Maid of Sker recensione pc steam review Cescoz TOHC indie free game demo

Siamo giunti alle tante sospirate vacanze, quest’anno attese ancora di più per recuperare anche i mesi trascorsi nelle proprie abitazioni per effetto della pandemia che sta ancora colpendo il mondo intero.

Avete prenotato per campeggi, case, resort e alberghi? Bene, per questi ultimi, spero abbiate fatto la scelta giusta. Potreste capitare in un posto come lo “Sker House” e il suo “gentile” staff, che non ci vede bene ma ha un udito sorprendente.

Maid of Sker il videogioco di cui vi parlerò in questa recensione, sviluppato e pubblicato dalla software house indipendente Wales Interactive. E’ disponibile  dal  28 Luglio 2020 per PC Steam, PlayStation 4 e Xbox One. Prossimamente, sarà disponibile anche per Nintendo Switch. La versione da me provata è quella per PC.

Il gioco in questione è nato grazie all’ispirazione verso una storia reale, in termini di luogo e personaggi, abilmente mescolata e arricchito grazie alla narrazione e arrivando ad essere un mix tra finzione e realtà.

Questo, ha portato alla luce un videogioco survival horror in prima persona di ottima fattura.

Infatti, quando mi hanno passato il gioco per provarlo, ho saputo della storia originale del folklore gallese e mi sembra buona cosa riportarvela di seguito.

L’autore Arthur Leslie rimase colpito da una storia del posto e che riportò nel libro intitolato “The Story of Sker House”.

La leggenda locale raccontava di un abitante della casa, “Elizabeth Williams”, i cui piani di sposare il suo amante furono vanificati da suo padre. Il cuore di Elizabeth batteva per un giovane falegname e arpista chiamato “Thomas Evans”, persona ritenuta indegna da suo padre il quale aveva altri piani per lei.

La coppia progettò di fuggire ed Evans si procurò una carrozza e dei cavalli per poter fuggire. Sfortunatamente i cani di Williams iniziarono ad abbaiare così furiosamente da svegliare tutta la casa.

Evans, gambe in spalla, corse via lasciando Elizabeth ad affrontare l’ira di suo padre da sola. Fu rinchiusa in una stanza con anche le finestre bloccate.

In seguito alla sua incarcerazione la costrinse a sposare un uomo chiamato Thomas Kirkhouse. Il matrimonio fu dichiarato un’unione senza amore e ogni volta che Evans si trovava nelle vicinanze, Elizabeth sgattaiolava fuori dalla casa che condivideva con suo marito a Briton Ferry, per sentirlo suonare.

È morta dopo nove anni di matrimonio, si dice che abbia avuto  il cuore spezzato. Sarebbe tutto da verificare ovviamente. Esiste anche una versione di discendenti della famiglia che sostengono che il matrimonio invece era perfetto.

Ma la pista più perseguita è la prima, non di certo quella dei parenti. Personalmente, trovo queste storie così affascinanti, che le lascio così come sono. Anche l’edificio, lo “Sker House” ha una storia ed esiste realmente.

E’ un edificio storico in Galles, originariamente costruito come una fattoria monastica dell’ordine cistercense oltre 900 anni fa, è situato appena fuori dalla città di Porthcawl, vicino a Bridgend.  Poco rimane della struttura originale ed è stato completamente ricostruito alla fine del XVI secolo. Sulla rete, si possono trovare i modi per raggiungerlo, si trova vicino alla costa, a sud del Galles.

Dalla realtà alla fantasia

Il gioco è ambientato nella seconda metà del 1800, stesso periodo dei racconti e come detto all’inizio, la trama di Maid of Sker, (il videogioco), è costruita proprio intorno ai personaggi di Elizabeth Williams, suo padre e Thomas Evans, c’è anche lo zio pazzo di Elizabeth. Non che gli altri membri della famiglia fossero a posto con la testa.

