Hellmut The Badass from Hell-recensione-review-nintendo-switch-games-paladins-nindies-indie

Il panorama degli sparatutto bullet storm ambientati all’interno di dungeons è sempre più popolato, ed è ormai difficile riuscire a introdurre delle novità nelle dinamiche di gioco.

Difficile ma non impossibile e i ragazzi di Volcani.cc ci sono riusciti. Parliamo di Hellmut: The Badass from Hell (che accorceremo in Hellmut da qui in avanti), primo gioco sviluppato dal piccolo team slovacco, che prende chiaramente ispirazione da titoli come Enter The Gungeon, non raggiungendo purtroppo lo stesso livello qualitativo, ma proponendo un gioco comunque di buon livello.

La trama serve solo a contestualizzare le azioni di gioco, come spesso accade con questo genere di giochi, e gira attorno al dottor Hellmut, che dopo tanti studi riesce ad aprire un varco per l’inferno, non tenendo conto delle possibili conseguenze.

Il Demonio infatti non è felice della cosa e lo “annienta”, lasciandolo un mero cumulo di ossa. Un altro demone degli inferi, l’occhio di Kara, rimasto divertito dall’accaduto, decide di dargli una possibilità per vendicarsi e gli fornisce la capacità di trasformarsi in altre creature per buttarsi nella mischia fino a raggiungere e sconfiggere il Demone.

Questo aspetto è la vera novità del titolo, ed effettivamente non si era visto niente di questo tipo nei titoli simili. Si parte sempre con il teschio, ma poi abbiamo a disposizione altre otto forme, ognuna della quali differisce non solo esteticamente, ma proprio nelle caratteristiche.

Alcune creature sono più grandi e forti, ma più lente nel movimento, sarà quindi più complesso schivare i proiettili, altri invece saranno incredibilmente veloci ma deboli quando si parla di punti vita.

Mano a mano che troviamo altre forme potremo alternarle durante la partita con un comodo menù radiale, e ogni creatura ha una propria barra di salute, quindi queste creature fungono anche da ulteriore vita extra.

Quando non avremo più creature a disposizione, o quando moriremo con il personaggio base, la partita termina, e potremo consultare le nostre performance sulle pagine di un libro.

Come tutti i roguelike è presente la permadeath, quindi una volta ottenuto il game over si riparte dall’inizio, consci di aver preso più confidenza con gioco e con i nemici da affrontare.

Per sbloccare nuove forme durante la partita dovremo portare a termine delle sfide a tempo che troveremo di tanto in tanto durante la sessione di gioco, e ci verranno fornite dall’occhio di Kara in cambio di cristalli blu, una valuta che cadrà dalle spoglie dei nemici insieme alle monete, che saranno necessarie per acquistare potenziamenti o cure quando troveremo i negozi.

L’introduzione di queste creature va a modificare un minimo il gameplay a causa delle caratteristiche di ogni mostro, ma soprattutto introduce una componente strategica agli scontri.

Dovremo valutare l’utilizzo dei personaggi più potenti nel momento giusto per non rischiare di perderli e non averli successivamente quando la loro presenza è necessaria, così come potremo scegliere di sacrificare qualche creatura meno potente.

Ogni personaggio dispone di una propria arma da fuoco, capace di sparare in modalità standard oppure con una modalità di fuoco speciale che ha bisogno di alcuni secondi per ricaricarsi così da poter essere riutilizzata.

Noterete fin da subito che alcune creature risulteranno assolutamente inutili rispetto ad altre a causa della loro scarsa potenza.

I personaggi non sono quindi molto equilibrati tra loro, nel senso che alcuni sono decisamente più interessanti e potenti di altri. Potrebbe essere una scelta voluta dagli sviluppatori, oppure no.

In ogni caso i personaggi non sono molti, e una miglior caratterizzazione avrebbe giovato maggiormente al titolo.

Un altro aspetto che mi ha fatto storcere il naso è l’aggiunta di ulteriori armi che si possono trovare durante le partite. Queste si affiancano a quelle che abbiamo in dotazione con il personaggio utilizzato, ma spesso non garantiscono potenza in più e poi non sono così tante. Questa aggiunta è una scelta che sinceramente non comprendo.

Probabilmente serve a mettere più carne sul fuoco così da avvicinarsi ai titoli simili, ma un’implementazione poco curata sfocia in tanto fumo e niente arrosto.

L’impatto grafico è più che buono, con una pixel art dai colori sgargianti e un frame rate sempre stabile, sebbene i dungeons siano piuttosto semplici e molto statici, e i modelli dei nemici e dei personaggi un po’ impastati e poco chiari.

Per essere un rogue like il tasso di sfida non è particolarmente elevato, specie imparando a gestire le proprie creature così da non rimanere a secco di vite. In tutti i roguelike disponibili la vita è una sola e va tenuta al sicuro, in Hellmut bisogna essere comunque attenti e cauti, ma sicuramente si ha meno tensione addosso.

Questo aspetto farà felici coloro che si affacciano a questo genere per la prima volta, mentre i giocatori più hardcore potrebbero storcere un po’ il naso e stufarsi presto.

Hellmut è un buon gioco, non privo di difetti, e con alcune scelte stilistiche e di gameplay che lasciano perplessi, ma per essere il primo titolo del team Volcanicc, e considerando le dimensioni del team, sicuramente il risultato è più che positivo.

I rimandi ad altri titoli del genere (primo tra tutti Enter The Gungeon) sono chiari ed evidenti, con l’aggiunta di alcune idee simpatiche e innovative. Allo stesso tempo alcuni elementi risultano poco amalgamati tra loro, e mancano tanti piccoli elementi che rendono la concorrenza decisamente superiore e con un’offerta più completa.

Mancano ad esempio alcune dinamiche di movimento più complesse, come una schivata, e un comparto multigiocatore locale sarebbe stato ben gradito. Buona la prima, ma sappiate che la fuori ci sono titoli ben superiori, per di più alla metà del prezzo.

Il nostro voto: 6.5

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Pro
  • Bella l’idea delle trasformazioni
  • Bella pixel art
  • Accessibile a tutti
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Contro
  • Costo elevato
  • Manca una modalità coop
  • I giocatori hardcore si stancheranno in fretta
RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
6.5
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