercare di costruire delle strutture utili, oltre alle capanne ci saranno anche edifici come l’opificio, la fucina o il centro medico, in modo da avere a disposizione materiali (e non solo) sempre più idonei al nostro sostentamento ed al nostro viaggio.

Ad esempio sarà molto utile ricordarci di costruire, fra le varie strutture indispensabili, anche un “Canile”, in modo da poter ospitare ed allo stesso tempo addestrare dei Lupi, che si riveleranno poi utili per trainare una slitta, (c’è ne servono almeno due), che ci agevolerà di parecchio gli spostamenti nelle lunghe distese di ghiaccio.

Il sistema di combattimento

Come vi ho accennato all’inizio il nostro Ash è legato in maniera indissolubile alla corruzione che avvolge il mondo di gioco e sempre per questo motivo che saremo gli unici in grado di estirparla.

L’ opprimente spirito che abita dentro di noi, sembra nutrirsi di questo male, perciò in molte occasioni dovremo avvicinarci alle fonti sparse per la mappa ed assorbirle, quest’azione, che si ottiene semplicemente avvinandoci alla creatura e premendo il tasto A, nutrirà lo spirito e libererà l’area riversando ai nostri premi delle piccole quantità di risorse premio o qualche abitante catturato in precedenza (che quasi sempre dovremo liberare a sua volta).

Molte volte avvicinarsi a questi “nidi” si trasformerà in incontri con altre creature da combattere, ed qui che salta subito all’occhio una delle pecche del gioco, il sistema di combattimento.

Se da un lato il lavoro svolto dal team di Black Forrest Games sulla parte gestionale e su quella legate alle meccaniche di Crafting si è rivelato più che discreto, dall’altro lato quello svolto sul sistema di combattimento si è invece rivelato un lavoro grossolano ed appena abbozzato.

L’ispirazione del team è stato senza dubbio il genere tanto di moda in questi ultimi anni ovvero i cosi detti “soulslike”, ma come vi ho scritto poche righe fa, il risultato non è proprio quello sperato.

Il nostro Ash ha la possibilità di impugnare una solo arma per volta, che sia un’arma e può effettuare solo due tipi di colpi uno leggero ed uno pesante, quest’ultimo ha però lo svantaggio di consumare tutta la barra della stamina lasciandoci così in balia dei colpi del nemico.

Il nostro eroe dispone anche un arco che oltre ad essere utile per cacciare, ci sarà di aiuto anche per i combattimenti visto che ci permette di togliere qualche tacca di energia ai mostri prima di poterlo abbattere con qualche colpo ravvicinato.

All’apparenza potrebbe sembrare un sistema funzionale e funzionante, invece tutto si è dimostrato legnoso e per niente appagante, questo per via di nemici sempre uguali e dell’impossibilità di eseguire combinazioni di colpi che possano rendere l’azione più variegata.

Anche tecnicamente Fade to Silence non è il massimo, diciamo che malgrado le immagini sparse in queste pagine possano ingannare il titolo di Black Forest Games sembra parecchio indietro rispetto alle produzioni odierne, sopratutto per quanto riguarda le animazioni generali dei personaggi e quelle dei loro volti durante le poche scene di dialogo.

Nella mie sessioni di gioco su Xbox One X, malgrado la pulizia dell’immagine e la buona fluidità, ho notato anche dei piccoli bug e dei ritardi nel caricamento di alcune texture, niente di così grave, ma dimostra che il progetto avrebbe voluto di qualche rifinitura in più.

Una feature che invece mi è piaciuta parecchio è l’introduzione della modalità cooperativa online per due giocatori che in un titolo del genere si è dimostrata davvero divertente.

Fade to Silence è un prodotto interessante, con delle idee davvero particolari, alcune anche ben realizzate, ma altre decisamente meno, forse l’inesperienza del team di sviluppo in questa tipologia di giochi o la mancanza di tempo non ha permesso ai ragazzi di Black Forrest Games di concentrarsi al meglio su tutte le varie meccaniche.

L’avventura di Ash risulta comunque godibile è regala diverse ore di divertimento grazie al buon lavoro sulle meccaniche di sopravvivenza e quelle gestionali. Speriamo che il team abbia la possibilità di rifinire il prodotto con qualche patch futura o che partendo da quanto di buono fatto in questo titolo riesca a realizzare un seguito con un maggior focus sulla storia ed un combat system più completo.

Il nostro voto: 6.5

Pros

Pro
  • Concept interessante
  • Meccaniche Survival e Gestionali più che buone
  • La modalità Cooperativa è appagante

Cons

Contro
  • Combat System appena abbozzato
  • Grafica non al top
Annuncio
RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
6.5
Articolo precedenteBloodstained: Ritual of the Night, action platform con elementi GDR, arriverà a Giugno su console e PC
Prossimo articoloEcco “Free Falling”, il secondo episodio di “Saints Row: The Third Memorable Moments”
Semplicemente un appassionato di videogames... :D
Fade to Silence racchiude in se innumerevoli meccaniche di gameplay, che per definirlo meglio sarebbe opportuno inserirlo in una macro categoria che potremo chiamare: Strategic/Adventure. Il nuovo lavoro del team è infatti un’avventura single player in terza persona con elementi survival, una spruzzatina di atmosfera horror, molti elementi strategici e gestionali ed un mondo open world “ghiacciato” completamente esplorabile, qualcosa di completamente nuovo per il team. Se da un lato il lavoro svolto dal team di Black Forrest Games sulla parte gestionale e su quella legate alle meccaniche di Crafting si è rivelato più che discreto, dall’altro lato quello svolto sul sistema di combattimento si è invece rivelato un lavoro grossolano ed appena abbozzato. Tecnicamente Fade to Silence non è il massimo, diciamo che malgrado le immagini sparse in queste pagine possano ingannare il titolo di Black Forest Games sembra parecchio indietro rispetto alle produzioni odierne, sopratutto per quanto riguarda le animazioni generali dei personaggi e quelle dei loro volti durante le poche scene di dialogo. Una feature che invece mi è piaciuta parecchio è l'introduzione della modalità cooperativa online per due giocatori che in un titolo del genere si è dimostrata davvero divertente. L’avventura di Ash risulta comunque godibile è regala diverse ore di divertimento grazie al buon lavoro sulle meccaniche di sopravvivenza e quelle gestionali. Speriamo che il team abbia la possibilità di rifinire il prodotto con qualche patch futura.fade-to-silence-recensione-xbox-one