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C’era una volta la vecchia scuola di arcade sparatutto coi suoi personaggi “duri a morire”, storie interessanti da raccontare, classifiche da scalare per dimostrare di essere dei tosti da sala giochi, meccaniche e grafiche innovative.

Grazie al panorama indie, molti generi “vecchia scuola” stando rivivendo una nuova giovinezza. Non sempre però le copie che arrivano nei negozi digitali, se non addirittura in quelli reali sotto formato fisico, sono giochi ben riusciti e degni di nota.

Questo è il caso di Gun Crazy, creato da Ritual Games e portato su console da Ratalika Games, un omaggio alla vecchia scuola degli arcade sparatutto a scorrimento orizzontale, che ha il pregio di essere noioso.

Trama: “Diventa la donna più accanita delle forze di polizia. Elimina i robot che minacciano la terra”. Come si può vedere già dalla trama questo è a tutti gli effetti un Gioco Sbrigativo. Questa è la sensazione che si prova sin dalle primissime battute di gioco. Dopo diverse partite la sensazione diviene, tristemente, realtà.

Livelli cortissimi

Nemmeno il tempo di capire come si gioca che già ci si trova davanti al primo boss. E sarà così per tutti gli atri livelli.

Gli stage sono in tutto quattro. Realizzati in stile retro e dalla grafica in pixel art, con all’interno qualche elemento platform inserito più per bellezza che per difficoltà/utilità.

Nemmeno il tempo di capire come si gioca che già ci si trova davanti al primo boss, dicevo. Caratteristica o difetto? Non saprei nemmeno io dare una risposta. Tutti i livelli all’interno del gioco sembrano bozze. Una manciata di minuti e si è arrivati alla fine dello stage.

Da questo  se ne deduce sin da subito che l’esperienza di gioco sarà breve. Sembra quasi che chi ha realizzato il gioco abbia voluto mascherare la mancanza di idee affidandosi alla pochissima longevità del titolo.

Tutorial abbozzato e talmente striminzito che addirittura si “dimentica” di segnalarci che il nostro personaggio può effettuare un doppio salto sin dall’inizio del gioco. Per non parlare della totale assenza di spiegazione sul fatto che la schivata permette di guadagnare munizioni.Tanto per citare due esempi a caso.

Giocabilità ostica: come già si intuisce dell’impostazione del tutorial, la vera difficoltà di questo gioco sono i comandi più che il gioco stesso (!). Pochi e facili da ricordare (un tasto per sparare, uno per saltare, uno per schivare ed uno per rimanere fermi sul posto) eppure ci si trova ad affrontare situazioni sulla carta semplici rese difficili da un gameplay abbozzato e macchinoso. La schivata funziona una volta si e tre e no. Il rimanere fermi sul posto per sparare a 180° è pressoché inutile. Un caos!

Difficoltà di gioco altalenante

Inesistente la curva di difficoltà di gioco, si passa da un livello e boss abbordabile a uno decisamente più ostico senza un nesso logico. Un piccolo esempio? il primo livello è molto più difficile del terzo.

Dettagli lasciati al caso

La barra dell’energia della protagonista sembra scendere in modo casuale quando viene colpita. Le armi “potenziate” che si raccolgono strada facendo hanno una durata di munizioni casuali e si consumano talmente rapidamente che è quasi inutile prenderle. Il punteggio viene conteggiato ad ogni uccisione ai danni dei nemici ma, non essendoci nemmeno una classifica interna al gioco o un recupero vita arrivati ad una certa cifra, è anche lui inutile.

Localizzazione: non è presente la lingua italiana purtroppo.

 

Non ci sono solo difetti

Gun Crazy al suo interno presenta alcune citazioni carine a titoli storici del panorama arcade. Una che ho apprezzato particolarmente è il livello dove viene citato spudoratamente, PANG!.

Interessanti anche le musiche ed i colori del gioco.

Musica davvero azzeccata in stile arcade 16 bit (Famicom per intenderci). Anche i colori non solo male. Le palette prediligono colori accesi dando così un poco di luce e vita ad un gioco riuscito, forse, a metà.

Sul fronte tecnico per fortuna non presenta nessun calo di frame sia in modalità portatile che in quella TV si comporta bene purtroppo non supporta la vibrazione dei Joy-Con e il touch screen.

Conclusione

Gun Crazy avrebbe dovuto essere un omaggio ai titoli vecchia scuola arcade. Invece ne ha racchiuso molti dei difetti di quei giochi dell’epoca alla quale si ispira.

Troppe cose sono state lasciate al caso o fatte perché “andavano fatte”. Questo ha penalizzato molto un titolo che avrebbe, per lo meno, fatto divertire il giocatore. Purtroppo è risultato un titolo “riempitivo”, anonimo e nulla più.

Pro

  • musiche
  • citazioni ai giochi dell’epoca
  • prezzo

Contro

  • Ripetitività
  • Longevità
  • Giocabilità
  • Tutorial