HyperParasite, una folle fuga per la sopravvivenza – Recensione Nintendo Switch

Gli anni ’80 dello scorso secolo, se non prevedo il futuro, furono una decade d’oro sotto molti punti di vista. La Terra grazie a media come la musica e la TV diventò sempre più piccola e l’America con i suoi miti e stereotipi “invase” il bel paese.

L’italianissimo team di sviluppo Troglobytes Games, dopo una bella mangiata di Spaghetti e Polpette, ha creato HyperParasite, un ottimo titolo indie dal gusto Italo-Americano, pompato e colorato figlio della visione italiana degli USA in salsa ’80.

La pubblicazione su Nintendo Switch è stata curata da QubicGames con rilascio in data 03/04/2020.

Definire HyperParasite in un solo genere di gioco è alquanto complicato, ma per darvi un’idea possiamo parlare di un Rogue-lite twin-stick shooter/brawler con elementi RPG.

Le dinamiche Rogue sono presenti in forma di: generazione casuale dei livelli, Permadeath e combattimenti Hack and Slash, ma a differenza dei titoli Roguelike avremo un negozio per comprare potenziamenti (comunque ci potenzieremo anche sul campo). Sarà possibile acquisire oggetti usa e getta, potenziamenti permanenti per aumento di difesa, attacco o vite parassita e abilità speciali come ad esempio rigenerazione, immunità a specifici attacchi e danni da fuoco, sanguinamento, veleno, ecc…

I movimenti del personaggio vanno gestiti con l’utilizzo dei due stick analogici (questo naturalmente non permette di giocare con un singolo Joy-Con). Uno Stick aziona il movimento direzionale (avanti-dietro) l’altro permette di girarsi su se stessi; l’azione si svolge in visuale isometrica, presa la giusta direzione l’importante sarà possedere corpi e a seconda della loro “classe”, sparare o “menare” ogni umano che vorrà opporsi.

 Durante la nostra avventura vestiremo i panni di un Parassita Alieno che a sua volta “vestirà” la pelle dei poveri disgraziati che oseranno opporsi alla sua invasione.

La grandissima energia creativa del team di sviluppo si è tradotta in un Roster di ben 60 personaggi, all’inizio ne avremo a disposizione 3 e il resto saranno sbloccabili. Il Parassita nella sua forma base è vulnerabile, senza specifici potenziamenti morirà con un solo colpo nemico o ambientale causando il Game Over; gli Stati Uniti vogliono la nostra morte e useranno ogni mezzo per ottenerla, ma se vinceremo noi… Boom!

I personaggi sono divisi a grandi linee in base ai loro attacchi in “a distanza” e “a corpo a corpo”; ad inizio partita avremo un corpo ospite casuale tra quelli sbloccati, potendo così sfruttare le sue abilità. Il Parassita, quando è senza corpo, come attacchi può sparare o possedere un ospite e come difesa può schivare (durante la schivata si è invulnerabili), mentre l’ospite ha un attacco standard, uno speciale con tempo di ricarica per ogni nuovo utilizzo e la schivata. Il corpo ospite è fondamentale perché a differenza della nostra forma originale, avremo una barra salute misurata in punti e potenza di fuoco maggiore, inoltre le abilità di ogni corpo sono differenti.

Il Gameplay ha come base un semplice concetto: non c’è punto di salvataggio!

L’esperienza fatta ad ogni Run e l’accumulo dei soldi spendibili da Wito (un simpatico contrabbandiere alieno) sono azzerati ad ogni Game Over, l’unico progresso salvato sarà quello riguardante lo sblocco dei nuovi corpi.

Sbloccare nuova carne da indossare può far la differenza tra vita e morte e farlo non sarà facile. I 5 Atti del gioco presentano ciascuno determinati nemici e boss con abilità sempre maggiori, sconfitti la prima volta potrebbero rilasciare il cervello, portato questo da Wito e pagato il giusto prezzo si potrà prendere possesso del nemico al prossimo incontro; non so voi, ma a me rubare il corpo del nemico più forte mi sembra una buona idea.

Alla fine di ogni stage sarà comunque presente un Boss di fine livello, per vincere va sfruttata ogni risorsa; esplorare per potenziare è la chiave e se avete compagnia potete giocare in coop locale per due giocatori.

La modalità due giocatori non ha sostanziali differenze dal single player, l’unica variante è che invece di potenziare il proprio parassita si può resuscitare un compagno morto. Per il resto non ci sono opzioni di gioco online o modifiche ai livelli di difficoltà. Questa limitazione a solo due giocatori in locale è un peccato considerando il divertimento e il grado di sfida offerto da HyperParasite.

