Monster Energy Supercross 3 – Recensione Xbox One

Il 2020 è iniziato e a febbraio sappiamo che il nostro appuntamento con i cancelletti di partenza non può mancare.

Infatti la casa italiana Milestone, puntuale come un orologio svizzero, ci porta nuovamente ad indossare casco e stivali per solcare la terra delle piste americane del campionato Monster Energy Supercross, diventando così il terzo capitolo dedicato alla disciplina motociclistica fuoristrada più seguita d’America, e non solo.

Quest’anno le novità non sono molte, e quelle più importanti sono difficili da notare a prima vista.

La prima salta subito all’occhio pochi minuti dopo aver avviato il gioco, durante la creazione del personaggio, che adesso può essere anche di sesso femminile, scelta molto attuale per il periodo storico che stiamo attraversando, ma che sinceramente comprendo poco in questo contesto, anche perché non esiste una classe femminile nel supercross.

Su FIFA ha senso, così come avrebbe molto più senso aggiungere l’altro sesso in un titolo analogo come MXGP, dato che esiste il campionato motocross femminile, dove tra l’altro in Italia abbiamo una delle più grandi campionesse della disciplina.

In questo caso sembra più una scelta messa lì tanto per cavalcare l’onda, e aggiungere un punto facile alle poche idee e novità presenti nel titolo.

Il senso di copia e incolla è sempre più presente, a partire proprio dallo stesso editor personaggi, che rimane praticamente il medesimo dei vecchi supercross così come quello dei vari MXGP, condividendo anche i soliti piloti personalizzati, ormai visti e stravisti.

Vale lo stesso discorso per quanto riguarda tutto il comparto estetico composto da un vastissimo numero di abiti e prodotti tipici della disciplina, ma che in fin dei conti sono praticamente i medesimi che vediamo da anni, senza aggiunte degne di nota o aggiornamenti alle gamme odierne.

Dopo aver creato il nostro rider possiamo avviare un tutorial di guida in cui imparare i comandi base del titolo, che consiglio ai neofiti, mentre gli esperti del genere possono tranquillamente saltarlo a piè pari, e buttarsi direttamente nella mischia.

Le modalità offerte sono le solite che conosciamo, partendo quindi dalla gara singola, dove si scende subito in pista dopo aver scelto moto, pilota e tracciato, oppure si può affinare la tecnica ed estremizzare l’efficacia in ogni angolo della pista con le prove a tempo.

Ovviamente non manca una modalità carriera, cuore del titolo, che come era facile aspettarsi è decisamente noiosa e si limita ad un susseguirsi continuo di gare fino al raggiungimento della fine del campionato, celebrando magari la vittoria del titolo iridato.

Positiva la rinomata scalabilità dei titoli Milestone, quindi potrete cucirvi addosso l’esperienza di gioco settando la fisica di guida, la difficoltà degli avversari, cambio manuale o automatico, traiettorie e la durata del weekend di gara, che potrà essere concentrato in un’unica corsa oppure in una simulazione completa fatta di prove libere, qualifiche e più gare.

Dopo una gara di prova potremo scegliere di firmare un contratto con un team esistente oppure creare la nostra fortuna da zero legandoci a sponsor personali e potendo così personalizzare moto e pilota a piacimento con i partner tecnici a noi più congeniali. Non aspettatevi niente di complesso.

Come detto tutto si riduce ad una serie di gare dove a seconda del piazzamento guadagneremo esperienza e denaro, così da potenziare il nostro veicolo e rendere più poser il nostro pilota virtuale.

Interessante la modalità sfide, dove all’interno troveremo varie prove di abilità alla guida, che ho trovato decisamente più interessanti e utili rispetto al tutorial iniziale, proprio perché insegnano anche ai meno esperti come bisogna guidare in questa disciplina.

Infatti accelerare e frenare non vi porterà molto lontano se non imparerete a “leggere” le traiettorie e le insidie della pista. Mai come in questo terzo capitolo è importante conoscere bene il tracciato e diventare esperti nella gestione di gas e movimenti del pilota. Infatti è qui la novità più importante ma al contempo nascosta.

La dinamica di guida si è evoluta, e se le basi sono apparentemente le solite a cui siamo abituati venendo dai capitoli precedenti, è evidente come il comportamento sia diverso e offra maggior precisione rispetto ai predecessori, ma come al contempo sia più ostico da padroneggiare.