Della storia originale è presente il legame di amore, la musica, la reclusione, l’isolamento della donna per mano del padre e della famiglia e lo Sker Hotel, ho meglio dire l’edificio, lo Sker house. Sebbene il racconto originale abbia molto di storia di amore e romanticismo, non mette in evidenza i comportamenti violenti del padre. Nessun problema, ci hanno pensato i ragazzi di Wales Interactive.

Nel titolo in questione tutto prende forti tinte horror. Tutto ha inizio quando Il protagonista, Thomas Evans, spinto dalla lettera scritta dalla sua amata, si dirige in treno allo Sker Hotel per salvare Elisabeth Williams. Lei si trova rinchiusa nello Skare Hotel e tenuta prigioniera dalla sua famiglia.

Tutte le persone presenti, facente parte del personale dell’albergo e non, sono sotto l’effetto ammaliatore di un canto prodotto dalla creatura, anch’essa rinchiusa e tenuta prigioniera, nei bassifondi dell’albergo. Inizialmente questo essere, trovato su una nave naufragata nei pressi di Sker point, è stato sfruttato per far arricchire la famiglia attraverso la vita di persone innocenti.

Inoltre, vogliono sostituire la voce della creatura con quella di Elisabeth che si vede costretta a prove estenuanti di canto e solfeggio.  Lo scopo è quello di comporre un’anti melodia che spezzi la maledizione nata dalla sanguinaria e violenta sete di potere della famiglia Williams.

GAMEPLAY

Il videogioco è un survival horror in prima persona. Si basa come nei più classici del genere, nell’esplorazione degli ambienti e nel risolvere enigmi per aprire passaggi segreti, attivare marchingegni dell’epoca che contengono oggetti utili per il proseguimento della storia.  Inoltre, sono da trovare delle chiavi per aprire alcune porte, inizialmente bloccate.

Il nostro Thomas ha una borsa (inventario) con diciotto slot disponibili (6X3) e non espandibili ma tranquilli, è sufficiente lo spazio dato, dove si possono conservare e usare gli oggetti trovati durante l’esplorazione.

C’è un diario dove sono raccolte le lettere trovate in giro per l’albergo che completano la comprensione degli eventi e infine la mappa.  Quest’ultima sarà molto familiare, perché identica a quanto visto nella serie di Resident Evil, comprese le informazioni su di essa come: porte bloccate, punti d’interesse, aree esplorate e così via.

Si può trovare un “intruglio” da bere, per ripristinare la barra della salute e come unica arma offensiva uno strumento chiamato “modulatore fonico, oggi sarebbe una cassa bluetooth portatile, che con delle “cartucce” inserite al suo interno, anch’esse da trovare, produce un suono assordante.

Funziona in questo modo: Equipaggiando la “cassa acustica” e premuta la cartuccia al suo interno con il tasto sinistro del mouse, si produrrà un suono stordente per il nemico, permettendoci di fuggire e metterci in salvo dal suo pestaggio e da morte certa.

Il gameplay è soprattutto incentrato sui movimenti del nostro alter ego digitale e dal rumore che si produce quando si cammina o si corre. Anche urtare con i complementi dell’arredo produce rumore che allerta quelli che una volta erano i dipendenti dello Sker hotel e ospiti, che volevano passare qualche giorno di relax.

I corridoi e le stanze dell’hotel sono disseminate da queste persone che rese schiave dal canto magico, di “questo essere” e dai trattamenti chirurgici dai famigliari di Elizabeth, con dei pattern prestabiliti fanno giri di ronda per sorvegliare tutte le zone dell’albergo.

I cattivi di turno sono stati resi ciechi e le loro teste, sono coperte da sacchi di iuta ma sono dotati di un apparato auditivo veramente eccezionale. Per tutto il tempo, si dovrà camminare accovacciati, per produrre meno rumore possibile e avere così la possibilità di esplorare le varie aree.

