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Metro 2033 è stato uno dei miei giochi preferiti su Xbox 360, così come il suo seguito Last Light, quindi fin dal primo annuncio in occasione dello scorso E3 di Los Angeles (con un trailer fantastico) Exodus mi ha rapito, un nuovo capitolo della serie, dopo quasi 6 anni di attesa, è una di quelle notizie che per un’appassionato della serie possono davvero cambiare la giornata, soprattutto in questo folle mercato fatto di FPS sempre più “multiplayer oriented” avere fra le mani un titolo prettamente single player e con un’ ambientazione ed una storia di spessore fa davvero piacere.

Il titolo sviluppato dai ragazzi di 4A Games (prodotto da Koch Media e pubblicato da Deep Silver) ci riporta nuovamente a Mosca, o meglio nel sottosuolo della capitale russa, e ci rimette ancora una volta nei panni di Artyom, nella sua continua missione alla ricerca di sopravvissuti alla devastazione della grande guerra nucleare del 2013.

Exodus non è solo il capitolo conclusivo della trilogia, nel rispetto della transmedialità dell’opera di Dmitrij Gluchovskij, autore della serie e super visore dei  videogiochi ma questo nuovo capitolo  va a posizionarsi  subito dopo le vicende raccontate nell’ultimo libro Metro 2035, chiudendo quindi l’intero arco narrativo.

La paura dei fan in questi mesi che separavano l’annuncio di Metro Exodus dalla sua uscita è stata senza dubbio quella di trovarsi fra le mani un capitolo totalmente rivoluzionato e lontano da quanto abbiamo visto nei primi due capitoli, questo perché il team di sviluppo aveva annunciato l’ingresso della serie nella schiera di FPS Open World, quindi si è pensato subito ad un’addio ai dungeon fatti di opprimenti corridoi pieni di insidie e di tante ragnatele da bruciare con l’accendino, be questa paura in parte si è rivelata fondata, perché il cambio di rotta c’è ed è evidente, ma a dire il vero la soluzione trovata dai ragazzi di 4A Games non ha poi snaturato Metro Exodus.

In questo nuovo capitolo infatti tutto viene diviso in quattro macro aree all’aperto, liberamente esplorabili, ma che grazie a dei piccoli stratagemmi legati alla trama non sono affatto dispersivi, ci danno solo la possibilità di affrontare in maniera diversa la missione.

Ma facciamo un piccolo passo indietro e andiamo con ordine e soprattutto senza spoilerarvi troppo della storia. La trama di Metro Exodus può essere definita come un racconto itinerante (on the rail) e ci svela come Artyom , sua moglie Anna ed il resto dei personaggi che abbiamo conosciuto nei precedenti capitoli, la squadra degli spartani, dopo una serie di rocamboleschi eventi e di tante inaspettate rivelazioni, si vedono costretti a fuggire dalla capitale russa a bordo di un treno corazzato, che nel corso del gioco verrà ribattezzato l’Aurora, verso quella che sembra essere l’inizio di una nuova vita.

Il treno ricopre un ruolo centrale nelle vicende di questo Exodus, è il collante che tiene unita la trama, il luogo di aggregazione da dove partire e dove fare ritorno al termine delle varie missioni. A bordo dell’Aurora potremo socializzare, anche stavolta in maniera passiva visto che il nostro protagonista sarà muto (un elemento molto Old School che non a tutti può piacere), con Anna e il resto dei nostri compagni di viaggio, compresi alcuni dei sopravvissuti che andremo a salvare.

Potremo quindi ascoltare i loro dialoghi, capire meglio il loro pensiero e soprattutto approfondire il loro background. Il nostro sarà un lungo viaggio, un percorso di 8000 km che sarà vissuto nell’arco di un’anno (per un totale di 20/25 ore di gioco), un lungo esodo verso un futuro di speranza, che viene scandito dal passaggio delle varie stagioni e con differenti scenari, ricchi di ostacoli naturali e non.

Già perché nel nostro cammino troveremo a sbarrarci la strada, non solo della creature mutanti mostruose, come abbiamo già visto nei precedenti capitoli, ma anche tante tribù di sopravvissuti violente con le loro manie ed i loro culti (vedi la tribù che odia la tecnologia) che non si faranno scrupoli a farci fuori.

La nuova struttura a macro aree introdotto in Exodus a mio avviso ha giovato parecchio al gameplay, partiamo dal fatto che la linearità tipica della serie è rimasta, anche se è meno marcata, quindi tranquilli non vi dovete aspettare la libertà di Far Cry o RAGE, qui ci troviamo comunque difronte ad un FPS single player vecchia scuola molto più simile, come approccio alla formula usata da Valve con Half-Life.

L’Open World ideato da 4A Games ci propone quindi delle grandi zone aperte (in realtà solo tre di queste sono davvero aperte) che permettono al giocatore di affrontare i vari obbiettivi delle missioni con un approccio da free roaming e di esplorare meglio la mappa in cerca di materiali utili alla nostra sopravvivenza.

Quindi l’approccio “survival” ed il “crafting” sono ancora una colonna portante del gioco, anzi qui in questo nuovo capitolo sono ancora più accentuate, soprattutto quest’ultima che viene supportata da un’ottimo sistema di modifiche per il nostro equipaggiamento e per le armi.

