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Rollcage. A molti di voi questo nome non dirà nulla di particolare, ma coloro che hanno vissuto gli anni 90 si ricorderanno di questo titolo arcade uscito su Play Station e successivamente trasportato anche su Windows. Rappresentava la controparte “terrestre” di Wipeout, che invece aveva solo navicelle spaziali, e non a caso venivano distribuiti dallo stesso publisher.

Oggi i ragazzi di Caged Element ci portano GRIP: Combat Racing, un gioco che attinge a piene mani dal mondo di Rollcage, ma lo arricchisce di tanti contenuti, e di una veste grafica al passo con i tempi sfruttando le potenzialità dell’Unreal Engine 4.

Ma che cos’è esattamente Grip? Possiamo definirlo un combat racing arcade, che strizza l’occhio hai giochi di kart come quello del mitico Mario. La particolarità rispetto ai titoli di questo genere risiede però nel design dei mezzi e delle piste. Infatti le nostre vetture sembrano le auto telecomandate che tutti conosciamo, capaci di rimbalzare e capovolgersi su ogni terreno, ma sempre in grado di ripartire per la prossima evoluzione.

Le auto di Grip, proprio come in Rollcage, hanno la possibilità di avanzare anche una volta capovolte, grazie ad una scocca sottilissima rispetto alla dimensione delle ruote.

Auto di questo tipo hanno bisogno di tracciati adatti. Non a caso rappresentano l’altra grande particolarità del gioco, essendo progettati per permettere di compiere evoluzioni aeree alle nostre auto, ma anche di correre sulle pareti e sul soffitto, aprendoci una variegata scelta di possibilità una volta in gara, con l’unico obiettivo di battere i nostri avversari.

Abbiamo definito Grip come un combat racing arcade. La componente di combattimento prende spunto da titoli classici come Mario Kart, o l’indimenticato Blur di Bizzare Creations, mettendoci a disposizione vari power ups lungo le piste, che daranno accesso ad un buon numero di strumenti per sconfiggere l’avversario di turno. Non manca proprio nulla: missili a ricerca, mitragliatrici, turbo, scudi e altri gingilli vari.

Le piste a nostra disposizione saranno in totale 22, divise in 4 pianeti principali, ognuno dei quali presenta un’ambientazione caratteristica e unica. I mezzi invece sono 15, sbloccabili mano a mano che cresce il nostro livello giocatore, così come si sbloccano progressivamente le numerose modifiche estetiche, che non vanno comunque a incidere sulle prestazioni del veicolo. Potremo personalizzare i colori base, aggiungere vinili e modificare gomme e cerchi per creare il veicolo che più ci rappresenta.

Le case costruttrici sono cinque (Terra, Cygon, Vintek, Pariah e Nyvoss) e ognuna di esse dispone di tre veicoli, diversi nelle caratteristiche di base: le Speedster sono agili e leggere ma offrono una velocità massima inferiore, le Tank sono le più veloci ma anche pesanti e con meno aderenza, e infine le Aggressor, che sono la via di mezzo rispetto alle altre due tipologie.

Il cuore del gioco è la modalità campagna, basata su 11 livelli principali, ognuno dei quali suddiviso in vari tornei da più gare ciascuno. Il livello di difficoltà dell’IA e della guida si alza mano a mano che si avanza nella campagna, così da far crescere il giocatore in maniera graduale. All’inizio infatti faremo gare con un numero ridotto di avversari e power up, per poi arrivare ad utilizzare tutto il meglio che possa offrire il nostro arsenale.

L’intelligenza artificiale risulta abbastanza consistente, ed è presente un effetto elastico che però non mina il divertimento di gioco (a differenza di altre produzioni che utilizzavano questo stratagemma per allungare la minestra…), anzi, permette di essere sempre immersi nell’azione, ma eventualmente può essere escluso nelle impostazioni.

La gestione della telecamera era l’aspetto che più mi incuriosiva prima di provare il gioco. Data la possibilità di compiere giravolte e cambiare repentinamente la prospettiva di gioco, avevo paura che potesse creare non pochi problemi durante il gameplay, invece è stata gestita incredibilmente bene, e solo raramente ci ritroveremo spaesati sulla pista a seguito di un evoluzione andata male o semplicemente durante un capovolgimento dato dalle traiettorie scelte.

Mettendo da parte la campagna, avremo modo di competere in multiplayer online fino a 10 giocatori, oppure in split screen per un massimo di 4 giocatori. Altrimenti se volete giocare in solitaria potrete scegliere una delle modalità singole presenti nella sezione apposita.

Si va dalle semplici competizioni, declinate in gare semplici, a eliminazione, a tempo, per massimo numero di distruzioni a danno degli avversari, alle gare in arena, dei veri e propri deathmatch. Infine una simpatica modalità “carkour”, ossia la sistesi del mondo parkour con le auto, dove verranno messe alla prova le nostre skills, effettuando acrobazie e raccogliendo collezionabili.

Il gameplay è semplice e intuitivo, e sebbene sia presente un tutorial all’inizio della carriera, non sarà difficile prendere la mano con i mezzi futuristici di Grip. Le auto sono particolarmente reattive a velocità ridotte, ma una volta in velocità si controllano senza fatica e con una certa precisione.

Gli slot disponibili per equipaggiare i power ups sono due, e si attivano con il tocco dei pulsanti dorsali del gamepad. Controllo semplice ed intuitivo quindi, che vi catapulta direttamente nel gameplay, ma andando avanti con la difficoltà ci vorranno dei riflessi fulminei, e il livello di sfida vi darà del filo da torcere!

L’aspetto grafico è curato e mostra degli scorci niente male. I modelli sono ben realizzati e originali, mentre alcuni tracciati li ho trovati un po’ spogli rispetto ad altri. Per quanto riguarda il comparto sonoro non ci si può lamentare. Certo, Rollcage aveva dietro nomi importanti come Fat Boy Slim, ma anche Grip non è da meno grazie ad una playlist di 24 brani messa a punto da Hospital Records, già presente come stazione radio nella serie Forza Horizon, con pezzi drum and bass davvero goduriosi.

Tirando le somme, Grip è un ottimo arcade, che rende onore al titolo a cui si ispira. Il senso di velocità trasmesso, specie ai livelli di difficoltà più alti, è qualcosa di incredibile, a cui bisogna necessariamente abituarsi. Inoltre lo stile di gioco porta una ventata di freschezza e originalità in un settore che ultimamente risulta sempre più uniforme.

Inoltre viene offerto ad un prezzo budget, ma allo stesso tempo porta con sé molti contenuti, e non bisogna dimenticare che i possessori di Xbox Game Pass potranno giocarlo direttamente il giorno di uscita, come annunciato pochi giorni fa.

Tutti gli amanti dei racing arcade non devono farselo scappare. Gli altri dovrebbero almeno concedergli una prova su strada, non se ne pentiranno.

thumbs-up-icon
Pro
  • Buon numero di contenuti
  • L’originalità
  • Gameplay veloce e frenetico come pochi…
thumbs-down-icon
Contro
  • La telecamera a volte fatica a reggere il passo del gameplay
  • Alcuni tracciati sono meno interessanti rispetto ad altri
  • …e richiede ottimi riflessi!
RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
8.0
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Product and graphic designer. Amateur photographer, freeride and downhill rider, cars and bikes lover. • PFB Design

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