Faircroft’s Antiques: The Heir of Glen Kinnoch Collector’s Edition – Recensione Nintendo Switch

Chi sarà l’erede?

Mia Faircroft è ormai diventata una restauratrice di fama internazionale. Stavolta i suoi servizi sono richiesti in Scozia per risolvere l’intricato caso dell’eredità di un castello. Faircroft’s Antiques: The Heir of Glen Kinnoch Collector’s Edition ci porta nelle Highlands Scozzesi per svelare un altro fitto mistero.

Il gioco è il terzo capitolo della serie Faircroft’s Antiques; se siete interessati potete leggere la mia recensione del primo capitolo Tresasures of Treffenburg e del secondo Home for Christmas cliccando semplicemente sul rispettivo nome.

La terza avventura di Mia è un Punta e Clicca tradizionale, dove la componente Hidden Object spicca insieme ai numerosi puzzle, alcuni non presenti nei precedenti capitoli. La versione Nintendo Switch è uscita il 18 Marzo 2021 a cura di Ocean Media Games. Lo sviluppo è stato curato da Boomzap Entertainment, che ha rilasciato il titolo su Steam il 19 Marzo 2021.

L’edizione da me recensita è la Collector’s per Nintendo Switch e offre l’esperienza di gioco completa al prezzo di 9,99€.

Castello e folklore

La storia di Faircroft’s Antiques: The Heir of Glen Kinnoch Collector’s Edition è ambientata nel piccolo paese di Glen Kinnoch, un immaginario borgo situato all’ombra delle celebri Highlands scozzesi. Mia Faircroft viene invitata in Scozia per indagare su un’eredità intrigata e naturalmente non si tira indietro.

Il proprietario di un magnifico castello è morto, ma non ha eredi certi e non ha lasciato testamento. Indagare sui cimeli delle famiglie del luogo sembra l’unico modo per scoprire chi ha diritto all’eredità e chi no. Le abilità da restauratrice e il sesto senso di Mia la portano su piste sempre più promettenti. Grazie all’aiuto di due vecchie amiche e degli abitanti del paese, il mistero è sempre meno intenso e prossimo alla soluzione.

La Scozia immaginata dagli sviluppatori ha un suo fascino esotico rendendo bene l’idea di un paese rustico dominato dal proprio castello. I livelli sono strutturati come un tabellone della cittadina, dove troviamo evidenziati i luoghi con cui possiamo interagire e il tipo di minigiochi da affrontare.

Tutto sommato la trama è buona e risulta un collante ben strutturato per passare da uno scenario all’altro, anche se alcune situazioni sembrano eccessivamente forzate.

Belli i disegni, ma qualche errore

La realizzazione grafica come in tutti i giochi del genere è caratterizzata da disegni. Il lavoro di Boomzap da questo punto di vista è buono. L’ottimo numero di scenari differenti risulta realizzato con perizia e grazie ad alcuni effetti grafici si nota meno staticità che nel precedente capitolo della serie. 

Purtroppo esistono alcuni difetti tecnici gravi che penalizzano il reparto grafico. Mi è capitato di trovare effetti atmosferici insoliti all’interno di edifici, NPC tagliati a metà nel corso di dialoghi, animali (stranamente vivi) con il busto staccato dal capo ed effetti grafici non ripuliti da righe normalmente invisibili utilizzate per apporre l’animazione ad un oggetto virtuale altrimenti fermo. 

Gameplay leggermente innovato

Faircroft’s Antiques: The Heir of Glen Kinnoch prende spunto a mani basse dai precedenti capitoli e dalla tradizione del genere Punta e Clicca. L’attività principale per avanzare nelle nostre indagini è la ricerca di oggetti in ambienti pieni di cianfrusaglie ammassate qua e la. Per superare queste scene sarà necessaria una buona vista e pazienza o in alternativa si potranno usare aiuti elargiti a distanza di pochi secondi uno dall’altro.

Ad arricchire il tutto troviamo numerosi minigiochi, alcuni ispirati al lavoro della protagonista e alcuni nuovi per Faicroft’s Antiques. Risulta così semplice passare dal ripulire antichi elmi al cercare le differenze tra due foto d’epoca simili tra di loro.

Spesso non convince la ripetitività. A volte capita di trovarsi più volte nella stessa area per cercare gli stessi oggetti; la cosa è noiosa e frustrante. Mancano inoltre un livello di difficoltà modulabile e la presenza di obiettivi per rendere più varia e ri-giocabile l’avventura.

L’atmosfera giusta

Il Viaggio a Glen Kinnoch è accompagnato da una semplice, ma piacevole colonna sonora che riesce a creare un’atmosfera tipica scozzese, nonostante anche il piccolo paese sia multietnico e moderno.

La localizzazione in italiano è ben curata, presente come sottotitoli vista la mancanza di dialoghi parlati. Grazie ad una traduzione di qualità è possibile godere delle varie sfaccettature del carattere di ogni personaggio. Trovare oggetti e scoprire gli altarini dei protagonisti è semplice in un paese piccolo e ben sottotitolato.    

L’avventura è nel complesso piacevole, la sua durata si attesta tra le 6 e 8 ore. Per un gioco del genere questa durata è buona, ma mancano valide ragioni per una seconda run.

Ceretta, Kilt e si parte

La mia esperienza di gioco si è svolta su Nintendo Switch. Ho giocato all’incirca 6 ore, principalmente in modalità Touchscreen, da me personalmente consigliata per i giochi Punta e Clicca su questa console.  

Ho provato inoltre la modalità TV con una LG 49” e il gioco non ha mostrato nessun problema dal punto di vista visivo, mentre i comandi mi sono sembrati leggermente imprecisi nella seconda modalità.

Un’altra indagine è conclusa

Faircroft’s Antiques: The Heir of Glen Kinnoch Collector’s Edition è un punta e clicca interessante e piacevole. Una trama ben scritta e la ricchezza di puzzle da risolvere sono valorizzati da una localizzazione di ottima fattura.

Di certo il titolo Ocean Media non è un capolavoro assoluto, ma per 9,99€ si può chiudere un occhio su qualche difetto e godersi un gioco facile, ma in grado di divertire la maggior parte degli appassionati dei Punta e Clicca.

Pro

  • Buona localizzazione
  • Nuovi minigiochi

Contro

  • Difetti grafici
  • Ripetitivo
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RASSEGNA PANORAMICA
Voto
7
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Staccato il ciuccio dalla bocca ho preso un pad in mano per non mollarlo più, non son un Pro Gamer, cerco l'essenza del gioco.