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Il primo impatto che io ho con un videogame, quando guardo un trailer o un gameplay è sicuramente quello visivo. Se quello che vedo, attira la mia attenzione, allora, comincio ad andare più a fondo e aggiungono altri elementi come la trama se ne ha una, gli effetti, se è lento, frenetico, e così via. Per farla breve, se incontra i miei gusti personali, potrò decidere se giocarlo oppure no.

Mi è stato proposto di recensire Ion Fury, videogioco sviluppato da Voidpoint e pubblicato da 3D Realms e 1C Entertainment, di cui sto scrivendo ed è disponibile dal 14 Maggio di quest’anno per tutte le piattaforme, in particolare per Nintendo Switch che è la versione che ho giocato.

Senza vedere nulla in particolare ho accettato con entusiasmo. Come sempre d’altronde, quando si parla di videogiochi, sono felice.

Perché non dovrei esserlo, mi dicevo. Si sta parlando di 3D Realms che è stata publisher, sviluppatore e creatore di moltissime serie di videogiochi, alcune ancora in voga come Wolfenstein 3D, Duke Nukem, Shadow Warrior, Max Payne e Prey.

1C Entertainment ha lanciato con successo oltre 100 titoli che includono serie di successo come IL-2 Sturmovik, King’s Bounty, Men of War e Space Rangers.

Alcune pubblicazioni recenti includono giochi come Ancestors Legacy, Fell Seal: Arbiter’s Mark, Stygian: Reign of The Old Ones e Deep Sky Derelicts.

Voidpoint, softare house indipendente polacca, debutta con questo titolo.  Il team è formato da talenti internazionali e con esperienza decennale sulle spalle.

General Arcade
I maghi del porting che compongono il team di General Arcade, con base a Singapore, hanno lavorato con sviluppatori e publisher importanti come 3D Realms, Capcom, From Software, Gambitious, GOG e molti altri. Tra i titoli trattati ci sono Duke Nukem 3D: Megaton Edition, Shadow Warrior, Tacoma, VA-11 Hall-A, e molti altri.

Ion Fury è un FPS NUOVO, ma con una volontaria scelta stilistica di grafica, di sonoro e di gameplay old school che richiama alla mente gli sparatutto degli anni 90. Chi padroneggiava la scena video ludica soprattutto per il genere, in quel periodo?  La risposta è Duke Nukem e Doom in primis, ma anche titoli come Hexen, e altri, andavano forte.

Prima di andare avanti, c’è una piccola curiosità legata al titolo in questione.

Inizialmente il nome del progetto era “Ion Maiden” e se provate a leggere in modo veloce il titolo, è facile che venga fuori il nome di una delle più famose band heavy metal. Proprio per quest’assonanza e per altre similitudini, la 3DRealms, ricevette una citazione in giudizio dal gruppo musicale vedendosi costretta a cambiare nome in quello attuale, Ion Fury appunto.

Andiamo a scoprire se le mie aspettative sono state disattese oppure no.

STORIA

Siamo in un vicino futuro. Il crimine domina le strade di NEO D.C. e il leader di una setta trans umanista Il dottor Jadus Heskel ha come obbiettivo di trasformare gli umani in esseri ibridi con innesti bio-meccanici esalstandone le capacità. Per fare ciò crea un esercito di cyborg punk che lo aiuteranno per i suoi loschi piani.

Ma dovrà fare i conti con Shelly “Bombshell” Harrison, leader del GDF task force, esperta di esplosivi, che con il suo aspetto da femme fatale e un linguaggio che non è proprio di una signora, è pronta a usare tutto il suo arsenale contro questi esaltati e riportare l’ordine nella sua città NEO D.C.

Gameplay

Come per ogni FPS che si rispetti e si ha un poco di dimestichezza con questo genere di videogioco, non si avrà difficoltà nel condurre Shelly il nostro alter ego al femminile a salvare la città.

Con lo stick analogico sinistro, si muove il personaggio, con quel destro si mira, Con il tasto frontale Zr si usa fuoco primario e con Zl fuoco secondario, che cambia secondo l’arma equipaggiata. Ad esempio, il fucile a pompa diventa un lancia granate, mentre la pistola aggancerà il nemico sparando due colpi consecutivi.

