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Ho giocato ad un titolo che arriverà domani 2 Luglio su Nintendo Switch e stò parlando del titolo made in Sidney “Infliction: Extended Cut“, videogioco horror psicologico in prima persona, sviluppato dalla software house australiana Caustic Reality e pubblicato da Blowfish Studios. Il titolo è già disponibile per PlayStation 4, Xbox One, e PC.

In questo gioco, non c’è nessun morto vivente, nessun virus letale, nessuna creatura con i denti aguzzi a far spaventare e mettere angoscia al videogiocatore. Sarebbe facile spaventare con inserimenti del genere in un titolo horror e si sa, che l’essere umano ha paura delle cose che non conosce o che sono fuori da ogni logica e nulla che si possa spiegare con la razionalità.

Al contrario, l’essere umano non ha paura della quotidianità di una vita normale, della famiglia, del lavoro e della propria casa. Sono tutte cose che sono situate nella zona di confort di una persona.  Ma cosa succede se questa “zona”, viene “disturbata” da fatti cruenti, violenti e di morte? Le cose che per noi sono normali ora fanno paura.

Ed è quello che ha fatto ora Caustic Reality e che fece il maestro Hideo Kojima con il teaser giocabile P.T. (Silent Hill) giusto per citarne uno ma non a caso.

Infliction inizia con il protagonista che rientra a casa dal lavoro e durante il tragitto in macchina, riceve una telefonata dalla moglie dicendogli che è bloccata al gate dell’aeroporto, perché non ha il biglietto aereo con sé, perché l’ha dimenticato a casa.

Mentre Gary (nome del personaggio) è nei pressi della sua abitazione, nota una pattuglia di polizia che sta valutando la scena di un incidente. Un’auto si è schiantata contro un albero. Può succedere, ha pensato. Ancora qualche isolato e il nostro Gary arriva a casa. Parcheggia come fa sempre l’auto in garage, entra in casa passando dal giardino e si mette alla ricerca del biglietto aereo.

Inizia a girovagare per la casa, che è disposta su due livelli, con tanto di corridoi lunghi e diverse stanze. Tutto è in ordine, ogni cosa è al suo posto, così come il resto della casa, così com’è tutti i giorni, ma è forte il senso d’inquietudine che respira.

Apprende dalla radio e da un video poi, di un terribile fatto di cronaca che racconta di un brutale omicidio, che ha come base la violenza domestica, proprio in casa sua. Una donna è stata brutalmente accoltellata. Trova il biglietto aereo sul mobile della cucina, e si “precipita” verso l’auto, parte a tutto gas, ma da lì a poco si schianta contro un’albero, per via di una “distrazione”, proprio da quel paio d’isolati da dove abita.

Al risveglio, dell’incidente si ritrova di nuovo in casa sua. Ma quel luogo, non è più quella casa ordinata e pulita così come la conosceva ma un posto fatiscente.  Per Gary è arrivato il momento di indagare, cercare di capire cosa è successo in quella casa e alla sua famiglia.

Inizia così questo viaggio verso l’ignoto, il terrore fatto di violenza e di morte, dove nessuno viene risparmiato.

Il gameplay si basa esclusivamente sull’esplorazione in prima persona, quindi possiamo muoverci con lo stick analogico sinistro e tasto A per raccogliere e analizzare oggetti, fondamentalmente. Si usa il tasto Y per indossare la Polaroid e sempre il tasto A per scattare la foto. Per nascondersi si usa il tasto X.  Altre azioni che si possono fare è abbassarsi con il tasto frontale. Nulla di complicato per quello che riguarda la meccanica di gioco, direi.

Lo scopo di Infliction, oltre a infondere paura e tanta, è trovare ” frammenti”di memoria come articoli di giornale, fotografie, oggetti appartenuti alla famiglia, sfogliando libri, trovando lettere nei cassetti, etc, che ricostruiscono gli avvenimenti e che sono anche la missione secondaria fissa. Le missioni principali, invece consistono in trovare elementi raccoglibili, che servono a sbloccare eventi successivi e lo sviluppo stesso della storia.

Ma in questo esplorare e cercare indizi, naturalmente non si è soli. A rendere tutto dannatamente più “pauroso” c’è una presenza femminile che mai nessuno vorrebbe incontrare nella vita.

Questa entità non si può combattere con nessuna arma convenzionale (anche perché non ce ne sono).  Gli unici metodi di difesa a disposizione del nostro protagonista sono due: la luce oppure nascondersi. Se si affronta a viso aperto la morte è certa.

