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Negli ultimi mesi ho perso il conto del numero di roguelike/dungeon crawler usciti sulle nostre amate console. Alcuni divenuti dei veri e propri gioielli imprescindibili e altri riusciti meno bene. Oggi è il turno di Another Indie, che approda anche su Nintendo Switch con il suo Lost Castle, che come anticipato si aggiunge al già vasto numero di titoli di questo genere, portando alcune piccole novità soprattutto nel lato puramente estetico del gioco.

Come è facile aspettarsi da questa tipologia di giochi, la trama è appena accennata e serve solo a contestualizzare le azioni di gioco. Ci ritroveremo nel castello di Harwood, dove uno stregone ha evocato creature malvagie, che oltretutto lo uccideranno in men che non si dica.

Quando tutto sembra ormai perduto, ecco il nostro protagonista (un prigioniero del castello) prodigarsi per cercare di riportare l’ordine. Le difficoltà sono decisamente più imponenti rispetto a quello che potremo fare, e infatti incontreremo presto la morte, grazie alla quale scopriremo che la nostra anima non andrà persa per sempre, ma verrà utilizzata per potenziare il guerriero successivo che si inoltrerà tra le mura della fortezza.

Stratagemma narrativo perfetto per giustificare la natura roguelike del titolo, ossia la morte definitiva del personaggio utilizzato, e con lui il relativo equipaggiamento trovato nella sessione di gioco corrente.

Ciò che rimane sono le anime raccolte dai nemici sconfitti, che potremo utilizzarle per comprare dei bonus (che di volta in volta avranno un prezzo sempre più alto) da utilizzare nella sessione di gioco successiva, così da avere sempre più chance di sopravvivenza e arrivare al termine dell’avventura. Potremo aumentare l’attacco e la difesa, ma anche la capacità di trovare loot migliori etc etc.

Iniziando una sessione partiremo dalla nostra cella in cui siamo prigionieri, e una volta usciti inizia l’esplorazione del dungeon, che avrà caratteristiche diverse a livello di stanze e di nemici incontrati, così come diverso sarà il loot ottenibile una volta ripulita la zona.

I loot sono uno dei punti forti del titolo, essendo presenti in enorme quantità, con caratteristiche e qualità più o meno buone, sotto forma di equipaggiamento e armi, ma anche strumenti e consumabili.

I pezzi di equipaggiamento sono in tutto 246, gli oggetti consumabili 147, e avrete il vostro ben da fare per trovarli tutti e soprattutto per scoprirne i vari effetti e punti di forza o di debolezza.

Tante sono anche le tipologie di nemici che incontrerete, per un totale di 68 creature, e altrettanti 21 boss, divisi in varie specie basate sulle zone che esploreremo mano a mano, che in totale sono 5.

Lo stile di gioco è godibile e facile da padroneggiare, ma è presente un buon tasso di difficoltà che garantisce sempre un buon tasso di sfida al giocatore, anche nelle fasi più avanzate, quando il nostro personaggio sarà più potente e capace sul campo di battaglia.

La visuale di gioco è in un certo senso innovativa per il panorama dei roguelike, dato che non abbiamo una classica vista dall’alto o rigorosamente due dimensioni, ma a scorrimento con la possibilità di muoverci anche in profondità per i corridoi delle stanze, un po’ come avviene con Castle Crashers per intederci.

I comandi sono sempre pronti anche se le hitbox dei colpi non sono così precise, e capiterà spesso di vedere andare a vuoto un bel numero di colpi, più che altro con l’utilizzo di armi corpo a corpo.

Inoltre ho trovato il movimento sempre piuttosto lento, e sebbene con alcune armi sia disponibile la schivata (o una specie di teletrasporto a corto raggio) troppe volte risulta difficile riuscire a disimpegnarsi dai nemici sempre più numerosi.

Per facilitare le cose però potrete scegliere di giocare in multigiocatore online o locale.

Il primo non l’ho trovato particolarmente interessante, prima di tutto perché l’utenza non è così numerosa, e poi le partite si risolvono il più delle volte in una sorta di “ruba loot al compagno” senza avere la possibilità di prendere un oggetto più o meno utile alla nostra causa.

Risulta quindi molto più interessante la modalità coop locale, che in compagnia di uno o più amici permette di giocare in maniera razionale e ragionata, allargando le possibilità di manovra e di riuscita dell’avventura.

Infine un ultimo aspetto che non mi ha fatto gridare al miracolo è l’interfaccia di gioco, piuttosto bruttina e poco curata, paragonabile ai primi giochi mobile usciti sul mercato. Una maggior cura sotto questo aspetto avrebbe reso il tutto più appetibile ad un primo colpo d’occhio.

Tirando le somme però, Lost Castle è un bel giochetto da tenere d’occhio.

La sfida c’è e le cose da scoprire e sbloccare sono tante, anche se lo stile di gioco alla lunga stanca e non è bello e profondo come quello di Dead Cells ad esempio, ma tenendo conto del prezzo piuttosto basso a cui viene proposto, e alla possibilità di divertimento che può dare in coop locale, direi che tutti gli amanti del genere e non, possano dargli una possibilità.

Il nostro voto: 6.5

Pro

  • La presenza del multigiocatore
  • Tanto loot da scoprire
  • Ideale per i neofiti del genere

Contro

  • UI e lato artistico migliorabile
  • In singolo stanca presto
  • Il potenziamento con le anime è un po’ tedioso

 

RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
6.5
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Product and graphic designer. Amateur photographer, freeride and downhill rider, cars and bikes lover. • PFB Design