Il tasto X serve per interagire con oggetti ambientali come aprire porte, attivare leve o pulsanti. Con il tasto Y si ricarica l’arma, con il tasto B il personaggio salta. Infine con il tasto A Shelly si abbassa, sia per evitare pioggia di proiettili sia passare in spazi angusti.

Con la croce direzionale si possono eseguire azioni come cambiare arma o attivare una mini mappa che indica i nemici nell’area di gioco, ma solo se si raccoglie l’item opportuno.

Inoltre è attivabile dal menu option il motion control per mirare con il movimento del controller, che personalmente tengo spento.  Inoltre, si possono settare altri parametri come mira assistita, corsa sempre attiva, sensibilità mira, invertire gli assi di movimento, vista e direzione.

Dal punto di vista dei controlli non gli manca proprio nulla, anche se trovo, scomodo il sistema sequenziale nella scelta delle armi. Avendone diverse nell’inventario, che si aggiungono man mano che si va avanti nel gioco, non è immediato sceglierne una diversa. Personalmente, avrei preferito un sistema di scelta radiale, lo trovo immediato, oppure avere la possibilità di assegnare armi diverse a tasti diversi, ma sono gusti.

L’azione è frenetica e non si sta un attimo fermi. Anche dopo aver sconfitto tutti i cyborg punk, si esplora la zona per scoprire i tanti posti segreti e ben nascosti, prima di passare alla sezione successiva.

E’ presente una mappa con due visualizzazioni. Premendo una volta il tasto meno, appare a schermo una visualizzazione della mappa trasparente con solo i bordi marcati. Se si preme una seconda volta, la mappa appare visibile tutta, senza trasparenze, con una vista dall’alto. Devo dire che le aree sono vaste e ben caratterizzate.

Nota stonata è che il gioco non va in pausa durante la visualizzazione della mappa, inoltre se si naviga al suo interno anche il personaggio si muove, con il rischio di prendersi fucilate dai nemici cattivi, che in quel momento non si possono vedere.

Non manca il raccogliere medikit, punti armatura e munizioni, oltre che chiavi di colore diverso per aprire le porte dello stesso colore. Non vi dice niente questo? Magari non ai più giovani, ma sicuramente dice tanto a chi ha giocato a Doom.

Questo titolo è anche un omaggio a questi giochi degli anni novanta. Ad esempio il volto di Shelly nel hud di gioco, rappresenta la salute e man mano che subisce colpi, comincerà a sanguinare sempre di più. È’ presente a schermo l’armatura con relativo punteggio e naturalmente l’arma equipaggiata con il conto dei proiettili.

Le battute della nostra eroina sono irriverenti e da spaccona, da far impallidire persino un “camionista”, zio Duke ne andrà sicuramente fiero. Anche le location fanno respirare quell’atmosfera del passato, Night a luci rosse, discoteche, sale giochi, fogne, strade ridotte a una discarica a cielo aperto e tante altre.

All’inizio del gioco è possibile scegliere tra quattro difficoltà che sono First Blood, Wanton Carnage, Ultra Viscera, Maximum Fury, rispettivamente, facile, normale, difficile e furioso. Ho provato la modalità normale e devo dire che non è stata proprio una passeggiata di salute. Ben fatto direi la sfida tende a essere verso l’alto.

GRAFICA

Mi riallaccio a quanto detto all’inizio di questa recensione. La resa grafica complessiva punta decisamente verso il basso. I personaggi sembrano fatti di cartone e il character design poco vario.

Bene le per le location. Molto ben caratterizzate. I cartelloni pubblicitari e le locandine incollate sui muri sparsi per la città sono magnifici come le scritte e i riferimenti. Buono l’effetto degli anfibi. Se si cammina su un nemico spappolato, le nostre suole, si sporcheranno di sangue, lasciando sul pavimento impronte rosse.  Anche l’effetto delle fiamme ha un bel movimento.

Altro elemento che stava facendomi gridare al miracolo è l’immagine riflessa della nostra Shelly, davanti allo specchio. Ma ahimè è tutta un’illusione, perché naturalmente non c’è nessun calcolo in tempo reale.

Qualsiasi cosa si faccia davanti alla superficie riflettente, l’immagine riflessa sta ferma.

Il punto a suo favore non sta tanto in quello che si vede a schermo, ma sicuramente è ben contestualizzato ed essendo questo, voluto e dichiarato apertamente dagli sviluppatori, non si può dire che abbiano centrato l’obiettivo.

