motogp-18-recensione-review-giochi-xbox-one-x-4k-hdr-games-paladins

Per ogni amante di sport, un nuovo anno indica anche una nuova stagione di competizioni, e quindi un nuovo episodio per la controparte videoludica. Per gli amanti dei motori su due ruote significa che un nuovo capitolo della serie Moto Gp è alle porte, per questo siamo qui a raccontarvi com’è il nuovo titolo di Milestone, MotoGp 18, che ci porta sulla griglia di partenza della classe regina delle corse motociclistiche. 

Rispetto al capitolo precedente possiamo dire che MotoGp 18 è totalmente nuovo, grazie all’utilizzo del nuovo motore grafico già utilizzato nelle ultime produzioni della casa milanese, vale a dire l’Unreal Engine 4. Ovviamente adottare un nuovo motore grafico, decisamente più performante, comporta dei miglioramenti ma anche alcuni compromessi. 

Il nuovo motore permette un passo avanti degno di nota soprattutto per quanto riguarda il sistema di illuminazione, che adesso unito ad una saturazione dei colori meno marcata, fornisce una resa visiva notevole, molto vicina alla realtà. Purtroppo però, se da una parte abbiamo una gestione delle luci migliorata, lo stesso non possiamo dire della grafica in generale. MotoGp 17 era riuscito a darci i tanto richiesti 60 fps, mentre adesso siamo di nuovo scesi ai tradizionali 30 fps, che sebbene siano sempre stabili, non garantiscono la fluidità a cui ci eravamo abituati. 

Questo aspetto però rappresenta il male minore. Infatti il frame rate non rappresenta un vero problema, quando è il dettaglio grafico il vero tallone d’Achille del titolo. La grafica risulta slavata, poco nitida e con evidenti sfarfallii ed effetti blur. Anche lo stesso menù iniziale è incredibilmente sfocato. Tengo a precisare che il gioco è stato testato su Xbox One standard, non ho quindi informazioni sulla resa grafica che potrebbe avere girando su Xbox One X, ma in ogni caso mi aspettavo decisamente di più, dato che gli sviluppatori avevano già avuto modo di mettere mano all’engine con Gravel e Monster Energy Supercross. 

L’utilizzo dell’Unreal Engine 4 ha costretto a creare completamente da zero gli assets del gioco, quindi vi dovrete anche dimenticare di tutti i contenuti extra che avevamo apprezzato negli scorsi capitoli, come le mitiche 2 tempi, le prime 4 tempi, le Moto Gp 800 e i leggendari piloti che hanno fatto la storia di questo sport. 

Sorpassando il discorso grafico, andiamo a parlare di stile di guida. Qui il lavoro svolto non è affatto male, e in vista dell’uscita di Ride 3 mi fa ben sperare. Chi ha provato MotoGp 17 ricorderà che la nostra moto, a differenza di quelle avversarie, era come un cavallo imbizzarrito. Attenzione, non voglio dire che si guidassero male, ma derapavano con estrema facilità sia in entrata che in uscita di curva, e la cosa era poco verosimile, specie nei replay, dove passavamo per degli scalmanati. 

Adesso la situazione è cambiata radicalmente. Le moto hanno un peso maggiore in inserimento di curva, che sarà la fase più importante per avere anche una percorrenza efficace. Le animazioni del pilota si sono migliorate di pari passo con lo stile di guida, con movimenti ancora più fluidi e diversificati in base allo stile scelto, e spesso vedremo il nostro pilota controbilanciare i movimenti della moto in accelerazione uscendo dalle curve, animazione che mancava, e che finalmente rende ancora più reali le nostre gesta virtuali. Migliorata anche la gestione dell’impennata in uscita di curva, con un anteriore che non rimbalza come nello scorso titolo, o come in Ride 2, ma anzi galleggia proprio come nelle slow motion che apprezziamo in televisione. 

Il cuore dell’esperienza sarà la modalità Carriera, che ha perso ogni componente manageriale che era stata inserita con il capitolo precedente, a favore di una versione più classica e tradizionale, ma anche più noiosa e meno longeva. Si parte dalla RedBull Rookies Cup per poi scalare le categorie fino alla classe regina. In base ai nostri piazzamenti avremo richieste più o meno interessanti da parte dei team, che ovviamente in cambio di un contratto ci daranno dei requisiti da soddisfare. 

È presente anche un sistema di sviluppo della moto basato su fasi di test che ci forniranno punti sviluppo da utilizzare per potenziare determinate aeree della nostra moto, facendo scelte oculate in base al nostro stile di guida e alla moto che stiamo utilizzando. Inoltre se otterremo il ruolo di prima guida all’interno del team avremo anche accesso ad un maggior numero di punti, che saranno fondamentali per far progredire la tecnologia della nostra moto. 

Oltre alla carriera si potrà competere in modalità singole, come la Gara Veloce, il Time Attack oppure creando un campionato personalizzato. Se invece volete buttarvi nella mischia del multiplayer, potrete scegliere il matchmaking, oppure la creazione di una stanza privata da condividere con i propri amici. Prossimamente arriverà anche la modalità dedicata al campionato eSport. 

Infine nel menù principale si può accedere alla sezione MotoGP ID dove potremo trovare tutte le nostre statistiche di gioco aggiornate, come le ore di gioco, le gare a cui abbiamo partecipato, così come vittorie, podi e altre voci. 

Come siamo stati abituati in questi anni, anche in MotoGp 18 potremo personalizzare il nostro pilota, sia nello stile di guida, sia nell’aspetto, questa volta con qualche accessorio in più rispetto all’ultimo capitolo, ma ancora non abbiamo la vastità di scelta vista in Ride o nei titoli di motocross. 

Un ultimo appunto sull’IA, che per quanto non sia troppo intelligente (continua a seguire i suoi binari, non calcola molto ciò che ha intorno, e rispetto a prima mi pare anche meno incline all’errore e alle cadute), risulta ben calibrata per ogni tipo di giocatore. Settandola al 100% (si può arrivare ad un massimo di 120%) la sfida è appagante, e i tempi sul giro sono sempre consistenti, anche se gli avversari faranno staccate incredibili, praticamente impossibili da replicare per noi giocatori, per poi ridimensionare il loro ritmo in uscita di curva e in rettilineo.  

Tirando le somme MotoGp 18 rappresenta un buon titolo per tutti gli amanti del motociclismo. In alcuni aspetti è un passo avanti rispetto al predecessore, ma in molti altri è un passo indietro, e questo ne fa un titolo di transizione, tra quelli col motore di gioco proprietario e quelli che verranno sfruttando l’Unreal Engine 4, che sarà sempre più ottimizzato e migliorato. Al momento si nota tanto potenziale, che però richiede ancora un bel po’ di lavoro di pulizia e ottimizzazione, con la speranza che il livello sia ben più alto per la data di uscita di Ride 3, che a mio parere sarà la vera punta di diamante del portfolio targato Milestone. 

RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
7.0
Articolo precedentePresentazione del Bethesda Game Studios BE3 Showcase durante l’E3 2018 (sub Ita)
Prossimo articoloRilasciato un nuovo spettacolare trailer di PES 2019 dedicato a David Beckham
Product and graphic designer. Amateur photographer, freeride and downhill rider, cars and bikes lover. • PFB Design