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Una principessa viene rapita. Un maldestro cavaliere decide di mettersi in viaggio per salvarla. Per farlo dovrà affrontare un viaggio ricco di sorprese, mistero, magia, suspense e tanta, tanta comicità.

Guard Duty, punta e clicca sviluppato da Sick Chicken Studios arriva su console grazie a Ratalaika Games.

“Tondbert, fedele guardia del castello di Wrinklewood, ha fatto un pasticcio. Durante il suo turno di guardia all’ingresso della città, ubriaco, si è fatto convincere ed ha permesso ad un’umo misterioso di entrare in città. Quest’uomo, del quale se ne ignora l’identità, ha rapito la principessa. Mille anni dopo, l’umanità rischia di venire spazzata via da una forza oscura e malvagia. L’agente Starborn sta cercando il modo di sconfiggere questa forza oscura che esiste da secoli e porre così la parola fine ad una battaglia cominciati anni fa.”

Come e perché si sono intrecciati i destini di questi due personaggi? A voi scoprirlo.

Le premesse per un buon titolo ci sono, eccome. Purtroppo però qualcosa non funziona come dovrebbe. Scopriamolo insieme.

Guard Duty è un classico punta e clicca dalla grafica a pixel che non aggiunge nulla alla meccanica del genere proposto. La storia si svolge in due universi diversi: il primo nel medioevo. Il secondo mille anni dopo, nel futuro.

Medioevo(Ovvero dove si svolge la maggior parte del gioco)

Tondbert, l’anti eroe. Il personaggio che andremo a controllore per la maggior parte della durata di questo racconto.

L’uomo sbagliato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Dopo una notte brava sul posto di lavoro si risveglia, nella sua stanza situata in cima alla torre del castello, senza avere la minima idea di cos’è accaduto qualche ora prima. Purtroppo questa sua negligenza lavorativa scatena una serie di eventi “drammatici” che scombussolano il regno e, come si vedrà poi, il futuro dell’umanità.

Una volta trovato il modo di uscire (la botola della sua stanza è chiusa a chiave) viene punto dalle api. Il primo vostro compito sarà quello di trovare il modo di farlo tornare con una faccia decente così che, sia i colleghi che i cittadini, lo riconoscano, lo prendano sul serio e la storia vera e propria prenda piede.

La ricerca degli oggetti ha inizio e, come ogni buon punta e clicca ci insegna: azione corrisponde a reazione che permette di proseguire nella storia narrata. Ci troveremo così davanti ad enigmi più o meno riusciti, indovinelli da risolvere ed indagini da portare a termine.

A venirci incontro in quest’avventura c’è un sistema “intelligente” di compendio che, tramite un elenco integrato di cose da fare, ci permette di non perderci e di riuscire  sempre, ed in poco tempo, a cavarcela in tutte le situazioni grazie anche ad un inventario ben organizzato. Poi è ovvio che ci vuole anche tanta intuizione per capire come fare a risolvere gli enigmi.

I due terzi del gioco si svolgono qui, nel medioevo, con la prima parte caratterizzata dal ritmo  in crescendo grazie alla sensazione di scoperta ed al susseguirsi di vicende più o meno importanti all’interno della cittadina. La parte centrale invece, ambientata all’esterno delle mura, è un po’ noiosa e spezza non poco il ritmo di gioco.

Futuro: Neo London 2074.

A risollevare di nuovo il ritmo di gioco ci pensa l’ultima parte dell’avventura ambientata in questa città futuristica dai colori cupi e cinematografici. Piena di citazioni al panorama videoludico, una su tutte: il codec di Metal Gear Solid.

In questa parte dell’avventura viene abbandonato l’uso dell’inventario dando così una scossa al ritmo di gioco rendendolo molto meno statico ed un filo più originale. A rovinare in parte quest’atmosfera, a differenza della prima parte che è leggermente più complicata ed ispirata per quanto ne concerne gli enigmi, è la semplicità e la sensazione di “autorisoluzione” degli ultimi passaggi di gioco. Dando molto spesso la sensazione di essere degli spettatori e non dei giocatori. 

La visita a Neo London dura davvero poco, giusto il tempo di un caffè ed ecco i titoli di coda. Peccato.

Comparto tecnico

Il gioco vanta oltre 6000 righe di dialoghi, pieni di sarcasmo, battute, humor nero ed anche indizi.

Musicalmente ha una buonissima colonna sonora perfetta in ogni occasione. Quella musichetta nella prima parte di gioco poi… ti si pianta in testa ed è dura da rimuovere!

La versione Nintendo switch del gioco è compatibile con il touch screen e con i sensori di movimento (potrete quindi spostare il cursore sullo schermo muovendo il Joy Con destro) un sistema molto comodo vista la meccanica di gioco del titolo.

Nessuna differenza riscontrata tra la modalità portatile e quella TV se non appunto l’uso dei sensori di movimento che, in modalità portatile, non si possono usare (ma potete utilizzare il touch screen).

Non è tutto oro quel che luccica.

Se la storia in se è carina ed è praticamente una favola a tutti gli effetti, se il comparto tecnico e quello sonoro sono buoni, il gioco presenta una caratteristica negativa da non sottovalutare e cioè: tanti, troppi momenti riempitivi. La seconda parte del gioco che poteva essere un pochino più complicata perché oltre che lunga perché così… sembra un riempitivo.

Purtroppo capita spesso, durante l’avventura, di trovarsi di fronte a passaggi che, se anche non affrontati, non cambiano affatto lo sviluppo della storia e fanno soltanto perdere tempo (oltre che innervosire)il giocatore.

Un piccolo esempio è la bottega in paese (prima parte di gioco): in pratica non potete comprarci niente anche se dai dialoghi con la commessa questo non traspare. Andare o non andare poi non cambia praticamente nulla. Non otterrete informazioni valide, non otterrete oggetti, non otterrete nulla se non perdere del tempo.

A parte questa piccola nota negativa, il gioco è ben realizzato e si fa giocare. Ultima cosa molto importante: il gioco NON contiene la lingua italiana.

Per concludere

Guard Duty è un classico punta e clicca. Ha un bel design fatto di pixel art creata a mano con più di centinaia di animazioni dettagliate, una buonissima interpretazione da parte degli attori che danno voce ai personaggi ed una buonissima dose di buon umore.

Tutte ciò vi accompagnerà nelle circa sei ore di gioco che servono (minimo) per completare questa storia.

Title Here

Pro

  • Storia
  • Musiche
  • Narrazione
  • Uso Touch Screen e Sensori Movimento

Contro

  • Riempitivi di troppo
  • Longevità
  • Assenza lingua italiana