Non solo, in alcuni momenti si dovrà trattenere il respiro, portandosi le mani davanti alla bocca, perché essendo ormai un posto fatiscente la polvere la fa da padrona. Passando attraverso il pulviscolo a Thomas verrà da tossire, rivelando la sua presenza a questi simpaticoni.

Nelle aree esterne invece, questi colpi di tosse verranno passando vicino ai falò per il fumo prodotto. Si capisce da quanto descritto che l’elemento stealth di Mad of Skare è messo in primo piano. Questo fa si che tutto il tempo di gioco sia carico di tensione e la paura di essere scoperti sono sempre dietro l’angolo.

Come fare a capire come e quando muoverci? L’unico modo è affidarsi al nostro udito. Infatti potremmo decidere le nostre azioni in base al rumore prodotto dai passi “delle sentinelle” e anche dalla direzione da cui arrivano.

I ragazzi di Wales Interactive sono riusciti a ricreare una vera atmosfera Horror, senza servirsi di scene esplicite di sbudellamenti, sangue e tutti gli elementi che rendono facile impressionare il giocatore.

Hanno invece inserito elementi come i rumori, gli scricchiolii del pavimento, cantilene, suoni di carillon, canti e voci, che ci accompagnano per tutto il gioco. Tutte cose che non abbiamo bisogno di vedere ma basta ascoltarle per ricevere quel senso di angoscia e di paura.

I momenti di jump scare non mancano, ma non voglio aggiungere altro per non rovinare le sorprese. Aspetto del gameplay da non trascurare sono sicuramente i salvataggi, per un’avventura horror. Non esistono check point o salvataggi automatici una volta superata una fase importante. Ma ci sono delle stanze adibite per i salvataggi.

Consiglio vivamente di farvi spesso visita per evitare di dover ripetere “da capo” sezioni medio – lunghe.

Il comparto grafico l’ho trovato veramente ben realizzato. Ottimo il livello artistico. Gli aspetti visivi danno una buona idea di realismo.

Ogni stanza è ricca di dettagli, gli arredi sono caratteristici del periodo, buone le texture e gli effetti particellari.Mi sono piaciute meno le scene esterne, soprattutto con le texture della vegetazione, le ho trovate un poco scarne e piatte. Ma nel complesso, ha un buon risultato visivo.

Tanti i punti luce e i giochi d’ombra che si creano, con gli oggetti presenti nelle location. Buona anche la rifrazione della luce che passa attraverso le finestre. Ottima la qualità del nero. In generale è un bel vedere, le scene, anche se illuminate, le ho trovate tendenti allo scuro, lasciando i parametri di default. Ma modificando i parametri d’illuminazione e contrasto, la situazione di visibilità, migliora.

Maid of Sker e la sua storia girano attorno alla musica e al comparto audio, infatti non mi ha deluso.

Il sistema sonoro 3D è molto buono e consiglio di giocarlo in cuffia per non perdersi nessun rumore ambientale e calarsi totalmente nell’atmosfera del gioco.  Veramente curati molto gli effetti sonori.

Differenziati i suoni in base alla superficie che si calpesta. Se si passa sopra un tappeto ad esempio, il rumore dei passi è attutito, il legno invece scricchiola, le porte cigolano.

Buona anche la direzionalità, come scritto prima. Si riesce a distinguere la direzione dei passi,  da dove arrivano, quanti sono e se si stanno allontanando o avvicinando. A rendere ancora più suggestivo il tutto, c’è anche il respiro affannato di Thomas, dopo uno scontro o una fuga degna di un centometrista.

Infine, la colonna sonora è da “brividi”.  Nel gioco sono presenti versioni rinnovate di famosi inni gallesi Calon Lân (Un cuore puro), Suo-Gân (Ninnananna Gallese) e Ar Hyd y Nos (Attraverso la notte) con la voce da pelle d’oca di Tia Kalmaru.

