Hotshot Racing – Recensione Xbox One

Quante volte abbiamo questionato sul fatto che negli ultimi tempi mancano all’appello giochi prettamente arcade, proprio come una volta? Diciamo che al giorno d’oggi l’arte della critica e dell’insoddisfazione perenne regnano sovrane, ma effettivamente il panorama degli arcade duri e puri appariva col fiato corto ultimamente.

In questi ultimi mesi del 2020, però, si stanno invertendo le cose, e dopo avervi parlato di Inertial Drift giusto una settimana fa, oggi è il turno di un nuovo esponente, che oltretutto si presenta in grandissima forma.

Da qualche giorno, infatti, ho per le mani Hotshot Racing (quando iniziai a seguire lo sviluppo di questo progetto, si chiamava Racing Apex), titolo creato da Lucky Mountain Games che, insieme a Sumo Digital e al publisher Curve Digital, ci hanno regalato una gemma non da poco, non solo in quanto racing arcade, ma anche perché rappresenta un vero e proprio omaggio ai giochi cabinati che hanno fatto la storia del settore.

Se avete amato titoli come Virtua Racing o Scud Race, allora continuate pure con la lettura, perché ho un bel po’ di cose da raccontarvi.

L’idea alla base del gioco è proprio quella di riportare in auge quelle sensazioni che solo chi ha vissuto negli anni ’80 e ’90 può ricordare, ossia gli anni dell’escalation degli arcade e delle sale giochi. Racing Apex era nato con questo scopo, e i ragazzi di Lucky Mountain games hanno fatto di tutto affinché si potessero rivivere quei momenti, con la sola differenza che adesso non serve più inserire la monetina per giocare.

Una volta uniti con il più blasonato team Sumo Digital, il gioco ha cambiato il nome, diventando Hotshot Racing, ma a livello contenutistico non ha perso o modificato nulla rispetto al progetto originale.

Quando nei primi anni ’90 SEGA rilasciò la saga Virtua Racing e Virtua Fighter, con la loro modernissima scheda Model 1, fu un vero e proprio evento, qualcosa che non si era mai visto prima, tanto da far diventare quei titoli pietre miliari in termini visivi e di giocabilità.

Hotshot Racing è chiaramente e volutamente ispirato al titolo SEGA, lo si vede dal tocco estetico caratteristico, fatto di colori sgargianti e grossi poligoni, ma non solo quello, infatti a livello di guidabilità ricorda invece Outrun 2, e non c’è da meravigliarsi dato che dietro a questa serie c’era proprio Sumo Digital.

L’operazione nostalgia è perfettamente riuscita già col primo colpo d’occhio, ma i contenuti sono importanti, e anche su questo piano non ci possiamo certo lamentare.

Grand Prix è la modalità principale, fatta da quattro campionati, composti da altrettante gare, che possono essere affrontati con tre difficoltà diverse, anche se i veri hardcore gamer opteranno subito per il livello Expert, il più alto disponibile, nonché il più complesso da portare a termine piazzandosi sul gradino più alto del podio.

Tra l’altro una volta vinto il campionato verrete deliziati da una piccola scena di intermezzo riguardante il pilota che avete scelto tra gli 8 disponibili, così da aggiungere quel pizzico di lore al tutto.

Come tutti gli arcade che si rispettano, è presente una bella sezione Time Attack con tanto di classifiche globali, così avrete il vostro bel da fare nel siglare record su record nella scalata verso le posizioni che contano.

Avrete a disposizione un totale di 16 circuiti standard insieme alla loro versione reverse, divisi in 4 ambientazioni principali, ossia deserto, montagna, giungla e costiera. Se ciò non bastasse, aggiungete la partita singola, dove impostare il tipo di evento tra Arcade, Guardie & Ladri e Guida o Esplodi.

La prima è una gara standard, dove bisogna passare attraverso i checkpoints per non rimanere a corto di tempo, e ovviamente l’obiettivo è vincere la corsa sconfiggendo i nostri avversari.

In Guardie & Ladri verremo schierati in uno dei due team, e l’obiettivo sarà quello di scappare con il malloppo oppure di acciuffare i fuggitivi a seconda dei casi.

Infine abbiamo Guida o Esplodi, dove dovremo correre a più non posso cercando di non scendere al di sotto di una certa velocità, altrimenti inizieremo a subire danni, arrivando all’esplosione.Le modalità che vi ho appena descritto possono essere giocate anche in split screen fino a 4 giocatori e ovviamente in multigiocatore online, fino a 8 giocatori.