Per quanto mi riguarda va benissimo così, perché in questa maniera il gioco offre un tasso di sfida più consistente e diventa davvero appagante nel momento in cui avrete la sensibilità perfetta per divertirvi su ogni tipo di tracciato.

Tornando alle sfide, queste ci metteranno alla prova con esercizi in cui mantenere un giusto flow sul tracciato, cercando di ottenere il tempo migliore, ma ci saranno anche sfide di scrub, ossia il trick aereo che permette traiettorie più basse e redditizie quando si effettuano i salti, e dulcis in fundo sfide testa a testa.

Portando a termine le varie prove sbloccheremo delle medaglie, che saranno utili a sbloccare un intero kit per il nostro rider e una grafica per le nostre moto.

Chiudendo la carrellata di modalità disponibili, anche quest’anno potremo girare liberi per il compound, una mappa piuttosto vasta dove potremo allenarci liberamente o prendere parte a time attack e competizioni in tracciati supercross o national all’aperto, il tutto ambientato nel deserto americano, uno spot d’allenamento abituale per tutti i riders del campionato Monster Energy Supercross.

Non manca anche un comparto multigiocatore, dove prendere parte a competizioni con altri giocatori in lobby pubbliche, o creando lobby private, inoltre è stata aggiunta una comoda lista server per entrare in partite già create con impostazioni a noi più congeniali.

Il gioco dovrebbe sfruttare server dedicati per garantire una miglior esperienza tra i giocatori, ma sinceramente non ho riscontrati grandi miglioramenti rispetto al passato, notando episodi di lag uniti ad un sistema di collisioni non particolarmente raffinato (lo stesso si può dire per quanto riguarda le modalità di gioco in singolo giocatore).

Nuova anche una modalità denominata Direttore di gara, che sulla falsa riga di quanto visto nella saga MotoGp, dovrebbe rendere il titolo “eSport ready“, dando la possibilità di dirigere la regia della gara in atto.

Per concludere torna anche l’editor di tracciati, accolto fin da subito con grande interesse dai giocatori, che in questo terzo capitolo compie qualche altro passo avanti proponendo alcune nuove tipologie di elementi per la creazione dei tracciati personalizzati, e come sempre sarà possibile scaricare e votare le creazioni altrui così da poterle avere sempre a portata di mano.

Tirando le somme Monster Energy Supercross 3 è un buon titolo che si rivolge specialmente agli appassionati della disciplina e del motorsport in generale, ma io stesso, da appassionato, noto che ci sia sempre troppo riciclo all’interno dei titoli Milestone.

Le stesse impostazioni, gli stessi assets e le solite personalizzazioni, aggiornando il roster di piloti alla stagione più recente (nonostante continuino a mancare alcuni piloti fondamentali del campionato) non giustificano la spesa necessaria per portarsi a casa l’ultimo titolo uscito che alla fine è praticamente una copia di quello precedente.

Devo ammettere però che in questo caso le modifiche apportate alla dinamica di guida sono molto più fini e interessanti rispetto al passato, e rendono la guida molto più coinvolgente e appagante, soprattutto godendosi il flow dei tracciati in prova a tempo.

Altro discorso invece durante le gare, dove l’IA è ancora poco sviluppata (anche giocando a livello massimo e senza alcun aiuto come faccio abitualmente) e le collisioni rendono sempre tutto un po’ troppo arbitrario date le reazioni strane che possono comportare.

Graficamente nulla da dire, modelli 3D e effetti luce sono di alto livello, nonostante le texture dell’ambiente circostante non siano al top, mentre per quanto riguarda il sonoro i rumori dei motori sono più monotoni e noiosi, in generale li ho trovati un passo indietro rispetto al passato.

Se avete voglia di supercross, o volete iniziare a scoprire questo mondo, questo terzo capitolo è davvero perfetto, ma se come me mangiate pane e motorsport a colazione, pranzo e cena, e avete giocato tutto quello che esce dagli uffici della software house milanese, forse questo terzo capitolo non è così imprescindibile.

Pro

  • Modelli e effetti luce ben fatti
  • Fisica migliorata
  • Guida coinvolgente

Contro

  • Effetto copia/incolla troppo evidente
  • Sull’IA e collisioni ancora non ci siamo
  • Longevità