Il nostro alter ego Gary è “armato” solo di una polaroid particolare. Le foto mostrano cose, che l’occhio umano non vede, svelando indizi importanti e scene raccapriccianti. Non solo, il flash incorporato nella macchina fotografica lo protegge dalle apparizioni della donna, che come detto poc’anzi, non sopporta la luce e sparirà per poco tempo, dando la possibilità di proseguire, senza essere uccisi e ricominciare dall’ultimo check point.

Questo è solo la punta dell’iceberg, perché sono diversi gli aspetti, i punti di forza a rendere terrorizzante la produzione di Caustic Reality.

Uno di questi aspetti è sicuramente la casa e i suoi mutamenti continui. Anche se non è un’idea originale e già vista in altri videogiochi horror e che ho citato prima, il luogo che si reputa da sempre il più sicuro, qua non lo è.

Se dietro una porta c’era un salotto, in alcuni momenti, possiamo ritrovarci in una stazione di polizia, oppure percorrendo il corridoio ci si può ritrovare in ospedale psichiatrico, che sembra più un mattatoio con tanto di esecutori materiali pronti a dissezionare membra umane.

Praticamente si può interagire quasi con qualsiasi oggetto si trova in casa, come cibi confezionati stipati nelle credenze, padelle, la cucina a induzione che si accende se si gira l’apposita manopola, accendere tv, radio.

Continuando con idee già viste e giocate, anche qua ci sono alcuni quadri che sono uno “stargate” che porta in luoghi della memoria, dove nulla di simpatico ci attende, vi dice niente “Layer of fear”? Giusto per citare un titolo.

Ma questo non toglie nulla ai ragazzi australiani, perché comunque sono riusciti nel loro scopo. Hanno realizzato un videogioco psyco horror che tiene in tensione tutto il tempo.

All’arrivo dell’entità femminile il battito cardiaco aumenta, il controller vibra, il respiro è sempre più affannoso di Gary. Il rumore delle lampadine, che lei, con i suoi poteri paranormali sta svitando per non farsi illuminare è qualcosa che mette veramente paura e angoscia.

L’atmosfera riprodotta è qualcosa di straordinario, ed è quello che ritengo il punto di forza di questo titolo e che mi è piaciuta di più. Claustrofobica, terrorizzante confusionaria e folle. Infatti, non mancano neanche i riferimenti a H.P Lovecraft e ai suoi miti. Davvero ispirato Caustic Reality.

Ma devo dire, che quello che fa più spaventare aldilà se si crede o no ai fantasmi, demoni e compagnia bella, è il contesto di Infliction Extended Cut, perché è reale, potrebbe far parte della vita di tutti noi.

I temi trattati senza essere “scimmiottati”, sono l’alcolismo, la violenza domestica, il satanismo, la malattia mentale, la depressione.  Quando questi aspetti della vita entrano a far parte della vita di qualcuno, inizia veramente un viaggio nell’orrore.  Non basta trovare un oggetto o risolvere una quest ambientale, non esiste il game over.

E’ una formula che funziona nei videogiochi, soprattutto quelli horror. Più si trattano cose vicino al reale, più s’infonde paura nelle persone, ma in questo caso nel game. Almeno con me funziona.

Infliction, sicuramente porta il videogiocatore a calarsi nella parte, a essere coinvolto emotivamente e più si ha paura più si vuole andare avanti per vedere come finisce la storia.

Storia che ahimè finisce con sole quattro ore di gioco circa. Peccato, o forse no. Come si dice in questi casi, breve ma intenso.

Il motore grafico usato è Unreal Engine e graficamente in generale non eccelle, ma non tutto è da buttare via.

Molto ben curate e dettagliate le location interne, meno quelle esterne e forse perché, si è voluto enfatizzare i luoghi dove si passa la maggior parte del tempo. In effetti, sono pochi i momenti dove si esce all’aperto.

Sono più critico verso i modelli dei personaggi. Inquietante è il design dello spirito assetato di rabbia e vendetta, che a dirla tutta si presenta molto somigliante a “Samara” di “The Ring”.  Ma apparte questo richiamo visivo inquietante, il resto non l’ho trovato ben definito.

I movimenti risultano essere legnosi e spigolosi e non sono mancati gli incastri del personaggio, durante le azioni più concitate.

Lo stesso vale per i pochi altri personaggi.  Buono il concept, ma non infondono quel senso d’inquietudine come dovrebbero e per i ruoli che ricoprono.

