Facciamo un gioco. Fate finta di dover creare il vostro racing arcade personale. Tra tutte le possibili features da inserire in game, per voi quale sarebbe quella che assolutamente non può mancare in un titolo del genere?

Sono sicuro che moltissimi di voi avranno pensato alle sbandate, e un buon sistema per innescarle e controllarle. Sicuramente è uno degli elementi onnipresenti nelle produzioni di questo tipo, basti pensare ai classici degli anni ’90, passando per i vari Ridge Racer e arrivando a titoli più moderni come Split Second o Burnout. E non dimentichiamoci del leggendario Mario.

Insomma, ci siamo capiti, un gioco racing arcade deve avere le derapate. Ma come si evince facilmente dal ragionamento appena fatto, tutti ne fanno uso, e quindi diventano normalità, passando quasi in secondo piano. E se invece la derapata diventasse il fulcro del sistema di guida, unito ad un sistema di controllo sviluppato ad hoc, originale e diverso da quanto visto finora?

Questa dev’essere la domanda che si sono fatti i ragazzi di Level91 Entertainment, che grazie a PQube Games, ci hanno messo tra le mani Inertial Drift.

La prima cosa in cui vi imbatterete avviando il gioco è proprio il sistema di controllo, totalmente diverso rispetto a quanto visto fino ad ora. Acceleratore e freno sono al solito posto, quelli che cambiano sono gli stick analogici. Il sinistro controlla la sterzata, mentre quello destro controlla l’angolo di derapata. Fino a qui tutto chiaro, se non fosse che appena metterete le ruote sull’asfalto, il vostro cervello comincerà ad andare in panne nel cercare di mettere assieme una guida fluida e redditizia.

Serve qualche giro di prova per apprendere al meglio il controllo del mezzo, e consiglio di iniziare con le vetture dalla guida più semplice. Dopo un po’ di pratica però ho capito che non bisogna utilizzare una levetta indipendentemente dall’altra, ma devono operare all’unisono.

Lo sterzo infatti ha una sensibilità ridottissima utilizzato da solo, e qui entra in gioco la levetta che controlla la derapata, che se usata con parsimonia, permette di sterzare decisamente di più. Insomma le levette vanno utilizzate in tandem, e una volta capito questo trucchetto il gioco è fatto, e inizia il divertimento.

Il core del gioco è proprio questo, ossia il continuo miglioramento del giocatore, che non viene scandito da livelli di esperienza, sblocchi vari o barre di stato da riempire, ma è evidente giocando. Giro dopo giro, gara dopo gara, vi renderete conto di avere sempre più il controllo della situazione, e di pari passo cresce sempre più il divertimento e il coinvolgimento alla guida.

Da notare inoltre come ogni vettura presente in gioco abbia un proprio carattere, più o meno semplice da addomesticare.

La prima vettura che probabilmente guiderete è la più facile e intuitiva, e una volta compresa vi permetterà di fare davvero tutto col minimo sforzo, ideale soprattutto per imparare a menadito ogni centimetro delle venti piste presenti in gioco (dieci locations, con versione normale e reverse). Altre auto invece mostreranno un carattere ben più peperino e difficile. Quello che cambia è l’approccio al drift.

Se con le auto più semplici basta solleticare la levetta analogica, con altri veicoli cambiano le dinamiche, e quindi ci saranno auto che richiederanno un tocco al freno oppure l’alleggerimento dell’acceleratore, così come altre saranno semplicemente più pesanti e quindi lente nelle transizioni, ma allo stesso tempo capaci di raggiungere velocità più alte in rettilineo.

Insomma, una volta che avrete la situazione sotto controllo con un particolare veicolo, non è detto che sarete subito a vostro agio a bordo di un altro bolide, e quindi dovrete studiarlo nuovamente per tirarne fuori il meglio. L’idea mi è piaciuta perché offre un’esperienza piuttosto diversa alternando le varie auto, ma devo dire che utilizzando quelle considerate “difficili” non sempre mi sono trovato bene, proprio perché il comportamento eccessivamente differente non riesce più a garantire del sano divertimento, risultando alle volte piuttosto tedioso.

Le modalità per mettere alla prova la nostra abilità di guida non mancano, a partire dalla Story Mode, che narra le vicende di alcuni ragazzi intenti ad allenarsi per un campionato che verrà svolto nella stagione estiva.

Dopo un primo dialogo iniziale, dovremo scegliere chi impersonificare tra i vari esponenti della crew, ognuno con una propria personalità che inciderà sui dialoghi presenti tra una competizione e l’altra creando, di fatto, story mode differenti tra loro, almeno a livello prettamente narrativo.

