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Molte storie vengono rappresentate in maniera semplice, soprattutto quando si tratta di viaggi in cui bisogna dare un’occhiata più approfondita e non fermarsi alla semplice apparenza.

Molti sono i titoli che si basano su questa caratteristica in cui i personaggi quasi non parlano ma riescono a toccare i sentimenti dei giocatori che intraprendono questo viaggio insieme a loro, uno tra questi è FAR: Lone Sails.

Ecco la mia personale esperienza.

Okomotive, lo studio che si è occupato della realizzazione e dello sviluppo del titolo pubblicato da Mixtvision, ha confezionato un titolo che non basa il suo gameplay su battaglie mozzafiato e all’ultimo sangue ma concentra tutto sul viaggio fine a se stesso e tutte le cose che possono accadere durante il tragitto.

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Fin dai primi momenti di FAR: Lone Sails non avremo tutorial o spiegazioni del genere, ma verremo introdotti fin da subito nel gioco vero e proprio: la nostra protagonista o il nostro protagonista, di cui non sapremo mai il nome, ne il sesso, ne le fattezze e sarà riconoscibile solo grazie al suo vestiario rosso, dopo aver dato i suoi saluti a una foto con accanto una ghirlanda, che presumibilmente sarà la tomba di un suo caro, grazie ai nostri comandi s’incamminerà verso casa.

Casa che, a prima occhiata, sembra senza uscita ma invece, attraverso la pressione di un pulsante, riuscirà a uscire portando con se una piccola scatola attraversando una prateria intervallata da una zona desertica e qualche piccolo specchio d’acqua molto basso fino ad arrivare a una strana struttura meccanica.

Una volta entrati capiremo che si tratta di un mezzo di movimento, composto da tre piani interni che possiamo raggiungere con un ascensore molto pratico, dal funzionamento non troppo complesso e che useremo per andare avanti nel nostro viaggio.

Il piano terra è composto da un corridoio con doppia entrata/uscita, al primo piano abbiamo un meccanismo che trasforma gli oggetti in energia per il nostro mezzo e due pulsanti, uno per sfruttare l’energia all’interno dell’apposito contenitore e l’altro per rilasciare vapore ed evitare che il nostro veicolo si sforzi troppo, e all’ultimo piano troviamo un comodo letto dove poter riposare e una pratica manichetta dell’acqua con cui potremo spegnere gli eventuali incendi all’interno del nostro mezzo di trasporto, dovuto a eventuali sforzi che non siamo riusciti a gestire.

Per far si che il nostro mezzo non resti senza energia per muoversi di tanto in tanto per la strada troveremo degli oggetti, per lo più casse di legno ma anche dei classici barili di benzina rossi (ma sono molto rari), che potremo comodamente portare all’interno del nostro veicolo meccanico e trasportarli con l’ascensore al primo piano nell’apposito reparto dove, tramite la pressione di un tasto, verranno convertiti in energia riempiendo il serbatoio, di solito ne bastano due per “fare il pieno” ma dopo tanto camminare troveremo una gru’ con cui poter montare delle vele sul tetto del nostro veicolo trasformandola in una vera e propria barca con cui sfruttare le correnti d’aria e risparmiare energia.

Di tanto in tanto dovremo scendere dal veicolo non solo per recuperare oggetti da utilizzare ma anche per risolvere facili enigmi che costituiranno un ostacolo vero e proprio al nostro viaggio obbligandoci a sostare in un punto fino alla loro risoluzione, oltre a qualche piccola barriera che facilmente verrà distrutta al passaggio del nostro gigante della strada.

Ci sposteremo su diverse mappe che spaziano dalle zone desertiche a zone prive completamente di luce fino ad arrivare alla fine del nostro viaggio.

Dal punto di vista tecnico FAR: Lone Sails si presenta con un comparto grafico che si basa sul chiaroscuro in cui gli oggetti importanti spiccano per la loro colorazione rossa.

La varietà dei luoghi che arricchiranno la nostra vista durante il viaggio riuscirà ad ammaliare anche senza la presenza dei colori, cosa di cui capiremo il motivo di questa scelta proprio durante il viaggio in se, risultando ben strutturata.

Il comparto sonoro accompagna degnamente questo viaggio con musiche saggiamente composte e che riescono a donare anche una velata malinconia.

Confermata la presenza della lingua italiana in forma scritta ma che non è veramente necessaria vista la quasi totale assenza di dialoghi sia scritti che vocali.

FAR: Lone Sails è uno di quei titoli che non si basa su un gameplay vario e frenetico, ma piuttosto cerca di insegnare qualcosa ai giocatori che lo giocheranno portandoli in un viaggio dal significato profondo che può essere compreso del tutto solo portando al termine questo cammino anche da un lato spirituale, così da potersi immedesimare anche con il nostro protagonista dall’identità indefinita e misteriosa che lo intraprenderà con uno scopo ben preciso.

Il nostro voto: 8.5

Pros

Pro
  • Titolo pieno di significato
  • Graficamente bello
  • A tratti malinconico
  • Musiche coinvolgenti
  • Originale

Cons

Contro
  • Un po’ ripetitivo
  • Enigmi fin troppo semplici

RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
8.5
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Allevato dai bit del Commodore 64, ho sviluppato una passione col crescere del tempo che non ho mai rimpianto o sostituito con altro. Cresciuta di console in console, ho deciso di intraprendere la via della tastiera per cimentarmi nell'unica cosa in cui sarà bravo, forse, in tutta la mia vita... Parlare di videogiochi!