GUNPIG: Firepower For Hire – Recensione Nintendo Switch

Il Publisher Flynn’s Arcade ed il team di sviluppo  LaPointe Joints hanno rilasciato oggi per Nintendo Switch e Steam lo shmup 2D GUNPIG: FIREPOWER FOR HIRE. Il porting per la console di Kyoto è stato curato da Gone Mad Studios.

GUNPIG è un frenetico sparatutto a doppia levetta in stile arcade con un sistema di cambio rapido delle armi, livelli bonus e oggetti collezionabili nascosti! Disperazione garantita. Per maggiori dettagli sulle caratteristiche principali di questo titolo, vi lascio il link alla news. A questo punto, andiamo a leggere, qual è stata la mia esperienza con GUNPIG.

Trama

Il protagonista Bax Torpini, è un simpatico e determinato maialino mercenario, che lavora nel controllo dei parassiti. Il suo compito è di disinfestare la stazione spaziale da questi esseri alieni. Per fare piazza pulita, Bax pilota una piccola navicella spaziale, dotata di una potenza di fuoco non indifferente.

Può sparare raggi laser e altri proiettili di natura orto-frutticola come: mele, melanzane, arachidi, carote, etc.

Gameplay

GUNPIG: FIREPOWER FOR HIRE è uno sparatutto 2D, sci-fi, twin-stick shooter. La visuale è dall’alto e gli schemi a parte l’ultimo, sono in vista isometrica. Mi piace pensare che l’ultimo stage sia in omaggio al classico shooter a scorrimento verticale.

Lo scopo del gioco rientra nel classico per questo genere di shmup e cioè fare una “valanga” di punti e nel minor tempo possibile. Si deve ripulire la base spaziale dall’occupazione da mostriciattoli alieni e per completare lo stage, si dovrà affrontare il Boss di fine livello.

Una volta sconfitto, se non si raccoglie subito item fatto cadere, si ha la possibilità di girare per il livello alla ricerca di eventuali oggetti ancora da raccogliere. Diversamente, passare sopra l’oggetto rilasciato, determinerà il completamento dello stage.

Per pilotare la navicella del maialino Bax sarà necessario usare lo stick analogico sinistro del controller per spostarsi in tutte le direzioni (2D) e lo stick analogico destro si usa per direzionare lo sparo con una rotazione di 360°.

La navicella del porcellino è dotata di nove armi principali, convenzionali e non. Infatti, come ho scritto prima, oltre ad essere equipaggiata di raggi laser e armi tecnologiche standard, è anche in grado di sparare colpi di natura “BIO”, come arachidi, mele, carote, avocado, etc.

Ogni arma principale ha il suo pattern ed efficacia di fuoco ed è sempre in abbinamento con uno sparo secondario come: bombe, mine di prossimità, barriere laser, etc.

Per usare il fuoco principale, si usano i grilletti sinistro e destro (indifferente) e per lo sparo secondario si usano i tasti frontali R e L.

Rispetto al fuoco principale che è infinito, lo sparo secondario è limitato a soli due colpi per volta, dopodiché, prima di poterlo riutilizzare, si dovrà aspettare una manciata di secondi affinché la barra si ricarichi e poter riutilizzare l’arma secondaria.

Queste armi si trovano in dei punti determinati dello stage e per raccoglierle è sufficiente passarci sopra. In questo modo si ha la totale libertà di provare tutte le armi e utilizzare quella più congeniale rispetto al tipo di approccio che ognuno di noi ha.

La peculiarità di questo titolo è che non ci si trova fuori nello spazio a combattere ma all’interno di una stazione spaziale. Questa caratteristica, ci porta a fare un minimo di esplorazione, come se percorressimo un dungeon, niente di tetro e oscuro, sia chiaro.

In ogni livello ci sono aree nascoste dove si possono trovare bonus per incrementare il punteggio, oggetti collezionabili come le cards e segreti.

Le carte collezionabili sono tutte illustrazioni fatte da artisti individuali del calibro di Charles Brubaker (Fuzzy Princess), Troy Little (PowerPuff Girls for IDW) e Newgrounds legend David C. Lovelace. Infine, ogni livello ha uno o due segreti da trovare.

