Hellpoint – Recensione Stadia

Un souls-like a tinte dark e fantascientifiche: queste sono le premesse con cui Cradle Games ci introduce al suo action RPG ‘Hellpoint’, pubblicato da tinyBuild.

Nato da una campagna Kickstarter durata ben due anni, il gioco vide la luce nel 2020 su console e pc, per poi approdare successivamente su Google Stadia e Switch a inizio 2021. Scopriamolo insieme in questa recensione della versione Stadia.

Cuore souls-like

Ci risvegliamo su quella che sembra essere una stazione spaziale semi-abbandonata, chiamata Irid Novo, privi di qualsivoglia equipaggiamento o conoscenza pregressa.

Dopo un tutorial piuttosto essenziale veniamo introdotti gradualmente (ma neanche troppo) al gameplay di gioco.

Per chi ha frequentato i titoli From Software in passato sarà impossibile non notare certe somiglianze, in particolare col primo capitolo della serie Dark Souls. Il combat system e l’interfaccia di gioco sono sicuramente più che ispirati, ma ciò non è necessariamente un male.

I “muri di nebbia” pre-boss fight dei Souls sono anche qui presenti, in veste grafica leggermente rivista.
Difficoltà

Affrontare le prime zone di gioco potrebbe far desistere i meno avvezzi al genere: alcuni nemici risulteranno estremamente letali e la morte è sempre dietro l’angolo. La difficoltà però, una volta superata la zona iniziale, risulta meglio calibrata e adatta anche a giocatori più casual.

Anche i boss che incontreremo non saranno estremamente ostici e dopo un paio di incontri i pattern di attacco inizieranno a essere prevedibili. Se ciò non bastasse comunque il gioco permette di affrontare il gioco in co-op locale o online e aumentare o diminuire la difficoltà delle varie zone tramite le Brecce, aperture nello spazio-tempo e versioni più suggestive dei falò del sopracitato Dark Souls.

Oltre a ciò, attivando una nuova Breccia potremo impostare un checkpoint, ripristinare la salute (ma non le cure), spendere gli Assioni conquistati in battaglia per potenziare abilità e parametri del personaggio e creare shortcut per viaggi rapidi.

Scovare le Brecce nascoste nella mappa sarà di vitale importanza all’interno del gioco.
Gameplay: tra esplorazione e combattimento

In quanto Progenie, creatura modellata tramite avanzate tecnologie di stampa, avremo l’incarico dal nostro creatore di indagare sugli eventi che hanno portato Irid Novo al suo attuale stato di decadimento.

Per fare ciò dovremo esplorare la nave a fondo, consultando i frammenti e indizi sparsi per la mappa. L’esplorazione sarà infatti il cuore del gioco, ancor più del combattimento. Seppur sia possibile ignorarla in parte, uccidendo qualsiasi cosa si muova a schermo e procedendo di boss in boss, si perderebbe in questo modo gran parte del loot e dei frammenti di trama.

Letteralmente ogni angolo della mappa potrebbe nascondere un accesso ad una zona segreta, per cui varrà sempre la pena tentare e dare un’occhiata.

Le varie zone della stazione spaziale si svilupperanno sia orizzontalmente che verticalmente.
Comparto tecnico

Tecnicamente il gioco non farà certo gridare al miracolo: le animazioni risultano a tratti legnose e il livello di dettaglio non è certamente quello di un tripla A, ma tutto sommato siamo su un livello più che accettabile considerando anche il prezzo dell’opera.

In compenso però l’architettura e le ambientazioni riusciranno sicuramente a lasciarvi di stucco in un paio di occasioni. Irid Novo combina uno stile dark e sci-fi che ben si sposa con la trama e permette al gioco di mantenere una propria anima e staccarsi in parte dal filone dei Souls.

Notevole anche l’utilizzo dell’illuminazione, che riesce a ricreare scorci suggestivi unendo tinte accese a paesaggi in penombra. Anche la varietà dei nemici è buona, si va da striscianti mostri deformi a più eleganti spadaccini alieni antropomorfi. Per quanto riguarda le boss fight, si poteva sicuramente fare di più: non risultano particolarmente ispirate e una volta superate non ci penserete più.

Prendetevi del tempo per ammirare i paesaggi ogni tanto, ne varrà la pena.
Rigiocabilità

Il gioco vi garantirà circa 15 ore completando la storia principale, che possono facilmente raddoppiare se andrete in cerca di zone segrete o preferirete dedicare del tempo allo sviluppo del personaggio.

Oltre ai classici attributi da RPG, si potranno infatti potenziare le statistiche legate ad armi corpo a corpo, armi da fuoco e catalizzatori, che se uniti ad abilità uniche sbloccabili di ciascun arma, upgrade dell’equipaggiamento e tecnologie attive e passive, garantiscono una buona varietà di stili di gioco.

Ad aumentare ulteriormente la variabilità del gameplay contribuiranno altre meccaniche: un Fantasma, alter ego della Progenie generato ad ogni nostra morte ci darà strenuamente la caccia per la mappa, mentre in alcuni momenti di gioco, l’influenza del buco nero attorno cui Irid Novo si trova ad orbitare, potenzierà i nemici costringendoci ad aggirare certe zone o ad attendere il passaggio orbitale.

La scelta delle armi è abbastanza ampia, ma se ciò non bastasse perché non sfruttare una colonna divelta?
Versione Stadia

Il gioco non risulta certamente privo di difetti però: durante il nostro gameplay abbiamo riscontrato un paio di crash nel caricamento delle nuove zone, per fortuna nulla di grave e senza perdite di avanzamento.

Da segnalare anche alcuni bug che rendevano dei nemici invisibili (ma innocui) o particolarmente poco svegli. Per quanto riguarda nello specifico la versione Stadia, tutti i combattimenti e le sezioni platform sono affrontabili tranquillamente senza problemi di input lag. Anche graficamente, nonostante le scene siano spesso in parziale o completa oscurità non abbiamo rilevato criticità legate alla compressione video.

Pro

  • Classico gameplay souls-like
  • Difficoltà tarabile sul proprio livello
  • Atmosfera e ambientazione

Contro

  • Grafica e animazioni non al top
  • Boss-fight poco “epiche”
  • Qualche bug di troppo

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RASSEGNA PANORAMICA
Voto
7
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