Sul multiplayer non posso sbilanciarmi molto data la poca affluenza di persone nei primi giorni che ho testato il titolo, ma ho avuto esperienze contrastanti.

Nelle sessioni di gioco con gli sviluppatori non ci sono stati problemi di nessun tipo, sia a livello di matchmaking sia nella stabilità della connessione una volta in pista. Il giorno dell’uscita ho riprovato nuovamente, e l’esperienza è apparsa un po’ diversa, con alcune difficoltà nel riuscire ad entrare in alcune lobby, così come non è sempre stato facile entrare in compagnia di altri amici (in questo caso poteva trattarsi anche di un problema dovuto alle nostre connessioni e non propriamente del gioco).

In ogni caso il team ha comunicato di essere a conoscenza di alcuni problemi nel comparto multiplayer, e sta già lavorando ad un miglioramento della situazione, quindi se adesso il tutto funziona piuttosto bene, tra pochi giorni funzionerà ancora meglio.Come ho accennato qualche riga sopra, ci sono otto personaggi tra cui scegliere e ognuno di essi ha un proprio garage composto da 4 auto, ognuna delle quali ha un punto forte rispetto alle altre. Una vettura per la velocità, una per l’accelerazione, una per la derapata e una bilanciata, che prende il buono di tutte le altre, senza eccellere in nessuna statistica.

Sebbene le dimensioni dei poligoni siano piuttosto generose, è facile riconoscere modelli celebri del mondo reale, come la Skyline e la Supra del campionato Super GT giapponese, oppure glorie del passato come Toyota Trueno e De Tomaso.Il bello è che tutte queste vetture sono anche personalizzabili a livello estetico! Giocando con una determinata auto avremo delle sfide da portare a termine, che serviranno appunto a sbloccare i vari pezzi estetici, che potranno essere acquistati successivamente con il denaro vinto durante le corse.

Nonostante la grafica semplice e squadrata, le modifiche estetiche portano una componente più moderna all’interno del gioco, aggiungendo una certa varietà al tutto, specialmente se lo mettiamo a paragone con i giochi a cui si ispira.

E veniamo dunque al gameplay, fiore all’occhiello della produzione grazie ad una facilità di approccio spiazzante, una velocità a schermo imbarazzante e tanta fluidità, garantita da un frame rate granitico (anche in split screen).

La guida si basa sul sapiente uso della derapata per pennellare le curve e accumulare turbo, che viene anche generato stando in scia agli avversari. Se la guida richiede poco tempo per essere padroneggiata, di tutt’altra pasta è la competizione in se.

L’IA è piuttosto “ignorante”, specialmente alla difficoltà massima, e non si farà problemi a lanciarvi letteralmente in orbita in certe situazioni. Per di più è presente un effetto elastico piuttosto marcato, che rende le gare sempre imprevedibili fino all’ultimo centimetro dalla bandiera a scacchi.

In altri titoli un effetto del genere mi avrebbe dato fastidio, ma in questo caso l’ho apprezzato non poco, perché innalza incredibilmente la difficoltà, e quando si riesce ad ottenere la vittoria del Grand Prix il gusto è esagerato, esattamente come succedeva ai tempi dei cabinati, dove ci si buttava con anima e corpo nella sessione di gioco per onorare quella moneta spesa per avviare la partita.Ed è proprio questo il bello di Hotshot Racing, la partita singola, una sessione di gioco magari fugace ma che sicuramente sarà intensa e ricca di azione, proprio come un tempo.

Per alcuni giocatori, specialmente i più giovani, potrebbe risultare poco longevo, ma l’alto tasso di sfida, il grande divertimento in multiplayer (ancor più tra amici) e le personalizzazioni, lo rendono un titolo assolutamente godibile anche al giorno d’oggi, a fronte di una spesa davvero minima (ricordando che è presente anche nel catalogo di Xbox Game Pass).

Se siete amanti del gaming anni ’90 e avete nostalgia del classico “Insert Coin”, diventa un acquisto assolutamente imprescindibile.

Pro

  • La personalizzazione delle auto ci sta benissimo
  • Gameplay intuitivo e dannatamente divertente
  • Stile retro ben adattato al giorno d’oggi

Contro

  • I campionati sono solo quattro (per ora)
  • Alcune piste meno interessanti di altre
  • Alcuni giocatori potrebbero stufarsi presto