Un’altra caratteristica risiede nel fatto che per com’è conformato il livello, si può decidere di andare direttamente allo scontro finale, ignorando ed evitando tutti i nemici, che provano a ostacolare il nostro percorso. Va da se che questo tipo di giocata non farà guadagnare moltissimi punti.

Il sistema di salvataggio è automatico. Se si è stati annientati si potrà ricominciare il livello con il punteggio azzerato. Se si esce dal gioco invece, si ricomincerà dal primo stage. Nessun problema da questo punto di vista, se considero che sono solo otto i livelli, compresi due stage bonus, dove si devono raccogliere un determinato numero di barili o di cards, entro un determinato tempo.

GUNPIG ha quasi tutti gli ingredienti di uno shooter classico. Ogni nemico distrutto rilascia diversi power up che servono per ristabilire lo scudo della navicella (salute), acquisire velocità di movimento o rallentamento e anche aumentare la potenza di fuoco. Ancora, final fight con i Boss e infine, fare tanti e tanti punti.

Però gli manca un aspetto che caratterizza molto uno shmup secondo me, ed è il senso di sfida. Tutto il gioco ha una curva di difficoltà piatta che rasenta lo zero. Ad aggravare quest’aspetto è anche la mancanza di un’opzione per aumentare il livello di difficoltà. Questo gioco, è uno dei pochi casi dove avrei settato il livello a pro o hardcore ma non è presente appunto.

Altro aspetto negativo secondo me che va a scemare ancora di più il senso di sfida è la mancanza anche di una classifica online. E’ sempre bello vantarsi con gli amici del punteggio più alto e magari vedere il proprio gamertag svettare in cima alla classica mondiale.

Come forse si è capito il gameplay è facile e immediato. Sin dalle prime battute di gioco saremo in grado di pilotare la navicella di Bax, senza nessun tipo di difficoltà. Abbattere i parassiti alieni e i Boss finali non richiede particolari abilità con le levette analogiche e non richiede di avere una vista da falco. Evitare i proiettili sparati non è un’impresa da “lancia controller” contro il muro della stanza.

Grafica

Il comparto grafico è semplice e pulito. Non spicca in modo particolare il character design sia dei nemici sia del maialino mercenario. Così come il level design, non rimane particolarmente impresso. I colori non sono mai d’impatto e al neon, come magari siamo abituati a vedere per questo tipo di videogiochi ma sono di un delizioso pastello, che richiama molto una grafica “cartoonesca“. Gli effetti grafici li ho trovati carini invece, soprattutto la nuvoletta delle esplosioni che sembrano in cel shading.

Non avendo una grafica esplosiva con colori ultra-accesi e alcuni proiettili sostituiti con frutta e verdura, potrebbe catturare l’attenzione anche dei giovani gamer che stanno crescendo.

Audio

La soundtrack è diversa per ogni stage, offre un buon accompagnamento, esaltando l’azione a schermo.  Gli effetti sonori sono diversi per ogni arma equipaggiata e il suono cambia in base all’oggetto colpito, facendo percepire di quale materiale è fatto e la relativa resistenza agli spari.

Longevità

Per quanto riguarda l’aspetto della longevità, GUNPIG non offre molti spunti. Nonostante abbia dei segreti e degli oggetti collezionabili lo shmup di LaPointe Joints, si esaurisce in fretta. In un’oretta, si porta il maialino ai titoli di coda, gli otto stage, sono piccoli in realtà e si arriva al Boss con estrema rapidità. Solo la voglia di migliorare il proprio punteggio porta a ri-giocarci di tanto in tanto.

Comparto Tecnico

Diciamolo, GunPig non richiede chissà quali particolari risorse hardware per girare al meglio. Ho giocato questo titolo sulla console ibrida giapponese, non presenta nessun tipo di sbavatura, sia in modalità TV che in modalità handheld.

Non è possibile giocarlo con un solo joy-con, perché è twin stick, quindi ho si ha il controller PRO oppure si possono usare i due joy-con uniti tramite l’apposito stand.

