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I titoli appartenenti alla categoria Indie, ripongono le speranze e i sogni dei ragazzi e delle ragazze che uniscono i loro sforzi per rappresentare una storia al meglio delle loro possibilità, cercando di fare breccia nel cuore dei videogiocatori con storie interessanti. Quest’obiettivo è stato prefissato da Liberated, ma riuscirà a farlo nel migliore dei modi?

Scopriamolo insieme mentre vi racconto la mia personale esperienza.

Atomic Wolf, lo studio che si è occupato dello sviluppo e della realizzazione del titolo ed originario della Polonia, grazie al publisher Walkabout Games è riuscito a confezionare un titolo dall’impronta noir impostato come una visual novel interattiva assicurandosi come primo lancio un buon prodotto.

Non appena inizieremo la nostra nuova partita in Liberated, ci verrà rivelata un po’ della storia in cui si svolgerà la nostra avventura. In un futuro lontano, e ipotetico, gli Stati Uniti hanno trasformato il globo in una sorta di Grande Fratello tramite l’utilizzo di un software capace di predire i comportamenti umani interpretandoli attraverso il linguaggio non verbale e l’espressioni facciali dei singoli individui.

Il tutto nasce a causa di un attentato ai danni di una scuola elementare causando danni e paura a milioni di persone. Il denaro viene abolito in cambio di una promozione dell’attività sui social, aumentando ancor di più il controllo sulla popolazione.

In questo mondo però c’è una piccola cellula terrorista chiamata Liberated che vuole liberare la popolazione da questa schiavitù forzata e fare luce sull’evento che ha scatenato tutta questa situazione.

Per tutta la durata del gioco, più o meno quattro ore, impersonificheremo uno dopo l’altro i quattro protagonisti della storia, ognuno dei quali avrà un capitolo tutto per se, con i quali dovremo affrontare svariate situazioni e capire cosa fare per uscirne vivi arrivando alla fine del livello, totalmente rappresentato dalle pagine di un fumetto in cui ci muoveremo attraverso le varie vignette che le compongono.

La storia inoltre, ben strutturata, contiene qualche bivio che ci permetterà di visualizzare scelte diverse ma, ahimè, non cambieranno in alcun modo il finale del gioco restando fini a se stesse ma non alla possibilità di ottenere finali alternativi.

A seconda del personaggio di cui vestiremo i panni nella storia, avremo diversi stili di gioco e modalità: potremo ritrovarci ad affrontare livelli incentrati sulle sparatorie oppure, anche se in quantità molto ridotta, enigmi da risolvere per portare alla luce importanti verità o ancora in sezioni dove essere invisibile ai nemici sarà la miglior strategia da adottare.

I punti di forza di Liberated sono la storia e lo stile con cui ci viene proposta e raccontata durante l’arco di tutta la nostra partita che, nonostante non abbia una durata così lunga, tiene il giocatore incollato allo schermo così tanto da preferire di giocarlo tutto d’un fiato senza nemmeno una pausa.

Uno dei due difetti, ma è un male minore, del titolo è dato da alcuni piccoli e brevi cali di framerate durante il gioco nei momenti più frenetici, quei pochi esistenti in cui si trasforma in un twin-stick shooter a due dimensioni, ma non sono così gravi da interrompere e/o disturbare la nostra esperienza di gioco.

Dal punto di vista tecnico Liberated si presenta con un comparto grafico niente male. Come detto qualche riga prima, uno dei suoi punti di forza è soprattutto lo stile con cui ci viene raccontata la storia, illustrata a mo’ di fumetto in bianco e nero in cui le scene fanno da sfondo alle nostre avventure.

Il comparto audio compie bene il suo ruolo e non risulta carente nella gamma di musiche che potremo ascoltare durante le quattro ore di gioco che ci terranno impegnati per completarlo, nonostante in alcune sezioni passi in secondo piano fornendo un ottimo sottofondo.

Un difetto (per noi) è la mancanza della lingua italiana che ci aiuta a comprendere meglio la storia attraverso i sottotitoli. Nonostante sono sempre stato dalla parte dell’inglese nei videogiochi come occasione per imparare e/o approfondire la lingua, e chi legge le mie recensioni lo sa bene, questo è uno dei casi in cui avrebbe favorito la diffusione del titolo ancor di più soprattutto dopo aver constatato la notevole quantità di lingue straniere a cui avrebbe fatto notevole piacere leggere la parola Italiano.

Liberated è un titolo che piace dall’inizio alla fine, che si lascia giocare senza troppi problemi e, allo stesso modo, può essere portato a compimento. Con uno stile fumettoso, da comic e non da manga, riesce a raccontare una storia sfaccettata al punto giusto ma che avrebbe potuto applicarsi ancor di più (mi riferisco alle scelte che non modificano il finale del gioco).

I ragazzi del team di sviluppo Atomic Wolf hanno dimostrato di saper lavorare bene ottenendo un risultato straordinario fin dal primo prodotto.

Pro

  • Bella ambientazione
  • Stile azzeccato
  • Storia ben caratterizzata…

Contro

  • … ma che senso ha una scelta se non cambia nulla?
  • Niente Italiano
  • Piccoli cali di frame-rate

RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
8.5
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Allevato dai bit del Commodore 64, ho sviluppato una passione col crescere del tempo che non ho mai rimpianto o sostituito con altro. Cresciuta di console in console, ho deciso di intraprendere la via della tastiera per cimentarmi nell'unica cosa in cui sarà bravo, forse, in tutta la mia vita... Parlare di videogiochi!