SONORO

Il sound track è vario e abbraccia diversi generi musicali. Da riff scatenati di chitarre elettriche, drum and bass a musiche elettroniche e altre. Non le ho trovate proprio attinenti alle atmosfere del gioco ma mi hanno accompagnato durante i vari massacri e sparatorie.

Molto ben curato invece il comparto degli effetti audio. Il caricamento delle armi, il suono caratteristico di fuoco secondo l’arma utilizzata, che sia l’uzi o il fucile a pompa. Anche quando si salgono le scalinate di ferro, si può apprezzare il suono caratteristico. Complessivamente va a compensare quello che manca alla grafica. Stavo per dimenticare il doppiatore del dottor Jadus Heskel è nientepopodimeno che Jon St. John, meglio conosciuto come la voce di Duke Nukem.

COMPARTO TECNICO

Il motore grafico è lo stesso motore build usato per Duke Nukem 3D, offrendo lo stesso feeling degli FPS anni ’90. Caratteristiche moderne, integrate perfettamente, includono colpi alla testa, interazione con l’ambiente, come detto, fisica migliorata, auto-salvataggio e funzionalità widescreen. Supporta i sistemi operativi di oggi e non a caso è uno dei motori più usati dagli addetti ai lavori.

In modalità handheld si comporta molto bene e grazie alla risoluzione più bassa, la grafica risulta più pulita, meno “pixellosa”. Qualche calo di frame, ma che non da assolutamente fastidio, considerato che è single palyer.

LONGEVITA’

Grazie ai quattro livelli di difficoltà, gli svariati segreti sparsi in sette aree di gioco e la generosità delle mappe, garantisce una buona longevità se si vuole completarlo al 100%. Prima di riporlo nella libreria, proverei a finirlo nelle quattro difficoltà disponibili e le ore di gioco supera abbondantemente le dieci ore.

LOCALIZZAZIONE

Le lingue supportate sono Inglese, Francese, Tedesco, Spagnolo e Russo. Manca l’italiano. Non è penalizzante per nulla, si porta a termine comunque. Ma il rischio, è di perdersi qualche battuta di spirito che invece dovrebbe essere colta per apprezzare a pieno questo titolo.

MULTIPLAYER

I ragazzi di Voidpoint hanno pensato di implementare solo il single player. Non nascondo che mi dispiace. Essendo un gioco nuovo sotto mentite spoglie e molti giochi ormai oggi sono orientati verso il multiplayer o cooperativa, una modalità del genere non stonava per niente. E’ molto divertente in singolo, in multy dava valore aggiunto a Ion Fury.

CONCLUSIONI

Ion fury abbraccia passato e futuro. Il primo è rappresentato da tutto quello che evoca e che vuole evocare, soprattutto graficamente, il secondo, è dato come detto nel comparto tecnico, caratteristiche che si trovano tranquillamente negli FPS moderni. Quello che sicuramente mi ha più colpito e la velocità, la fluidità e la frenesia dell’azione, che a dirla tutta strizza l’occhio anche al gamer hardcore che ha voglia di sfide verticali.

Se mi fossi soffermato alla sola grafica come detto all’inizio di questa recensione, non gli avrei dato un centesimo. Questo è per dire di non soffermarsi mai alla sola apparenza, anche quando si tratta di un videogioco. La sensazione che mi ha dato Ion Fury nel gameplay, è di assoluta velocità, ferocia e divertimento. Io lo metto nel mio scaffale personale tra i titoli più blasonati e“belli” graficamente, quindi le mie aspettative non sono state disattese.

A proposito, il 26 Giugno, sarà disponibile la copia fisica in quantità limitata per Nintendo Switch che conterrà un set di sticker un art book esclusivo e Ion fury Nintendo switch chart a un prezzo di circa trenta dollari.

Pro

  • Shelly (personaggio)
  • Gameplay
  • Azione frenetica
  • Richiami agli FPS anni ’90
  • Level design accurato
  • Longevo

Contro

  • Grafica sotto tono
  • Sistema scelta armi poco immediata
  • IA Bot non brillante
RASSEGNA PANORAMICA
Gameplay
9
Soundtrack
9
Grafica
9.0
Longevità
8.5
Comparto tecnico
9
Porting
9.5
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