LoveKami -Divinity Stage- Recensione Nintendo Switch

Lo scopo di un titolo appartenente alla categoria novel, più diffuso nelle terre del Sol Levante che da noi, è quello di raccontare una storia facendo della narrazione il suo punto forte e pilastro portante del gioco accompagnata da immagini di una qualità accattivante. Ma non tutte riescono in questo compito. La riproposizione di LoveKami -Divinity Stage- ne è un esempio.

MoeNovel, lo studio che si è occupato della realizzazione e dello sviluppo del titolo, ripropone dopo quasi quattro anni dalla sua uscita per PC una visual novel (campo di sua competenza vista la sua lunga esperienza in questo genere) sulla console ibrida di Nintendo. Ma riuscirà a superare la sua prima versione o niente è cambiato?

Non appena daremo il via alla Nuova Partita in LoveKami: Divinity Stage, inizierà una storia dall’interessante premessa, raccontata tramite tante immagini in sequenza alcune delle quali animeranno i visi delle ragazze protagoniste.

Un giorno tre giovani dee decidono di scendere sulla Terra per imparare qualcosa in più sull’umanità che popola il pianeta. Dopo quest’avvenimento, la discesa delle dee sul pianeta Terra diventa sempre più frequente e, soprattutto nella città di Akihabara, alcune di queste entità divine femminili sono diventate delle idol di successo che portano gioia ai loro fan, soprattutto al pubblico maschile. Uno tra tutti i gruppi esistenti chiamato L☆ SEVEN sta tenendo delle audizioni per ampliare il proprio gruppo in cui le tre ragazze protagoniste entreranno a far parte.

Le tre protagoniste sono delle ragazze dai vestiti spesso succinti, ognuna con una sua personalità ma con lo stesso sogno nel cassetto, ovvero diventare un idol di fama mondiale.

Esse sono: Shuri, frizzante e apparentemente sicura di se, ci sono momenti in cui finisce per paragonarsi a chi ha più successo di lei mostrando una certa insicurezza. È molto schietta e di solito laboriosa, ma può rapidamente perdere interesse nelle cose e non ha paura di mostrarlo pubblicamente. Kagura, che lavora part-time in un café a tema Idol Divine facendo, al tempo stesso, la gavetta per diventare un idol di successo. Le piace divertirsi, ma questo non significa che sia una fannullona. Il suo senso del ritmo e dell’espressionismo quando balla sono entrambi originali e nessun altro può copiarli. Infine, abbiamo Sara che ama cantare, ma dal momento che non si è ancora innamorata, e con l’abbondanza di canzoni d’amore nel genere idol music, spesso diventa dubbiosa della sua capacità di cantare canzoni d’amore in modo convincente.

Durante tutte e tre le storie, una per ognuna delle protagoniste, la ragazza di turno dovrà superare degli ostacoli per raggiungere la fine di un percorso e l’unico punto in comune sarà rappresentato dalla presenza di Yamato che aiuterà ognuna delle idol divine rendendo il tutto molto romantico, ma non mancheranno i momenti in cui le personalità vivaci delle ragazze rendono alcune scene comiche e d’impatto.

La serie Lovekami contiene alcuni momenti ben strutturati basati sulle storie d’amore ma che sfociano in situazioni comiche, una cosa che viene spesso trascurata nella comunità delle visual novel.

Questo può avere in gran parte a che fare con l’approccio degli sviluppatori di essere più inclini sulla sessualità delle loro uscite occidentali. Infatti, nella sua prima versione la narrazione ha avuto davvero un grande successo, ma in questa nuova versione riveduta e corretta per Nintendo Switch non apporta novità in merito lasciando tutto com’era senza aggiungere niente di nuovo.

Infatti, nella versione per Nintendo Switch non sono state apportate modifiche o adattamenti alle caratteristiche peculiari della console come potrebbe stata l’implemento del touch screen. Una cosa che tutti apprezzeranno, come ho fatto io, è la presenza di alcune finestre che ci spiegheranno qualcosa in più sul mondo di gioco, dandoci informazioni importanti e non.

Dal punto di vista tecnico LoveKami -Divinity Stage- presenta solo dei piccoli miglioramenti grafici, in cui potremo vedere le ragazze leggermente in qualità grafica migliore (ma nemmeno più di tanto) e le animazioni che che rendono le protagoniste più graziose e quasi umane, oltre ad essere più “rimbalzose” (donando felicità a tanti appassionati) ma non sempre saranno al massimo della qualità e della risoluzione, ritrovandoci a volte con immagini sfocate se le ingrandiamo.

Il comparto audio è composto da colonne sonore che risultano orecchiabili e graziose da ascoltare, ma non si può dire la stessa cosa del doppiaggio che, a volte, non corrisponde al labiale rovinando un po’ il tutto durante le scene anche più concise, oltre a non possedere i sottotitoli in lingua italiana, una caratteristica che potrebbe far storcere il naso a qualche, se non a molti, appassionato.

Lovekami: -Divinity Stage- ci regala una divertente storia di tre dee che cercano di farsi conoscere in tutto il mondo cercando di diventare idol. I suoi elementi comici e le immagini lascive smorzano la lunga narrazione con situazioni divertenti, ma non ci faranno empatizzare troppo con le protagoniste.

In definitiva, la versione per Nintendo Switch soffre un po’ la mancanza di qualche feature originale della console e qualche migliora grafica non avrebbe guastato troppo, anche se i filmati e le animazioni risultano ben fatte e risaltano all’occhio del giocatore.

Pro

  • Tante scene divertenti
  • Farà la felicità di molti utenti
  • Animazioni ben strutturate

Contro

  • Nessun cambiamento dalla sua versione originale
  • Le immagini ingrandite perdono di qualità
  • Non adatto a tutti

RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
6.5
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Allevato dai bit del Commodore 64, ho sviluppato una passione col crescere del tempo che non ho mai rimpianto o sostituito con altro. Cresciuta di console in console, ho deciso di intraprendere la via della tastiera per cimentarmi nell'unica cosa in cui sarà bravo, forse, in tutta la mia vita... Parlare di videogiochi!