Lo stile di gioco ci riporta in qualche modo dentro una sala giochi, ma con i vantaggi delle attuali console.

Sicuramente durante le prime partite i giocatori più maturi sentiranno odore di Pop Corn e Coca Cola, rumore di gettoni che si infilano nei Cabinati e tutte quelle sensazioni che un gioco così Arcade può dare.

Le musiche originali composte da Van Reeves e Joe Cataldo sembrano pensate appositamente per un viaggio nel tempo, forse scarseggiano per quantità, ma non per qualità e aiutano ad immergersi nel gioco anche grazie ai rumori delle armi e delle possessioni. Superato questo primo impatto nostalgico ci viene svelato un gioco impegnativo, ma dalle dinamiche moderne.

Grafica, dettagli nei movimenti, ambientazioni risultano brillanti rendendo Hyper Parasite molto gradevole anche dal punto di vista visivo. Sarà inoltre possibile decidere tra due livelli di intensità Pixel, il più basso offre uno stile ancora più retrò. Risulta molto piacevole anche il sistema di gestione esplosioni; come tutti i giocatori sanno: “il barile rosso è nostro amico”, ma spesso è vittima di uso inflazionato, in questo gioco è stato rivisitato il suo utilizzo creando vari tipi di esplosioni, permettendoci inoltre di spingerlo verso i nemici o in zone strategiche.

Personalmente ritengo il titolo appagante solo per un giocatore dalle buone capacità, mancano livelli di difficoltà e aiuti, anche se a volte l’inizio di una partita sembra più semplice in confronto alla precedente e nel negozio Wito’s si possono avere sconti indossando il corpo giusto nel momento giusto.

Nella mia prova ho giocato sia in modalità TV usando pad pro che in modalità Mobile con i Joy-con, l’esperienza nel primo caso è appagante e quasi perfetta, nel secondo si soffre molto la posizione degli Stick sui Joy-Con e la vibrazione degli stessi mal calibrata ed eccessiva (NdR, gli sviluppatori, da me contattati, hanno detto che lavoreranno per risolvere questo problema).

Giocando diverse ore ho notato una longevità molto estesa, senza cadere mai nella noia. La localizzazione italiana risulta perfetta e limitata a sottotitoli (anche per la mancanza di dialoghi, escluso intro iniziale).

Ci tengo a sottolineare il grande punto di merito dato dal design dei corpi “nemici”; i 60 personaggi  sbloccabili hanno carisma e magnetismo, risultano portatori sani di stile anni ’80 con tutti i suoi stereotipi; si possono indossare corpi come: un pugile italo-americano, un pompiere di New York, un super-eroe quasi perfetto e un Maestro di Karate maniaco delle pulizie. Tutto questo può essere nostalgico per i diversamente giovani e dannatamente istruttivo per uno sbarbatello. Certamente è forte l’ispirazione ricevuta da quell’epoca, ma c’è una buona dose di originalità e follia.

Tirando le somme Hyper Parasite è una folle fuga per la sopravvivenza, dove l’umanità è il nemico. Siamo di fronte ad un titolo Indie italiano dal forte carattere molto ispirato dagli Anni ’80, ma comunque in grado di presentare un suo stile in modo ambizioso e spregiudicato.

Le buone idee e l’originalità del lavoro del team Troglobytes Games sono palesi anche davanti al mix di generi a cui appartiene il  gioco, inoltre il reparto tecnico è di ottimo livello anche se va rivisto per l’uso in modalità Mobile della console o di una eventuale Nintendo Switch Lite.

Pro

  • 60 personaggi sbloccabili ben caratterizzati
  • Stile e spregiudicatezza
  • Ispirazione anni ’80 ben riuscita
  • Perfetta sintesi di più generi
  • Ogni partita risulta differente

Contro

  • Troppo limitante il multiplayer solo offline a due giocatori
  • Scomodo in modalità portatile
  • La mancanza di livelli di difficoltà non lo rende accessibile a tutti

 

RASSEGNA PANORAMICA
Grafica
9.0
Gameplay
8.0
Sonoro
8.5
Longevità
10.0
Localizzazione
10.0
Ottimizzazione modalità portatile
5.5
Articolo precedenteIn video la console Xbox One X a tiratura limitata ispirata a Cyberpunk 2077
Prossimo articoloHatsune Miku: Project DIVA Mega Mix arriva in esclusiva su Switch, disponibile la demo
Staccato il ciuccio dalla bocca ho preso un pad in mano per non mollarlo più, non son un Pro Gamer, cerco l'essenza del gioco.