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Lo studio di sviluppo indipendente Atomicom ed il publisher GamesCo portano anche sulla console ibrida di Nintendo il loro gioco di sopravvivenza/sandbox spaziale JCB Pioneer: Mars, già disponibile da alcuni mesi in accesso anticipato su Personal Computer.

Siamo nell’anno 2067 e il desiderio umano di viaggiare nello spazio si fa sempre più concreto, tanto che arrivare su Marte non è più così difficile come ad inizio secolo. Dopo le prime sonde ed i vari Rover è finalmente arrivato il momento di inviare l’uomo in una missione di esplorazione. La nostra avventura inizierà proprio così con il nostro alter ego virtuale che dopo un tragico atterraggio con il suo Lander dovrà stabilire un’insediamento per studiare il “Pianeta Rosso” ed iniziare a preparare il terreno per la colonizzazione.

Il primo compito del nostro Astronauta sarà dunque quello di trovare l’ossigeno e di riparare il nostro piccolo avamposto e questo lo riusciremo a fare andando in giro per l’ostile pianeta rosso a recuperare oggetti utili dai resti delle vecchie spedizioni, o raccogliendo i materiali sparsi nella superfice (e non solo).

Per fare tutto questo avremo a disposizione un mezzo di trasporto spaziale (firmato JCB), una pistola in grado di riparare strutture ed oggetti ed altri utensili utili alla sopravvivenza.

Dopo aver passato le prime ore di gioco a sistemare il nostro avamposto, sistemando l’ossigeno, le comunicazioni e l’energia, si passerà a qualcosa di più grande, un progetto legato alle operazioni di colonizzazione, dovremo creare e preparare le nuove strutture che accoglieranno i futuri nuovi abitanti del pianeta rosso.

Dovremo perciò lavorare su tutte quelle strutture che possano garantire la sopravvivenza dell’uomo e questo lo faremo creando nuovi progetti e cercando in giro le risorse necessarie.

Il gioco di Atomicom nasconde al suo interno quindi, sia un’anima da Adventure Game, fatta di esplorazione e recupero oggetti, sia una da titolo Gestionale, dove dovremo disporre le varie strutture, creare i collegamenti e tenerle sempre in perfetto ordine.

Durante le fasi di gioco saremo liberi di gestire la visuale passando in qualsiasi momento da una visuale del personaggio in Prima Persona, molto utile nelle parti in cui dovremo interagire con i vari strumenti o dovremo attraverso il fucile laser riparare gli oggetti, alla visuale in Terza Persona con la telecamera posizionata ad un lato del personaggio, questa si rivela molto più utile nelle fasi di esplorazione, soprattutto se dobbiamo muoverci da una piattaforma (naturale) all’altra presente nello scenario di gioco.

Per sportarci nelle lande desolato del pianeta rosso potremo utilizzare dei particolari veicoli, tutti ideati dagli ingegneri di JCB, l’azienda che dà il nome al gioco, specializzata nella progettazione e costruzione di macchina da lavoro. Si partirà dal piccolo Explorer in grado di arrampicarsi ovunque e dotato di una piccola pala per la raccolta di materiale utile alla creazione di nuovi oggetti ed al sostentamento delle strutture. Poi avremo a disposizione, una volta sbloccati i crediti necessari, una Pala Meccanica ed un Mezzo Pesante in grado di trasportare più materiale.

Questi mezzi, tutti upgradabili, ci saranno utili anche a superare alcuni punti della mappa di gioco in cui il pianeta ci riversa addosso dei fenomeni naturali (implementati per la prima volta sulla versione Nintendo Switch) come enormi nuvole di polvere, tempeste elettriche e altri effetti atmosferici estremi che mettono a rischio la nostra sopravvivenza.

Il titolo di Atomicom punta ad essere quasi un vero simulatore di vita su Marte, visto anche l’opera si basa su numerosi studi sull’argomento, ma questo suo essere “realistico” penalizza la parte ludica rendendo tutto ripetitivo.

Tutto si baserà su ricerca di materiali, recuperali e portali alla base, una volta ottenuto il giusto quantitativo creiamo la struttura e si riparte, nuovo progetto, nuova ricerca di materiali, e così via all’infinito, insomma un senso ri ripetitività che alla lunga ci potrebbe far abbandonare il gioco.

La versione per Nintendo Switch come quella per personal computer utilizza l’Unreal Engine 4, ma il tempo speso dal team di sviluppo a migliorare la versione per personal computer, ha portato oltre a gli effetti atmosferici, che vi ho indicato prima, anche una nuova interfaccia di gioco, più rifinita e più pratica che si dimostra abbastanza agile da utilizzare anche nella modalità portatile.

Per il resto il “porting” si attesta su buoni livelli, sempre tenendo conto delle possibilità tecniche della console della grande N. Il titolo del team di sviluppo di Liverpool sia in modalità dock che in quella portatile, mantiene una risoluzione di 720p, ma ciò nonostante presenta diversi cali di frame rate e vari freeze, e questo soprattutto (e stranamente) quando giocherete nella modalità dock.

Questo assieme a delle animazioni non sempre perfette, porta diverse interferenze alla nostra esperienza di gioco. Altra cosa strana, ma molto probabilmente sempre legata a quella voglia di realismo del gioco, non esiste una colonna sonora, quindi ci ritroveremo a balzare o guidare su Marte senza alcuna suono che ci accompagni e che quindi ci aiuti ad affrontare meglio l’esplorazione.

Il titolo ha la lingua italiana, ma la dovrete attivare dal menu del gioco perchè in automatico partirà sempre in inglese. I sottotitoli sono molto utili, anche se i nomi di alcuni strumenti in Italiano sono differenti da quelli in inglese, e questo potrebbe in alcune (rare) occasioni far perdere tempo.

In conclusione JCB Pioneer: Mars si è rivelato divertente per alcune ore, ma la ripetitività di fondo e le prestazioni tecniche del porting (sopratutto in modalità Dock) potrebbero scoraggiare anche quei giocatori che amano questo genere di esperienze simulative, che dopo alcune ore di esplorazione potrebbero abbandonare del tutto il nostro disperso sul pianeta rosso.

Il nostro voto: 6

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Pro
  • Le basi scientifiche dietro al progetto
  • Orientato ad una reale simulazione
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Contro
  • Comparto tecnico
  • Troppa simulazione, penalizzato il divertimento
  • Mancanza di colonna sonora