Glass Masquerade 2 Illusions recensione review nintendo switch giochi games paladins nindies indie

Ammettiamolo, quanti di voi hanno fatto un puzzle negli ultimi anni? Probabilmente in pochi, e io stesso faccio parte di questo vasto gruppo di persone che si sono come dimenticate di quanto possa essere rilassante e al contempo appagante unire tutti quei micro pezzettini per raggiungere lo stesso risultato visto sulla copertina della scatola.

Le nostre vite sono sempre più frenetiche e il tempo per rallentare è sempre meno, ma fortunatamente grazie al team Onyx Lute e al publisher Digerati, potremo riscoprire quel piacere, seduti comodi sul divano di casa utilizzando la nostra amata Nintendo Switch. Il gioco in questione è Glass Masquerade 2: Illusions, secondo capitolo della serie Glass Masquerade.

In Glass Masquerade i puzzle non sono proprio come li conosciamo.

Il digitale permette di creare cose impensabili, quindi abbandonate l’idea di pezzetti di cartone più o meno grandi da unire con il giusto incastro, e pensate invece a delle colorate composizioni in vetro, tipo quelle delle vetrate che possiamo vedere in molte chiese del nostro paese.

Nel primo capitolo i pezzetti di vetro servivano a comporre i quadranti di orologi, ognuno con un proprio disegno legato al paese di origine visualizzato sulla mappa, mentre in GM2:I andremo a comporre delle vere e proprie vetrate circolari, con all’interno immagini ben più complesse e articolate, dai toni fantastici e sognanti, unendo il fantasy con l’art déco.

La parte più diversa e complessa di questi puzzles risiede proprio nella forma stessa dei pezzi, e della totale mancanza di una figura di riferimento su cui basarsi.

Nella schermata di gioco infatti avremo il nostro puzzle tondo in mezzo allo schermo, e attorno ad esso avremo due corone circolari con all’interno i vari pezzi da scegliere. Si parte sempre da quelli evidenziati in rosso, che andranno posizionati in determinati parti agli estremi della circonferenza di base, e mano a mano dovremo trovare gli incastri giusti per procedere nella risoluzione.

Non avendo una figura di riferimento sarà difficile capire dove si va a parare, inoltre inizialmente i pezzi si presentano neri, senza avere quindi un rimando cromatico immediato che ci possa consigliare pezzi adiacenti a quelli già piazzati.

Sarà importante quindi analizzare le forme e gli incastri dei pezzi prima di tutto, che una volta selezionati mostreranno comunque anche la parte colorata, anche se di poco aiuto non sapendo cosa stiamo creando.

Selezionando il pezzo che ci serve, questo si girerà in automatico nella posizione in cui dovrà essere posizionato, se state giocando in modalità normale, altrimenti selezionando la difficoltà più elevata toccherà a voi trovare anche il giusto orientamento del pezzo, rendendo il tutto ancor più ostico.

Dopo i primi livelli ho adottato subito la modalità più complessa, per dare quel pizzico di difficoltà in più al gioco, per paura di poter terminare il tutto con troppa fretta, ma devo dire che in entrambe le modalità i livelli danno sempre delle belle sensazioni di sfida e difficilmente completerete un puzzle in una manciata di minuti, anche nelle prime fasi caratterizzate da un numero di pezzi più esiguo.

I livelli da completare sono 31, con una difficoltà via via crescente, arrivando nelle fasi finali con livelli che sfiorano un centinaio di pezzi. Inoltre potrete decidere di completare un puzzle con il vostro ritmo, oppure attivando un timer così da tenere d’occhio la propria prestazione di completamento, rendendo il tutto un po’ più competitivo.

Tutto questo viene accompagnato da un comparto sonoro che si adatta perfettamente al mood del gioco, accompagnando il giocatore con melodie composte da Nikita Sevalnev che risultano rilassanti e ben realizzate, anche se la loro natura un po’ ripetitiva potrebbe stancare alla lunga.

Gli effetti sonori sono altrettanto buoni, e meno male data la natura del gioco. L’atto di prendere i pezzetti di vetro e di applicarli sul “piano di lavoro” è impreziosito da un’effettistica che restituisce ottime sensazioni.

Un ultimo appunto sui comandi, che risultano ben fatti e comodi, anche se selezionare ogni singolo pezzo tra i tanti disponibile non è sempre immediato, specialmente nei livelli più complessi.

Sicuramente la controparte su pc è molto più godibile da questo punto di vista, ma c’è da dire che si può tranquillamente utilizzare il touch della console Nintendo, ovviando al problema sebbene anche in questo caso non manca qualche difetto.

Il funzionamento è ottimo e senza sbavature, ma una volta scelto il pezzo, questo rimane coperto dal dito e talvolta crea qualche difficoltà nel capire la giusta posizione.

Altamente consigliato non solo agli amanti dei puzzle ma anche a chi ha voglia di staccare un po’ dai soliti giochi corri-e-spara e concedersi un po’ di relax ricostruendo immagini molto belle.

Title Here

Pro

  • Bello da vedere
  • Rilassante
  • Buon numero di contenuti

Contro

  • Comandi precisi ma un po’ scomodi
  • Colonna sonora adatta, ma ripetitiva