Kingdom Tales 2 – Recensione Nintendo Switch

Vichinghi, Amore e Strategia

I Vichinghi, gloriosi guerrieri del nord Europa sono tornati, e da qualche anno spopolano nell’immaginario di noi moderni europei. Spesso considerati come sanguinari razziatori, hanno lasciato il loro profondo segno nella storia. Kingdom Tales 2 però vuole mostrarci un altro lato dei nordici guerrieri, quello avventuriero e romantico, il tutto in chiave Fantasy.

La storia d’amore alla base della nostra avventura è sviluppata in un titolo strategico, con dinamiche punta e clicca e numerosi obbiettivi a contorno. Il gioco è stato sviluppato da Cateia Games e pubblicato su PC nel 2014, mentre il porting su Nintendo Switch, pubblicato il 07 Gennaio 2021 è stato curato da Ocean Media LLC.

La Trama del gioco è alquanto sdolcinata e prende spunto da una visione romantica del medioevo; Finn e Dahla sono due giovani innamorati, ma appartengono a due classi sociali differenti. Il giovane fabbro non può ambire alla mano della sua dolce principessa, a meno che non diventi un campione più forte di ogni altro spasimante del regno. Purtroppo però un potente conte decide di sfidarlo rendendo più ardua la sua ricerca della felicità.

Subito dopo l’intro prenderemo il controllo di Finn il fabbro; non dovremo svolgere delle vere azioni con lui, ma piuttosto impartire ordini e organizzare vari accampamenti e villaggi creati per sconfiggere il Conte Ohli e i suoi tirapiedi. Il nostro compito sarà quello di guadagnare soldi, raccogliere risorse e sconfiggere i cattivi, nel tentativo di superare i 40 Livelli disponibili nel gioco.

Finn è l’unico personaggio che controlleremo durante il nostro viaggio, tutti gli altri personaggi ci aiuteranno con consigli o tutorial. Uno degli aspetti poco convincenti del gioco è proprio questo; in troppi livelli troviamo sessioni tutorial o nuove abilità nella costruzione di edifici. A mio avviso questa scelta penalizza la gestione delle missioni, visto che il vero potenziale del personaggio viene sbloccato quasi ben dopo la metà del gioco, lasciando sempre la sensazione di essere troppo guidati attraverso i livelli stessi.

A mitigare in parte il livello di sfida generale basso, troviamo tre livelli di difficoltà, oggetti nascosti e obiettivi sbloccabili. Entrando nel dettaglio; i livelli di difficoltà non hanno senso di esistere così strutturati, tranne per le stelle o diamanti sbloccati a fine livello, rispettando un tempo da battere prestabilito. Questa situazione si crea perché se si imposta un livello alto di difficoltà, ma si fallisce la prova a tempo, si può completare comunque il livello. Gli oggetti nascosti, uno per livello, funzionano come boost e sono spesso facili da scovare. Gli obiettivi sbloccabili, sono forse l’unica cosa in grado di alzare il livello di sfida insieme alla possibilità di battere i propri record.

A livello tecnico il titolo di Cateia Games e Ocean Media LLC va analizzato facendo un netto distinguo tra modalità mobile e salotto di Nintendo Switch. Ci tengo a sottolineare che anche la mia valutazione finale tiene conto dell’esperienza sensibilmente diversa tra le due modalità.

Graficamente siamo di fronte ad un lavoro mediocre giocato su TV e a un titolo buono in modalità mobile. Purtroppo accesa la Tv e avviato il gioco è stato subito chiaro che c’è stato poco lavoro di pulizia e miglioramento immagine per adattarla ad un grande schermo. In modalità portatile invece i colori vengono esaltati, rendendo merito ai disegni sempre piacevoli parte dello stile Cateia.

Per quanto riguarda il Gameplay, troviamo la stessa criticità; con un gioco non apprezzabile sul televisore di casa, ma gradevole se giocato in mobilità, anche in sessioni brevi come una pausa pranzo. La nostra strategia può essere scelta con due sistemi di controllo: Joy-Con destro o Touch-Screen, il primo sistema è goffo, lento e annoia subito; passati al secondo tutto migliora in modo esponenziale. Oltre alla scomodità, l’utilizzo del Joy-Con destro non viene nemmeno indicato come obbligatoria alla prima partita, costringendo il giocatore alla pressione casuale di tasti, fino a trovare quelli corretti.

Come valori aggiunti, in grado di rendere ancora più piacevole Kingdom Tales 2, troviamo una piacevole colonna sonora, allegro accompagnamento del nostro viaggio, e localizzazione ben curata presente in forma di sottotitoli.

La mia prova è iniziata con Nintendo Switch in modalità portatile, conoscendo già la scomodità della modalità TV con questo tipo di giochi. Ho provato la seconda modalità solo per potervi dare conferma dei problemi con i comandi del gioco in fase di recensione.

Ho trovato la Longevità buona, questo grazie anche alla possibilità di sfidare se stessi per migliorare il proprio punteggio e il fatto che migliorando i propri aiutanti si potrà completare meglio i singoli livelli.

In circa 6 ore di gioco, nonostante la ripetitività nelle azioni di gioco, sono riuscito comunque a divertirmi, ma non ritengo questo un gioco adatto ai console-gamer, ma piuttosto un titolo da Smartphone, e come aggravante il prezzo su PC è decisamente più basso dei 9,90€ proposti al lancio su Switch.

Fatte le mie considerazioni e una prova approfondita di Kingdom Tales 2, mi sento di sconsigliarlo al grande pubblico, ai giocatori esperti ed esigenti, ma lo consiglio, a coloro che cercano uno strategico, divertente e colorato, adatto ai Gamers più piccoli.

Pro

  • Piacevole giocato con touchscreen
  • Buona longevità
  • Ottima localizzazione

Contro

  • Comandi scomodi in modalità TV
  • Livello di sfida basso
  • Tutorial troppo lungo

RASSEGNA PANORAMICA
Grafica
6.5
Gameplay
6
Trama
7.5
Longevità
8
Localizzazione
9
Sonoro
7
Porting
5
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Staccato il ciuccio dalla bocca ho preso un pad in mano per non mollarlo più, non son un Pro Gamer, cerco l'essenza del gioco.