Gli effetti grafici come ad esempio il “ vomito”, nelle cut scene di morte di Gary, sembra più una poltiglia verde che di pauroso non ha proprio nulla. Meglio i movimenti “ scattosi” (non dovuti a bug o lag) di “Sarah”, sono stati quel tocco in più e dona al titolo quel tocco di modernità.

Sono presenti alcuni bug di messa a fuoco degli oggetti che si prendono e si osservano da vicino. Sono momentanei e nonostante abbia scaricato degli aggiornamenti sono rimasti.

Molto d’impatto le scene, come ad esempio il salotto che da caldo e accogliente, si trasforma in un luogo  di culto esoterico, con simboli satanici, sangue e morte.

Il comparto audio insieme all’atmosfera creata è il pilastro che sorregge tutta la struttura, anche quando non c’è audio, si vive una certa tensione, come ho scritto già qualche riga più sopra.

Non manca nulla, rumori ambientali, i pianti dell’infante, gli scricchiolii del pavimento di legno, il suono di quando Sarah, svita le lampadine per non farsi illuminare, i sussurri che non sono certo messaggi di amore, i cigolii delle porte, lo “slam” delle stesse. Ancora, il respiro affannato di Gary e il battito del cuore che va a mille, quando si accorge della presenza che sta arrivando.

Tutto questo, messo insieme in modo sapiente, fa immergere completamente il videogiocatore, che inevitabilmente carica di tensione, tanto da spaventarsi, se si sente un rumore reale in camera, dove si stà giocando.

Aldilà della durata del gioco per essere portato a termine, ricordo che sono sulle quattro ore, gli elementi per giocarlo ancora non sono molti a dire la verità. E’ stato introdotta una modalità più difficile, che consiste soprattutto in apparizioni più frequenti dello spirito vendicativo.

Giocare singoli capitoli e infine trovare tutte le “memorie” degli avvenimenti lo si riesce a fare già alla prima run con una percentuale alta.  Non c’è molto da trovare e raccogliere per chi ama platinare i giochi.

Un altro elemento introdotto per allungare di più la vita del titolo, ma non nel senso di gameplay, sta nel fatto  che nel menù è presente la “visita al museo d’arte” dove si trovano tutti i quadri visti appesi sulle pareti della casa.

Con la meritata calma si potranno osservare sia i folli dipinti sia quelli normali. Inoltre, si possono vedere anche trailer di scene tagliate e vari video promozionali del videogioco. C’è ancora una saletta, ma non vi dico cosa c’è esposto. Lascio a voi il piacere della scoperta.

Per giocare a Infliction Extended cut bisogna conoscere alcune lingue come il cinese, inglese, lo spagnolo, francese, tedesco, questo per dire che manca la localizzazione italiana. A non penalizzare troppo questa mancanza, sta nel fatto che è tutto scritto, non ci sono dialoghi.  Potrebbe spezzare il ritmo, se ci si sofferma tanto sui testi per comprendere tutta la vicenda.

Conclusioni

Il titolo indie anche se fortemente ispirato da altri titoli “più o meno” usciti e sviluppati come P.T. d Kojima, ha delle ottime caratteristiche in se. Sono state toccate tematiche tristemente attuali, come la violenza domestica, i problemi dell’alcolismo, la sanità mentale e le dinamiche che possono innescarsi nella vita di coppia o all’interno di una famiglia apparentemente felice.

Sembra tutto “ normale” ma quando a questo si aggiunge satanismo, brutale omicidio, spiritismo e follia, ecco che il gioco ti porta inevitabilmente a passare momenti di orrore e tensione garantita per tutto il tempo, grazie anche all’ottima riuscita dell’ambientazione e del sonoro che la fanno da padrona.

Non si può dire lo stesso del comparto tecnico. Non c’è nulla di così complicato da fare per portare a termine il gioco e qualche minore bug presente, a cui però si potrà porre rimedio.

Un grande plauso allo sviluppatore che ha praticamente fatto tutto quasi da solo ed è riuscito nel suo intento, cioè far passare qualche ora nella tensione e nell’angoscia più totale.

Gli amanti del genere Psyco horror, con questo titolo, possono trovare “orrore” per i propri denti.

Pro

  • Storia
  • Sonoro
  • Tematiche
  • Atmosfera
  • Contenuti aggiuntivi
  • Interazione con molti oggetti della casa

Contro

  • Grafica non eccellente
  • Movimenti legnosi
  • Bug minori
  • Longevità
Un grande plauso allo sviluppatore
RASSEGNA PANORAMICA
Gameplay
7
Storia
8
Sonoro
9
Grafica
7
Longevità
6.5
Comparto tecnico
6.5
Temi trattati
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