Gli endless run sono una categoria di titoli che appartengono prettamente al mercato mobile. Into the Dead 2 però, dopo il suo successo sugli smartphone, approda con una mossa audace sulla console ibrida di Nintendo.

Riuscirà ad accaparrarsi nuovi fan alla sua cerchia oppure avrà fatto il passo più lungo della gamba?

Pikpok, lo studio che si è occupato della realizzazione e dello sviluppo del titolo ed originario della Nuova Zelanda, ha apportato numerosi cambiamenti in questo secondo capitolo rispetto al primo, trasformandolo in un gioco di successo che dal mercato mobile è avanzato al livello successivo raggiungendo quello delle console. Ma riuscirà a tenere il passo con altri titoli suo pari? Andiamo con ordine.

Non appena inizieremo la nostra nuova partita in Into the Dead 2, potremo giocare direttamente alla modalità storia: questa volta indosseremo i panni di un uomo che nel tornare a casa dai suoi cari dopo un lungo viaggio, resta vittima di un’incidente con il suo mezzo, un camion con rimorchio, riuscendo, fortunatamente a salvarsi.

Con l’intento di raggiungere la sua famiglia proseguirà il suo viaggio a piedi, ma purtroppo per lui scopre che il mondo è vittima di un’invasione zombie, di origini sconosciute, e quindi dovrà farsi strada tra l’orda di non morti cercando di sopravvivere per tornare sano e salvo dai suoi affetti, ovvero sua sorella e sua figlia con cui si tiene in contatto tramite un walkie tokie.

Come nel precedente capitolo la meccanica di base è l’endless run ma a differenza del suo predecessore la parte endless è scomparsa.

Infatti, il nostro protagonista correrà si in modo autonomo ma solo per un tot di tempo, quanto basta per raggiungere l’agonata fine del livello. Gli stessi sono raggruppati per un totale di 60 livelli suddivisi in 7 capitoli la cui curva di difficoltà cresce man mano che avanzeremo nella storia, ma senza diventare mai proibitivo o troppo frustrante.

Lo scopo di ogni livello è partire dal punto A per raggiungere un punto B, e per farlo dovremo scansare gli zombie sul nostro percorso muovendoci da destra a sinistra o viceversa.

Nelle parti avanzate del gioco non basterà evitarli e dovremo utilizzare le armi a nostra disposizione con cui apriremo un passaggio tra le schiere dei non morti per passare senza problemi e non interrompere la nostra corsa contro il tempo.

Le armi sono in totale 25 e vengono raggruppate in 8 categorie ben distinte fra loro, tra cui pistole, fucili, fucili d’assalto e delle armi speciali che non vi svelerò per non rovinarvi la sorpresa. Potremo inoltre potenziarle per aumentarne la potenza di fuoco ed essere più efficaci nella nostra battaglia per la sopravvivenza.

Come ovvio che sia, altrimenti sarebbe troppo facile, le munizioni saranno fin troppo limitate, ma potremo rimpinguarle attraverso l’ottenimento delle casse durante il nostro tragitto o quelle di fine livello. Le suddette premieranno le nostre fatiche con, oltre alle munizioni, nuove armi e dell’oro, ovvero la valuta del gioco, che potremmo usare per potenziare le armi e sbloccarne di nuove.

Ma in questo viaggio non saremo da soli grazie alla presenza di 8 animali da compagnia che ci aiuteranno nel momento del bisogno, ovvero 4 razze di cani e altri animali più esotici.

Oltre a una modalità campagna con una storia lineare ma molto valida, sono presenti anche altre sue modalità di gioco, ovvero, storia secondaria e arcade.

La prima, come si può intendere dal nome, racconta gli avvenimenti che accadono ad un’altro personaggio, stavolta femmina, che avrà il compito, di ritrovare il suo plotone e metterlo in salvo, mentre con la seconda potremo mettere alla prova le nostre capacità nell’affrontare varie sfide con una missione sempre diversa e da svolgere con un’arma predefinita dal gioco diverse tra un livello e l’altro. 

Dal punto di vista tecnico Into the Dead 2 si presenta con un comparto grafico nella media con sfondi non ben delineati, elementi dello scenario non ben troppo definiti sopratutto i modelli poligonali degli zombie che risultano definiti, ma non di buona qualità solo quando si avvicineranno troppo al protagonista. Discorso inverso, invece, per le armi che risultano di ottima fattura e molto dettagliate.

Il comparto sonoro è composto da musiche orecchiabili ed effetti di scena realistici, che riescono ad immergere il giocatore ancor di più nei boschi e nelle praterie in cui potrebbe perdere la vita.

Da segnalare la presenza della lingua italiana in forma scritta che accompagna il doppiaggio in lingua originale.

Into the Dead 2 è un titolo molto valido, ma che può ancora migliorare.

Una storia intrigante, sfide avvincenti e un comparto tecnico nella norma lo rendono un titolo molto godibile anche se, purtroppo mi tocca dirlo, non offre un rapporto qualità-prezzo altrettanto appetibile relegandolo a quella categoria di titoli da acquistare solo con un forte sconto.

Il nostro voto: 7.2

Pro

  • Tante modalità di gioco
  • Storie accattivanti
  • Sfide intriganti

Contro

  • Fin troppo lineare
  • Grafica da migliorare
  • Rapporto qualità-prezzo non conveniente
RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
7.2
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Allevato dai bit del Commodore 64, ho sviluppato una passione col crescere del tempo che non ho mai rimpianto o sostituito con altro. Cresciuta di console in console, ho deciso di intraprendere la via della tastiera per cimentarmi nell'unica cosa in cui sarà bravo, forse, in tutta la mia vita... Parlare di videogiochi!