Il motore grafico non mostra nessuna incertezza. I movimenti della navicella spaziale sono fluidi, così come i movimenti degli alieni invasori. Ho solo notato che i colpi sparati hanno una gittata “corta”.

Questo porta ad affrontare i nemici a distanze ravvicinate ma, come detto qualche riga in alto, non rappresenta nessuna difficoltà, tutti, dai più “skillati” ai neofiti degli shooter, riusciranno a vedere i titoli di coda.

Tutto è bilanciato verso il basso, dalla IA degli antagonisti al numero di colpi che si vedono a schermo.

Localizzazione

Il gioco non è localizzato in italiano, è solo presente l’inglese ma quest’aspetto non penalizza minimamente il lavoro fatto dai ragazzi di LaPointe Joints. L’unica cosa che parla sono le bocche di fuoco della navicella di Bax Torpini.

Conclusioni

GUNPIG: FIREPOWER FOR HIRE è uno shumup divertente, un classico nelle sue meccaniche di base, che si fa giocare tranquillamente e in modo spensierato, senza impegnare troppo i nostri riflessi e il nostro tempo a disposizione. Avendolo installato su Nintendo Switch, lo trovo perfetto per delle run “mordi e fuggi” in qualsiasi occasione noi ci troviamo, in casa e fuori.

Se preso a piccole dosi e non in maniera continua, è divertente, ma se si provano a fare sessioni più lunghe, l’assenza di senso di sfida, di difficoltà, di classifiche online e le brevità dell’azione in generale, porta il titolo a un’indubbia monotonia.

Ideale per chi si approccia la prima volta con titoli di questo genere e c’è da considerare che il costo non è proibitivo 4.99€ su eShop Nintendo e 3.99 per la versione PC (steam), potrebbe fare gola a tanti.

Pro

  • Divertente se gioato a piccole dosi
  • Facile e intuitivo
  • Mai frustrante
  • Tutti possono giocarlo, anche i più piccoli

Contro

  • Manca la sfida
  • Nessuna classifica online
  • Curva di difficoltà inesistente
  • Alla lunga diventa noioso

 

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RASSEGNA PANORAMICA
Voto complessivo
6.5
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GUNPIG: FIREPOWER FOR HIRE è uno shooter a doppia levetta in stile arcade, con visuale dall’alto. Il nostro compito è di ripulire la stazione spaziale dai parassiti alieni e lo faremo insieme al nostro alter ego digitale “Bax Torpini”, un simpatico e determinato maialino marrone, pilota espero di una navicella spaziale. Come per i classici di questo genere, lo scopo principale è fare tanti punti e collezionare le cards che sono nascoste nei vari livelli, che sono otto in totale. Sempre per rispettare la “tradizione”, per ogni fine livello è previsto un “Boss fight”. Per sconfiggere i mostriciattoli alieni, abbiamo a disposizione nove armi principali e tre secondarie. Ogni arma equipaggiata, ha le sue peculiarità, così come le armi secondarie hanno la loro, lasciando al giocatore la possibilità di scegliere l’arma che più si avvicina al proprio stile di gioco. Oltre sconfiggere i parassiti, ci sono aree nascoste per ogni livello e card da collezionare e bonus per ottenere più punti. Il livello di difficoltà è orientato verso il basso e il senso di sfida è poco percettibile. Non ci sono classifiche on-line, per un confronto diretto con tutti gli altri gamers. La grafica è semplice e pulita, i colori, mai forti o accesi al neon e ogni livello è caratterizzato, in modo da offrire scenari sempre diversi, anche se si è all’interno di una stazione spaziale. L’audio, accompagna bene i momenti di azione su schermo, dando la carica giusta per affrontare gli esseri alieni. GUNPIG si lascia giocare bene in modalità TV, i movimenti sono fluidi e non ha nessuna incertezza il motore grafico. Si gioca molto bene anche in handheld, ideale per partite “mordi e fuggi”. In fondo, completare gli otto stage non richiede molto tempo. Se preso a piccole dosi e non in maniera continua, risulta divertente e l’ho trovato ideale per chi si vuole approcciare la prima volta con titoli di questo genere, anche i videogiocatori più piccoli. gunpig-firepower-for-hire-recensione-nintendo-switch