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Versione testata: Xbox One

I videogiochi sono da sempre un luogo virtuale in cui i sogni, anche quelli più impensabili, possono prendere forma. Nel fare ciò la seconda espansione di Forza Horizon 3, dedicata al folle mondo delle “macchinine” Hot Wheels della Mattel, si spinge veramente al limite nutrendo con assurdi giri della morte, cerchi infuocati, curve paraboliche e addirittura con enormi T-Rex il bambino che, al di là di ciò che può dire la carta d’identità, alberga (o dovrebbe continuare sempre ad albergare) in ognuno noi.

Una volta acquistato (per circa 20€ se non si dispone del Season Pass) e installato il DLC, al largo della spiaggia dei Dodici Apostoli, compare un arcipelago di isolotti collegati tra loro tramite un grande intreccio di numerose strade plasticose di colore arancione e blu che, sia per le abbondanti acrobazie sia per la resa a video dei materiali, ricordano perfettamente quelle tipiche del mondo Hot Wheels (sono addirittura ben visibili gli agganci di plastica che congiungono le varie porzioni di pista).

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Al contrario della precedente espansione Blizzard Mountain le novità rispetto al già sterminato gioco base sono tali da non limitarsi ad introdurre nuovi scenari (in quel caso neve, ghiaccio e ripidissimi pendii montani) in grado di impattare sul modello di guida. Qui Playground Games si è spinta ben oltre modificando il cuore dell’esperienza di gioco; per evidenti questioni di fedeltà con il brand Hot Wheels, l’assoluta libertà di esplorazione tipica della serie Horizon ha lasciato il campo ad un gameplay su piste (con la possibilità di girovagare per gli isolotti ridotta al minimo). Ma che piste! Fin dai primi passi si viene travolti da uno spettacolare track design che, attraverso curve paraboliche impossibili, half-pipe, nastri acceleratori, incroci e bivi pericolosissimi, impressionanti salti, volta loop, etc., ci porta a sfidare di continuo le leggi della fisica.

L’approccio “giocattoloso”, però, non deve assolutamente far pensare che siano stati compromessi due degli aspetti fondamentali tipici di ogni Forza Horizon e portati al top in questo terzo capitolo. Il riferimento va al piacere di guida e alla scalabilità del livello di sfida. Playground è riuscita nella non banale missione di trovare il giusto equilibrio tra questi due cruciali aspetti e la natura ancora più arcade di questa espansione. Il fatto che si corra su piste di plastica spesso (non sempre) circondate da due sponde non vuol dire che si possa semplicemente tenere sempre pigiato a fondo l’acceleratore; così come si deve essere certi di avere velocità sufficiente per affrontare un giro della morte, è necessario anche impostare bene le curve, dosare con attenzione il gas e controllare le frenate per evitare che, ad esempio, i forti cambi di pendenza finiscano per farci andare ad impattare perdendo terreno dagli avversari o addirittura cadere di sotto. In pratica il piacere di guida rimane immutato, così come il livello di sfida. Il contesto irreale, infatti, non compromette in alcun modo la scalabilità della sfida che, grazie agli interventi sugli aiuti e sul livello di abilità dei drivatar, permette ancora di cucirsi addosso l’esperienza di gioco; vincere una gara può essere più impegnativo del previsto.

Il prezzo non è proprio contenuto ma di contro l’espansione è molto corposa a livello di contenuti ed è in grado di intrattenere per svariate ore anche dopo aver raggiunto e superato il super adrenalinico evento finale. Complessivamente si contano 29 obiettivi per un totale di 500 punti, oltre 140 strade da percorrere, 10 nuove vetture provenienti dal folle mondo delle Hot Wheels (di cui una è un gioiello dimenticato da scovare), e una moltitudine di gare e sfide da compiere in single player o in multiplayer per accumulare le medaglie necessarie per avanzare nel gioco. Il sistema di avanzamento, al contrario del gioco originale e al pari di Blizzard Mountain, infatti non si basa sull’accumulo di fan ma sulla conquista di medaglie ottenibili sia tramite le gare sia compiendo le numerose sfide disseminate per la mappa di gioco. L’assegnazione delle medaglie avviene tramite obiettivi posti a livelli diversi il che porta in dote una notevole dose di rigiocabilità.

Il DLC, come nel gioco principale, continua a proporre la possibilità di creare i propri eventi.  Il sistema Blueprint, con il quale il giocatore può modificare il tracciato degli eventi, è presente ma ha cambiato nome diventando Stunt Swap. In pratica consente solamente di scambiare alcuni segmenti del tracciato con altri stunt disponibili. Se da una parte tale scelta è comprensibile, dall’altra dispiace vedere un editor delle acrobazie solo abbozzato anche perché stride un po’ con la flessibilità e componibilità delle piste Hot Wheels.

Questo limite dell’editor e qualche sporadico scatto durante le accelerazioni più folli sono, di fatto, gli unici veri nei riscontrabili che, però, non riescono neanche lontanamente a ledere la grande qualità dell’offerta videoludica messa in campo da Playground Games. Forza Horizon 3: Hot Wheels è un’espansione assolutamente ben riuscita e in grado di introdurre nella serie nuove e adrenaliniche soluzioni di gameplay senza, però, snaturare il piacere di guida e il livello di sfida tipici di ogni Forza.

Voto complessivo: 9.5

Pro:
Perfetto equilibrio tra contesto “giocattoloso” e piacere di guida

Scalabilità del livello di sfida immutato nonostante le nuove soluzioni di gameplay

Track design spettacolare e in linea con la “follia” Hot Wheels

Molto corposo a livello di contenuti …

Contro:
… ma ad un prezzo non proprio accessibile

L’editor degli stunt solo abbozzato

Qualche sporadico scatto nelle accelerazioni più folli