Come sappiamo una delle caratteristiche del gunplay della serie Metro risiede nella sua fisicità nel suo essere pesante e ben lontano dagli shooter moderni, nel gioco di 4A Games, le armi tendono spesso e volentieri a bloccarsi man mano che queste vengono utilizzate e che quindi si sporcano, costringendoci a ricaricarle più del necessario oppure ad effettuare dei colpi a vuoto per renderle nuovamente funzionanti.

Questo naturalmente può accadere in qualsiasi fase della missione senza interrompere mai l’azione, come accade anche quando dovete consultare la mappa di gioco o quando dovremo creare dei medikit per ripristinare la salute (l’energia non vien infatti ricaricata in automatico). Tramite lo Zaino potremo poi, sempre senza interrompere l’azione creare filtri per la maschera antigas, le munizioni delle nostre armi speciali e rifornirci di un paio di oggetti da lancio come i pugnali e i barattoli per distrarre i nemici.

Per creare invece le munizioni per le armi standard dovremmo per forza di cose utilizzare i banconi da lavoro (che troviamo sparsi per le aree di gioco o nel campo base), questi potranno essere utilizzati anche per pulire le armi e interagire con l’attrezzatura indossata dal nostro Artyom.

Naturalmente le nostre armi potranno essere modificate in qualsiasi momento, potremo cambiare canna, dotarle di mirino, cambiare il  calcio, i caricatori e altre feature extra che si ottengono recuperando le modifiche dalle armi lasciate a terra dai nemici. Questo andrà a mettere nelle mani del nostro eroe delle armi più versatili e idonee alla nostra missione o al nostro approccio tattico.

Come sempre accade nella serie, il gioco ci offre la possibilità di avere un’approccio diretto con l’arma spianata oppure uno più tattico, più stealth, cioè muovendosi di soppiatto sfruttando gli angoli bui, evitando gli scontri inutili ed eliminando i nemici alle spalle. Quest’ultimo atteggiamento naturalmente andrà ad influire anche sul sistema di Karma, presente anche in questo nuovo capitolo.

Questo non viene indicato sullo schermo e per capire come agire dobbiamo basarci sulle indicazioni che ci forniscono i nostri compagni (la regola principale è legata a non uccidere gli innocenti) in base alle scelte che effettueremo durante la nostra partita andremo ad influenzare il finale.

Ad accompagnare una trama ben scritta non poteva che esserci un comparto tecnico di alto livello, ed anche su questo fronte il team di sviluppo di 4A Games non ha deluso. Le ambientazioni di gioco sono davvero affascinati, grazie soprattutto ad una sapiente gestione degli effetti di luce (davvero realistici) in più sono arricchite da vari effetti particellari che invogliano il giocatore a sfruttare la modalità foto presente nel gioco per condividere dei bellissimi screenshot.

Naturalmente tutto questo viene esaltato dalla risoluzione 4K della versione Xbox One X che risulta ancora una volta la versione console più performante, anche se devo dire che ho visto girare il gioco su Xbox One S ed il risultato non è affatto male, grazie soprattutto alla risoluzione dinamica (1080p/900p) che mantiene la fluidità di gioco sempre sui 30 fps.

Naturalmente Metro Exodus non è esente da difetti che sono sia quelli storici della serie che alcuni nuovi legati all’animazione dei personaggi e dei loro volti.

L’intelligenza artificiale dei nemici, come abbiamo già visto nei precedenti capitoli della serie, non è mai stata al top. Le routine dei nemici, sia mutanti che umani, sono davvero semplici e si riducono a due semplici tattiche; corsa verso il giocatore per cercare di effettuare un attacco melee oppure quella di appostarsi e sparare dalla distanza. Insomma la difficoltà di Exodus risiede tutta nella quantità di colpi reperibili durante le missioni ed al numero necessario di questi ultimi per poter abbattere un nemico.

Il secondo difetto invece risiede nelle animazioni dei personaggi spesso impacciate, ingessate (in alcuni casi sembra manchi un frame di collegamento) e quelle di volti dei personaggi secondari che sembrano provenire da una generazione precedente, questo è poi sottolineato dal doppiaggio in italiano che sì e ben fatto con diverse voci e con i volumi sempre al posto giusto, ma in alcuni casi risulta fuori sync.

Sempre nei dialoghi c’è da dire che la mancanza della voce di Artyom nei vari dialoghi che lo coinvolgono, rende in molti casi la scena poco credibili ed un po’ forzata. Ottimo invece la colonna sonora che si dimostra sempre perfetta in qualsiasi situazione su schermo, anche quelle più concitate.

Metro Exodus è uno di quei titoli che si fanno giocare con piacere dall’inizio alla fine grazie ad una trama coinvolgente, un comparto grafico di primo ordine ed un gameplay piacevole che in questo capitolo è stato ulteriormente arricchito di elementi interessanti.

Il cambio di ambientazione è l’abbandono quasi totale della linearità potrà inizialmente far storcere il naso ai vecchi fan della serie, ma dopo alcuni minuti di gioco sono sicuro che sia i vecchi fan che i nuovi giocatori sapranno apprezzare la nuova avventura di Artyom e soci.

Il nostro voto: 8.5

thumbs-up-icon
Pros
  • Graficamente straordinario
  • Gameplay sempre piacevole
  • Atmosfera unica
thumbs-down-icon
Cons
  • A.I. dei nemici
  • Animazioni dei volti
  • Artyom ha bisogno di una voce
RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
8.5
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