Maid of Sker non dura molto. Giocato stealth, compreso il risolvere gli enigmi, mai troppo complicati ci possono volere circa otto / nove ore per completare il gioco.  Se invece non si perde tempo e si va dritto al punto ci si può impiegare metà del tempo indicato prima.

A garantire la longevità, ci sono alcuni oggetti da trovare come: venti bamboline musicali collezionabili, trenta lettere, diciotto fonografi e un finale multiplo, nulla di più. Credo che sia l’aspetto più debole del gioco.

Il comparto tecnico non ha sbavature, gira tutto a 60 fps senza troppa difficoltà. Per girare su PC è sufficiente avere:

Configurazione minima

  • Sistema operativo: Windows 7, 8.1, 10 (64-bit richiesto)
  • Processore: Intel® Core™ i5-4460 or AMD FX™-6300 o superiore
  • Memoria: 8 GB di RAM
  • Scheda video: NVIDIA® GeForce® GTX 760 or AMD Radeon™ R7 260x with 2GB Video RAM
  • DirectX: Versione 11
  • Memoria: 15 GB di spazio disponibile

Consigliata

  • Sistema operativo: Windows 10 64-bit
  • Processore: Intel i5-10500 / AMD Ryzen 5 2600 o superiore
  • Memoria: 8 GB di RAM
  • Scheda video 970 / AMD Radeon R9 290 equivalent or greater
  • DirectX: Versione 11
  • Memoria: 15 GB di spazio disponibile

PC usato

  • Sistema operativo: Windows 10 64-bit
  • Processore: Intel i5-9600k
  • Memoria: 16 GB di RAM
  • Scheda video: Asus Rog STRIX 2070 RTX 8 G
  • HDD: Nvme M.2  1 G.B
  • Risoluzione: 2560×1440 G-SYNC

Nessun problema riscontrato in termini di fluidità lasciando le opzioni grafiche tutte accese e al massimo ottenibile.

Localizzazione

Diverse le lingue da poter scegliere. Il gioco è vocalmente doppiato in inglese ma è sottotitolato in italiano per i dialoghi. Tutti gli elementi testuali come le lettere e le note, sono tradotte in italiano, così come la interfaccia del menu principale e dei sotto menu. Come sempre, apprezzo quest’aspetto che soprattutto per una software house di stampo indipendente, rappresenta un aspetto non privo di dispendio di energie e risorse.

In conclusione

Maid of Sker è un titolo divertente da giocare. Ha tutto quello che del genere survival horror apprezzo di più.

Senza armi (praticamente), l’unica difesa è il silenzio e cercare di fare meno rumore possibile. Non posso dire nascondersi, come si fa in Outlast o Alien Isolation, perchè i cattivoni sono ciechi, non ti vedono, anche se gli stai davanti a debita distanza ovviamente.

Il sonoro e le immagini in generale ti proiettano nell’atmosfera buia e carica di tensione che gli sviluppatori hanno ricreato molto bene.

Per com’è impostato ricorda molto le produzioni Capcom, chiaro con tecnologia e budget differenti… Ma rimanendo nel panorama indie, è stato fatto un ottimo lavoro.

Un gioco da avere e giocare assolutamente, se piace il genere naturalmente. Su PC gira che è una bomba, senza possedere necessariamente una “macchina da guerra”.

Giocarlo a difficoltà difficile da un poco di pepe in più ma è apprezzabile anche a difficoltà normale, come l’ho giocato io.

Un altro gioiellino indie che si aggiunge alla mia libreria dei videogiochi.

Pro

  • Buona resa grafica
  • Comparto audio
  • Gestione dell’inventario facile e con pochi tasti
  • Finale multiplo
  • E’ un survival horror

Contro

  • IA no sempre brillante
  • Sceneggiatura a tratti confusionaria
  • Gioco breve

 

RASSEGNA PANORAMICA
Voto complessivo
8
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Videogames, console, PC, musica, mtb e moto, passioni che hanno scandito la mia vita fino a oggi.