Non aspettatevi una trama da film di Hollywood, ma è comunque apprezzabile, risultando un buon collante tra le varie azioni in pista. Ovviamente ognuno di loro dispone di una vettura specifica, avente le proprie prestazioni e quindi una sua complessità di guida che andrà a definire la difficoltà generale scelta dal giocatore.

Tralasciando la “carriera”, avremo anche l’immancabile multiplayer, sia online che locale con la possibilità di effettuare partite in split-screen.

La modalità Gran Premio invece ci farà scegliere un auto con cui dovremo riuscire a dimostrare la nostra abilità in eventi dalla difficoltà crescente.

Nella modalità Sfide avremo modo di sbloccare ulteriori 12 vetture, ma prima di accedervi dovremo sbloccare la sfida nella storia. Una volta sbloccata potremo avviarla, e se viene raggiunto l’obiettivo richiesto, verremo ricompensati con una nuova auto.

Infine è presente la modalità Arcade, dove è possibile scegliere il tipo di evento a cui prendere parte, tra i quali il Time Attack, dove i giocatori potranno mettere alla prova il proprio valore grazie alle classifiche online (che necessitano comunque di un abbonamento Nintendo Online per essere abilitate).

A proposito di eventi, la scelta è piuttosto ampia, almeno apparentemente, e vi spiego perché. Durante la storia, o nella modalità Arcade, ci imbatteremo in gare di diverso tipo. Prima di tutto la classica modalità Pratica, dove imparare la pista e il comportamento dell’auto, il Time Attack dove bisogna lottare contro il cronometro per lasciare il proprio tempo nelle classifiche globali, le gare Stile in cui ottenere il punteggio più alto possibile grazie ad una guida pulita e spettacolare, e poi eventi Ghost Battle, Race e Duello, che sebbene appaiano come tre tipologie distinte, all’atto pratico risultano molto simili.

La prima ci mette di fronte ad una sfida con un fantasma, come si è visto in tanti altri titoli racing, dove si deve battere il tempo registrato nell’arco di tre giri. La seconda è una gara normale, noi contro un avversario, che in ogni caso rimane immateriale, e sarà quindi possibile attraversarlo come se fosse nuovamente un fantasma. Il Duello è praticamente identico all’evento Race, quello che cambia è l’aggiunta di un contatore di punti, che varia in base a quanto distacco riusciamo a prendere dall’avversario, con il punteggio che sale quando andiamo in testa, e scende quando invece ci ritroveremo nelle retrovie.

Quindi se sulla carta le attività proposte sembrino tante, all’atto pratico sono davvero molto simili, e si ha sempre più la sensazione di guidare in solitaria, al punto che la sfida si sposta maggiormente sulla nostra relazione tra vettura e tracciato, piuttosto che contro un avversario.

Parlando del lato artistico, qui non posso che essere soddisfatto del lavoro svolto da Level91 Entertainment. La palette cromatica è azzeccatissima per il titolo, con una predominanza di azzurro e rosa, e le varie sfumature di viola alla Hotline Miami.

Graficamente presenta qualche difetto, a livello di aliasing specialmente (parliamo della versione Nintendo Switch), ma la fluidità non viene mai meno e il look generale è davvero piacevole, riportandomi alla mente titoli come Auto Modellista, con la sua grafica in cell shading che sembrava uscita direttamente da un fumetto.

Anche i modelli delle vetture non sono affatto male, con un estetica originale e ben differenziata tra un modello e l’altro. Non mancano poi alcuni rimandi a vecchie glorie come Ridge Racer, ad esempio durante le frenate, dove i fanali disegnano coreografiche linee rosse nel buio della notte.

Più che buono anche il comparto audio, con una colonna sonora sempre “on point” ed effetti sonori molto curati, non solo nel rombo dei motori, diverso tra le varie auto, ma anche in piccoli dettagli che evidenziano una certa meticolosità da parte degli sviluppatori.

Lo sfregamento scintillante di un paraurti sul guard rail durante un wall tap, oppure il cambio di suono all’interno dei tunnel e soprattutto durante l’uscita, dove è percepibile il rumore dell’aria, sono piccolezze che aumentano notevolmente il senso di coinvolgimento durante la guida, rendendo l’esperienza particolarmente appagante.

Pro

  • Buona dose di contenuti…
  • Controlli innovativi…
  • Artisticamente valido

Contro

  • …ma poca varietà nelle modalità offerte
  • …ma richiedono un po’ di pazienza per sfruttarli al meglio