Ghostrunner – Recensione

“Un’Action in prima persona dannatamente impegnativo, ma allo stesso modo appagante”

Una torre super tecnologica, un cyber ninja assetato di vendetta e una realtà post apocalittica dalle tinte cyberpunk, sono queste le basi per Ghostrunner, il nuovo action-game in prima persona sviluppato dal team di One More Level con il supporto di Slipgate6 e 3D Realms e del publisher 505 Games.

Con un tasso di mortalità davvero elevato, un senso di sfida stimolante e una ri-giocabilità continua che spinge il giocatore a superare i propri limiti, Ghostrunner vi terrà impegnati parecchio tempo davanti al vostro schermo.

Nei panni di un cyber guerriero, il Ghostrunner n°74 (esatto ne sono passati 73 prima di noi), uno spietato ninja che non ha più ricordi del suo passato, saremo condotti da una voce misteriosa in una missione di salvataggio all’interno della Dharma Tower, un’imponente torre futuristica che racchiude al suo interno gli ultimi esponenti del genere umano.

Una volta liberata l’entità virtuale dell’Architetto, la voce che ci guidava ad inizio gioco, veniamo a scoprire alcuni dettagli dalla nostra ultima missione, che consisteva appunto nella protezione dell’ormai defunto creatore della torre (l’Architetto) dai suoi nemici, ovvero Mara, un’ex collega dell’architetto e causa della sua morte, che ora si è impossessata della torre e la governa sopprimendo la popolazione.

Dopo essere stato recuperato ai piedi della torre e rimesso in funzione da un gruppo di ribelli chiamato “Scalatori” il nostro guerriero dovrà quindi avventurarsi all’interno della torre per raggiungere ed affrontare Mara, ora conosciuta da tutti come la “KeyMaster”, la Custode di Chiavi.

La narrativa del gioco del team polacco, non è certo niente di trascendentale, ma è comunque ben sviluppata e soprattutto ben amalgamata al gameplay introducendo soluzioni interessanti come il cybervuoto, una sorta di “realtà virtuale” dove il nostro protagonista potrà venire a capo di alcuni elementi della trama e sbloccare nuove abilità.

Senza ombra di dubbio il cuore pulsante di Ghostrunner è il suo gameplay, un mix perfettamente riuscito di parkour alla Mirror Edge, di fendenti all’arma bianca che ricordano da vicino quello visto in Shadow Warrior ed una spruzzatina dell’oramai immancabile “Bullet Time”, il tutto condito da una salsa speciale fatta di tantissime morti.

Già, basterà davvero poco per vedere comparire sullo schermo la scritta Game Over, un salto errato o un colpo non schivato di un nemico (esatto ne basta solo uno) per perire e dover ricominciare tutto dall’ultimo check-point.

Tutto questo però, al contrario di quanto si possa pensare non si rivela frustrante, ma al contrario è davvero molto stimolante, è uno di quei classici giochi dove nonostante continui imperterrito a morire, pensi “questa è l’ultima volta e poi smetto”, insomma Ghostrunner vi farà di certo consumare energie e il tasto “Y”, quello utile per continuare la partita dopo morto.

Salti, fendenti, schivate queste sono grossomodo le azioni che il nostro Ghostrunner dovrà compiere per superare gli ostacoli ed arrivare in fondo alla torre. Ogni azione dovrà essere calibrata a dovere studiando il da farsi e quale abilità utilizzare, il nostro Ninja futuristico ad esempio sarà potrà decidere durante un salto di rallentare il tempo per un breve periodo così da poter schivare i colpi dei nemici e scagliarsi con un fendente su di loro.

Ma non solo potremo utilizzare degli shuriken dalla durata limitata, generare un’onda d’urto che atterra i nemici, oppure utilizzare la capacità di deviare e respingere i proiettili, a patto però di compiere quest’azione con il giusto tempismo.

Insomma man mano che procederemo avremo la possibilità di incrementare le nostre abilità aprendoci così un ventaglio di soluzioni davvero enorme, tutto questo però tenendo conto che non potremo abusare di queste abilità, perché vanno caricate attraverso le uccisioni dei nemici e che il gioco ci permette di superare il livello in tantissimi modi alternativi.

Oltre alle tecniche speciali di cui vi parlavo prima esiste anche un’albero delle abilità o meglio un sistema di upgrade chiamato Subsystems Calibration Panel.

Si tratta di una griglia composta da trentasei slot quadrati da poter riempire con i vari potenziamenti che sbloccheremo nel corso della partita, alcuni slot saranno fissi e fingeranno un po’ da ostacolo nella composizione delle abilità del nostro super guerriero.

Ghostrunner ha un’impatto visivo di tutto rispetto, merito anche del sapiente utilizzo dell’Unreal Engine 4 ed una fluidità davvero impeccabile, che rendono l’esperienza di gioco ancora più piacevole.

L’art design riesce a dipingere un mondo Cyberpunk realistico è perfettamente in tema con la produzione, malgrado ciò viene un pò rovinato dal riciclo di svariati elementi che unito alla poca diversificazione dei nemici possono, alla lunga, stancare e portare a noia.

Di tutt’altro livello il doppiaggio in lingua inglese, davvero perfetto, e la strabiliante colonna sonora con marcate sonorità elettroniche curata dall’artista danese Daniel Alexandrovich che vi infonderà ancora più energia e voglia di superare i livelli ed arrivare al cospetto della KeyMaster.

Pro

  • Gameplay adrenalinico e soddisfacente
  • Moltepicità di approccio ai livelli
  • Colonna Sonora eccezionale

Contro

  • Art desing non sempre ottimale
  • Alcune fasi sono esageratamente difficili
  • Inquadrature del personaggio troppo bassa